De Militiae Michaelis Sesquipedale Fuffa aut De Angelologia Pontifexarum Eccillis

L'ORSO BIANCO pensa che questa sia una stronzata...

La prima ha nome Athoth, e le generazioni la chiamano | …La seconda è Harmas: egli è l’occhio dell’invidia. La terza è Kalika-Umbri. La quarta è Jabel. La quinta è Adonaiu, detta Sabaoth. La sesta è Kain, che le generazioni umane chiamano “il sole”. La settima è Abel. L’ottava è Abrisene. La nona è Jobel. | La decima è Armupieek. L’undicesima Melcheir-Adonenin. La dodicesima è Belias, che è la profondità dell’Amente. Pose sette re – uno su ogni firmamento del cielo – fino al settimo cielo, e cinque sulle profondità dell’abisso affinché regnassero.

Testi Gnostici. ApGv: Le dodici potenze. UTET 2008, a cura di Luigi Moraldi. Pg. 139

Stavolta sarà parecchio (mi si perdoni il termine) stronzetto. Lo ammetto: stronzetto, bastardello, fellone, antisportivo. Che dir si voglia. Ho le mie ragioni, eccome se le ho: non potevo infatti stare per due giorni consecutivi a perdere tempo sulle solite questioni trite e ritrite poste dal duo Stanzione-Di Pietro! Per due giorni consecutivi! E basta!

Allorché che si poteva dire? La miglior difesa è l’attacco. Quindi sono andato a spulciare direttamente in casa dei due: nel sito di M.S.M.A. per vedere se, perlomeno lì, c’era un minimo di coerenza. Maggiore almeno rispetto al bel sito PontifeSSo! Devo dirlo: di sbavature seriamente macroscopiche non le ho trovate. Ho dovuto difatti ripiegare su un video da loro stessi pubblicato per rendermi conto che c’era qualcosa di incoerente.

Per quanto chi si definisca fedele a Roma e poi propugni l’equivalente soft di un politeismo/enoteismo si possa definire coerente! Per non parlare dell’apologia di Lefebvre!

Ma va be’: si sapeva: ho sorvolato apposta.

Orbene andiamo a vedere lo Statuto… Sig!

La Milizia di San Michele Arcangelo (M.S.M.A.) è un’associazione di fedeli cattolici (Vescovi, Sacerdoti, Diaconi permanenti, Suore, Laici) che, nel totale rispetto delle Norme della Chiesa in questa materia, promuove la devozione verso il Principe delle celesti Milizie, San Michele Arcangelo, e verso tutti i Santi Angeli con speciale riguardo verso l’Angelo Custode, secondo l’insegnamento del Magistero della Chiesa Cattolica

Ecco appunto: enoteismo? Politeismo?

Ma soprattutto: non esiste per caso qualche limite posto dal Magistero? Non per niente sotto leggiamo:

Ogni aderente alla Milizia si impegna a fare almeno un’ora di adorazione eucaristica al mese (possibilmente ogni 29), a fare ogni martedì la VIA ANGELICA ed a recitare, ogni giorno, la Corona angelica con la Consacrazione a San Michele e la partecipazione alla catechesi settimanale parrocchiale ed a far celebrare una S. Messa mensile in onore dell’Arcangelo; – La diffusione della devozione a San Michele ed agli Angeli, sempre secondo il retto culto e la dottrina approvata dalla Chiesa Cattolica, si farà con la parola e con pubblicazioni adeguate

Perché ho la netta impressione che così tutto il resto del cattolicesimo perda lievemente importanza? E parla uno che normalmente se ne frega di chi creda a cosa finché questo non influisce in maniera significativo sulla vita altrui.

Un po’ di coerenza…

Poco più sotto rimango sconcertato un’espressione piuttosto ambigua:

Ognuno è tenuto a rivalutare le esistenti Confraternite di San Michele Arcangelo, cui ogni aderente – di sua iniziativa – può iscriversi per ottenerne vantaggi spirituali

Quanto può essere terra terra l’espressione vantaggi spirituali? E soprattutto perché richiama vagamente l’idea della vendita delle indulgenze? 

