Il Demonio, divisore.

Affrontiamo un argomento molto caro al Prete di Campagna ed al suo degno manigoldo di fiducia: il Demonio.

Come sono soliti ripetere i nostri amici Pontifessi, il Demonio esiste ed ha come compito principale quello di portare divisione tra i fedeli. Il suo nome infatti deriva dal greco “diavolus” (non vi torturo, come farebbe Carletto, con millemila citazioni inutili) ed il “dia” indica proprio la divisione che contraddistingue la sua opera.

Potete legittimamente domandarvi il perchè di questa introduzione anomala (il nostro piccolo sito non è certo famoso per la dilagante presenza di autoproclamati demonologi-informatici-radiofonici). Beh la recente “Marcia per la Vita” (MpV per gli amici) ha evidenziato una profonda e radicale spaccatura tra i cattolici. Molte associazioni come la mitica no194.org e la mirabolante Patrizia Stella hanno fornito il loro supporto a questa “marcia”. Vi invito a consultare l’elenco completo degli “sponsor” italiani direttamente sul sito dedicato alla MpV. Vi avviso: troverete alcune sorprese. Scoprirete ad esempio che Patrizia Stella non risulta tra i “supporters”. Cosa vorrà dire? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che il suo nome non compare in quell’elenco. Così come non compare in alcun modo l’associazione degli amichetti del sito Pontifesso. E non compaiono neppure gli autoproclamati militari di San Michele. Davvero curiose queste mancanze. Tornano alla mente le parole lette all’interno di un anonimo commento Pontifesso in cui si lasciava intendere che loro, poverelli, erano presenti alla marcia ma per colpa nostra non hanno “osato” esporre il loro striscione… Verranno vomitati per il loro tepore dal loro minidio. E nel frattempo dimostrano la loro falsità.

Piccola nota di colore. Tra le foto della manifestazione abbiamo notato questa:

http://www.pianetamamma.it/foto_gallery/varie/marcia-per-la-vita-dei-movimenti-anti-abortisti/contro-l-aborto.html

Ci ha colpito perchè compare anche l’adesivo di quei bugiardoni che affermano di non dire bugie… Perchè non hanno offerto un fazzoletto di spazio anche ai loro cugini Pontifessi?

La sorpresa principale è però l’assenza, nell’elenco che abbiamo indicato qui sopra, del MpV italiano. Cioè l’assenza del Movimento per la Vita. Eppure si parla dei valori non negoziabili con cui tanto spesso ci hanno torturato alla noia. Ad onor del vero nell’elenco delle adesioni si notano alcune “filiali” del MpV, ma la mancanza del Movimento inteso come associazione a livello nazionale ci pare imbarazzante. Alla MpV mancava proprio il MpV. E non solo il MpV: non si trova traccia delle Acli, dei neocatecumenali e neppure (udite udite) di CL!

Torniamo all’assenza del MpV. La ragione di questa assenza è presto spiegata: all’interno dei cattolici “anti-choice” esistono varie “voci” e già in passato abbiamo notato alcuni scontri e divergenze. Epico il dissidio polemico tra l’Agnolotto e Casini (no, non PierCasinando: parliamo di Carlo, storico presidente del MpV). Chi è interessato trova ampia documentazione sul sito di uno dei diretti interessati (l’Agnolotto, nella fattispecie). E se per puro caso vi state illudendo che si tratti di una polemica isolata, potete facilmente constatare (leggendo questa pagina) che anche tra il MpV e l’elefantino Ferrara non sono proprio rose e fiori.

I più maliziosi potrebbero anche far notare che il Santo Padre, abitualmente stanziale in quel di Roma, ha deciso di lasciare la Caput Mundi e visitare Arezzo (nella quasi totale indifferenza della città e della popolazione) proprio nel giorno della MpV. Coincidenze? Casualità? Non lo sappiamo.

Ciliegina sulla torta, quest’oggi (20 maggio) il MpV ha previsto una sua propria manifestazione. A Roma. L’argomento? La legge 194 e l’aborto. Di nuovo: coincidenza? Casualità? Non lo sappiamo. Ci limitiamo a registrare l’ennesimo eclatante esempio di divisione e frammentazione dei cattolici sui “valori non negoziabili”. Sicuramente non negoziabili ma molto variegati nella loro manifestazione.

Curioso: questi “valori non negoziabili” devono essere imposti a forza anche a chi non crede. Ma il modo in cui avverrà questa imposizione non sembra essere fonte di concordia. Ricordiamo quale è il frutto del Demonio: la divisione. Cioè esattamente la parola che meglio descrive i vari movimenti, rivoli e correnti che attraversano il cattolicesimo e contraddistinguono questa “giusta battaglia”.

