Pochi, ma buoni.

Carissimi, torno nuovamente a proporvi una “perla” che si annida tra i pochi (ma evidentemente buoni) commenti Pontifessi. Tale Francesco66 risponde alle Pontifesserie dell’emerito poco-Odo molto-Fuso e rilancia come potete leggere di seguito.

L’omosessualità viene dunque paragonata a due malattie. Contravvenendo quindi alle indicazioni che provengono dagli psicologi e psichiatri cattolici. Francesco66, non contento, torna sulla grandissima idiozia delle teorie riparative (quelle di Nicolosi, per capirci). Per dimostrare la confusione totale che permea la sua mente arriva a scrivere (riporto testualmente):

sia l’umanesimo che il cristianesimo ,grazie a DIo ,sono contro natura.

Si, avete letto bene: il Cristianesimo (secondo Francesco66) è contro natura. Ma grazie a Dio, eh!

Siamo certi del futuro roseo che lega Francesco66 al sito Pontifesso. Presto potremo leggere le sue blasfemie elevate al rango di articoli.

Ah beata incoerenza, marchio distintivo degli amici Pontifessi!

9 pensieri su “Pochi, ma buoni.

  1. Gianfranco Giampietro

    In parte potrei quasi essere d’accordo con l’affermazione di Francesco66, se non fosse che si contraddice poi da solo.

    Credo di avere già espresso la mia opinione nei confronti dell’essere umano e del suo rapporto con la natura:
    l’intera specie umana è in un certo senso “contro natura”… gli altri animali, a differenza dell’uomo, sono perfettamente integrati nella natura, nel senso che si adattano all’ecosistema e vi convivono senza tentare di modificarlo.

    Gli esseri umani solo l’unica forma di vita (a noi per il momento nota) che non si adatta alla natura, che istintivamente non l’accetta e cerca di modificarla e alterarla cercando di renderla a propria artificiale immagine e comodità. Se l’uomo fosse un animale “naturale”, egli si accontenterebbe di dormire in una grotta, di girare nudo, di nutrirsi di quello che trova in natura, ed il suo massimo “senso della vita” consisterebbe unicamente nella riproduzione e propagazione della propria specie animale.

    E’ proprio per questa ragione che ho sempre preso in giro i religiosi che condannano l’omosessualità come qualcosa di “contro natura”… il fatto per cui prendo in giro questa asserzione è il fatto che l’omosessualità in natura è presente, e in realtà nell’essere umano è molto più “contro natura” il fatto che costruisca grattacieli e fabbrichi computer…

    Sempre per tale ragione per me l’espressione “contro natura” ha un significato positivo, e tutt’altro che negativo. Il fatto che l’essere umano tenda spontaneamente a ribellarsi alla natura costituisce la sua più nobile dignità, e non qualcosa di cui parlare negativamente.

    Forse è il mio approccio “gnostico” e leggermente “transumanista” che mi fa guardare in modo tutt’altro che positivo alla natura… lì dove molti guardano la natura e la sua “bellezza” come dimostrazione dell’esistenza romantica di un Dio buono, io invece vi vedo solo il gioco di forze cieche e caotiche il cui unico cieco impulso è assorbire, prevaricare o divorare qualche altra forza per prolungare il proprio “fenomeno”. Ogni forza dell’universo si manifesta a scapito di un’altra e determina la propria durata in base all’assorbimento o decadimento di un’altra forza, per poi essere in ogni caso prima o poi comunque sconfitta dal tempo che tutto divora e consuma.

    Non vedo quindi nella natura tutta questa “bellezza”, anche se non manco di riconoscerne alcuni brevissimi sprazzi, come può essere in un tramonto, nel bel volto di una bella ragazza o nei colori dell’autunno di certi boschi. Si tratta sempre però di brevi istantanee in una realtà più ampia e meno gentile quale è l’universo come noi lo conosciamo (almeno fino ad ora).