Gli Esercizi spirituali, da farsi annualmente, si concludono con un pellegrinaggio ad un santuario, od una grotta o ad un eremo dedicato a San Michele

Ormai è inutile ripetersi… no?

 I protettori della Milizia di San Michele Arcangelo sono, accanto a Maria, Regina degli Angeli, ai 3 Arcangeli ed agli Angeli Custodi, anche S. Agostino, S. Norberto, S. Bernardo di Chiaravalle, S. Francesco di Sales e S. Pio da Pietrelcina

Perfetto: pure la lista dei Lari e dei Penati (e dei Semuni). Gli Esseni non avrebbero saputo far di meglio.

E in proposito di Esseni: si va alla pagina Biblioteca e…

INDICE

ANGELOLOGIA I. I testi sugli Angeli                (p. 001)

ANGELOLOGIA I. A. Gli opuscoli                      (p. 045)

ANGELOLOGIA I. B. Le orazioni                      (p. 050)

ANGELOLOGIA I. C. Volumi e Riviste               (p. 053)

ANGELOLOGIA II. Gli itinerari                         (p. 063)

ANGELOLOGIA III. I testi stranieri                  (p. 076)

ANGELOLOGIA III a. I testi francesi                (p. 076)

ANGELOLOGIA III b. I testi tedeschi               (p. 082)

ANGELOLOGIA III c. I testi inglesi                  (p. 089)

ANGELOLOGIA III d. I testi spagnoli               (p. 091)

(ecc. ecc.)

 E che è: la biblioteca del Qumran/Nag Hammadi?! davvero: lì dentro ci staranno più nomi d’angeli che in tutto il Libro di Enoch! Mi immagino la faccia dell’archeologo che in un possibile futuro entrerà nella sagrestia della Milizia:

"Ma che diamine'!!... ?" "Che c'è che c'è?!" "Credo d'aver trovato la leggendaria Biblioteca della Fuffa!"

Esagero?

Ok, andiamo oltre:

Vi ho poi trovato, senza neanche disturbarmi troppo, un’articolo parecchio singolare: già che ponga come fondamento di un dato fatto (se è questo fatto e non una qualche invenzione dei pii avvocati di Dio) su una leggenda. E non una leggenda qualunque: ma una che cita piuttosto velatamente le Tavole del Cielo di origine essenica, ma tu guarda, sottintendendo una sorta di predestinazione. Citando in proposito uno di quei libri della biblioteca sopraccitata:

E mi disse:”Enoc, guarda lo scritto delle tavole del cielo e leggi quel che vi è scritto sopra e sappi ogni cosa!” Ed io osservai tutte le tavole del cielo […]: tutte le azioni degli uomini e tutti i figli egli uomini e tutti i figli della carne, per tutte le generazioni

(1Enoc LXXXI)

Ma forse la sto tirando un poco per le lunghe: potrebbe semplicemente darsi che visto il luogo, Canada, l’episodio si riferisca sic et simpliciter a un sistema di credenze di base e/o di forti influenza protestante. 

Una pia leggenda canadese (sottolineo di nuovo: leggenda) ci dice il prezzo della devozione al Sacro Cuore di Gesù. Un buon religioso era in preghiera nel suo convento di Montréal. Nel mentre che pregava con fervore per l’estensione del regno di Dio e la santificazione delle anime (che è come dire che una velina desidera la pace nel mondo…), San Michele gli apparve tutto circondato da una luce troppo bella per essere di questo mondo. “Io vengo, disse l’Arcangelo, per confidare alla vostra pietà ed al vostro zelo una missione sacra. Ascoltate bene! Uno dei troni, perduto da uno dei più grandi tra gli angeli che caddero con Lucifero, è rimasto senza possessore fino ad oggi. Occorre che voi mi troviate un’anima degna di occupare questo trono radioso(!). Ed io, Michele, principe della corte celeste, non mancherò di ricompensare generosamente il servizio che mi avrete reso. Solamente, al fine di non perdere troppo tempo nelle vostre ricerche, ricordatevi bene questo: l’anima che sceglierete non deve essere troppo giovane”.

