Le bestemmie di CdP

Scrive CdP nello spot pubblicitario del suo libro: …Ciò che ci lascia molto turbati è l’arroganza ed il razzismo di chi non condivide l’ideale Cattolico e la relativa Dottrina circa l’omosessualità praticata, ovvero una pratica immonda, in abominio con Dio e che condanna a bruciare all’inferno…

Mi ha particolarmente colpito l’ultima parte: … che condanna a bruciare all’inferno.

Miiiiiiiii… c’è da aver paura!

Vedete, il Signore è severo due volte solamente nei Vangeli, due volte solo lo si vede davver arrabbiato, lancia parole di fuoco:
– la prima: contro chi fa del male ai bambini, …meglio per lui se si fosse attaccato al collo una macina da mulino e si fosse gettato nel fiume…
– la seconda: contro chi bestemmia lo Spirito Santo, …ogni bestemmia sarà perdonata, ma mai verrà perdonato chi bestemmia contro lo Spirito Santo…

La bestemmia contro lo Spirito Santo è, quindi, imperdonabile.
Ma cos’è questa bestemmia?
Il catechismo di San Pio X, tanto caro a CDP, raccoglie la bestemmia contro lo Spirito Santo in 6 voci e tra queste risalta una che a me piace tanto: la disperazione nella salvezza.
Ossia chi si condanna all’inferno o si ritiene perduto, o chi condanna qualcuno all’inferno e lo ritiene perduto (cioè non salvabile dall’amore misericordioso del Signore) bestemmia contro lo Spirito Santo, cioè bestemmia contro l’Amore di Dio e tale bestemmia non può essere perdonata.

Quindi è naturale ritenere che quando CdP scrive “condanna a bruciare all’inferno” nega implicitamente a Dio la possibilità di redimere l’uomo, nega all’uomo la possibilità di poter essere redento da Dio, cioè bestemmia contro l’Amore di Dio, bestemmia contro lo Spirito Santo. E la sua bestemmia non potrà mai essere perdonata…

Se ci fate caso si sente di persone, i santi, che vengono elevati agli onori degli altari: la loro vita viene indicata come modello di perfezione nella fedeltà al Signore. Si noti bene che il santo non è colui che non pecca mai – la Scrittura ci ricorda che il santo pecca sette volte al giorno (e nella numerologia biblica il sette è il numero della pienezza, della totalità, del sempre) – ma il santo è colui che una volta caduto ha il coraggio di rialzarsi e ricominciare nella consapevolezza che, come ci ricorda l’Apocalisse il Signore “…fa nuove tutte le cose…”.
Dicevo, senti di persone che vengono proclamate sante, ma mai avrete sentito ne sentirete di persone proclamate dannate. E questo perchè in ultima analisi c’è sempre l’amore del Signore che può sanare ogni colpa, riparare ogni ferita, dimenticare ogni errore. Addirittura ci sono teologi, non ultimo Benedetto XVI che hanno la speranza di ritenere l’inferno vuoto:

…Il nostro modo di vivere non è irrilevante, ma la nostra sporcizia non ci macchia eternamente, se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo, verso la verità e verso l’amore (Spe Salvi, 20)

E per fortuna che diffende la vera Dottrina…

Scrive ancora: E’ vero, i peccati sono tanti, ma per un apologeta è impossibile non scrivere del vizio della sodomia e di quanto possa far male alle anime e sia anche una punizione corporale voluta da Dio.

Mi colpiscono le ultime parole: “e sia anche una punizione corporale voluta da Dio”

Robe da pazzi!

Ci sarebbero tante cose da dire, me la cavo con una citazione biblica:
…Passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?”. Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.”…

Solo uno stolto può pensare Dio punisca ed infligga sofferena all’uomo. Quanta stoltezza, quanta falsità nella dottrina che professi, quanto distante è il tuo cuore e la tua mente, caro CDP, se pensi veramente che Dio sia un vigile pronto a punirti per i tuoi peccati.

Tu CDP probabilmente non hai mai letto i Vangeli: “Imparate dunque, misericordia io voglio e non sacrificio”, “non sono venuto a giudicare il mondo, ma  a salvarlo”, “non voglio la morte del peccatore ma che si converta e viva” ci ricorda Gesù… e quante altre citazioni potrei farti: se solo avessi letto almeno una volta i Vangeli… non diresti simili sciocchezze.

