Uccr: “Abbiamo ispirato noi l’articolo di Avvenire su Regnerus”.

Ennesima “uccretina” (in questo caso doc) dell’associazione Uccr (Unione cristiani cattolici razionali) commentando l’articolo di Avvenire secondo cui i figli dei gay sarebbero disturbati.
Per gli uccrociati «Finalmente qualcuno ha trovato il coraggio di intervistare i veri esperti del settore “infanzia” a proposito della crescita con genitori omosessuali. Lo ha fatto il quotidiano “Avvenire”, pubblicando le risposte di Giuseppe di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps)». Sarebbe interessante sapere con quale paramentro Uccr giudica chi siano i “veri esperti”: forse considerano tali solo chi è contrario alle adozioni gay?
Inoltre Avvenire non ha avuto nessun “coraggio di intervistare” Di Mauro considerato che si è limitato solamente a riportare delle dichiarazioni del dott. Di Mauro ma non lo ha affatto intervistato.
Ad ogni modo se Giuseppe Di Mauro è – secondo Uccr – un vero esperto del settore infanzia, bisogna ipotizzare che l’intera Associazione italiana di psicologia sia un “falso esperto” avendo un pensiero diametralmente opposto a quello del dott. Di Mauro: inoltre bisognerebbe domandarsi se lo sviluppo del bambino in una coppia di omosessuali sia di competenza della pediatria (area del dott. di Mauro) o meglio della psicologia.
Gli uccrociati ricordano che l’intervento di Di Mauro è stato in risposta alle dichiarazioni (dagli uccrociati definite “farneticanti”) del sindaco di Milano Pisapia che si era dichiarato favorevole alle dichiarazioni da parte degli omosessuali.
Gli uccrociati scrivono che «Pisapia è stato votato anche da molti cattolici milanesi, indotti da un appello firmato da sacerdoti mediatici come don Virginio Colmegna e don Enrico Capitani». Risulta difficile pensare che questo appello – nella patria di Comunione e Liberazione – abbia indotto i cattolici milanesi a votare per Pisapia: forse i meccanismi e le dinamiche di voto e di flusso elettorale sono qualcosa di ben più complesso ed i cattolici milanesi hanno ben più autonomia di pensiero degli uccrociati.
Allo stesso modo sfugge per quale motivo don Virginio Colmegna e don Enrico Capitani siano definiti dagli uccrociati come “sacerdoti mediatici”: non sembra che siano onnipresenti nei media.
Gli uccrociati continuano scrivendo che «al sindaco milanese ha risposto la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps)». Ad essere precisi non c’è stata nessuna risposta da parte della Società italiana di pediatria preventiva e sociale ma solo una dichiarazione non ufficiale del suo Presidente: infatti non risulta nessun documento ufficiale da parte della Sipps.

Gli uccrociati ovviamente riportano – per suffragare la loro ostilità alle adozioni gay – gli studi di Regnerus e Loren Marks: studi che sono stati definiti letteralmente come “stronzate”. A definirli in questo modo è stato addirittura il professore di sociologia alla Southern Illinois University Darren Sherkat – membro del comitato editoriale del Social science research (la rivista che ha ospitato gli studi di Regnerus e Loren) che ha ricevuto l’incarico dalla stessa rivista di realizzare un audit sul processo di pubblicazione degli studi di Regnerus: Sherkat ha rilevato che lo studio di Regnerus non era scientificamente valido definendolo testualmente “bullshit” (cazzate). Nello stesso audit Sherkat definisce la stessa ricerca di Loren (citata dagli uccrociati) come una «meta-analisi di studi di scarso valore» ritenendola inadatta ad essere pubblicata su una rivista come Social science research. Ovviamente le ricerche di Regnerus e di Marks avevano attirato molte critiche anche da altri esperti del settore ponendo l’attenzione anche (ma non solo) sul finanziamento della ricerca di Regnerus da parte di associazioni cristiane contrarie ai diritti dei gay.

Gli uccrociati concludono scrivendo che il giornale Avvenire si è chiaramente ispirato alle notizie apparse sul loro blog.
Non si può essere sicuri che Avvenire si sia ispirato ad Uccr: la certezza ci sarebbe nel caso in cui l’articolo del giornale della Cei abbia rimandato ad un articolo di Uccr ma così non è stato.
Ovviamente resta il ragionevole dubbio che il quotidiano dei vescovi italiani abbia potuto attingere a Uccr: infatti solo Uccr e Pontifex sostengono le cazzate (per usare le parole usate da Sherkat) di Regnerus e della Loren. Se così fosse sarebbe certamente un motivo di vanto per gli uccrociati: bisogna vedere però se la Cei può essere orgogliosa di ispirarsi a blog come Uccr o Pontifex.Roma riportando simile stronzate.
Dopo questa affermazione di Uccr secondo cui sono stati loro ad ispirare il quotidiano della Cei, la risposta definitiva può venire solo da quest’ultima.

Cagliostro
www.alessandrocagliostro.wordpress.com

@Cagliostro1743

10 pensieri su “Uccr: “Abbiamo ispirato noi l’articolo di Avvenire su Regnerus”.

    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Grazie Baker,
      mi dispiace che in questi articoli non si metta mai in luce che lo stesso comitato editoriale della rivista in cui sono stati pubblicate queste ricerche ha ammesso che la pubblicazione è stata un errore ed ha sconfessato le ricerche.

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  1. francesco t

    wow…. e c è da vantarsene? è come vantarsi del fatto di aver ispirato la teoria nazista , o più semplicemente , vantarsi di aver fatto la cacca (pardon).

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  2. Priapus

    Sono una banda di chierichetti che non perverranno mai alla ragione, neanche in tarda età, dove anzi l’immaturità si sommerà con l’arteriosclerosi,(vedi l’Emerito Babini), e da bravi chierichetti, sgomitano per avere l’approvazione del loro parroc chetto.

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Priapus,
      hai mai visto il personaggio del “compagnuccio della parrocchietta” di Sordi? Mi sembra calzi bene…..comunque gli auguriamo (come a tutti) di evitare l’arteriosclerosi.

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  3. Priapus

    Cagliostro
    Temo che certi cervellini un pò ottusi siano naturalmente predisposti.
    Non ho mai visto quel film, dev’essere del periodo giovanile di Sordi, lo cercherò.
    Grazie dell’indicazione, dev’essere divertente.

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