Come se tutta questa confusione e divisione ancora non fosse sufficiente, quest’oggi ci si mette anche il milanesissimo Decotto (fotocopiato ed adattato dal Maldestro) che si scaglia contro il Casini. Occorre precisare che solo da pochissimi giorni Carlo Casini è stato rimpiazzato alla guida del MpV.

Cosa scrive, dunque, il Decotto?

Beh innanzitutto fa riferimento ad una non-meglio-precisata dichiarazione rilasciata dall’ex presidente del MpV ad un quotidiano. Con qualche piccola ricerca crediamo di aver individuato le parole di Carlo Casini. Le riportiamo di seguito (dopo il link al sito del giornale colpevole di aver raccolto le dichiarazioni del precedente presidente del MpV)

Carlo Casini, leader del Movimento per la Vita, aveva preso le distanze dalla manifestazione già da tempo. ‘Non ci appartengono i toni e le modalità di organizzazione‘ mi ha spiegato. Per quel che li riguarda vanno avanti nella loro battaglia per la vita ma in modo diverso e domani sarà l’occasione per fare il punto su dove si è e dove si vorrà andare puntando soprattutto sull’informazione nei consultori e negli ospedali. ‘Ma senza criminalizzare le donne – assicura – Non siamo noi quelli che aggrediscono le donne‘.

Notate che Carletto ha fatto un abile taglia-e-cuci delle parole di Casini, indicando esplicitamente il suo operato con […]. Ecco dunque le parole del Decotto.

I nostrani mestieranti del potere, tecnici o politici, o come diavolo vogliano chiamarsi, soprattutto di una cosa hanno terrore: delle iniziative che nascono realmente dalla gente, dal “basso”, che colpiscono, soprattutto quando hanno un grande successo, e che non sono controllabili e utilizzabili per giochini di potere, poltrone, personali utilità.

Ouch… Sento già puzza di un complottismo fastidioso. Il Potere che opprime i giusti. I giusti che riescono a superare ogni ostacolo e raggiungono il loro risultato… Un copione già letto ed imbarazzante.

Continua poi il cattolico che ha preso la ri-scossa:

Inevitabile quindi la reazione, ancor più scomposta e rabbiosa quando nulla, ripeto nulla, nell’andamento della manifestazione ha potuto fornire spunti per critiche serie su cose serie. Come si può criticare un corteo che sfila in perfetto ordine, con tanta partecipazione di religiosi, onorato anche dalla presenza del Cardinale Raymond Leo Burke, e concluso con una Santa Messa celebrata dal Cardinale Angelo Comastri, un corteo in cui si recita anche il Rosario, un corteo privo di ogni insegna politica? Poiché mancano i dati di fatto per criticare, si ricorre al mezzo più collaudato: si inventano fesserie.

Bah le dichiarazioni di Carlo Casini ci sembrano chiare e limpide: non ha criticato il perfetto ordine della sfilata oppure la puntualità tanto cara a Carletto. Ha mosso critiche ai modi scelti per portare avanti “la giusta battaglia”. Ha affermato che non condivide la criminalizzazione della donna. Non si comprende dunque quale sarebbe la “fesseria” inventata da Carlo Casini. Già perchè non serve uno sforzo titanico per trovare striscioni, ben esposti durante la MpV, che recano scritte come:

LEGGE 194: STERMINIO DI STATO. OLTRE 5 MILIONI DI FIGLI ELIMINATI.

Se dunque siamo in presenza di figli eliminati, chi sarà mai colpevole della loro eliminazione? Non è questo un modo per criminalizzare le donne? Che dire degli striscioni scelti dagli autoproclamati militari di Cristo (continuiamo a nutrire dubbi circa il fatto che il Cristo avrebbe mai approvato le loro idee).

NE OMICIDIO-ABORTO NE FECONDAZIONE ASSISTITA!

Anche in questo caso pare evidente la criminalizzazione della madre. Quali sarebbero dunque le “fesserie” di Casini?

Interessantissima la testimonianza di un volontario del MpV che ha partecipato alla MpV e che documenta le divisioni demoniache che caratterizzano questi tristi personaggi che parlano di “valori non negoziabili” e non riescono a mettersi d’accordo neppure tra di loro. Leggiamo dunque questa “testimonianza” che a nostro modesto parere dovrebbe produrre solo imbarazzo negli amici Pontifessi e che invece eSSi riportano quasi come un trofeo di una loro personale guerra.