Io credo CdP che più che per l’anima di A.P. (per cui inviti alla preghiera nel tuo articolo) ci sia da pregare per la tua. Trovo bellissima per te la preghiera che la Chiesa innalza a Dio per gli ebrei il venerdì santo. Mai come ora vedo come si addice al tuo caso:

…il Signore Dio nostro, che un tempo parlò ai loro padri, li aiuti a progredire sempre nell’amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza…

Con l’augurio che anche tu, caro CDP, possa un giorno progredire nell’amore di Dio…

Simone

Qui CdP: http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/7016-se-non-sei-gay-e-non-la-pensi-come-loro-ti-boicottano-e-ti-minacciano-ricevo-email-da-un-dipendente-omosessuale-di-una-catena-di-librerie-di-milano-che-minaccia-di-rispedire-alleditore-tutte-le-copie-del-mio-ultimo-libro

60 pensieri su “Le bestemmie di CdP

    1. adminadmin

      Ue’ Frate, noi queste cose ce le aspettiamo da quelli come te, non da un Simone qualsiasi!

      Ah già ma tu non sei un fraticello qualsiasi. E questo Simone non è un Simone qualsiasi!

      Grazie [email protected], ci fa sempre piacere leggerti 🙂

      Rispondi
    2. Carlo Di Pietro

      Masseo, ho postato in basso, parte della Dottrina Ufficiale della Chiesa circa l’Omosessualità. Ovviamente tu conosci il Denzinger, quindi potrai constatare che non mi sono inventato nulla.

      E’ gravissima l’accusa di bestemmia contro lo Spirito Santo che mi fa Simone, dimostrandosi ignorante (perché ignora) la materia di Fede.

      Caro Simone, la Nostra Fede è basata sul Magistero, non sul Vangelo …

      Ripeto Fede Cattolica = Magistero nella sua interezza

      Fede basata solo sulle Scritture = protestantesimo Luterano.!!!!

      Quindi la bestemmia la hai dichiarata tu con questo articolo inesatto e, cortesmente, alla luce delle delucidazioni che ti ho inviato (previa tua verifica se corrispondono a verità) ti pregherei di rettificare il tuo articolo e di non attribuirmi il ruolo di bestemmiatore e bugiardo, nonché ignorante in materia.!!!!!

      Attento, forse la foga ti ha fatto sputare questa sentenza, ci passo su, ma non esagerare.!!!!!

      Dato che mi sembri scrivere come un religioso, ti perdono per spirito di Carità e Correzione Fraterna, ma sappiti corregere ed assumiti le tue responsabilità.!!!!!!

      Capito.!!!!!!

      Questa volta non sono io che toppo caro mio. Studia e poi esprimiti.!!!!!

      Grazie.
      Carlo Di Pietro

      Rispondi
      1. simonesimone Autore articolo

        Caro CdP, grave è la tua affermazione circa il fatto che “la Nostra Fede è basata sul Magistero, non sul Vangelo”.

        Se togliamo il Vangelo, che resta a fondamento della nostra Fede?
        Il Magistero si nutre del Vangelo, il Magistero è impregnato di Vangelo.
        Non ho mai detto che Vangelo sì e Magistero no: anzi addirittura io ho citato il Catechismo di San Pio X che non è Vangelo ma Magistero…

        Quindi il tuo sproloquio è fuori luogo

        Rispondi
        1. Carlo Di Pietro

          Ti sbagli.!

          Non so tu chi sia, ma credimi, correggi questa tua veduta.!!!!!

          Il Cattolico Cristiano, crede nella Chiesa e basa la sua Fede sulla Chiesa.

          La Chiesa, oltre ai dogmi di fede che la legittimano come detentrice della Verità, ci dice chiaramente che il Cattolico Cristiano deve credere nel Magistero e mai lanciarsi in interpretazioni arbitrarie dei Testi Sacri.

          Giunge in aiuto il Magistero, che è l’unico “contenitore” di verità a cui il Credente deve attenersi.

          Il Magistero è composto da:
          – Antico Testamento
          – Nuovo Testamento
          – Scritti dei Padri della Chiesa
          – Scritti dei Dottori della Chiesa
          – Testi ufficiali narranti la vita di Santi e Martiri
          – Dichiarazioni ufficiali di Papi e Cardinali in materia di Fede e Dottrina.
          – Documenti Ufficiali della Santa sede in materia di Dogmi

          Se hai una concezione sbagliata della Fede Cristiano / Cattolica, non è colpa mia.!

          Ti prego vivamente di voler correggere questo modo di approccio alla Fede, che è tipico degli Avventisti del Settimo Giorno e degli Evangelisti.!!!!

          Attenzione Simone, in questo caso la bestemmia la stai facendo tu.

