Resurrectio in Fabula

L'ORSO BIANCO pensa che questa sia una stronzata...


unusquisque mavult credere quam judicare

Ognuno preferisce credere piuttosto che giudicare

Seneca

Un PontifeSSo che risponde ad una domanda è una mosca bianca. E se lo fa in genere pensa bene di non fare nomi. Orbene, dopo un po’ di pausa mi son deciso di dedicarmi a uno di questi episodi. Ma no per quel che riguarda l’episodio in sé quanto più per quel che concerne la risposta.

Ebbene si dia inizio alle danze :

 Dopo aver pubblicato, come sempre negli ultimi 2 mesi, le risposte dottrinalmente e teologicamente fondate in relazione a tante delle strampalate interpretazioni dei Testi Sacri professate dal Biblista Padre Alberto Maggi, in tema di negazione della resurrezione (cosa di cui onestamente ci siamo un po’ rotti. Ma fa niente), cui potete leggere miei svariati articoli di risposta all'”apostolo” Maggi all’interno di Pontifex.Roma

Notare la tautologia…

un suo pseudo fan, mi scrive in maniera velatamente provocatoria e dice: “Cortesemente, mi rivolgo all’autore dell’articolo, gradirei conoscere i nomi di tutti coloro (che a suo avviso sono molti) che hanno resuscitato almeno un morto. Escludendo Gesù e gli apostoli (da lui già citati). Mi faccia un nome recente, qualcuno che ha compiuto questo miracolo (per l’autore del post così comune) negli ultimi 100 anni. Oh, cent’anni sono tanti! Ci sarà pur stato una persona con un minimo di fede! (Visto che Gesù ce l’ha assicurato che chi crede in lui farà cose anche più grandi di quelle da lui compiute). Grazie, aspetto una risposta illuminante.”

Giusta domanda. Lecita soprattutto.

Ma ecco che CdPinen manda tutto in vacca con il vecchio sofisma dell’omonimia:

Leggo il suo commento, ne prendo atto, mi documento e rispondo.

Primo, perché escludere Gesù e gli Apostoli? 

Magari perché sono glie esempi presi pro bono ed ergo considerati come campione non significativo, tanto più che Gesù, dal punto di vista cattolico, non fu proprio del tutto umano?

Se ha ragione Maggi, che nega a Dio la capacità di far tornare un morto in vita, neanche i fatti già citati dovevano essere menzionati nella Scrittura.

Da quando tutto ciò ch’è scritto è vero? Indipendentemente dal fatto che sia considerato sacro o meno?

Ma andiamo ad elencare:

Sarebbe pure l’ora, no?

Elena, la madre di Costantino, volendo ritrovare la Croce del Signore a Gerusalemme, e non sapendo quale di tre croci fosse, decise di far toccare un frammento di ciascuna croce ad un cadavere di un uomo il quale, al contatto col legno della Croce Santa, tornò in vita.

…tipo questa

Ma… ma… ma… Come si fa a credere a un racconto agiografico di questa risma!!?

Per intenderci: racconti del genere, per la loro stessa formazione, non sono diversi da quelli che si facevano girare attorno a personaggi quali Alessandro il Macedone e Carlo Magno:

se del primo si parla che salì al cielo su delle aquile e che, nel Romanzo francese del III secolo a lui dedicato…

Vero duplicato di Gilgameš, Alessandro fino al luogo magico donde provengono e ritornano tutte le acque. E se, come si ritiene, fu veramente un serpente (“leone di terra”) a privare Gilgameš della pianta della giovinezza, l’Alessandro della favola venne defraudato da un pesce, un ignaro pesce sotto sale portato come provvista per il viaggio. Deliberato, invece, fu il tradimento del suo cuoco Andrea, il quale, secondo Pseudo-Callistene, si accorse che il pesce, caduto dal ruscello, era trnato in vita e bevve anche lui quell’acqua senza rivelare ad Alessandro la sua scoperta. Il re, giustamente, indignato, lo fece gettare in mare con una macina al collo, impedendogli così di godersi la sua immortalità.

Il Mulino di Amleto, Cap. 22, pp. 362; Adelphi.

