L’esorcista dà la diagnosi dello psicanalista. E nemmeno lo sa.

Se ci rivolgiamo indietro ai duemila anni e più trascorsi nell’inutile tentativo di dare un solido fondamenti alla morale, forse ci verrà da pensare che non vi sia nessuna morale naturale, indipendente dalle istituzioni umane, ma che essa sia semplicemente un un’invenzione artificiale, un mezzo escogitato per meglio raffrenare l’egoista e malvagia razza umana

Arthur Schopenhauer; L’Arte di Insultare, La morale naturale. Adelphi, pp. 104-5

Parto da lontano. Giusto ieri quella cara forma di vita eucariote vertebrata bipede auto-proclamatasi Affus, cioé astuto, a mio parere con una non indifferente dose di sarcasmo e auto-ironia, avendo postato una tal fiumara di parole che s’è ostinato a chiamare ELEMENTI BASE DELLA NUOVA COSTITUZIONE ITALIANA ED EUROPEA (evidentemente ritiene che, come una novella Giulietta, ma all’inverso, che basti l’opinione delle cose a stabilirne le intrinseche qualità) sotto il falso Nick di Rosy mi mandà su tutte le furie. E ciò è palese per chiunque abbia letto il thread in questione. Ma eccovi i particolari:

Art.1- LA COSTITUZIONE ITALIANA ED EUROPEA NEI SUOI PRINCIPI SUPERIORI SI FONDA SULLA GIUSTIZIA DEL DIRITTO NATURALE CHE HA COME FINE IL BENE COMUNE DEL POPOLO E SI ADEGUA ALLA RAGIONEVOLEZZA DI UNA LEGGE MORALE SUPERIORE NELLE LINEE GENERALI […] Art.3 – LA COSTITUZIONE ITALIANA ED EUROPEA NON RICONOSCE DIRITTI INVIOLABILI DELL’UOMO CHE SI OPPONESSERO AL DIRITTO NATURALE UNIVERSALE ,MA RICONOSCE SOLO QUEI DIRITTI GIA’ INSITI NELLA SUA NATURA,DOVE NON ALBERGA NESSUNA LIBERTA’ ASSOLUTA E ANARCHICA,NE’ RICONOSCE LIBERTA’INDIVIDUALI RISPETTO ALL’ORDINAMENTO SOCIALE E ALL’AUTORITA’ GARANTE SU ESSA COSTITUITA. IL DIRITTO DEI SINGOLI NON DEVE MAI INFICIARE IL DIRITTO DEI NUCLEI FAMILIARI E NATURALI […] ART. 8 – LO STATO ITALIANO NEI GIUSTI LIMITI ACCOGLIE GLI STRANIERI DI QUALSIASI RAZZA AIUTANDOLI E INTEGRANDOLI NEL PROPRIO TESSUTO SOCIALE A PATTO CHE QUESTI ACCETTINO LE SUE LEGGI,LA NOSTRA LINGUA,LA NOSTRA RELIGIONE ,LE NOSTRE TRADIZIONI,LA CULTURA CHE RENDE UNITI, MA SENZA QUESTE CONDIZIONI NECESSARIE, VEDRA’ LA LORO PRESENZA SOLO COME UNA MINACCIA ALLA PROPRIA IDENTITA’ E ALL’ORDINE SCELTO DALLE FAMIGLIE CHE LO STATO PROTEGGE .  […] Art. 12 – LO STATO ITALIANO ED EUROPEO RIPUDIA LA GUERRA COME MEZZO DI RISOLUZIONE DEI PROBLEMI INTERNAZIONALI MA COOPERA CON LE PROPRIE FORZE ARMATE E FORZE DELL’ORDINE PUBBLICO AD ADDESTRARE LE NAZIONI CHE NECESSITASSERO DI AIUTO E DI PACE PER IL CONTROLLO DEL TERRITORIO , IN CUI NON FOSSE GARANTITO L’ORDINE NAZIONALE E MONDIALE . […] Art.16 – OGNUNO E’ RESPONSABILE DEI PROPRI ATTI COMPROVATI E TESTIMONIATI ,SALVO L’ADESIONE AD ASSOCIAZIONI ATTE A DELINQUERE ,PERCIO’ LO STATO TRAMITE L’ISTITUZIONE PENITENZIARIA NON E’ DEPUTATA A REDIMERE MA A PUNIRE E FAR ESPIARE LA COLPA COMMESSA TRAMITE LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’ PERSONALE, OPPURE OBBLIGANDO A UN LAVORO DI PUBBLICA UTILITA’SEMPRE NEL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA DI CHI DELINQUE . CHI DELINQUESSE CON ATTI CRIMINOSI ACCERTATI E PARTICOLARMENTE GRAVI, ANCHE SE “MALATO” O INVALIDO O MINORENNE , VIENE ELIMINATO CON PENA CAPITALE .