          Abbi l’umiltà di accettare la realtà: il tuo articolo è stato frutto di impeto e di poca conoscenza della materia di Fede Cristiano / Cattolica ed hai accusato me di bestemmia contro lo Spirito Santo che, come ben sai, è l’unico peccato che Dio non perdona.

          Saluti
          Carlo

          nb: se hai tempo ti ho riportato una piccolissima parte del MAgistero Ufficiale circa la Chiesa e l’omosessualità.!!!!!

          Rispondi
          1. simonesimone Autore articolo

            Io non nego la validità del Magistero, anzi se guardi i miei articoli passati, così come quello sopra lo cito con abbondanza, così come cito il Vangelo.
            Non ho ancora capito dove stia l’approccio sbagliato che faccio: cito il Vangelo e cito il Magistero? Dov’è che sbaglio?

            Poi tu scrivi che rientrano nel Magistero:
            – Dichiarazioni ufficiali di Papi e Cardinali in materia di Fede e Dottrina.
            – Documenti Ufficiali della Santa sede in materia di Dogmi
            eppure il vostro sito non risparmi critiche dure a personalità eminenti, quali GPII, dichiarandolo persino eretico. Quindi devo dedurre che non tutte le
            – Dichiarazioni ufficiali di Papi e Cardinali in materia di Fede e Dottrina.
            – Documenti Ufficiali della Santa sede in materia di Dogmi
            siano da considerarsi valide e buone (ora mi tirarai fuori il discorso pronunciamenti ex-cathedra immagino…).

            Tu dici che il mio articolo sia sbagliato… bene dimostramelo!
            Ho incominciato a leggere il tuo articolo sotto, lo trovo molto interessante e ho molte osservazioni da fare a riguardo, per questo preparo la rispsota stanotte con calma e la pubblico domani.
            Tuttavia non ho letto da nessuna parte che uno va diretto all’inferno, come affermi tu sopra.
            E poi, scusa… siamo nel 2011 e mi porti citazioni del 300? Non è che chiedo tanto ma almeno restiamo nell’ultimo secolo: la teologia si è un po’ evoluta da allora: se guardiamo ad allora ci sono pure le condanne per le visioni eliocentriche, le condanne per le streghe e compagnia bella… suvvia limitiamo le citazioni all’ultimo secolo che dici?

          2. Carlo Di Pietro

            Per quello ti dico che il Magistero è la base della nostra Fede, che è in continua evoluzione.
            Non possiamo basarci solo sulla Scrittura, altrimenti diventiamo una delle tant sette protestanti che se leggono sul vangelo che i “sodomiti vanno frustati” lo fanno.!
            Il Magistero serve appunto per tutelare ed adeguare ai tempi la nostra Fede.

            Nel Levitico, per esempio, ci sono molte affermazioni “omofobe” contro i gay ma, giustamente, dal 1975 e poi nel 1986, prima la CDF e poi lo stesso Papa sono intervenuti per mitigare quelle affermazioni.

            Come puoi leggere, nei primi concili, c’era addirittura la fustigazione ufficiale per i Sodomiti, è normale che noi dobbiamo seguire il Magistero e non i Testi Sacri (non ne abbiamo l’autorità).

            In merito alla beatificazione di Giovanni Paolo II, io accetto il volere del Santo Padre, ma essendo atto diocesano riservato alla diocesi di Roma e non atto infallibile, la Dottrina mi autorizza al diritto di critica.

            Prima nella CDS c’era l'”avvocato del diavolo”, adesso questa figura è stata soppressa ed ogni uomo, credente e non, è autorizzato a fornire prove favorevoli o contrarie ad una beatificazione.

            Quindi accettare si questa decisione, ma non senza aver denunciato di diritto ciò che, a mio avviso, è non idoneo al comportamento di Beato.

            Poi alla fine la beatificazione autorizza il culto di un defunto nella Diocesi in cui è stato beatificato e ne dichiara la ufficiale salvezza della sua anima.

            Saluti
            Carlo

          3. Gianfranco Giampietro

            In merito alla beatificazione di Giovanni Paolo II, a me la cosa non suona ancora chiara.

            Qui non si tratta di dire soltanto se Giovanni Paolo II secondo la vostra religione sia da considerarsi beato o semplice pontefice ormai defunto.

