Uccr e le aggressioni finte contro gli omosessuali: i dati veri dell’Fbi

Il blog dell’associazione cattolica Unione cristiani cattolici razionali pubblica un articolo firmato da Livia Carandente sul caso di una donna americana – Charlie Rogers – arrestata per aver finto un’aggressione a sfondo omofobico.
Nell’articolo si riporta anche il caso di Joseph Baken che ha dichiarato di essere stato aggredito a causa della sua omosessualità e di Alexandra Pennell che avrebbe dichiarato di aver ricevuto delle lettere minatorie a sfondo omofobico: in entrambi i casi le storie si sono rivelate infondate.
Quindi sembrerebbe quasi che gli omosessuali non siano per nulla vittime dei cosiddetti “crimini di odio” negli Usa ma amini inventarsi delle finte aggressioni.
Un aiuto per conoscere meglio la situazione ci viene dalla famosa Fbi (Federal Bureau of Investigation) che ogni anno pubblica le statistiche sui cosiddetti “crimini di odio”. I crimini di odio sono quelli che avvengono in base alle caratteristiche della persona (crimini per motivi razziali, etnici, religiosi, orientamento sessuale, etc.).
Ovviamente l’aggressione subita da un omosessuale per rubargli il portafogli non rientra nei crimini d’odio ma è un crimine comune.
Nel 2010 – secondo l’Fbi – ci sono state 1.470 aggressioni che avevano origine nell’orientamento sessuale della persona (omosessuale, eterosessuale, bisessuale). Riassumendo, il 98,6% di questi reati è avvenuto contro persone (uomini o donne) a causa delle loro tendenze omosessuali o bisessuali e l’1,4% contro persone a causa delle loro tendenze eterosessuali: quindi un totale di 1.450 aggressioni contro la comunità Lgbt e 20 aggressioni contro eterosessuali (che ovviamente sono numericamente molto più numerosi).
Per quanto riguarda i reati a sfondo religioso ci sono state 1.409 aggressioni per motivi religiosi che hanno riguardato i cattolici (come vittime) nel 4,3% dei casi: un totale di 60 aggressioni. Seppur sempre da condannare le aggressioni subite dai cattolici sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle subite dagli omosessuali ed ovviamente le persone lgbt sono di gran lunga di meno rispetto a chi si identifa come cattolico.

Livia Carandente nell’articolo di Uccr alla fine si domanda: «Qual’è (sic, ndr) dunque il vero interesse a realizzare queste messe in scena?».
Prima di tutto Livia Carandente – essendo dottoressa in comunicazione, giornalista, direttrice responsabile di alcune testate ed insegnante di comunicazione così come si legge sul sito di Uccr – dovrebbe sapere che il pronome “quale” non si elide mai (ossia aggiungendo l’apostrofo) ma si tronca (senza apostrofo).
Purtroppo è difficile dare una risposta alla domanda posta ma personalmente me ne viene un’altra: qual è il vero interesse di Uccr a riportare i pochi casi di finte aggressioni e non le migliaia di casi di aggressioni a sfondo omofobico come riporta la stessa Fbi?

Cagliostro
www.alessandrocagliostro.wordpress.com
@Cagliostro1743

25 pensieri su “Uccr e le aggressioni finte contro gli omosessuali: i dati veri dell’Fbi

    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Secondo me l’interesse (in altri articoli non è stato nascosto) è contro l’approvazione in Italia di una seria legge sull’omofobia.
      Ma su questo non me la prendo neanche con gli uccrociati che alla fine sono dei ragazzi ma non dimentichiamo che la Chiesa si è opposta alla moratoria Onu contro la depenalizzazione dell’omosessualità perché avrebbe “discriminato” quei paesi in cui vigono le leggi contro l’omosessualità. E non parliamo di Paesi che non approvano il matrimonio omosessuale (siamo ben lontani da quei livelli) ma di Paesi in cui essere omosessuali è un reato punibile penalmente (anche con la pena di morte).
      ps: mi sembra che l’Italia sia stato il primo paese a non considerare l’omosessualità come un reato alla fine dell’800.

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      1. Paolo Giaccone

        Boh ? Non mi pare effettivamente che il codice Zanardelli del 1889 prevedesse il reato di omosessualità (o più probabilmente sodomia), ma non saprei dire quando sia stato abolito nè da noi nè in altri paesi.
        Comunque, giusto per aggiungere carne al fuoco specifico che ancora molto recentemente in numerosissimi stati Usa erano ancora in vigore delle sodomy laws (sia tra omosessuali che etero, btw), confermate dalla Corte Suprema con la sentenza Bowers degli anni ’80 e abolite del tutto solo nel 2003.