http://pontilex.org/forum/?mingleforumaction=viewtopic&t=162

Detto ciò, è tutt’al più scontato chiedersi perché me la sia presa, a maggior ragione guardando gli scambi di battute successivi.

Ora direte: cosa centrerà tutto questo col titolo? Che centra con la citazione colla legge naturale? Be’, ancora un po’ di pazienza:

Sulla stessa scia si trascina il caro CdP classificando nel suo classico articolo molto-poco-ragionevole sugli Esorcismi calcando la mano sui soliti argomenti. In particolare sull’accostamento del New Age (che ricordiamo al caro ha perso la sua valenza culturale da almeno 50 anni o poco meno) alla droga, all’onanismo, alla bestemmia[?], alla pornografia e tutte quelle cose là che cita con una nonchalance a dir poco irritante, Detto questo, cominciamo:

Proseguiamo le catechesi di demonologia, secondo la retta ed ortodossa Dottrina cattolica, affrontando nuovi interrogativi. Che cos’è la possessione demoniaca? Come si manifesta una possessione? Nella possessione il demonio può possedere l’anima della persona? Come si fa, praticamente, a capire se una persona è posseduta dagli spiriti immondi?

E come si fa a prevedere la vita di una persona in base al segno zodiacale del mese di quando nacque? Come sono nate queste ciofeche? Perché chi scrive certe cose non tiene in mente quel evento così comune quale la Precessione degli Equinozi nonché la reale estensione delle costellazioni?

E perché poste così queste due serie di domande non suonano per niente dissimili?

Prima di addentraci nelle specifiche domande che spesso, in convegni, telefonate ed email, mi vengono sottoposte (? E io sono Calendar Man), dobbiamo concentrare le nostre attenzioni sul profondo mistero della vita di Cristo sul dogma della cosiddetta caduta degli angeli ribelli.

Già, avete già capito la risma: Teologia e Teleologia PontifeSSa. Di cui sinceramente si potrebbe anche fare a meno. O almeno immagino farebbe a meno un qualsiasi altro sito cattolico che non voglia ottenere la fama di ritrovo per possibili complottisti.

I nostri progenitori (Adamo ed Eva (indubbiamente esistiti, ovviamente. Come no)), così come ci insegna il Magistero, infallibile(?) e non confutabile (che sia una Teiera di Russell?) – testimoniato nell’interpretazione della Sacra Scrittura unanime dei Padri (Ad Auctoritatem)– , persero la loro perfezione e, dietro la scelta disobbediente dei nostri progenitori – ci dice il Catechismo – c’è una voce seduttrice (Cf Gn 3,1-5), che si oppone a Dio,  la quale, per invidia, li fa cadere nella morte.

Niente di nuovo se si pensa che Gilgameš perse l’immortalità tramite l’intervento di un rettile, idem per Adapa e ancor di più per Yima. Tutti esempi eloquenti, mi sembra, che dimostrano se non la falsità di certe stupidaggini perlomeno che tali storielle avessero originariamente ben altri significati cosmogonici

 La Scrittura e la Tradizione della Chiesa – insegna il Catechismo – vedono in questo essere un angelo caduto, chiamato Satana o diavolo (Cf Gv 8,44; Ap 12,9).