    Definire il “cristianesimo” (se con questa parola ci si riferisce ai presunti insegnamenti di Gesù) come qualcosa “contro natura” non lo vedo quindi come qualcosa di completamente errato. Idee come “perdona il tuo nemico” o la semplice idea di “altruismo” sono concetti “contro natura” in un universo che premia la via più facile e breve all’autoconservazione, come l’istinto della propria sopravvivenza anche a costo delle altre forme di vita, o il puro e semplice egoismo dei geni che per esempio ci porterebbe a scegliere i nostri partner in base all’aspetto fisico o alla sicurezza economica che possono offrire alla discendenza.

    Ma come il “cristianesimo” allora ci sarebbe da definire con orgoglio “contro natura” anche un sacco di altre cose… l’amore, il vero amore, per esempio è qualcosa di completamente “contro natura”, perchè alla natura basta il puro e semplice sesso finalizzato alla procreazione (ma questo rende ebraismo, cattolicesimo e molte altre religioni molto poco “contro natura”, visto che vedono il sesso unicamente finalizzato alla propagazione della specie animale, e non certo come espressione di amore e condivisione tra due anime) e l’amore per la natura è qualcosa di completamente inutile e non strettamente necessario.

    Anche la filosofia e l’esistenzialismo sono fondamentalmente atti “contro natura”, perchè assolutamente non necessari per andare avanti nella propria vita strettamente biologica.

    Non parliamo poi dell’arte intesa come creatività, letteratura ed espressione ! L’arte è in assoluto la cosa più contro natura che possa mai esistere, nella sua totale assenza di funzionalità e utilità pratica, se si escludono colori e canti dei riti di accoppiamento degli animali.

    Anche la democrazia è “contro natura”, perchè la natura esercita la logica più semplice che ci sia: quella del più forte che semplicemente domina sul più debole.

    Essere “naturali” significa essere semplicemente animali che dormono, mangiano e si accoppiano (ma devo riconoscere che ci sono religioni che non vanno molto oltre la raccomandazione di queste semplici funzioni, relegando qualsiasi altro genere di attività cerebrale alla contemplazione del “mistero della fede”)

    Essere “non naturali” significa andare oltre queste cose… Da ciò che “non è naturale” (cioè già disponibile natura) scaturiscono le invenzioni, le scoperte, le rivoluzioni dell’intelletto, l’amore tra due esseri senzienti non finalizzato alla genetica o all’utilitarismo, l’arte, la poesia, persino l’agricoltura (“contronaturale” rispetto alla semplice raccolta), ecc.

    Si stia quindi molto attenti dall’utilizzo dell’espressione “contro natura”, potrebbe essere più un complimento che un’offesa 🙂

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    1. FSMosconiFSMosconi

      Idee come “perdona il tuo nemico” o la semplice idea di “altruismo” sono concetti “contro natura” in un universo che premia la via più facile e breve all’autoconservazione, come l’istinto della propria sopravvivenza anche a costo delle altre forme di vita

      Attenzione coi distinguo: gli animali sociali, quelli che vivono in branco e i simbiotici dimostrano che certe volte si può fare eccezione. Certo anche qui con i suoi limiti: ai fatti alle altre formiche non importa che una loro simile muoia. Sempre che da questa non dipenda la sopravvivenza dell’intera colonia.

      Ma come il “cristianesimo” allora ci sarebbe da definire con orgoglio “contro natura” anche un sacco di altre cose… l’amore, il vero amore, per esempio è qualcosa di completamente “contro natura”, perchè alla natura basta il puro e semplice sesso finalizzato alla procreazione (ma questo rende ebraismo, cattolicesimo e molte altre religioni molto poco “contro natura”, visto che vedono il sesso unicamente finalizzato alla propagazione della specie animale, e non certo come espressione di amore e condivisione tra due anime) e l’amore per la natura è qualcosa di completamente inutile e non strettamente necessario.