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          1. Paolo

            Veramente è circa un mese e mezzo che posto sparsamente sul blog, solo che a volte includo il mio cognome e altre no, non saprei dire esattamente perchè http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_bye.gif

  1. faunita

    Prima notazione che s’impone: gli amici di Pontifex e UCCR continuano a ripetere che non esiste l’omofobia, perché il termine “fobia” in greco indicherebbe timore totale, insomma, qualcosa di simile ad un attacco di panico… Potrei rispondere loro: allora piantatela di parlare di “cristiano fobia”, che l’è, un attacco di panico di fronte ad un cristiano?

    Vorrei sapere cosa ne pensano sul punto Adamo Creato & Andrea Ferrameo, che condividendo anche l’indirizzo mail devono essere davvero grandi amici (anche se le terapie riparative prescrivono di tener le distanze dal proprio stesso sesso, ragà, potrebbero rimproverarvi!!!) anche se temo non risponderanno….

    E mi piacerebbe anche sapere perché, dopo ogni aggressione ai danni di omosessuali (spesso cinque contro uno se non addorottira dieci contro uno, perché quei porci aggressori sono coraggiosissimi!!!) sempre s’alza qualche vocetta che (come capita nei processi per stupro, soprattutto quando la vittima non è ridotta in fin di vita o già morta) proclama che “se la sono cercata” perché vedere un omosessuale in giro provoca mai tanta sana indignazione che – a dir loro – est comprensibile un po’ di botte, cioè non si dovrebbe ma sai com’è e comunque loro ad andare in giro ed esistere fanno proprio arrabbiar la gente e…. Insomma giustificazioni per così dire repellenti, quasi-incitamenti alla violenza, spesso conditi col pippotto finale che persino vedere coppiette etero che si scambiano effusioni fa inca….are i “bravi cittadini”. Sarà che a taluni danno fastidio in generale l’amore e la libertà altrui?

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Cara faunita,
      se non esistesse l’omofobia vorrei proprio sapere come mai la parola – oltre ad essere presente nei dizionari – è anche di uso comune.
      Secondo me l’omofobo ha paura dell’omosessuale (per questo il suffisso “fobia”) è adeguato. Fobia di cosa resta un mistero.
      Poi la fobia può manifestarsi in varie forme.
      Chi soffre di “erpetofobia” (paura dei serpenti), aracnofobia o claustrofobia può essere terrorizzato quando si manifestano situazioni simili mentre chi è affetto da omofobia (si può parlare di una vera e propria malattia per i motivi che dirò poi) reagisce in altri modi.
      Non dimentichiamo – giusto per tagliare la testa al toro (povero toro…..) – che esiste anche la “xenofobia” (paura dello straniero).
      I fatti di cronaca ci rivelano bene che chi è avverso allo straniero non reagisce mica bloccandosi con crisi di panico ma – il più delle volte – con episodi di violenza.
      Per questo l’omofobia è paragonabile benissimo alla xenofobia: infatti di solito l’omofobo è anche xenofobo.
      Per l’omofobia si può parlare di una vera e propria malattia (http://alessandrocagliostro.wordpress.com/2012/05/19/per-lo-scienziato-gessa-lomofobia-puo-essere-curata/)
      Poi ritengo l’omofobia può immotivata della xenofobia. Lo straniero è qualcosa – appunto – che magari non abbiamo mai conosciuto (l’Italia è paese di immigrazione da pochi anni) mentre gli omosessuali hanno sempre fatto parte del tessuto sociale quindi non capisco di cosa si debba avere paura.

      Non capisco il discorso delle email di Ferrameo e Creato: forse non conosco questo dettaglio.

      Sull’ultima parte sono più che d’accordo con te: a proposito si addice bene la canzone “Quelli che benpensano” di Frankie HI-NRG.

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      1. faunita

        Beh sembra che gli “ex gay” (io sono un’ex bruna ed ex fumatrice, ad esempio…) Adamo Creato e Andrea Ferrameo abbiano la stessa e-mail… Poi per carità, ciò non vuol dire che siano due fake, né io oso insinuare che i due abbiano ripetuto la solita sfilza di luoghi comuni intolleranti e infarciti di pregiudizi e che la loro storia (fotocopia di tutte le altre che ci propongono Volpastren & co.) possa apparire poco o punto credibile!!!