Lasciamo perdere il fatto che Giovanni in quel passo ricordi taluni concetti del Bhagavad Gita (IX,12)? Allo stesso modo ricordiamo che quel passo ricorda a grandi linee la battaglia tra Ba’al e Yam et varia similia?

Inoltre fatemi capire: stando a quel passo Giovanni degli uomini fisici sarebbero figli di un’entità non fisica incapace di creare ma bensì solo di creare scompiglio. Il ché pare pressapoco assurdo, sempre non si voglia annullare totalmente quell’ambiguo concetto definito Libero(?) Arbitrio.

Oh, sempre che il caro Messia o chi per lui non avesse voluto riferirsi ad altro, ma dubito che i Nostri arrivino a tali livelli di astrazione, men che meno all’attinenza al testo.

La Chiesa insegna che all’inizio era un angelo buono, creato da Dio. “Diabolus enim et alii dæmones a Deo quidem natura creati sunt boni, sed ipsi per se facti sunt mali

Alt! Fermiamoci a sentire attentamente questa traduzione PontifeSSa, posto che ignorino il significato ambiguo di daemones

– Il diavolo infatti e gli altri demoni sono stati creati da Dio naturalmente buoni, ma da se stessi si sono trasformati in malvagi” (Concilio Lateranense IV (anno 1215), Cap. 1, De fide catholica: DS 800).

Ti pareva. Posto che in ambito cristiano demone è una traduzione accettabilissima ricordiamo che il passo narra dei demoni prima che divenissero tali, sicché quel termine, daemones può ben assumere il significato ben più platonico di spirito. Inoltre noto che da sé stessi, benché sia grammaticalmente accettabile, come traduzione di per se sia un pochettino campata per aria, tanto più che non è appaiato a ipsi, che è appunto in un altro caso. Cosicché sarebbe più corretto tradurre ma (proprio) loro diventarono [sunt deduco che prenda il significato ambiguo di γίγνομαι] cattivi/malvagi attraverso sé (stessi) e in più bella forma ma diventarono malvagi attraverso il proprio essere spiriti. Una traduzione ben più spiccia e chiara indubbiamente, o se non altro, che non sottovaluti i propri lettori.

La Scrittura parla di un peccato di questi angeli. (Cf 2 Pt 2,4) Tale “caduta” consiste nell’avere, questi spiriti creati, con libera scelta, radicalmente ed irrevocabilmente rifiutato Dio e il suo Regno. Troviamo un riflesso di questa ribellione nelle parole rivolte dal tentatore ai nostri progenitori: “Diventerete come Dio” (Gn 3,5) (poco importa se l’esclusiva della divinità fosse un tema particolarmente caro anche ai Dei Greci e Medio Orientali in generale…). “Il diavolo è peccatore fin dal principio” (1 Gv 3,8), “padre della menzogna” (Gv 8,44).

Ci si chiede, non saranno troppo letterali? Val bene che prima li ho tacciati del contrario, ma ciò non giustifica la presa di tali granchi: poniamo che sia davvero peccatore sin dal principio, cioè dalla sua creazione. Non significherebbe per caso che sia Dio ad aver creato per primo la menzogna? Allo stesso modo, posta la prima affermazione, se si accetta che sia padre della menzogna non significherebbe che è lo stesso Dio Satana? (Vi ricordate quando dicevo che Giovanni era riconosciuto come il più gnostico trai Sinottici? Eccone il motivo)…

A far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato è il carattere irrevocabile della loro scelta, e non un difetto dell’infinita misericordia divina. 

Come stuprare irrevocabilmente il principio di causa-effetto. Se sono creature ed è onnisciente significa che quel buontempone di Yahweh sapeva che avrebbero fatto. D’altronde se son sue manifestazioni non potrebbe aversi creati solo per quello?