Più che una leggenda sembra una favola basata sul solito Hero Quest: davvero. Se l’angelo fosse stato un re e la missione fosse stata liberare la sua piacente figlia dalle grinfie di qualche temibile fiera avreste notato la differenza?

E al solito come quella vi sono le descrizioni di tutti i vari casi:

  • Una sera, giunse alla porta di un monastero: i religiosi lo invitarono a trascorrere la notte sotto il loro tetto, e lo ricevettero con tutte le attenzioni della carità cristiana. L’indomani, essi gli fecero visitare il loro convento, e gli mostrarono, nell’infermeria, un venerabile vecchio che aveva vissuto cinquant’anni nelle missioni, e che passava per aver fatto dei miracoli.
  • Dopo molte ricerche, ritornò con tre nuovi candidati. Uno era un povero che, paralizzato da quindici anni, aveva sofferto la sua prova con pazienza e buonumore, senza smettere di pregare Dio, per tutto il giorno. L’altro era un dolce vecchietto, parroco di una modesta parrocchia, santo quanto M. di Galonne, dei Tre Fiumi. Il terzo, una madre di quindici figli, di settant’anni. Ella si chiamava Angela: il suo candore e la sua pietà erano veramente angelici.

Sin a che: 

Dopo molte ricerche, ritornò con tre nuovi candidati. Uno era un povero che, paralizzato da quindici anni, aveva sofferto la sua prova con pazienza e buonumore, senza smettere di pregare Dio, per tutto il giorno. L’altro era un dolce vecchietto, parroco di una modesta parrocchia, santo quanto M. di Galonne, dei Tre Fiumi. Il terzo, una madre di quindici figli, di settant’anni. Ella si chiamava Angela: il suo candore e la sua pietà erano veramente angelici.

E ovviamente v’è il colpo di scena:

Dopo tre giorni, il vecchio perdeva coraggio, quando la sua attenzione si fissò su di un giovanotto associato alla confraternita del Sacro Cuore del Quebec. in dai suoi primi anni, questo socio era stato consacrato al Cuore del divin Maestro, e viveva con lui nella più stretta ed intima unione, offrendogli i suoi pensieri, i progetti, le azioni di ognuna delle sue giornate. Le sue comunioni erano, nelle sue intenzioni, una riparazione per i peccati e la freddezza degli uomini. […] Comprese allora che l’eletto era trovato, che quell’anima stava per prendere possesso del trono rimasto vuoto nel mezzo dei Serafini. Ma che età ha dunque quell’anima? Gridò il religioso meravigliato. Quale modo singolare avete voi, o santi Angeli, di contare gli anni!- Il giovane che mi avete presentato, rispose San Michele, non aveva che ventitre (ventitré rigorosamente senza accento… sig!) anni, secondo i calcoli umani, ne aveva centoventidue, secondo gli apprezzamenti angelici.

Che dire: tralasciamo che tutto il racconto sia una velata apologia della confraternita quasi sicuramente messa in giro proprio dai membri della stessa?!

O che dire del leitmotiv che si riscontra ad ogni incontro, per cui ho già speso la citazione cui sopra:

  • Senza dubbio, ha ottant’anni, se si tiene conto del suo atto di nascita, ma il registro dell’Angelo custode non ne porta ancora che sessanta.
  • Il vecchio Canadese non ha che diciassette anni sul registro del paradiso
  • Il buon vecchio sacerdote, così umile e così fervente, non ha che trentacinque anni, al calcolo del cielo. Angela, trenta solamente.