            Qui si va da posizioni estreme come “Wojtyla santo subito” fino a posizioni di condanna che arrivano a dire “No! Wojtyla era un massone comunista satanico che ora brucia tra le fiamme dell’inferno, come dimostra la famosa foto!” (vedasi Don Luigi Villa, quello che vede massoneria e satanismo ovunque, da Madre Teresa di Calcutta fino alla chiesa costruita in omaggio a Padre Pio)

            Sono posizioni estreme che, a mio parere, mettono in piena evidenza l’aspetto completamente relativo e arbitrario delle vostre opinioni (in poche parole il presunto “magistero” è solo frutto di fallibilissima speculazione umana)

            Se Giovanni Paolo II è da considerarsi beato del vostro paradiso o anima dannata dell’inferno non è sicuramente tema di fede o di dogma…

            Però è davvero poco rassicurante per i fedeli della vostra religione il fatto che non abbiate idee chiare e unanimi nemmeno riguardo a dove è andato a finire uno dei pontefici cattolici più noti e famosi dell’ultimo secolo… se all’inferno o in paradiso.

            Non credo che fare slogan sul vostro sito che dicono “se il primo maggio beatificheranno Giovanni Paolo II sarà la più grande truffa nei confronti della Chiesa cattolica e porterà sfiga e sciagure” sia molto in sintonia con l’accettare la decisione e la valutazione del vostro attuale Papa.

            Anzi, vi siete persino messi a pubblicare gli articoli di agerecontra che demonizzano e prendono in giro persino l’attuale Benedetto XVI

            Avete scritto che Giovanni Paolo II è un’apostata e che dovrebbe essere scomunicato. La Chiesa ufficiale ha esplicitamente dimostrato di non pensarla affatto così.

            Come accidenti si relaziona razionalmente il fatto che dite di accettare il volere del “Santo Padre” con il fatto che scrivete queste cose su Pontifex.

            Io avevo chiesto specifici e ragionevoli chiarimenti, chiarimenti che mi avevi promesso, e che poi non hai affatto dato perchè la tua parola data vale meno di niente (l’ho sperimentato di persona, stupido io a crederci).

            Saluti
            GG

          4. francesco t

            le mie lettere cdp non son servite a nulla. nuovamente, hai pubblicato parole che ledono profondamente la dignità e la persona di giovani gay anche minorenni, ignorando che parlando di essi e di noi come malati, deviati, patologici, e pubblicizzando terapie non scientifiche e assolutamente infondate nonchè dannose psicologicamente e fisicamente, pubblicizzi metaforicamente l elettrochock, ignorandone gli effetti collaterali.

            ossequi, cdp.

  1. Aria

    Bellissime parole scritte da chi, evidentemente, ha veramente capito il messaggio di Cristo!
    Un saluto da parte di qualcuno che vi legge spesso ma rimane silente…. 🙂

    Rispondi
          1. Aria

            Grazie admin….lo so, vi seguo ormai da parecchio e sono rimasta sempre piacevolmente colpita dalla totale libertà di pensiero sempre legata al rispetto reciproco anche quando le opinioni sono contrastanti.
            Spero di potere dare anch’io un piccolo contributo personale….soprattutto nel caso ci fosse da commentare una qualche pontifeSSeria.! 😉 …….by the way: li adoro!!! Mi hanno aperto un mondo a me prima sconosciuto!Ed io che pensavo che il bigottismo fosse noioso….ma come???!!! Zelig non è nulla in confronto a loro!! 🙂

  2. paopao

    Secondo me la bestemmia piu´grande é quella di decidere per Dio, di giudicare per Dio, di condannare per Dio, insomma..di ergersi a Dio.

    Rispondi
  3. [email protected]

    La bestemmia più grande è “umanizzare” l’Amore di Dio! Renderlo limitato, circoscritto, temporale, meritato.
    In questi ultimi giorni sono “tormentato” da queste parole di Gesù:
    “Chi viene a me, non lo respingerò” (Gv 6,37)

    Quanta forza ha questa Parola! Chi può limitare l’Amore di Dio! Chi?

    Rispondi
    1. paopao

      Beh facile, i pontifeSSi …e tutti quelli che, come loro, limitano Dio a un libro, ad un dogma, ad un rito e di persone cosí ne trovi in tutte le religioni.

      Rispondi
  4. Gianfranco Giampietro

    Molto molto bello questo post Simone !
    Non sapevo nemmeno che per “bestemmia contro lo Spirito Santo” nel catechismo cattolico (e non parliamo nemmeno di qualche catechismo “modernista” che i pontifeSSi potrebbero condannare o scomunicare) si intendesse anche la negazione troppo alla leggera della salvezza delle anime da parte di chi è sempre pronto a mandare tutto e tutti all’inferno.