“Non c’è possibilità di pentimento per loro dopo la caduta, come non c’è possibilità di pentimento per gli uomini dopo la morte” [San Giovanni Damasceno, Expositio fidei 18 (De fide orthodoxa 2, 4): PTS 12, 50 (PG 94, 877)].

Quindi degli esseri immortali capaci di tutto sulla Terra inciampano dinnanzi alla comune possibilità di cambiare idea. Mah…

La Scrittura attesta la nefasta influenza di colui che Gesù chiama “omicida fin dal principio” (Gv 8,44), e che ha perfino tentato di distogliere Gesù dalla missione affidatagli dal Padre (Cf Mt 4,1-11). 

Dato che Giovanni l’abbiamo già commentato passiamo a Matteo, il secondo in ordine temporale trai Sinottici:

1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2 E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3 E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani». 4 Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio“».
5 Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, 6 e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto:
Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo,
ed essi ti porteranno sulle loro mani,
perché tu non urti con il piede contro una pietra
“».
7 Gesù gli rispose: «È altresì scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo“».
8 Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli: 9 «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori».10 Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto“».
11 Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli si avvicinarono a lui e lo servivano.

http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=matteo+4%3A1-11&versioni[]=Nuova+Riveduta

Antifona famosa, ma al solito con queste cose quel che c’è in realtà è molto più di quel che appare. Notiamo infatti una simile scena anche nel BuddhaCarita, raccolta presumibilmente basata su antichi racconti orali sulla vita di Siddharta redatta da Ashvagosa, ove il futuro Illuminato viene tentato dal Shrenya:

Egli [nota mia: il re Shrenya] dal passo di leone, leone tra gli uomini, il [sovrano] incoronato pari a un leone dall’arruffata criniera, salì su quell’ottimo monte Pandava simile a un monte nel corpo, lui che era come i Pandava [nota mia: figli di Pandu, dinastia che nel Mahabharata è contrapposta ai Kaurava, Krshna è uno dei suoi maggiori esponenti] in valore. Vide allora il futuro Buddha dai sensi domi, quale picco su quel colle: stava assiso in posizione contemplativa, luminoso come la luna quando sorge dal folto delle nubi. […] Allora il re si posò su una nitida lastra di pietra di colore bluastro come le orecchie degli elefanti; e quando egli si fu seduto accanto e ne ebbe avuto la licenza, così gli parlò: “[…] Se, o diletto, non desideri impadronirti del regno paterno per l’affetto che porti a tuo padre né vuoi attendere la successione legittima, accetta subito metà dei miei dominii. […]” Così disse il sire di Magadha, e lo disse parlando equamente come Indra: e alle sue parole, il figlio del re, pari al monte Kailasa dai molti luminosi picchi, non vacillò. 

Le Gesta del Buddha, X, 17-41 Ashvagosa. Adelphi pp. 123-7

Ma forse il paragone diventa ancor più forte con Zarathustra, che al luogo di semplice metà riceve l’offerta tonda tonda:

Angra Mainyu, creatore del mondo del Male, tornò a dirgli: “Non distruggere le mie creature, o santo Zarathuštra, tu sei il figlio di Paurušaspa: io fui invocato da tua madre, e tu rinuncia alla religione degli adoratori di Mazda e avrai in dono, come avvenne per Vadhaghna, il dominio sulle nazioni” Spitama Zarathuštra rispose: “No, non rinuncerò mai alla religione degli adoratori di Mazda, né per il corpo né per la vita, anche se la mia anima dovesse bruciare!”

Avesta, Vendidat, Fargard 19,6-7; UTET, 2008 a cura di Arnoldo Alberti

Voglio proprio vedere come i Nostri spiegheranno queste strane analogie, laonde, se va bene, considerano valido, solo lo Zoroastrismo. Senza nemmeno capirlo troppo per altro.

“Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv 3,8).