Come volontario del Movimento per la Vita che ha partecipato alla marcia del 13 maggio a  Roma, non posso non ricordare alcuni fatti: lì, a Roma, il 13 maggio, ho visto più persone del Movimento per la Vita di quelle che avevo incontrato per il Lifeday del 2011, sponsorizzato con tanta foga (ora capisco perchè: per contrastare la marcia di Desenzano) da Carlo Casini. Quanti eravamo, infatti, al Lifeday 2011, in cui Casini aveva mobilitato tutto il Movimento, attraverso mail della segreteria generale, articoli ed editoriali su “Sì alla Vita”, articoloni su Avvenire? Direi tra i 60 e gli 80, di cui molti presenti perché membri del direttivo convocato per l’occasione, più alcuni altri di cui potrei fare il nome (che quest’anno invece hanno optato per l’evento del 13 maggio, in quanto scandalizzati dalla pochezza del Lifeday 2011). Per constatarlo basta guardare le foto dell’evento pubblicate sul sito ufficiale del Lifeday.

Divisioni, solo divisioni, soltanto divisioni. Lotte intestine, guerre tra fazioni rivali, impegnate ad accaparrarsi il primato. Guelfi e Ghibellini. Una specie di gara a chi riesce a fare la pipì più lontano. Ma il meglio deve ancora venire. Perchè Carletto continua a fotocopiare le parole del Decotto e riporta:

Così Casini si farà bello, ancora una volta. Farà il padrone di casa, umiliando ancora una volta i suoi dirigenti e vice presidenti, ma con persone non portate da lui; con i soldi del Movimento centrale; ma pur sempre al chiuso, in una stanza del Vaticano, perché Casini vuole le autocelebrazioni e gli onori, ma non i problemi dell’agone pubblico

La prossima volta che qualche pusillanime pensa di poter venire qui sul nostro sito ed accusarci di usare argomenti “ad hominem” farebbe forse meglio a leggere le parole del Decotto: queste si che sono un argomento “ad hominem”, volto cioè a sminuire l’avversario senza entrare nel merito del suo ragionamento ma attaccando la persona.

Inutile spendere parole per i restanti gorgheggi del Decotto. Ci interessiamo invece all’unica parte aggiunta dal Maldestro (che sembra davvero stanco, stressato, provato: forse si merita una bella vacanza nella clinica che eSSo sponsorizza e rappresenta qui in Italia, magari per farsi allungare qualche parte del suo corpo).

1) Se sei cattolico e se sei “tradizionalista”, quindi non sei eretico (come coloro i quali, seppur battezzati, scientemente vengono meno ai dettami della Tradizione e del Deposito), allora sei “violento” ed è necessario diffamarti, perché con la Dottrina mai nessuno ti potrà mai colpire;

2) Ecco la prima presunta diffamazione “non ci appartengono i toni e le modalità di organizzazione”;

3) Ecco un’altra presunta diffamazione “ma senza criminalizzare le donne […] non siamo noi quelli che aggrediscono le donne”;

4) Le considerazioni esposte dal prof. Deotto, seppur molto focose, sono condivisibili al 100%;

5) La lettera esplicativa dell’ex volontario del MPV è altrettanto esplicativa e “per la verità, che rende liberi”;

6) La poltrona crea frattura, quindi speriamo che lo Scranno ricomponga questa presunta crepa;

7) La non rappresentatività del dott. Casini all’interno del MPV sembra essere fatto noto. Se si perde il cosiddetto “polso della situazione”, viene meno la finalità stessa delle “pubblic relation”, dunque si perdono consensi;

8) Come fattomi notare da un lettore di Pontifex.Roma, va detto che l’on. Carlo Casini, prima di dedicarsi al mestiere della politica, era magistrato e si occupava particolarmente del crimine di “procurato aborto”. Sarebbe interessante scoprire che atteggiamento aveva nei confronti delle donne che abortivano. Forse le “stangava” senza particolare clemenza, facendone le principali colpevoli? O forse no? Controlleremo qualche verbale a motivazione di sentenze.

Che dire? il Maldestro dimostra di avere uno strano concetto di “diffamazione”. Infatti eSSo è libero di criticare chiunque, compreso il Papa. Chi invece contesta le sue affermazioni lo “diffama”. Occorre forse ribadire al Maldestro il concetto di “libertà di pensiero” e quello di “libertà di espressione”?