Inutile ricordare la totale assenza di libero arbitrio implicita in una simile credenza, vero? D’altronde, come già detto, la storiella sarà stata messa in giro da una confraternita se non direttamente protestante dalle influenze più che probabili. L’unico problema è che sia l’intera milizia che lo stesso Stanzione non se ne sia accorto! Va be’…

Piuttosto curioso poi notare come questa sia una versione all’acqua di rose , o meglio una parte: più precisamente il finale aggiunto, di quella serie di favore riguardanti la morte del re:

Se si decide di dar credito a un messaggio, il passo successivo è considerare un certo numero di storie simili. raccolte in parte da Jacob Grimm, ma soprattutto da Mannhardt. Si tratta di racconti popolari che, come tali, sono riusciti a sfuggire agli interventi letterari e a mantenere così intatta la loro innocenza. Esiste nel Tirolo tutta una serie di leggende sulle Funggen, sorta di folletti (o giganti) e di driadi la cui vita è legata agli alberi, sicché abbattere un albero significa distruggere un Fungga. Un tempo esse vivevano come fantesche presso i contadini e la loro presenza era fonte di prosperità in casa, ma erano solite scomparire inspiegabilmente. Una delle storie più spesso narrate è quella di un padre di famiglia che torna a casa e racconta di aver udito da una voce uno strano messaggio che diceva, ad esempio: “Portatore di giogo, portatore di giogo, di’ alla Ruchrinde [Scorza ruvida] che Giki-Gäki è morta sullo Hurgerhorn” Oppure: “Portatore di giogo, portatore di giogo, di’ alla Stutzatze [oppure Stutzamutza, ossia Gatta scodata] che Hochrinde [Corteccia alta] è morta”. A questo punto la servetta prorompe in gran lamento e fugge via per sempre.

(Hamlet’s Mill, XXI: Il Grande Pan è Morto)

Giustamente anche Sirio-Pan dovrà essere sostituito un giorno, no?

E infine passiamo al video… sob!

Lo so, lo so: chi se ne frega li per lì. L’ha pensato anche il sottoscritto. Eppure, rimasi con un palmo di naso alla dichiarazione del Don:

Quelli che dicono la Corona Angelica o Rosario di San Michele […] in qualche modo entrano in contatto con i nove cori angelici

(minuto 3)

Accompagnata, come se non bastasse, da:

Questa coroncina è stata rivelata da San Michele

(ibid.)

Ma come?! Non s’era detto:

Poi, non soddisfatti ancora della loro messe, alcuni giunsero nell’epoca del Rinascimento ad esplorare la cabala per trarne, decrittando i dati della teoria dei settantadue angeli, i nomi di altri spiriti celesti. Infine, l’esoterismo occidentale strutturò questi diversi elementi in sistemi suscettibili di applicazioni pratiche. In queste ultime operazioni, la fantasia e l’immaginazione si sono ritagliati la parte del leone, al punto che la maggior parte dei trattati consacrati oggi agli angeli si presentano, sotto la copertura di angelologia, come guide per entrare in relazione col mondo angelico: alle tecniche destinate a contattare gli spiriti celesti – vere ricette magiche – ed alle preghiere più stravaganti

http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/10979-angeli-nomi-e-travestimenti-e-importante-discernere-e-diffidare-da-chi-qparla-con-gli-angeliq citato in http://pontilex.org/2012/03/nomi-angelici-pistolotti-e-salti-pindarici/

Ma che fa CidiPino? Smentisce il suo collega?!

Sì, ho detto collega, perché a onor del vero per chi se lo fosse scordato anch’eSSo è parte della Milizia (il nome suona sempre meno pacifico ogni volta che lo si ode):

Carlo DI PIETRO (Potenza, 1976), giornalista e scrittore, docente in informatica e studioso di demonologia, è membro attivo della Milizia di San Michele Arcangelo dall’8 maggio 2002, data della rifondazione della stessa.

http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/375/97/lang,it/

E adesso ripetiamo la solita paternale, affinché anche i Nostri di questo sito se ne ricordino quando citano piuttosto ingenuamente certi dati, nello specifico caso, l’angelologia platonica:

E di angeli si trovano tracce già nei filosofi pre-cristiani come Platone e Aristotele.