    Ovviamente avevo già sempre avuto la sensazione che i pontifeSSi non conoscessero alcuna religione del perdono e dell’amore. Io li vedo sempre tanto identici ai farisei… sempre pronti a credere di essere perfetti grazie all’osservanza perfetta dei riti, sempre pronti a condannare all’inferno chiunque non la pensi esattamente come loro…

    Rispondi
  5. giovanni

    Carissimo simone concordo quasi, ripeto quasi in tutto con il tuo articolo.
    Ma è evidente una frase che stona.
    Stona molto molto forte quasi rompe i timpani!
    “Addirittura ci sono teologi, non ultimo Benedetto XVI che hanno la speranza di ritenere l’inferno vuoto”
    Ma stai scherzando spero?!
    Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1033:
    Non possiamo essere uniti a Dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare Dio se pecchiamo gravemente contro di lui, contro il nostro prossimo o contro noi stessi: “Chi non ama rimane nella morte. Chiunque odia il proprio fratello è omicida e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vitra eterna(1Gv 3.15). Nostro Signore ci avverte che saremo separati da lui se non soccorriamo i poveri e i piccoli che sono suoi fratelli. Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l’amore misericordioso di Dio, significa rimanere separati per sempre da lui per una nostra libertà di scelta. Ed è questo stato di definitiva auto esclusione della comunione con Dio e con i beati che viene designato con la parola inferno.
    Proseguendo al n.1037:
    Dio non predestina nessuno ad andare a l’inferno, questo è la conseguenza di un avversione v o l o n t a r i a a Dio(un peccato mortale) in cui si persiste fino alla fine.

    Fin qui il Catechismo, aggiungo una mia modesta riflessione:
    L’esistenza dell’Inferno è congiunta all’esistenza della nostra libertà.
    Dio non ci obbliga ad amarlo. Possiamo accettare il suo amore e possiamo rifiutarlo.
    Non è una questione di “volemose bene”.
    L’essere umano è libero.
    Io posso accettare di amare Dio come di odiarlo. Qulcuno me lo vieta?
    Di conseguenza la mia sarà una scelta libera volontaria e “purtroppo” ETERNA.
    Lucifero è stato il primo a mettere in evidenza la libertà che Dio gli aveva dato.

    Siamo sicuri che l’inferno è vuoto………..?

    Rispondi
    1. [email protected]

      Il nostro “parlare di Dio” attraverso la nostra forma di comunicazione umana ci limita tanto. Noi pensiamo all’inferno come ad un luogo perchè non possiamo immaginarlo diversamente (il nostro ragionamento è formato da indicazioni di tempo, luogo e spazio), ma Dio è il “totalmente altro”.
      E’ vero, l’inferno è il rifiuto di Dio, la libera scelta di non accoglierlo, ma la carità cristiana ci fa sperare che quel luogo, quella scelta, quello stato sia vuoto, di nessuno. Io spesso penso a quella preghiera che il Figlio ha fatto al Padre sulla croce: “Padre, perdonali perchè non sanno quello che fanno”. Può, il Padre non aver accolto la preghiera del Figlio? Quella gente non aveva rifiutato il messaggio di Cristo?
      Ma questo criterio d’amare di Dio, non ci appartiene… Dio è quel padrone della vigna che paga con la stessa moneta anche gli operai dell’ultima ora (cfr Mt 19,30)

      Rispondi
      1. Carlo Di Pietro

        si Masseo, ma convieni con me che la Dottrina ufficiale dice che all’inferno ci va chi muore in stato di peccato mortale?
        Poi, attenzione, non si parla nel Magistero solo di lontananza da Dio, ma anche di fuoco della Genna !!!
        Non voglio ammorbare i lettori con un sermone sulla salvezza, ma ho elencato solo 2 concetti veloci.!
        In pratica la dottrina dice che in Paradiso ci va solo chi muore in stato di santità, beatitudine o venerabilità.
        Altrimenti a cosa serve la Congregazione per le Cause dei Santi?
        Saluti
        C

        Rispondi
          1. Carlo Di Pietro

            Gentile Simone,
            mi permetto di far notare che si sta andando off topic.!
            L’oggetto del dibattito non è la “salvezza”, se ti va ne parleremo in altro articolo idoneo.
            Qui si parla del fatto che tu stai svalvolando circa la vera Dottrina Cattolica e stai scrivendo frasi non conformi alla Verità Rivelata circa la situazione della “sodomia” e della “pratica dell’omosessualità”.

