Come satana, ministri di Dio?

di Giuseppe Castellese

I natali di Satana
Ricordate? Padre Alberto Maggi, nel corso del convegno “e se Dio rifiuta la religione?”(vedi alla rubrica “Dialogo interreligioso” del 29 dicembre 2004) ce la raccontava lui la bizzarra storia dei “natali” di satana.
Satana personificazione di “superba” bellezza, intelligenza, vigore, potenza? Il primo fra gli angeli? Il lucifero? Ma niente affatto!
Più modestamente satana era stato, si, “l’occhio di Dio” ma… (almeno ad inizio carriera) poco presso l’imperatore di Persia; ed era chiaro che il suo occhio non aveva a che fare con quello di Dio: era invece “occhiuto” ispettore girovago, capace di fotografare le variegate “situazioni” di servizio di altrettanto variegati rigattieri o dazieri che nel vastissimo impero seminavano corruzione, soprusi e violenze per saziare ingordigie senza fondo o, all’opposto, nel caso di funzionari riscontrati “timorati” e fedeli, portavano un filo di giustizia, saggezza, equilibrio nell’elefantiasi dell’amministrazione imperiale. E dunque satana, pur di primo rango, era solo uno tra tanti “funzionari”: era un ministro di corte quindi, tout-court, “cortigiano”; e tuttavia un “ministro” che come occhio di dio a cui nulla sfugge, faceva il buono e cattivo tempo: indagava e poi riferiva proponendo, a seconda dei casi, “licenziamenti in tronco” (in quanto gli amministratori in disgrazia… perdevano la testa) oppure succulente promozioni di rango. 

Satana in carriera
Quando lo incontreremo nella Bibbia, dovremo prendere atto che satana di strada, in pochi decenni a corte, ne ha macinato: da “favorito” imperiale, certamente con l’appoggio di “amici” (le cordate di sì forte attualità, a parere di taluni spregiudicati, anche nella chiesa!), s’era arrampicato su fino alla corte di Dio. Satana, questa volta, è consulente ma di un dio che anche papa Giovanni Paolo, nel suo latineggiante idioma, avrebbe considerato un po’ “deficiente” se “umanizzato” da bavosa voglia di compiacersi della fedeltà del povero Giobbe. Proprio nel libro di Giobbe troviamo quasi in primo piano, appena dopo il dio di cui sopra, la figura classica del cortigiano: ossequioso e untuoso verso l’Alto, e, ahinoi! ispide velenoso e astioso verso chiunque, sotto di lui, abbia armi spuntate. Perciò da “occhio di dio” satana (il delatore o lo spione diremmo oggi) sarà chiamato “l’avversario”, il nemico senza quartieri dell’uomo e della sua crescita. E dunque, altro che “inno a Satana” simbolo di irrefrenabile progresso (quell’ingenuo disinformato d’un Carducci!) poiché, attualizzando in maniera un po’ meno prudente di quanto fa p. Alberto Maggi, potremo scorgere, nelle linee guida di ogni “religione” molti tratti dell’impronta di satana.

Con Gesù satana come polvere cade dal cielo
Ma in verità, il biblista e prete cattolico (non sacerdote ma presbitero, egli tiene a precisare) Alberto Maggi, quello che c’era da dire l’ha detto. Infatti risulta chiaro che satana non è per Gesù “un essere spirituale” né tampoco a lui è affiancata la schiera di subordinati “diavoli” (termine equivalente in greco) che odierni “ministri di Dio” (perciò colleghi di Satana?) si affannano a “esorcizzare”: il termine da Gesù viene appioppato (nella fattispecie di attributo) in circostanze appropriate, a coloro, tra i suoi, quando (Pietro e Giuda) per ambizione o presunzione, “ostacolano” Gesù e la sua missione. Ma, anche per i più refrattari “afficionados” cultori di satanismo, dovrebbe bastare (a farli ricredere?! Ma che? Quello è l’orticello in cui campano!) che con Gesù, con l’annuncio del Regno, satana “come polvere cade dal cielo”: “cade dal cielo l’accusatore dei nostri fratelli”(Apocalisse). Non è satana quindi “principio primo”, (sia pure creatura di Dio ma contrapposto come “dio, alla pari, come) ghignante autore e sostanza del male chiamato “peccato”; in una parola non è satana “il tentatore” sussistente (a se subsistens) soggetto spirituale che agisce sull’uomo e nella natura. E invece il male è nell’uomo quando egli sceglie di prevaricare sull’altro: il peccato è sempre lo smodato desiderio di dominare, signoreggiare, subordinare a sé ognuno ed ogni cosa.
L’uomo, l’umanità i guai se li trova da sola: come dice Agostino “vede il Bene” ma poi lo confonde con l’effimero tornaconto personale. Ecco il diavolo è l’egoismo, il prevaricare togliendo agli altri per dare a sé nell’illusione di trovare (tutta per sé) “felicità” considerando quella altrui ostacolo da abbattere con ogni mezzo: l’uomo nella folle corsa ad avere per sé non sopporta limiti; arriva alle forme più abiette di prostituzione al “forte” pur di lenire la sete di potere, pur di partecipare alla divisione della “torta” (l’argomento principe dell’economia capitalistica).