Altra analogia scomoda:

Zarathuštra rispose ad Angra Mainyu: “O malefico Angra Mainyu, io abbatterò la creazione dei Daeva; abbatterò il Nasu, creatura dei Daeva; abbatterò i Pairika Knathaiti, fino a quando non verrà il vittorioso Saošyant a prendere vita dal lago Kensava, dalla regione dell’aurora, dalle regioni dell’aurora”.

Avesta; Vendidat, Fargard 19, 7; UTET, 2008 a cura di Arnoldo Alberti

Difatti non mi risulta che Isaia abbia mai citato un qualsiasi tipo di demone. O sbaglio.

Di queste opere, la più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto l’uomo a disobbedire a Dio.

Altra bella violenza al Libero Arbitrio. Per altro mi chiedo se Dio abbia deciso se il peccato era tale prima o dopo la creazione del Maligno. Perché nel primo caso la creatura sarebbe stata ignara e l’essere nel torto sarebbe stato lui, contrariamente… no: sempre nella stessa situazione ci troviamo.

La potenza di Satana però non è infinita. Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura: non può impedire l’edificazione del regno di Dio. Sebbene Satana agisca nel mondo per odio contro Dio e il suo regno in Cristo Gesù, e sebbene la sua azione causi gravi danni – di natura spirituale e indirettamente anche di natura fisica – per ogni uomo e per la società, questa azione è permessa dalla divina provvidenza, la quale guida la storia dell’uomo e del mondo con forza e dolcezza.

Ma i Nostri non capiscono che essere coscienti di un misfatto, a maggior ragione contro se stessi, e non impedirlo significa implicitamente:

  1. accettarlo
  2. forse anche volerlo
  3. o anche solo essere impotenti dal punto di vista emotivo

E visto che dubito che tra il diavoletto e il buon Dio ci sia qualcosa la rosa si limita a due possibilità.

La permissione divina dell’attività diabolica è un grande mistero, ma “noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8,28).

Come dire: non ho argomenti miei quindi mi limiti all’ennesima citazione auto-referenziale.

Abbiamo assodato(?) che Satana o il diavolo e gli altri demoni sono angeli decaduti per avere liberamente rifiutato di servire Dio e il suo disegno. La loro scelta contro Dio è definitiva(?). Essi tentano di associare l’uomo alla loro ribellione contro Dio.

Abbiamo, inoltre, assodato che non vi è salvezza nella scelta definitiva dei diavoli, come non può esservi salvezza in chi, morto in stato di peccato mortale, è privo della grazia santificante, pertanto è destinato alla dannazione eterna, che è l’Inferno. Dio ama, ma non è stupido e, se l’uomo rifugge dalla verità e si rifugia nella menzogna e nel peccato, per infinita giustizia riceverà la condanna eterna.

Notare la falsa dicotomia: quindi chi non ha la grazia santificante è automaticamente destinato all’Inferno indipendentemente dal fatto di come abbia agito a prescindere, magari, del fatto che per un motivo o per un altro non abbia potuto conoscere questa grazia. E meno male che i Nostri erano fan del Purgatorio…

Segue una pleonastica e, a dir poco messa a forza, lezioncina di teologia basilare sulla divinità di Gesù e bla bla bla di cui non si sentiva, checché ne dica, affatto il bisogno. Non per niente poi riprenderà un poco malamente a forza il tema principale:

Dunque perché Satana può possedere l’uomo?

Perché l’uomo pecca e non si uniforma a Cristo, quindi non ha difese contro gli angeli decaduti che sono esseri nettamente superiori a noi e che possono essere contrastati sono nell’uniformità a Cristo, nella preghiera, nell’esercizio delle virtù e nella vicinanza costante ai Sacramenti, con animo contrito, rispetto e vivo pentimento dei nostri peccati.

Già: ancora falsa dicotomia.

Al Can. 1673 il Catechismo ci spiega che: “quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l’ha praticato (Cf Mc 1,25-26); è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare (Cf Mc 3,15; 6,7.13; 16,17). In una forma semplice, l’esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L’esorcismo solenne, chiamato “grande esorcismo”, può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa (Cf CIC canone 1172). L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. È importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l’esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia”.