        In realtà, il termine “fobia” con riferimento ai fenomeni di odio contro omosessuali, stranieri, ecc. ecc. io lo trovo perfettamente appropriato, perchè in certe persone – evidentemente poco sensibili, o così paiono a me – il “diverso” chiunque egli sia (la donna, il gay, lo straniero, chi non la pensa come lui, ecc.) provoca un autentico panico morale. Diverso, ignoto – da respingere, e da respingere per pura chiusura mentale. Ed i risultati si vedono.

        Con specifico riferimento agli omofobi, oso aggiungere che a loro evidentemente è l’amore a far paura. E l’amore (quello vero, non i lucchetti Moccia-style http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wacko.gif né le fanfaronate sulla donna sottomessa o sul maschio-galletto, ecc.) tende a far molta paura a chi non ne ha mai beneficiato…

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        1. CagliostroCagliostro Autore articolo

          Anche io sono ex di qualcosa (di qualche ragazza ad esempio…..)……
          Di sicuro Adamo Creato ed Andrea Farrameo sono due fake: poi che facciano capo alla stessa persona (o allo stesso gruppo di persone) non lo so ma è probabile.
          Sono d’accordo che “fobia” sia il termine adatto.

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        2. Faggot79

          La sensibilità ha ben poco a che vedere con la civiltà, il rispetto e l’intelligenza.
          E pur non avendo conosciuto l’amore, non mi spaventa chi ne è affetto. Semmai mi spaventano quelli che vorrebbero farmelo ingoiare a forza e direi che ne ho tutte le ragioni.

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  2. Faggot79

    Scacciare, eliminare l’estraneo del branco è un istinto naturale innato in tutte le specie animali, rispondente a quei meccanismi necessari alla prosecuzione della specie. Questo nella specie umana si traduce in razzismo, intolleranza, omofobia. Atteggiamenti senza dubbio condannabili, in quanto una società si fonda, o dovrebbe fondarsi, sulla ragione che è superiore al mero istinto. Comunque difficilmente ri conducibili ad una patologia.

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Scusa Faggot ma non condivido molto il tuo paragone.
      Prima di tutto i confronti con il mondo animale li trovo sempre fuorvianti.
      Inoltre l’omosessuale non è un “extra-comunitario” (ossia fuori dalla comunità) ma una persona che appartiene in tutto e per tutto alla comunità e quindi per quale motivo dovrei avere paura di una persona omosessuale che è in tutto e per tutto uguale a me?
      Sebbene esista sempre la paura del “diverso” (ma questo accadeva anche al nord con la stigma verso i meridionali) attualmente le paure ed i sentimenti di aggressività sono meno giustificabili e comprensibili (anzi non lo sono per niente) perché la nostra non è una società tribale in cui lo straniero è un nemico ma è una società con leggi, regole, etc.
      Sul fatto che l’omofobia sia oggetto di studio anche della psicologia ti segnalo questa interessante tesi di laurea.
      http://www.dberardi.it/Tesi%20triennale/Tesi_Domenico_Berardi.pdf

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      1. Faggot79

        Hai dimostrato la mia tesi: che le tue condiderazioni sono il frutto della ragione e non dell’istinto animale. L’istinto è mosso soltanto dalla paura di tutti coloro che non appartengono al branco, territorio, famiglia, regione, orientamento sessuale etc.
        E ancora che gli omosessuali siano uguali agli eterosessuali è vero solamente sotto il profilo umano, ma non certamente sotto quello biologico. Infilare un pene in una vagina non sortisce lo stesso effetto che infilarlo in un retto e lo dimostra il fatto che da un rapporto omosessuale non può nascere la vita. Ne consegue che una persona che agisce con l’istinto non può concepirne l’uguaglianza.
        Inoltre confondi l’omofobia, che è solo un male sociale motivato da dogmi culturali, ideologici e religiosi, con l’omosessualita repressa che è invece un male psichico già patologizzato sotto la voce di “egodistonismo”. Il fatto che entrambi i fenomeni possano dare origine alle stesse volenze e agli stessi atteggiamenti discriminatori non significa che siano la stessa cosa.

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        1. CagliostroCagliostro Autore articolo