…Mi pare di vederli sgomitare i sacri gerarchi,
stretti alla “cordata” portante! E quando si va avanti per la forza di cordata è chiaro che si innesca la procedura “diabolica” per cui “arrivano” se non i più cretini (come pure spesso accade) i più “maliziosi”, i più furbi, i più viscidi, i più spregiudicati capaci di vendersi tutto per meno di trenta danari. A proposito di cretini, m’era capitato circa 20 anni fa di gestire un convegno di studi (“Politica comunitaria del turismo e pastorale) cui avevo ritenuto opportuno, dopo il coinvolgimento dell’Ufficio CEI competente, di invitare un cardinale, il quale quando illuminato dal “lecchino” di turno, ritenne di capire da chi proveniva l’iniziativa, cominciò a fare le bizze minacciando fulmini “perché questo… “laico impiccione” aveva osato nientemeno che contattare…(ma come si permette?) il Vaticano! Per rara fortuna poi, un vescovo un tantino più intelligente, quando io straziato gli chiedevo se un cardinale di santa romana chiesa potesse essere cretino… a me allibito, rispose: “mentre tu parlavi, ho visto passarmi dinanzi agli occhi una tale schiera…!!!

S’io fossi papa…
Comunque non condividerò le conclusioni di Federico La Sala (“se io fossi Benedetto…prenderei atto dei miei errori e della mia totale incapacità ad essere all’altezza del compito di Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale”)… anche se l’auspicio del Concilio immediato come prospettiva idilliaca di salvezza è una speranza mal posta, date le premesse!
Condivido, invece, a pieno quanto asserito altrove quando, da uno spaccato della realtà ecclesiastica (soprattutto italiana), emerge che “la clonazione è invalsa da tempo per generare clero cattolico doc”: così passano “i cloni” e soltanto loro fanno carriera. Qualche rara svista porta poi ai don Puglisi, ai dom Camara, ai Romero che, a posteriori non riconosciuti “autentici”, vengono abbandonati al boia di turno. E ricordiamocelo… finché non arriva “la grande tribolazione” che farà scappare a gambe levate i “predoni”, non tornerà un Papa Giovanni o un Francesco1° capace di fare pulizia delle “sporcizie” e, pastor bonus, sentire la “sofferenza” del popolo di Dio guidato al macello da tanti mercenari e lupi rapaci che si spacciano per pastori e apostoli mentre fanno i zelanti, glaciali burocrati del dio potere, antidoto di Gesù il Crocefisso Risorto.

Gesù contro mammona
Gesù, l’uomo Dio, ce lo ha rivelato: “mammona” è l’opposto del Dio Amore che noi, solo nel Figlio e per il Figlio, abbiamo potuto conoscere. La “felicità” ci viene promessa con l’avvento del Regno: cercate il Regno di Dio e il resto lo avrete in sovrappiù.
E tuttavia questo “voler tornare a Gesù”, mi pare che, lungi dall’essere incoraggiato, nei secoli è stato avvertito con sospetto dalla Chiesa nella gelosa “prerogativa” che tende ad escludere la parte rilevante della Ecclesìa, vista (da Gesù stesso oltre che dal Concilio?) come “popolo eletto”, popolo di Dio. Se è così, dobbiamo concludere che la chiesa gerarchica (considerando superati i tempi che giustificavano l’esercizio del potere temporale e degli “ordinamenti giuridici” alla gestione di simile potere connessi) non si trova in linea con Gesù Salvatore ed entra in collisione al suo interno con la Chiesa Una, come Uno è il Cristo.