      Nel senso romantico sì: totalmente inutile in organizzazioni sociali come quelle umane.
      A vederla però dal punto di vista evolutivo invece aveva una funzione: riconoscendo il partner le caratteristiche del/la (rispettiva/o) madre/padre garantiva che con quelle caratteristiche i due potessero crescere la progenie fin a che questa non fosse stata autonoma.
      Attenzione a non confondere tempi evolutivi e tempi umani 😉

      Per il resto non posso dire di non essere d’accordo. 😀

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      1. Gianfranco Giampietro

        Attenzione coi distinguo: gli animali sociali, quelli che vivono in branco e i simbiotici dimostrano che certe volte si può fare eccezione. Certo anche qui con i suoi limiti: ai fatti alle altre formiche non importa che una loro simile muoia. Sempre che da questa non dipenda la sopravvivenza dell’intera colonia.

        Osservazione corretta. Infatti non mi riferisco in modo particolare all’egoismo individuale, ma all’egoismo genetico.

        E’ un termine che non sono sicuro che esista veramente e se sia tecnicamente corretto, ma quando lo uso io mi riferisco all’egoismo che porta la specie alla preservazione di se stessa, nemmeno tanto a quella individuale. Questo vale soprattutto per molte specie animali che sono portate a dare più importanza alla preservazione dei geni e della specie piuttosto che a quella individuale. L’uomo avendo un maggiore senso dell’individualità può anche arrivare a sacrificare l’egoismo genetico per quello individuale, ma in generale anche l’uomo è abbastanza portato verso l’egoismo genetico. Non a caso si registrano pochi casi di animali che soccorrono membri di altre specie diverse dalla propria, mentre invece sono abbastanza frequenti i casi di animali che per esempio sacrificano la propria vita per salvare quella della prole. Ci sono anche casi per esempio di persone che vengono tratte in salvo dai propri animali, ma la questione è complessa…

        – Prima di tutto io credo che certi animali domestici con il tempo arrivino ad assomigliare un poco ai propri padroni, in altre parole un cane o un gatto domestico sono più portati a sviluppare caratteristiche individuali rispetto alle loro controparti selvatiche… in ogni caso la cosa rientra sempre nell’ambito del “non naturale”, perchè in natura il processo dell’addomesticazione di altre specie non esiste (che io sappia) ed è tipica proprio dell’uomo tale pratica.

        – E’ difficile distinguere l’altruismo da quello che sono solito definire “egoismo raffinato”. L’egoismo grezzo è quello facilmente riconoscibile… per esempio perseguire il proprio bene anche se questo dovesse comportare il male del prossimo è un chiaro atteggiamento egoista. Ma esistono anche forme più sofisticate di egoismo. Io sono dell’idea che, a parte rari casi, l’uomo non possa sfuggire all’egoismo per il semplice fatto che possiede un ego. Per non essere egoista un essere senziente dovrebbe possedere un tipo di individualità differente dal normale ego. Intendo dire che un essere dotato di ego cerca sempre la gratificazione di tale ego, anche quando agisce per il bene del prossimo.

        Ho sempre per esempio guardato male alla classica figura del santo cristiano (ma immagino che in generale sia così per i cosiddetti “santi” di quasi tutte le culture), perchè il santo cristiano per “santificarsi” ha un disperato bisogno di gente che soffre da aiutare, al punto che a volte mi viene da immaginare che i “santi” sarebbero persone disperate se non ci fossero più malati da aiutare e se tutta la gente del mondo stesse bene. Questo si riflette nel fatto che il “santo” cristiano si concentra sul cercare di alleviare gli effetti del dolore umano, ma non cerca quasi mai di eliminarne le cause (sempre secondo una strana concezione dell’idea che il dolore e la sofferenza siano un qualche tipo di “esame” da superare)

        Questa differenza la noto spesso per esempio confrontando vangeli cristiani e vangeli gnostici. Nei vangeli gnostici spesso Gesù condanna non solo le pratiche del digiuno e della penitenza, ma persino dell’elemosina. Interrogato dai discepoli sul perchè persino l’elemosina sia una pratica “inutile”, Gesù chiede loro se l’elemosina elimina la causa della povertà (che si ripresenta già un secondo dopo avere fatto l’elemosina al bisognoso). Questo non vuol dire che fare l’elemosina sia sbagliato, ma si smaschera come spesso certi gesti di “altruismo” vengano compiuti semplicemente per sentirsi “migliori” (anche se compiuti in segreto) o per sentirsi in pace con la propria coscienza… “E’ vero, in Africa muoiono di fame, però ieri ho dato un euro al tipo che chiedeva la carità davanti al tempio, la mia coscienza è a posto”.