 Ci tocca poi osservare che contro il Casini interviene in maniera davvero ridicola, criticandone la non rappresentatività… Le prove però non sono molto chiare ed evidenti. La “testimonianza” del collaboratore di MpV ci pare solo la testimonianza di rancori, invidie ed altre idiozie simili che non ci sembrano essere esattamente edificanti ed anzi testimoniano un comportamento infantile. In netto contrasto con la statura morale che si arrogano i difensori dei “valori non negoziabili”.

A questo punto, dato che da una parte c’è Cristo (verità) e dall’altra c’è Satana (menzogna), o si viene a capo della presunta vicenda, con eventuali pubbliche scuse, oppure si cede allo “spirito del mondo”.

Ed ovviamente Carletto ha la verità in tasca. Ed è certo di essere lui dalla parte del Cristo. Non accorgendosi che, in realtà, con il suo intervento non fa altro che contribuire alla diffusione del fumo del Demonio: la divisione. Contento lui…

Condividiamo solo l’ultima frase di Carletto.

Non penso che servano altre parole, se non il dato certissimo che l’on. Casini alla Marcia per la Vita non c’era, altrimenti avrebbe incontrato solamente tanti Frati, molte Suore, numerosi Preti, genitori con prole, giovani in preghiera e nessun “MOSTRO”.

Infatti: nessun mostro. Voi Pontifessi non c’eravate (almeno, fino a prova contraria).

Ah quanta pazienza serve per leggersi i pipponi carrucolati del Geniale Webmaster Pontifesso!

La fonte da cui proviene tutto questo fumo demoniaco.

http://www.pontifex.roma.it.nyud.net/index.php/editoriale/il-fatto/11781-lonorevole-carlo-casini-gia-leader-di-mpv-attacca-la-marcia-per-la-vita-cosa-traspare-da-questo-atteggiamento

6 pensieri su “Il Demonio, divisore.

  1. adminadmin Autore articolo

    [OT] Oltre a dover leggere le Putinate, il semprelodato sito Pontifesso (che tra le altre cose risulta essere molto “martellato” in questo momento) ci propone anche una serie irripetibile di minchiate a firma “Cielo”… Un esempio, tanto per dare una vaga idea dell’incredibile livello di panzane che riesce a produrre questa creatura mitologica. Parlando dell’esplosione di Brindisi (esplosione che ha ucciso una ragazzina ed ha ferito gravemente molte altre sue coetanee) eSSa riesce a produrre la seguente idiozia.

    Sono senza parole……com unque Carlo io sono d’accordo con quanto ha scritto.

    Questo a mio avviso è un attentato che ha dell’anomalo… ..molto anomalo…..sem bra una fotocopia di ciò che succede nei paesi islamici….non so….forse mi sbaglio, ma ho questo bruttissimo presentimento.. ….

    Pare ovvio che i presentimenti di Cielo ci lasciano del tutto indifferenti. Potremmo anche dedicare a questa creatura fantastica una sezione del nostro sito, per registrare le sue performances deliranti.

    Rispondi
  2. adminadmin Autore articolo

    E visto che siamo in tema di Demonio e di divisioni, è il turno dell’ipocrita Brunello, che quest’oggi si spella le mani nel tentativo di scrivere qualche cosa di sensato sulla vicenda dei documenti sottratti in Vaticano e “passati” ad alcuni giornalisti.

    Ieri, domenica, abbiamo celebrato la giornata per le Comunicazioni Sociali. Il discorso, naturalmente, coinvolge il modo di fare giornalismo e noi per primi di Pontifex.Roma dovremmo fare ammenda. Degli altri e relativi difetti, ci interessa poco. Tuttavia, emerge, con viva preoccupazione, una tendenza che poco alla volta si ingrandisce: quella del giornalismo che si definisce d’inchiesta, ma che in realtà è volgare gossip, frugare nei cassetti, dare fiato e importanza a chi si comporta come ricettatori e ladri. Chi pubblica libri inchiesta con documenti personali indirizzati al Papa, non rende affatto un buon servizio alla verità, alla giustizia e persino alla storia. Con gole profonde laici o sacerdoti, veri Giuda), è possibile entrare in possesso di carte riservate. Intanto pubblicare dei documenti senza sapere il contesto nel quale questi sono stati stilati è dannoso e forse non corretto. Con tale genere di letteratura (ammesso che meriti questo nome tanto impegnativo) si continua a tirare addosso alla Chiesa cattolica, la sola istituzione oggi dotata di affidabilità e credibilità, in tutto il mondo.