            Ti ripeto, ti ho elencato, in basso nei commenti, parte della Dottrina Ufficiale sull’argomento.
            Leggitela e ritira cortesemente le accuse che mi hai fatto.

            Abbi l’umiltà di riconoscere che non sei preparato in materia e sei stato colto da un impeto che ti ha portato ad accusarmi di bestemmia e di essere ignorante.

            A me non interessa salvaguardare in questo contesto la mia figura, ma solo che si dichiari la Verità.

            Tu stai scrivendo messaggi buonisti che vanno contro la Dottrina, quindi io ti chiedo:

            ma a quale confessione religiosa appartieni?

            Sei Cattolico?

          2. simonesimone Autore articolo

            Che svalvolate sto dando?
            Ho solo scritto che nessuno può permettersi di dire che una persona andrà sicuramente all’inferno (e ti sfido a smentirmi su questo). Se tu mi trovi un punto del magistero (e per piacere… roba recente, non del 300 d.C.) in cui si condanna qualcuno all’inferno, io ti farò le mie scuse. Ma so che non lo troverai…

            Io sono cattolico apostolico romano, e tu? E il tuo sito?
            Sai il dichiarare eretico un papa prossimo alla beatificazione non si addice molto al cattolico.
            Sposare la causa del lefebvriani o spacciarli per essere in comunione con Roma (quando sai benissimo che la cosa è falsa) non è da cattolici e non è fare servizio alla verità…
            Dichiarare eretico un concilio e i papi degli untimi cinquant’anni non è molto da fedele alla Chiesa Cattolica

            Te le ripeto: io dico solo: tu non sei nessuno per permetterti di dire che una certa persona andrà all’inferno, solo questo sto dicendo, nulla di più 🙂
            Io non devio dal Magistero, tanto è vero che io lo uso con abbondanza e lo uso con citazioni prese dal Magistero recente: di certo non puoi pensare che lo stile del 1300 sia lo stesso di quello odierno: mai sentito parlare di esegesi o di ermeneutica?
            Se poi tu incominci con le fisime del Vaticano II come concilio eretico, di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II papa eretico etc. etc. scusami ma qui fuori dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana ci sei tu, mica io.

          3. Carlo Di Pietro

            io non ho detto che i gay vanno all’inferno.
            ho detto che la pratica omosessuale, come il Magistero ci insegna, conduce all’inferno.
            se poi uno, prima di morire, si converte, sicuramente sarà perdonato da Dio.

            lungi da me dal ritenere che i gay vanno all’inferno. Ho lavorato per 10 anni come consulente artistico e conosco migliaia di gay, non voglio neanche pensare che i miei amici vadano all’inferno.

            io, quando parlo o chatto con loro, dico semplicemente: “attenzione, la pratica della sodomia conduce all’inferno e, dato che non conosciamo il momento della nostra morte, è bene che ti converti e pratichi la castità, per non trovarti impreparato al momento del giudizio” , queste sono le mie testuali parole che uso.

            alcuni amici mi ascoltano , altri , invece , dicono sche sono anacronistico.!!!
            io non penso di esserlo, mi attengo solo al Magistero.

            in merito a certi articoli di Pontifex, quando avrai tempo, se ne può confutare la veridicità facendo altri articoli sul vostro sito e mettendo in discussione le tesi di Don Villa, poi ne riparliamo.!

            Saluti
            Carlo

    2. simonesimone Autore articolo

      Caro Giovanni, io ho misurato le parole che ho usato…
      Io non ho detto che l’inferno è vuto: come potrei? Ho detto che ci sono teologi che hanno (non la certezza) ma la speranza che esso sia tale.
      Citi bene il Catechismo, ma non vedo in che punto della tua citazione esso sia in disaccordo con la speranza che ho riportato. E’ vero, morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere l’amore misericordioso di Dio, destina necessariamente all’inferno ma di certo ne io, nè te, nè CdP, nè nessun altro può sapere se una persona non si sia pentita nell’ultimo momento della propria vita, nè può sapere la gravità dell’errore o del peccato che ha commesso (ricordati che nella valutazione del peccato bisogna considerare anche altri fattorio oltre che al fatto oggettivo – ti cito ad esempio CCC n.ro 2352: al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei soggetti e per orientare l’azione pastorale, si terrà conto dell’immaturità affettiva, della forza delle abitudini contratte, dello stato d’angoscia o degli altri fattori psichici o sociali che possono attenuare, se non addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza morale).
      Perchè alla fine bisogna ricordare, come ci insegna Samuele che “l’uomo guarda l’apparenza, Dio guarda il cuore”.

