Riceviamo anonimamente e pubblichiamo: San Bruno.

Attraverso un messaggio cifrato, proveniente da un indirizzo mail fasullo, abbiamo ricevuto un testo che, senza ombra di dubbio è destinato a far discutere. Si tratta di un articolo (attribuito a Don Strazio) che è rimasto online per qualche ora sul bel sito Pontifesso, salvo poi scomparire senza alcuna spiegazione.

Per dovere di cronaca vi mettiamo al corrente del contenuto dell’articolo misterioso.

Nel mese di ottobre la Chiesa ricorda San Bruno di Colonia, innanzitutto, a nome di tutta la redazione di Pontifex un augurio di serenità al nostro direttore responsabile Bruno Volpe che con la collaborazione di numerosi giornalisti ha creato in poco più di tre anni uno dei più seguiti quotidiani cattolici on line d’Italia. Superando di gran lunga come numero di visite il precedente sito dove sia io che Bruno scrivevamo. San Bruno è un santo dell’XI secolo, fondatore dei Certosini, una forma di vita monacale nella Chiesa Cattolica, che si alimenta della preghiera, della solitudine della vita, del rigore dell’austerità. San Bruno era nato a

Colonia, in Germania, nel 1030. studiò a Reims, in Francia, e vi divenne maestro apprezzatissimo da generazioni di giovani, tra i quali sant’ugo che fu vescovo di Grenoble e poi papa con il nome di Urbano II. Quando a Reims fu insidiato un vescovo simoniaco, bruno

dopo averlo aspramente redarguito, se ne allontanò ritornandovi per breve tempo quando l’indegno vescovo fu deposto. Ma quella esperienza convinse Bruno a prendere una nuova vita fatta di solitudine assoluta, di studio, di lavoro e di preghiera. Dopo una breve esperienza nell’ordine cistercense, appena fondato da Roberto di

Moleste, si ritirò nella valle di Cartusia (Chartreuse) con i suoi discepoli. Ma nel 1091, il suo discepolo divenuto papa lo volle con se a Roma, ma anche questo soggiorno fu breve perché di nuovo bruno fu assalito

dall’amore per la solitudine. Ma questa volta non tornò in Francia ma scese in Calabria dove fondò la certosa di Serra san Bruno e dove morì nel 1101.

La Messa della sua festa è quella presa dal Comune dei Confessori. Noi meditiamo volentieri a suo riguardo il versetto dell’Alleluia : “Beato l’uomo che supera le sue prove : dopo aver dato la prova della sua virtù, egli riceverà la vita eterna”. “Virtù”, “Vita eterna”. Sembra che queste due parole restino l’anima e la vita del Certosino. Senza dubbio appartengono ad ogni vita veramente cristiana, a più forte ragione ad una vita consacrata al Signore nel sacerdozio od anche l’impegno totale, leale e generoso del religioso consacrato che può e deve incessantemente ispirarsi a questa regola permanente del compito e del pensiero del destino eterno, vero senso della nostra esistenza. Rimane che la forma austera della vita del Certosino ha questo di particolare che essa lascia assolutamente tutto della vita di questo mondo e che in un completo abbandono e rinuncia dei suoi beni, di ogni vita esteriore, essa pone l’anima in permanenza di fronte a quest’unico bene necessario : l’eternità.

Bisogna avere una forza fisica e morale, un equilibrio certo per vivere nel ritiro permanente del Certosino. Ma che lo si noti bene, la sua vita non è esclusiva rinuncia. Essa è destinata ad arrivare ad una vita più alta, anche quaggiù, vita in Dio, con Dio e per Dio.

Ed è questo, grazie ai Certosini, a profitto dei loro fratelli gli uomini, in virtù della Comunione dei Santi nel Corpo mistico di Cristo, l’aspetto sociale di questa esistenza si eleva al di sopra delle agitazioni, degli oblii, delle miserie del mondo al modo di un faro, potente proiettore di luce in mezzo alla notte, indicatore della strada per quelli che camminano troppo spesso dopo aver perduto l’orientamento e il senso della vera direzione esistenziale che occorre seguire.

Quanti, purtroppo nel nostro ventunesimo secolo, non si preoccupano più della virtù, assorbiti come sono dall’interesse, dal piacere, dalla cupidigia sotto tutte le sue forme !

La vita eterna è il senso vero del nostro fine ultimo, l’asse di verità intorno al quale dovrebbe organizzarsi e costruirsi ogni vita ben ordinata ed armoniosa. Signore, facci comprendere il vero cammino dell’esistenza umana nella pratica della virtù e nella luce dell’eternità. La vita monastica è, anch’essa, una testimonianza. Il rafforzamento dell’austerità di questa vita della Certosa è un apporto supplementare di spiritualità ad un mondo che ne ha un così grande bisogno.