(Per pura curiosità: questo episodio non vi ricorda niente?)
Ma continuiamo: se del primo si racconta questo del secondo in Vita Caroli, paragonato sia  a Cristo che al sopracitato macedone, vien narrato che alla sua morta il cielo s’oscurò.
O ancora potrei citare l’esempio di Artù e l’episodio dell’Excalibur, che rimarca come archetipo l’episodio turchestano di Kara Par (Il Mulino di Amleto, appendice 25) e per estensione lo scardinamento dell’Asse del Mondo e con esso dell’Ordine [κόσμος o, meglio reso in cinese 宇宙 yuzhou “spazio-tempo”].
Detto questo: non so voi, ma a me l’episodio pare rimarcare il racconto della verga, o del bastone, di Asclepio. Cui dal punto di vista simbolico la Croce assomiglia non poco, specie dal punto di vista Orfico o, rimanendo in ambito ebraico, paragonata al Nehustan.
Sant’Ambrogio ha risuscitato un ragazzo di nome Pansopius, a Firenze.
Anche qui mi viene il sospetto di qualche cifratura. Che Pansopius sia la corruzione di Pan  Sopitus pan addormentato, quel Pan di cui si celebrava la morte, Παν ο Μεγας τεθηκε, in Siria riferendosi invero a Tammuz?
San Gregorio Magno ha risuscitato due persone, un uomo e una donna, in due momenti diversi.
Quel Gregorio che, in una perfetta imitazione dei Centimani si legò ad uno scoglio per espiare il peccato di incesto inconsapevole (manco fosse Edipo) e del quale si racconta ancora che divenne Papa grazie a una pozione miracolosa? 

San Benedetto ha risuscitato un neonato morto di peste ed un monaco morto schiacciato da un muro crollato durante la costruzione del monastero di Montecassino.

San Bernardo ha ottenuto questo tipo di miracolo due volte.

Sorvoliamo va’…

Sant’Antonio da Padova: Il figlio di un notabile di Lisbona fu ucciso da un suo acerrimo nemico e fu sepolto nel terreno della famiglia del Santo. Quando fu ritrovato incarcerarono il padre e tutta la famiglia come colpevoli. Sant’Antonio si trovava a Padova e la sera Dio gli fece sapere il fatto. Fu trasportato miracolosamente a Lisbona mentre uscì dal convento e la mattina andò dal responsabile per supplicarlo di rilasciare i parenti in quanto innocenti, ma senza ottener risultato.

Curioso. Chissà perché mi ricorda l’episodio enochiano delle stelle che non obbedendo a Dio (Ench 18) che, unito agli indizi del Timeo e unito alle dichiarazioni di Pietro (Ef 6:12)  potrebbe far sospettare che i parenti altro non fossero che i pianeti e le stelle che uccisero il sole d/nella scorsa età e per questo furono relegati nel cielo invernale-estivo a seconda della loro precedente posizione. Ma così fosse la risoluzione dovrebbe essere che il santo (Giove-Venere) resusciti il contabile (Saturno-Venere)…

Allora chiese che gli venisse consegnato il corpo del cadavere ed egli ricevutolo gli comandò di alzarsi e di spiegare se fossero stati i suoi familiari ad ucciderlo. Il ragazzo ritornò in vita e confermò che i familiari del Santo erano del tutto innocenti; al che essi furono prosciolti e liberati.

Appunto. Prevedibile.

Simpatica storiella però: se non altro per il finale a dir poco plautino.

La figlia undicenne della Regina di Léon era morta. Ella la tenne insepolta per 3 giorni, confidando nell’intercessione di Sant’Antonio. (ma perché certe storia fanno sempre questi pericolosi paralleli numerologici?!) Alla fine fu esaudita. La figlia tornò in vita e fece presente alla madre che ella era in gloria nel coro delle vergini quando Dio esaudì le commosse preghiere di sant’Antonio e la fece tornare in vita, stabilendo, però, che avrebbe vissuto ancora solo per 15 giorni.

Un perfetto esempio di trasposizione del mito di Demetra e Proserpina insomma.

Santa Caterina era morta e poi è tornata in vita per un pò di tempo, con gran stupore del suo confessore. Disse che era un’esperienza terribile lasciare la gloria di Dio per tornare in questo mondo, ma poi aggiunse, parlando col Signore, che se ciò era necessario per la salvezza delle anime, lo avrebbe fatto volentieri innumerevoli volte.

Ed ecco invece la trasposizione del mito di Enea con tanto di velato riferimento alla τυχη.

San Stanislao Vescovo: Citiamo il celebre fatto avvenuto nel 1070 a S. Stanislao, Vescovo di Cracovia.

Magari celebre fra i Russi. E magari nemmeno tutti.

Già: celebre per chi?

E perché faccio domande sapendo che probabilmente non otterrò mai risposta?

Era perseguitato dall’empio Principe Boleslao, e questi, tra le altre infamie fatte contro di lui, riuscì ad eccitargli contro gli eredi di un certo Pietro Miles, che era morto tre anni prima, lasciando una delle sue terre alla Chiesa. I suoi eredi, sicuri della protezione del Re, intentarono un processo al Santo, e subornando o intimidendo i testimoni, ottennero che il Santo fosse condannato alla restituzione del terreno

Di nuovo la stessa situazione di Sant’Antonio. Con tanto di riferimenti numerici stavolta.