    La sola realtà veramente missionaria che, anche nelle località più remote del globo, opera attivamente con ospedali, scuole, ostelli, mense ed altro.

    Indubbiamente anche la Chiesa, in quanto composta da uomini con le loro fragilità e debolezze, sbaglia, ma rimane un baluardo. Dare fiato e spago a pubblicazioni scandalistiche, attentati al buon giornalismo ed alla correttezza dell’informazione, significa commettere apologia di un atto delittuoso.

    Ci chiediamo: un libro nel quale si dice apertamente che il Papa è pedinato, che esiste un continuo scambio clandestino di pizzini, meriterebbe quanto meno una lettura da parte dei Magistrati.

    Il Papa merita tutela e doverosa solidarietà.

    Il pulpito da cui proviene questa predica ci sembra davvero il meno indicato. Bruno Volpe è noto per il suo gossip su biologhe 26enni e sull’azienda di suo zio. Con quale coraggio scrive dunque: ” Intanto pubblicare dei documenti senza sapere il contesto nel quale questi sono stati stilati è dannoso e forse non corretto.”? Proprio lui che sbattè online documenti che aveva trafugato dall’azienda di suo zio, sfruttandone la disponibilità e la magnanimità, visto che Pietro l’aveva accolto nella sua azienda per fare un favore alla madre di Brunello, ci parla di documenti fuori dal loro contesto?

    Che dire poi del passaggio imbarazzante che troviamo frutto solo della sua fantasia malata: ” si continua a tirare addosso alla Chiesa cattolica, la sola istituzione oggi dotata di affidabilità e credibilità, in tutto il mondo” … Dopo gli scandali continui che coinvolgono sacerdoti cattolici e ragazzini, come può Brunello ipotizzare che la Chiesa cattolica sia dotata di affidabilità e credibilià? Ma di cosa parla? Si copre di ridicolo. E non se ne rende conto.

    Il passaggio in cui scrive “Tuttavia, emerge, con viva preoccupazione, una tendenza che poco alla volta si ingrandisce: quella del giornalismo che si definisce d’inchiesta, ma che in realtà è volgare gossip, frugare nei cassetti, dare fiato e importanza a chi si comporta come ricettatori e ladri.” risulta poi altresì comico: Brunello è proprio colui il quale è abituato a sbirciare dal buco della serratura nella camera da letto di persone che non conosce (come quando parla della convivenza “more uxorio” del giovane calciatore morto di recente). Con quale coraggio riesce a scrivere certe cose?

    Quell’ometto si dimostra incapace di provare sentimenti. Ivi compresa la vergogna!
    Brunello: svergognato!

    Rispondi
    1. StevenY2J

      Ad un giornalista arrivano notizie segrete e riservate sul Papa e il Vaticano (premetto che non ho letto il libro… ancora…). Ora, dato che anche Bruno Volpe é o dovrebbe essere un giornalista, per quale diavolo di motivo, chi riceve simili informazioni non dovrebbe pubblicarle? Forse che se vescovi e sacerdoti sbagliano, vanno scusati sempre?

      Se la Chiesa é l’unica associazione ancora dotata di credibilità, la sta perdendo a poco a poco (e nemmeno tanto lentamente) ed unicamente per causa sua, altro che massoneria e cazzate complottistiche varie.

      Invece di potenziare e puntare sulle opere di bene che la chiesa – come ho sempre sostenuto – indubbiamente sta facendo (missioni, rifugi per i senzatetto, ospedali nel terzo mondo…), il Vaticano e le gerarchie sono buone soltanto a lanciarsi contro preservativi, gay e convivenze more uxorio e di produrre scandali continui, dallo IOR a DePedis, dal San Raffaele alla copertura dei preti pedofili, con la pretesa (comune a tante “associazioncine” umane tipo la Lega Nord) che le magagne e i panni sporchi rimangano nascosti e segreti…

      Rispondi
  3. Compagno Z

    “Un corteo privo di ogni insegna politica”.
    E per il Maldestro le bandiere di Forza Nuova cosa erano? Gli stendardi di una associazione di chierichetti? E non ha notato Alemanno a far bella mostra di sè in testa al corteo?

    Rispondi
  4. FSMosconiFSMosconi

    Piccola nota: non “diavolus” è una resa medievale, originariamente era “diabolus”, calco del greco “diabolos”. La v intervocalica è appunto propriamente tarda, più o meno dell’epoca in cui l’imperfetto è passato da -bo a -vo e in cui le declinazioni hanno cominciato a sfoltirsi.

    Rispondi

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