        Fare il bene alle persone a cui vogliamo bene è anche una forma di investimento per ottenere a nostra volta il loro bene, e per fare in modo che si ricordino di noi. Secondo me non c’è niente di male e di meschino nell’egoismo di tipo “raffinato”, semplicemente perchè credo sia inevitabile: è nella nostra natura di individui ed è la volontà stessa dei nostri geni, però esserne almeno consapevoli secondo me aiuta ad essere più umili.

        Quando per esempio faccio un regalo ad una persona (sono abbastanza conosciuto, quando ne ho la possibilità materiale, di fare regali anche un pò esagerati) riconosco che la prima persona a cui in realtà cerco di arrecare piacere sono io stesso, anche se magari soltanto ad un livello inconscio, anzi ormai semicosciente. Quindi non mi gonfio quando la gente mi mostra gratitudine per un dono, anzi spesso gli rispondo di non essermi riconoscente, perchè in fondo ho gratificato anche me stesso con quel gesto.

        Ritornando al tema principale quindi io credo che esistano pochi atti veramente altruistici che un essere umano possa compiere. Chi fa il bene spesso riceve in cambio il bene, e se non lo riceve resta con la soddisfazione di essere stato “buono”, che in ogni caso è una forma di gratificazione dell’ego. E’ per tale ragione che spesso in gioventù sono stato ingenuamente stato portati ad identificare la bontà con l’intelligenza. Credevo che più una persona fosse intelligente, più di conseguenza fosse buona, visto che essere buoni è secondo me l’azione che porta il maggior numero di benefici (sia se il bene viene premiato, sia nel caso contrario come semplice soddisfazione personale).

        Per tale ragione ho sempre visto gli insegnamenti di Gesù in prospettiva “hegeliana” (mi riferisco allo scritto giovanile di Hegel sulla vita di Gesù), cioè come espressione del “logos”, ovvero come pura e semplice intelligenza.

        Può suonare magari un pò poco romantico, perchè presento il “bene” come l’azione anche egoisticamente più conveniente. Il problema è che l’azione altruistica totalmente priva di vantaggio personale (che potremmo definire “altruismo puro”) è molto rara.

        Tra questo genere di azioni possiamo mettere il fatto di soccorrere un nemico o qualcuno che non amiamo. Possiamo mettere il generale militare che cattura il nemico e lo rimette pietosamente in libertà, pur consapevole che questo gli muoverà nuovamente guerra. Possiamo mettere colui che sacrifica la propria vita per uno sconosciuto, perchè da morto non potrà certo godersi la soddisfazione di questo gesto di altruismo.

        Credo sia molto difficile stabilire una linea precisa tra ciò che è veramente altruistico e cosa non lo è. Qualche genere di gratificazione individuale in ciò che di nobile facciamo è sempre dietro l’angolo.

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      2. Gianfranco Giampietro

        Ho dimenticato di aggiungere una nota sugli animali che sviluppano un rapporto di genere simbiotico con altre specie…. Dal mio punto di vista non mostrano qualcosa che possiamo definire “altruismo”, quanto piuttosto qualcosa di simile al concetto di “do ut des” (“io do affinché tu dia”)… si tratta di uno scambio reciproco di vantaggi mirati alla propria sopravvivenza.

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  2. paopao

    su Pontifex é evidente che permettono i commenti anche alle creaturine ciucche marce, come Francesco 66. Grazie a Dio, altrimenti noi come faremmo a divertirci ? ):D

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    1. adminadmin Autore articolo

      Hanno appena pubblicato un commento all’ennesima prevedibilissima sceneggiata strappalacrime di Brunello… Un commento in cui chiariscono che non hanno assolutamente intenzione di aprire nuovamente i commenti per colpa di millemila bestemmiatori. Sono così tanti che neppure i novecentomila moderatori Pontifessi resistono all’impeto dell’orda barbarica!

      Sono indeciso: sono più ridicoli o buffi? 😀

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