Tenete a mente bene l’ultimo passo.

Cos’è la possessione demoniaca?

La possessione diabolica o demoniaca, che può aversi con un demone specifico o con una intera Legione di demoni, è quella manifestazione per la quale uno o più spiriti maligni risiedono in un corpo ed in determinati momenti si possono esprimere muovendosi o parlando attraverso di esso, senza che la persona possa evitarlo.

Già: notate come la definizione sia leggermente insufficiente rispetto ai canoni del catechismo sopraccitato? Perché invero qualsiasi persona con disturbi della personalità da stress o simili può benissimo agire in uno stato d’incoscienza. E allora come distinguerlo da un vero indemoniato? Indovinate un po’ come il Nostro risponderà a questa domanda?

La Dottrina dei Padri ha stabilito che in alcuni casi vi è una certa concordanza fra ossessione e possessione stessa. L’ossessione diabolica, propriamente detta, consta nella infestazione diabolica della persona che può essere tormentata anche da cause provenienti dall’esterno, tuttavia spesso sfocia in possessione se non adeguatamente affrontata, dunque l’individuo ossesso può divenire proprietà di uno o più diavoli e non può impedire con la sua volontà di compiere gesti e fatti che gli spiriti immondi comandano al corpo.

Esatto: viene solo rimandata.

Altra domanda: siccome e il lato conscio e quello subconscio agiscono in base alla rielaborazione delle esperienze, come si fa a determinare con precisione un’ossessione?

Come si manifesta una possessione demoniaca?

Oh: finalmente qualche altro canone. Ma come mai ho l’impressione che eluderà almeno una domanda?

Ciò che è sacro o religioso provoca fastidio

Dinanzi a ciò che è sacro o religioso il soggetto ha delle reazioni d’insofferenza che vanno dal fastidio, all’orrore, fino ad arrivare ad eccessi d’ira, bestemmie e insulti.

Mai provato a vedere se tali reazioni non s’applicano ad altri aspetti della personalità rispetto all’opposto dell’apparente? Voglio dire: poniamo sia un forte disturbo da stress, i freni inibitori, compresi quelli inconsci, vanno temporaneamente a farsi friggere ed eventuali conflitti interiori vengono a galla. Ergo per esempio un devotissimo religioso manifesterà l’estensione dell’altro lato della sua personalità che in conflitto con conscio gli dirà di lasciare tali idee.

Posta questa possibilità il canone è leggermente insufficiente.

La preghiera chiarirà se si tratta o no di un posseduto

Se la persona è posseduta, al benedirla inizierà a irrigidire le mani, i muscoli facciali si contrarranno. Chiuderà gli occhi e, se gli si alzasse le palpebre, il sacerdote vedrebbe che sono bianchi (il soggetto rovescia le pupille, in alto o in basso, lasciando gli occhi bianchi). Se si continua a pregare, il posseduto comincerà a gridare o a parlare con voce piena d’odio e di rabbia. In altri casi effettuerà una risata cattiva o comincerà a fremere. Altre volte il posseduto ha occhi completamente bianchi ma non si muove affatto (c’è un demone muto).

Anche questo mi risulta correlabile con delle comuni crisi di tipo psichiche. E non per tentare la fortuna ma mi sa che deriva dalla cantilena delle parole capaci di alienare definitivamente un soggetto ipersensibile. Come nei casi di crisi appunto.

Per quel che riguarda le risate e le grida, be’, mi sono già espresso sopra.

Nelle crisi d’ira il posseduto perde conoscenza (trance)

Negli episodi di esplosione d’ira, il posseduto perde conoscenza.

Niente di straordinario nemmeno qui.

Viene fuori la presenza del demone che agisce e parla attraverso il corpo del soggetto

In questi momenti di maggior furia il soggetto perde conoscenza (trance) e viene fuori la presenza di uno o più demoni che prendono il controllo sulla condotta della persona e agiscono e parlano attraverso il suo corpo. Il demone si manifesta. Il soggetto non è moralmente responsabile di ciò che fa o dice durante la trance. Molte volte il demonio si manifesta con gesti blasfemi, violenza e pratiche lussuriose.