Ho la netta sensazione che il finale sarà lo stesso, guarda un po’…

Il Santo, vedendosi mancare la giustizia degli uomini, si appellò fiduciosamente a quella di Dio, e fatta sospendere l’udienza e la condanna, promise che avrebbe fatto comparire come testimone il defunto testatore, che giaceva da tre anni nella tomba. La sua proposta fu accettata tra mordaci derisioni come assurda. Dopo tre giorni di digiuno e di preghiere, il Santo Vescovo si recò col Clero e col popolo sulla tomba di Pietro Milés, ed ordinò che venisse aperta.

Appunto: una favola nel classico stile folkloristico. Alla fine ci sarà anche il colpo di scena scommetto.

Ma vi si trovarono solo, com’era da prevedersi, poche ossa tra un mucchio di cenere. I nemici del Santo esultarono, certi della vittoria. Quando ecco il Santo ordinare a quelle ossa di risorgere in nome di Gesù, resurrezione e vita.

A quel comando quelle ossa, sotto gli occhi di tutti si avvicinarono, si riunirono, si ricoprirono di carne, e il morto, uscendo dalla tomba, dette la mano al Vescovo, e con lui e col Clero e col popolo stupito, si recò da Boleslao, certificando la verità della donazione fatta. 

Che vi avevo detto? Prevedibile. Ora ci sarà la morale.

Dopo, S. Stanislao gli domandò se volesse ritornare nella tomba o vivere ancora qualche anno sulla terra, ma il morto risuscitato rispose che, sebbene per i molti peccati commessi si trovava in Purgatorio tra atroci pene, preferiva ritornarvi, anziché rivivere in terra nell’incertezza di salvarsi. Implorò solo dal Vescovo preghiere e suffragi, per essere libero da quelle pene. Ricondotto processionalmente alla sepoltura, e benedetto dal Vescovo, vi si adagiò, e ritornò nello stato primiero.

Ma quand’ecco che pensavate che il fondo fosse stato già ampiamente raschiato che il Carletto se ne esce con un formulare

E’ un fatto assolutamente storico, testimoniato da migliaia di testimoni.

Come non rispondergli se non con?…

E Re Artù vive ancora in fondo al Lago di Ginevra

Oppure:

E Cesare riapparve in sogno ai suoi assassini predicendogli la loro disfatta

O ancora:

E Gengis Khan/Gicciz Qayan/Temujin/Temucin è figlio dell’Alto Blu Cielo [Tengri] preannunciato dallo Sciamano della sua Ulus

Seriamente: è deprimente. Ma mica poco. 

In questo testo: http://www.libritalia.com/teologia%5C887282325.htm sono stati esaminati 400 casi di risurrezioni miracolose.

Va be’: grazie per l’autoreferenzialità. Ce n’era proprio bisogno…

Penso che per ora basti. Tutto quanto scritto è documentato storicamente.

Per favore CiDipPinen non farmi ripetere. O almeno: cita le fonti s’hai letto il libro e non vuoi, come temo, unicamente fornire link per puro scopo lucrativo (tuo e del autore del libro in questione). Perlomeno avrai una parvenza di serietà.

Mi auguro che il presente articolo possa accrescere la Fede e rende la vista ai ciechi, ivi compreso Padre Maggi che, come sempre ripeterò, ben si guarda dal nominare il Magistero. Per lui esiste solo il Vangelo e, per altro, la sua versione del Vangelo, che non è quello vero.
Ma quando mai Carletto ha citato qui il Magistero?!
Mega riassuntone: Carletto non sa distinguere le favole e le leggende dalla realtà, indipendentemente dall’oggetto al quale sono applicate.
Ma dai!?

Fonte dell’ingenuità spiazzante: http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/10299-padre-alberto-maggi-la-negazione-della-resurrezione-e-in-risposta-ad-un-suo-fan-riporto-numerosi-casi-di-resurrezioni

4 pensieri su “Resurrectio in Fabula

  1. Giovanni

    Ma soprattutto non mi sembra che nessuno degli esempi sia successo negli ultimi 100 anni, come chiedeva la mail di partenza. Dove 100 anni immagino significhino “in un periodo recente dove le cose sono più verificabili”.

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  2. AlbertoB

    Insomma , tutto ‘sto panegirico conclude in una marchetta al libello da 4 soldi.
    Illuminante davvero.
    Di Pietro , una vita sprecata… sarei dispiaciuto per lui e per la sue malattie , se non fosse che non me ne frega un cazzo.

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  3. bluedragon

    forse sono io che non leggo bene, l’età mi starà abbassando la vista…ma non si parlava di 100 (cento) anni? non sono un genio in matematica, lo ammetto…
    cmq, bentornato pontilex!

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    1. adminadmin

      E’ stata più dura del previsto … Ma abbiamo quasi finito. Manca soltanto il “nostro” tema originario, che manifesta ancora parecchie “instabilità” e ci impedisce di rendere disponibile il precedente aspetto, almeno per qualche giorno ancora. Ma siamo tornati. Ed abbiamo approntato una serie di modifiche tecnologiche per preservare la nostra salute ed i vostri contributi. 🙂

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