Vittime del mito della violenza salvatrice?
Il fenomeno me lo sono spiegato spigolando tra gli scritti di don Carlo Sansonetti (in “Sulla strada onlus”, cit. da “la terza via”, settembre 2004): si tratta del “mito della violenza salvatrice”. Tale mito avrebbe “avuto via libera quando (circa 5000 anni fa) si è voluta fondare la società umana sul Sistema del dominio”; la tesi è che tra gli uomini, qualcuno deve sempre stare sopra gli altri per dominarli e assicurare l’ordine. E, conseguenza, chi eserciterà il potere avrà anche “l’esclusiva della verità e del bene”: la massa obbedisce; ma chi dovesse tentare la via della critica, della obiezione (chi si ribella e vuol cambiare) questi sarà figura del male: e rieccolo, dunque, il satana!

E perciò si: ministri di Dio, come Satana
E fin qui la storia del vecchio satana, ministro alla corte di Dio. Ma è pensabile alla luce dei fatti dare una risposta affermativa alla domanda posta nel titolo?
È desolante! ma i fatti, le situazioni parrebbero fotocopiate. Ritroviamo oggi analogie fortissime con strutture sociali e religiose da cui Gesù ebbe modo di prendere le distanze! Eppure santa madre chiesa non ha dubbi: subordina (è un piccolo esempio) l’amministrazione de “la confermazione” alla esplicita “rinuncia a satana” e subito dopo la “professione di fede” quasi che si prediligesse la fede in Satana alla fede in Gesù! E dunque proprio la chiesa cattolica rimuove di fatto il messaggio fondamentale (la libertà di figli di Dio, l’Amore come comandamento primo e unico) per “conservare” contro lo Spirito di Gesù, quello che l’Unico Maestro aveva aborrito: il Sinedrio e la casta sacerdotale, il potere religioso esercitato, mediante la burocrazia della Istituzione, contro l’uomo che si vuole lasciare “infante e perciò stesso dipendente dall’imboccata del magistero”. Nella liturgia di oggi, maestri della preghiera mettono in bocca a fedeli ignari: “Signore aiutaci tu a portare la nostra croce!” che per la parola di Gesù “amatevi l’un l’altro come io vi ho amato” diventa uno dei tanti “cortocircuiti” della pietà bigotta che ci propinano acriticamente ancora una volta per vile tornaconto.
Dice ancora Alberto Maggi, “Gesù non è un riformatore delle istituzioni o del sacerdozio e, invece, noi abbiamo che la chiesa ordina “ministri” (in stretta gerarchia di poteri) che nella stragrande maggioranza mostrano lo stesso volto del satana, poiché come quello, questi sono di fatto votati a servirsi del potere per servire il potere e, anche se parlano e mantengono come privilegio il monopolio della “Parola”, dissentono nei fatti da Gesù poiché non sempre è visibile in loro la “opzione per gli ultimi”.

Si, me ne importa! Anche se brucio per le scottature
Piacerebbe pensare che quando taluni “battezzati” si danno pena di esprimere considerazioni consimili, “i ministri di dio” nella intera estensione della gamma gerarchica, ovviamente stimolati dallo Spirito, possano cogliere che questo intervento, proprio perché espresso da chi avrebbe solo vantaggi dal “farsi gli affari propri” e allungare la coda dei genuflessi, questo è “amore gridato” per la chiesa, per Gesù ed il suo Regno.
Potrei come era suggerimento del Duce per i primi fascisti “fregarmene”, ma voglio, pur crocefisso da nemici che nella mia debolezza mi trafiggono, gridare ancora più alto: “me ne importa, si”; io voglio servire la Verità, la Via, la Vita che è solo Lui, il nostro Signore Gesù. E se no, da chi andremo?
Giuseppe Castellese
Palermo

Lunedì, 27 giugno 2005

rif .http://www.ildialogo.org/parola/ministri27062005.htm

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giux

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ciao, non so che scrivere.... vivo a Ossona nel bel parco del ticino:) Mi piacciono gli sport sopratutto quelli che mi permettono di stare all'aria aperta, il mio preferito mtb nei boschi:-) Qui mi iscrivo xkè cè gente simpatica che sa farmi ridere delle schifezze di pontifex che sanno solo farmi arrabbiare!

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