14 pensieri su “Riceviamo anonimamente e pubblichiamo: San Bruno.

  1. paopao

    uhm..ci sono piccole inesattezze:
    “a nome di tutta la redazione di Pontifex un augurio di serenità al nostro direttore responsabile Bruno Volpe ..”
    “direttore…? ”
    Domanda:
    Ma il nostro Volpastren non era
    “animatore del blog meno secolarizzato dell´Universo” ??
    “responsabile..?”
    Domanda: latita per ben due mesi senza lasciare uno straccio di notizia ai suoi milioni di affezionati lettori (noi)..poi , paff.. torna all´improvviso, promette spiegazioni che aspettiamo ormai da piú di un anno ….responsabile..ehm..giá..http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_whistle3.gif

    Rispondi
  2. paopao

    “…perché di nuovo bruno fu assalito dall’amore per la solitudine.”
    (Mannaggen, don Strazy, ” bruno ” si scrive maiuscolo eh? …giusto per fastidiare!) http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cry.gif
    Anche Volpastren é assalito dall` amore per la solitudine… http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_cool.gif

    Rispondi
  3. paopao

    “Rimane che la forma austera della vita del Certosino ha questo di particolare che essa lascia assolutamente tutto della vita di questo mondo e che in un completo abbandono e rinuncia dei suoi beni, di ogni vita esteriore, essa pone l’anima in permanenza di fronte a quest’unico bene necessario : l’eternità”

    Cactus! Ma é Volpastren spiaccicato….
    http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif

    Rispondi
  4. paopao

    ..Oppsalá! Non avevo letto due righe piu´sotto:
    Bisogna avere una forza fisica e morale, un equilibrio certo per vivere nel ritiro permanente del Certosino.
    http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_scratch.gif

    ehm..no! http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_negative.gif

    Rispondi
  5. paopao

    Cosa, cosa, cosa??
    “Ed è questo, grazie ai Certosini, a profitto dei loro fratelli gli uomini, in virtù della Comunione dei Santi nel Corpo mistico di Cristo, l’aspetto sociale di questa esistenza si eleva al di sopra delle agitazioni, degli oblii, delle miserie del mondo al modo di un faro, potente proiettore di luce in mezzo alla notte, indicatore della strada per quelli che camminano troppo spesso dopo aver perduto l’orientamento e il senso della vera direzione esistenziale che occorre seguire.”
    Don Strazy, consentimi..ma al di sopra delle agitazioni, degli oblii ecc si eleva anche il tuo infelice esempio del faro!
    A mio povero ed umile giudizio (visto che mi ricordo???) sarebbe meglio se gli sperduti camminatori usassero una cartina o una bussola! Voglio dire, vabbeh una nave.. ma [email protected] che si perde a piedi, nella notte, che cavolo vuoi ci faccia col faro?? http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_negative.gif

    Rispondi
  6. paopao

    Appunto admin.. ha ragione Remo.A che pro ripubblicarlo??
    Cavolo, per una volta che si autocensurano da soli e risparmiano al mondo queste perle di saggezza …..http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_unsure.gif

    Rispondi
  7. paopao

    Quanti, purtroppo nel nostro ventunesimo secolo, non si preoccupano più della virtù, assorbiti come sono dall’interesse, dal piacere, dalla cupidigia sotto tutte le sue forme !
    ioo, ioo ..ioo
    http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yahoo.gif
    Per il resto sono daccordissimo…Don Strazy, un´austerissima vita (senza internet e col cilicien), rinchiusi in una Certosa a meditare sull´eternitá non puo´farvi che bene, cari pontimostri !! Bye Bye ..http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

    Rispondi
  8. adminadmin Autore articolo

    Superando di gran lunga come numero di visite il precedente sito dove sia io che Bruno scrivevamo.
    Trascurando la forma, decisamente sciatta, resta il solito vizietto degli amici Pontifessi: dire senza mai dire. In questo passaggio sembrano far riferimento al sito di Gianluca Barile, cioè di colui il quale ha dato la possibilità a Don Strazio ed a Bruno Volpe di scrivere online. Quindi, senza menzionarlo, parlano di TuEsPetrus. Poverelli… sempre impegnati a togliersi i sassolini dalle scarpe. Ma quanto devono essere grandi le loro scarpe? 😉

    Rispondi
  9. Faggot79

    I monaci di clausura non hanno internet, non pubblicano trattati di angeologia, non tengono blog non secolarizzati e soprattutto non ficcano il naso sotto le coperte altrui.
    Insomma, prendessero esempio loro dalle virtù che vanno lodando e la smettessero di fracassarci i m… ehm, di vessarci con le loro frustrazioni.

    Rispondi

Rispondi