Stato di incoscienza… ? S’è così come si fa a non capire che non abbia una comune eziologia del tipo cognato col sonnambulismo (anche il sonno REM è una fase d’incoscienza)? Tutt’al più che sia la violenza che la lussuria sono appannaggio del Super Ego e del Subconscio…

Finita la crisi torna normale

Finita la crisi, la persona torna lentamente normale e quando ritorna in sé non ricorda nulla. L’amnesia è totale e assoluta.

Anche questo è comune al sonnambulismo e agli attacchi d’ira.

La persona conduce una vita completamente normale

Al di là delle crisi furiose, la persona conduce una vita completamente normale, senza che la possessione gli crei problemi sul lavoro o nelle relazioni sociali (ovviamente dipende anche dal luogo ove questi fenomeni si presentano). Il soggetto appare come una persona perfettamente assennata, tuttavia un senso di angoscia lo pervade e questi avverte di non essere propriamente “normale”.

Ma no! Dopo questa eziologia dov’anche il primo idiota senza troppe conoscenze di psicanalisi, nel qual caso io, riesce a fare una diagnosi ad occhio e croce ci mancava solamente quest’ennesima prova!

Inutile dire che se l’analisi è corretta, il termine angoscia sarà al massimo un tragicomico eufemismo.

A volte ha allucinazioni sensoriali

In alcuni casi il soggetto parla di cose che sembrano allucinazioni sensoriali (dice di vedere ombre, di sentire strane sensazioni in una qualunque parte del corpo e fruscii)

Chiamasi paranoia auto-indotta mio caro. Cosa piuttosto comune se già di per sé si parte dal presupposto di avere qualcosa che non va a prescindere.

ma al contrario non sente voci interne, né qualcosa che scorra sotto la pelle. Nella maggior parte dei casi i fenomeni di possessione si producono dopo aver preso parte a una seduta spiritica, ad un rito esoterico o satanico.

Ciò semplicemente significherà che è dovuto a qualche celato senso di colpa. Niente di nuovo nemmeno qui.

Ierognosi da possessione

Sovente il posseduto è in grado di riconoscere gli oggetti benedetti da quelli non benedetti. 

Non mi pare granché come cosa: se ti arriva qualche religioso in talare in casa dicendoti chi sa che è ovvio che anche un incosciente è in grado di elaborare il pensiero che ci sarà qualcosa di benedetto che porterà con sé.

Bisogna fare molta attenzione però. Come molti esorcisti insegnano, essendo i demoni molto furbi, spesso ingannano l’esorcista che, per valutare se la possessione è vera o presunta, impongono al soggetto anche oggetti non consacrati o lo aspergono con acqua non benedetta. Molte volte, Satana manifesta insofferenza e repulsione anche ad oggetti non consacrati e ad acqua non benedetta; lo fa per far credere all’esorcista che si tratta di una persona isterica e malata e, così facendo, tenta di celare la sua presenza sbeffeggiando e ridicolizzando il malcapitato che, se non seguito da un esorcista di esperienza, sarà non creduto o creduto pazzo.

Ok, mi tocca citarlo:

Un argumentum ad ignorantiam è una fallacia logica che implica l’affermazione della falsità o verità di una proposizione, basandosi sull’ignoranza esistente sulla proposizione discussa (cioè una premessa è vera o falsa finché non è provato il contrario).

Indice

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Struttura [modifica]

Un argumentum ad ignorantiam ha la seguente struttura:

  1. si afferma A;
  2. non vi sono prove per negare A;
  3. quindi A è vero.

Esempi [modifica]

  • Esempio:
  1. A: Gli extraterrestri esistono. Puoi provare che non esistono?
  2. B: No.
  3. A: Allora esistono.