          Beh si,
          ovviamente lascio muovere la ragione e non l’istinto (infatti anche per questo su alcune cose – ragionandoci meglio – posso maturare il mio pensiero).
          Scusa ma perché un omosessuale è diverso da un eterosessuale sotto il profilo biologico? Mi sembra che i corpi siano sempre gli stessi.
          Poi secondo me – sull’omosessualità – si ha un punto di vista sbagliato. Ci si focalizza troppo sull’aspetto sessuale mentre secondo me si dovrebbe considerare il lato affettivo.
          Io non considero omosessuale la persona che ha rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso (è un aspetto che riguarda solo ed esclusivamente l’intimità della coppia) ma considero omosessuale chi ama una persona dello stesso sesso.
          Per questo considero gli omosessuali in tutto e per tutto uguali agli eterosessuali: infatti amano come gli eterosessuali. Farò un discorso cattolico ma credo che l’amore sia più importante del sesso.
          Poi basta con questa storia che dalle coppie omosessuali non può nascere la vita. Allora se domani tutti fossero preti e suore cosa succederebbe? Anche in quel caso non può nascere la vita: mica è un obbligo far nascere la vita: l’aspetto comico è che gli ecclesiastici “rimproverano” agli omosessuali di non essere “aperti alla vita” e poi sono i primi che hanno deciso di non procreare.
          Poi non capisco una cosa: si “rimprovera” agli omosessuali che non possono far nascere una vita ma nel momento in cui una coppia omo chiede di assumersi le proprie responsabilità adottando una bimbo (cavolo che responsabilità!) gli si dice che non sono adeguati…….
          Hai ragione che l’omofobia nasce anche dal contesto (culturale, religioso, etc.) ma guarda che esiste anche la “psicologia sociale”.

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          1. Faggot79

            Denoto TANTA ingenuità da parte tua nel confondere omo/etero sessualità e omo/etero affettività. Sono due aspetti distinti della persona, che possono ovviamente coesistere ma non necessariamente. Soprattutto per quanto concerne l’affettività romantica (che non è il semplice voler bene) che può essere del tutto assente. Se un omosessuale è una persona che ama persone dello stesso sesso, allora un omosessuale che non è in grado di amare che cosa è?

          2. francesco t

            in quel caso non è un “omosessuale che non è in grado di amare”. è una PERSONA che “non è in grado di amare”. il non essere capaci di provare affetto in tal senso è un problema psicologico (si, lo è) indipendente dall orientamento sessuale.

            in ogni caso, a rendere qualcuno omosessuale o eterosessuale non è il solo rapporto sessuale. a definirlo è il fatto che il soggetto prova attrazione fisica e psicologica unicamente verso un determinato sesso (o entrambi se bisessuale). se poi non prova “amore” , quello è un problema di tutt altro livello che non determina l orientamento sessuale e nemmeno lo rende differente.

          3. Faggot79

            E’ un problema psicologico soltanto per coloro che amano lasciarsi discriminare. In realtà è solamente una diversità caratteriale.
            E sì, “persone che amano persone dello stesso sesso” è discriminante per un considerevole numero di omosessuali che affollano le darkrooms, tanto per fare un esempio. E nella comunità gay non esistono omosessuali di serie A e omosessuali di serie B.

          4. CagliostroCagliostro Autore articolo

            Faggot,
            credo che Francesco abbia capito il mio punto di vista.
            Nessuno sta dicendo che esistano omosessuali di serie A ed omosessuali di serie B e nessuno ha mai affermato che un omosessuale che non ama non sia omosessuale.
            Ho solo detto (e mi sembra una cosa tanto semplice) di non focalizzarsi solo sull’aspetto sessuale ma considerare anche la dimensione affettiva esistente in un rapporto tra due persone dello stesso sesso: non mi sembra niente di rivoluzionario.
            Poi ci sono omosessuali che amano ed omosessuali che non amano così come ci sono eterosessuali che amano ed altri che non amano: mi sembra così semplice.

          5. Faggot79

            Ma non è assolutamente vero che ci si focalizza solo sull’aspetto sessuale. Piuttosto è vero il contrario.

          6. francesco t

            senti, ti piaccia o no, la non capacitò di provare amore, o comunque attrazione affettiva per qualcuno, è un problema psicologico con svariati fondamenti, dimostrati scientificamente. se poi si parla di “non interesse in relazione” ma puro interesse nello scopare a destra e a manca come ricci, si parla, nuovamente, solo di PERSONE, non di omosessuali o eterosessuali. quando si parla di “persone che amano persone dello stesso sesso” (anche se basterebbe dire omosessuali e basta) , si definisce solo l omosessualità in generale. perchè ti piaccia o no, l umanità è composta da sentimenti oltre che da istinto sessuale, e i sentimenti caratterizzano TUTTI gli esseri umani. chi è privo , o meglio chi non è proprio capace di provare un determinato sentimento, ha un problema di base psicologico . il che non lo definisce come malattia o patologia, ma come dovuto a fattori psicologici, a differenza dell orientamento sessuale di per sè.

    1. faunita

      È la classica vecchia storia del “è stato lui, signora maestra! Ce l’ha con me!”… Strategia che, dopo i 10 anni, risulta tanto inutile quanto patetica…

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