      Ti ricordo inoltre che i sacramenti, per quanto potenti, utili ed in un certo senso necessari, non sono assolutamente indispensabili per la salvezza dell’anima proprio in vista della possibilità del Signore di sanare nel Suo amore immenso ogni peccato se vi è anche la volontà riconciliante del defunto. Ti cito, ad esempio: “Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi sacramenti” (CCC n.ro 1257). Quindi la salvezza passa anche attraverso i sacramenti ma non è ad essa vincolata in modo inscindibile.
      Con questo non voglio dire che si può fare a meno di andare a messa, comunicarsi o confessarsi (peccatori come siamo sarebbe sciocchissimo ignorare questi salvagente che ci vengono forniti), ma solo che per coloro che, per i più disparati motivi, non hanno avuto o voluto accostarsi ad essi e gustare la gioia dell’incontro con il Signore che in essi si fa presente, non è ipso facto, destinato all’infero. Nella Sua misericordia il Signore dà fino all’ultimo la possibilità al proprio figlio di tornare nelle braccia del Padre che da sempre lo ha aspettato.

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  6. Carlo Di Pietro

    Alla condanna dei Padri e dei Dottori della Chiesa, si aggiunse, fin dai primi secoli, quella, costante, dei concili, dei Papi e del Diritto Canonico.

    Fin dal 305, il Concilio di Elvira in Spagna dispose, al canone 71, che agli “stupratori di ragazzi” venisse negata la santa comunione anche se in punto di morte (cfr. Canones Apostolorum et Conciliorum, pars altera, p. 11). Le pene canoniche di penitenza vennero poi stabilite nel 314 dal Concilio di Ancyra, al canone 16.

    Il XVI Concilio di Toledo, tenutosi nel 693, al canone 3 condannò la pratica omosessuale come un vero e proprio crimine punibile con sanzioni giuridiche: il chierico veniva ridotto allo stato laicale e condannato all’esilio perpetuo, mentre il laico veniva scomunicato e, dopo aver subito la pena delle verghe, veniva anch’esso esiliato (Conciliorum oecumenicorum collectio, vol. XII, col. 71).

    Successivamente nel Concilio di Naplusa, tenutosi in Terrasanta nel 1120, vennero stabilite minuziose pene per i colpevoli di crimini contro natura, dalle più miti fino al rogo previsto per i recidivi (cfr. Conciliorum oecumenicorum collectio, vol. XII, col. 264).

    Più autorevole ancora fu il pronunciamento del Concilio Ecumenico Lateranense III, tenutosi nel 1179, il quale, al canone II, stabilì che “chiunche venga sorpreso a commettere quel peccato che è contro natura e a causa del quale ‘la colera di Dio piombò sui figli della disobbedienza (Ef. 5, 6), se è cherico, venga decaduto dal suo stato e venga rinchiuso in un monastero a far penitenza; se è laico, venga scomunicato e rigorosamente tenuto lontano dalla comunità del fedeli” (Conciliorum oecumenicorum collectio, vol. XXII, coll. 224 ss.).

    San Pio V: “l’esecrabile vizio libidinoso contro natura”… Se lo spirito dell’Umanesimo e del Rinascimento aveva risuscitato le pratiche omosessuali, la riforma della Chiesa promossa dal Papato nel secolo XVI (più nota come Controriforma) provocò una tale riscossa delle virtù di fede e di purezza da risanare quasi dovunque gli ambienti, sia ecclesiastici che laici, che ne erano stati pervasi.

    Fra gli interventi del Magistero ecclesiastico al riguardo, il più solenne è quello di san Pio V (1504-1572), il grande Papa domenicano che in due Costituzioni condannò solennemente e proibì severamente il peccato contro natura.

    “Avendo noi rivolto il nostro animo a rimuovere tutto quanto può offendere in qualche modo la divina maestà, abbiamo stabilito di punire innanzitutto e senza indugi quelle cose che, sia con l’autorità delle Sacre Scritture che con gravissimi esempi, risultano essere spiacenti a Dio più di ogni altro e che lo spingono all’ira: ossia la trascuratezza del culto divino, la rovinosa simonia, il crimine della bestemmia e l’esecrabile vizio libidinoso contro natura; colpe per le quali i popoli e le nazioni vengono flagellati da Dio, a giusta condanna, con sciagure, guerre, fame e pestilenze. (…)

    Sappiano i magistrati che, se anche dopo questa nostra Costituzione saranno negligenti nel punire questi delitti, ne saranno colpevoli al cospetto del giudizio divino, e incorreranno anche nella nostra indignazione. (…) Se qualcuno compirà quel nefando crimine contro natura, per colpa del quale l’ira divina piombò su figli dell’iniquità, verrà consegnato per punizione al braccio secolare, e se chierico, verrà sottoposto ad analoga pena dopo essere stato privato di ogni grado” (San Pio V, Costituzione Cum primum, del 1° aprile 1566, in Bullarium Romanum, t. IV, c. II, pp. 284-286).