(Per smontare l’argumentum, B dovrebbe rispondere: “Puoi provare che esistono? No, allora non possiamo concludere né che esistano, né che non esistano”)

Descrizione [modifica]

La fallacia ad ignorantiam si può avere quando predomina un’ignoranza diffusa su un certo argomento, sulle sue proprietà o sulla possibilità di studiarlo. Consiste nell’argomentare che una proposizioneè vera perché non si hanno prove del fatto che sia falsa, pur non esistendo spesso delle prove che possano affermare la verità o la falsità di una proposizione.

Questa fallacia si ha specialmente quando qualcuno afferma che qualcosa è vero solo perché non si hanno prove del fatto che sia falso, o che qualcosa è falso solo perché non lo si può provare come vero. La verità o falsità di una proposizione dipende dalle prove che la sostengono o la confutano, e non dalla mancanza di esse. Non si può dimostrare l’esistenza degli extraterrestri, ma questo non implica né che gli extraterrestri debbano per forza esistere, né che non possano esistere affatto.

http://it.wikipedia.org/wiki/Argumentum_ad_ignorantiam

Ovviamente con ciò le frasi del Catechismo “Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. È importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l’esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia” vanno al diavolo.

Nella possessione il demonio s’impossessa anche dell’anima della persona?

No, assolutamente no. La possessione diabolica è un fenomeno che riguarda solo ed esclusivamente il corpo. L’anima può anche essere in grazia di Dio. Se un posseduto muore e si trova in grazia di Dio, l’anima andrà in Purgatorio od in Paradiso, a seconda dei casi. Se un posseduto è in grazia di Dio può anche fare la comunione. In alcuni casi gli sarà possibile, in altri non riuscirà nemmeno ad entrare in Chiesa.

E adesso arriva il bello:

C’è da dire, purtroppo, che molte volte la possessione porta l’individuo ad isolarsi dal mondo ed a vivere una realtà malsana e “non naturale” (e qui il mio collegamento coll’intervento di Affus/Rosy). Spesso accade questo quando i posseduti vengono ridicolizzati dagli stessi preti e, vedendosi abbandonati dalla stessa Chiesa, o si rifugiano in pratiche esoteriche e new age, o si rivolgono a maghi e santoni o si isolano completamente dal mondo, dedicandosi a pratiche peccaminose quali l’onanismo, l’uso di droghe, l’alcolismo, la bestemmia, la pornografia, l’autolesionismo ed altre pratiche abominevoli.

In questi casi, purtroppo, salvo un reale pentimento ed una contrizione effettiva, purtroppol’anima è condannata, non per la possessione, bensì per la pertinacia peccaminosa adottata dal soggetto anche in momenti di lucidità.

Ecco perché è necessario aiutare gli indemoniati, non ridicolizzarli, non escluderli dalla vita sociale e fare in modo che, seppur disturbando, partecipino attivamente alla vita della parrocchia ed ai Sacramenti. Grandi saranno le responsabilità dei parroci che hanno abbandonato queste persone bisognose.

E se ancora non siete cascati dalla sedia, faccio notare l’autoreferenzialità di tutto lo scritto (grassetto mio):

Fonti e citazioni:
Codex Iuris Canonici
Catechismo della Chiesa Cattolica
Denzinger
I Santi e il Demonio – Sugarco (Stanzione – Di Pietro)
Diavoli come riconoscerli e proteggersi – Segno (Di Pietro)
Lezioni di religione a cura del prof. Andrea Tornar

Ben un terzo delle fonti son suoi scritti!

Insomma, come per la Cozza, si ride per non piangere. E basta parlare sempre di esorcismi, PontifeSSi, abbiam sin troppo chiara l’antifona…

Fonti del ridicolo e tragico allo stesso tempo: http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/10585-possessione-demoniaca-perche-esiste-come-si-manifesta-il-diavolo-puo-possedere-anche-lanimahttp://pontilex.org/forum/?mingleforumaction=viewtopic&t=162

3 pensieri su “L’esorcista dà la diagnosi dello psicanalista. E nemmeno lo sa.

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