Ora, val bene se avesse detto spiriti, o anime senza corpo o demoni – quest’ultimo consigliatissimo nella sua accezione neutra – ma tirare in ballo la nozione di angelo per quel che riguarda Platone!… Al solito è l’ennesima zappa sui piedi. Al più che l’ellenico filosofo fu una delle fonte preferenziali nella teologia cristiana sin dalle origini (e ciò basta a far capire sia quanto la grande massa ignorasse i suoi libri sia quanto gli antichi padri facessero di tutto pur di negare le prove a loro sfavore che essi stessi sbattevano in faccia ai loro detrattori come nel caso di 1Cor 3:4-9 e Ef 6:10). Nel merito, probabilmente l’articolista si riferiva a questo. Tra parentesi quadre note del sottoscritto:

[dopo aver parlato delle orbite e dei pianeti] Da questo motivo hanno avuto origine quegli astri che non sono erranti, bensì esseri viventi divini e immortali, dotati di luogo uniforme nello stesso luogo su se stessi. Quelli che si muovono e hanno quell’orbita errante, come si è detto prima, sono stati creati in quel modo. […] Le loro danze e i loro incontri reciproci, e le conversioni e precessioni delle loro orbite su se stesse, e nelle congiunzioni quali dei [sic! dei: οποιοι των θεων] si mettono gli uni vicini agli altri e quanti in opposizione, quali di loro vadano gli uni dopo gli altri e in quali momenti si nascondano e poi ricompaiono

Timeo 40b-c. Platone

 Mi sa che in questa visione, così come pure tutte le altre in cui si cita una fonte antica in merito volens nolens dalle idee simili a questa (ricordo di nuovo come esempio l’Inno a Sirio dell’Avesta), soffermarci sulla semplice nozione di spirito e solo su quella come prova di alcun che sia tutt’al più forzato. O al massimo dimostrazione di non sapere nulla di ciò di cui si parla.

Non so voi, ma mi pare d’aver fatto le pulci a sufficienza. Mi chiedo solamente come sia venuto in mente a Volpastren di unirsi a un così singolare gruppo. 

Fonti di M.S.M.A.:

  1. L’articolo pro-Lefebvre: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2864/1/lang,it/
  2. lo Statuto: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/609/97/lang,it/
  3. la bibliotecahttp://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/565/124/lang,it/
  4. La favoletta: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/692/98/lang,it/
  5. Il profilo del Maldestro: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/375/97/lang,it/
  6. La citazione ingenua: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2639/93/lang,it/

Fonti PontifeSSe:

  1. http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/10979-angeli-nomi-e-travestimenti-e-importante-discernere-e-diffidare-da-chi-qparla-con-gli-angeliq citato in http://pontilex.org/2012/03/nomi-angelici-pistolotti-e-salti-pindarici/

Fonti cartacee:

  1. Testi Gnostici, UTET 2008 a cura di Luigi Moraldi
  2. Apocrifi dell’Antico testamento (tomo 1), UTET 2008 a cura di Paolo Sacchi
  3. Il Mulino di Amleto, Gli Adelphi 2009, di Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend
  4. Timeo, Oscar Mondadori 2011, a cura di Giuseppe Lozza

3 pensieri su “De Militiae Michaelis Sesquipedale Fuffa aut De Angelologia Pontifexarum Eccillis

  1. paopao

    FSM:”Ma che fa CidiPino? Smentisce il suo collega?!”
    Secondo me Cidippino specula sul fatto che tanto nessuno leggerá mai fino in fondo i suoi papiri.
    Mica pretenderai che eSSo legga cio´che copieincolla ehh?

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    1. adminadmin

      Credo tu abbia colto nel segno.
      L’evoluzione è evidente: dalla fase in cui copiaincollava materiale pubblicamente disponibile è passato alla fase in cui assembla qualche sua frase tra ettolitri di inebrianti citazioni bibbliche… E, come dici tu, confida nella scarsa pazienza altrui. 😉

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