    …”reprimere tale crimine col massimo zelo possibile” “Quell’orrendo crimine, per colpa del quale le città corrotte e oscene (di Sodoma e Gomorra, n.d.r.) vennero bruciate dalla divina condanna, marchia di acerbissimo dolore e scuote fortemente il nostro animo, spingendoci a reprimere tale crimine col massimo zelo possibile.

    A buon diritto il Concilio Lateranense V (1512-1517) stabilisce per decreto che qualunque membro del clero, che sia stato sorpreso in quel vizio contro natura per via del quale l’ira divina cadde sui figli dell’empietà, venga allontanato dall’ordine clericale, oppure venga costretto a far penitenza in un monastero (c. 4, X, V, 31).

    Affinché il contagio di un così grave flagello non progredisca con maggior audacia approfittandosi di quell’impunità che è il massimo incitamento al peccato, e per castigare più severamente i chierici colpevoli di questo nefasto crimine che non sono atterriti dalla morte dell’anima, abbiamo deciso che vengano atterriti dall’autorità secolare, vindice della legge civile.

    Pertanto, volendo proseguire con maggior vigore quanto abbiamo decretato fin dal principio del Nostro Pontificato (Costituzione Cum primum, cit.), stabiliamo che qualunque sacerdote o membro del clero sia secolare che regolare, di qualunque grado e dignità, che pratichi un così orribile crimine, in forza della presente legge venga privato di ogni privilegio clericale, di ogni incarico, dignità e beneficio ecclesiastico, e poi, una volta degradato dal Giudice ecclesiastico, venga subito consegnato all’autorità secolare, affinché lo destini a quel supplizio, previsto dalla legge come opportuna punizione, che colpisce i laici scivolati in questo abisso” (San Pio V, Costituzione Horrendum illud scelus, del 30 agosto 1568, in Bullarium Romanum, t. IV, c. III, p. 33).

    San Pio X: il peccato contro natura grida vendetta al cospetto di Dio. Durante l’Ottocento, la sensibilità esasperatamente sentimentale ed erotica, diffusa prima dal Romanticismo e poi più gravemente dal decadentismo, contribuì ad un certo risorgere dell’omosessualità, che però sembrava tenuto a freno da una convenzionale “morale laica” e si diffondeva nascondendosi ipocritamente sotto il velo dell’arte e della moda sensuali.

    Con l’inizio del nostro secolo, gli argini di questa “morale”, ben presto destinati a crollare, cominciarono a cedere sotto il crescente impatto delle passioni sregolate, che influenzavano sempre più le classi colte e ricche e cominciavano a pretendere una legittimazione pubblica.

    La Chiesa pertanto ritenne necessario ribadire la condanna dei peccati risorgenti, compreso quello omosessuale. Segnaliamo al riguardo due fondamentali documenti promossi dal grande Pontefice san Pio X. Nel suo Catechismo del 1910, infatti, il “peccato impuro contro natura” è classificato per gravità come secondo, dopo l’omicidio volontario, fra i peccati che “gridano vendetta al cospetto di Dio” (Catechismo maggiore, n. 966).

    “Questi peccati – spiega il Catechismo – si dicono gridare al cospetto di Dio, perché lo dice lo Spirito Santo e perché la loro iniquità è così grave e manifesta che provoca Dio a punire con più severi castighi” (n. 967).
    Il diritto canonico prevede la pena dell’”infamia”

    Nel Codice di Diritto Canonico, promosso da san Pio X ma pubblicato da Benedetto XV nel 1917, e mutato dalla “chiesa conciliare” nel 1983, la sodomia è trattata tra i “delitti contro il sesto comandamento” accanto all’incesto e ad altri delitti tra i quali la bestialità (R. Naz, Traité de Droit Canonique, t. IV, lib. V, p. 761).

    Il reato di sodomia è punito quanto ai laici con la pena dell’infamia “ipso facto” e con altre sanzioni da infliggersi a prudente giudizio del vescovo in relazione alla gravità dei singoli casi (can. 2357); e quanto agli ecclesiastici e ai religiosi, se si tratti di clerici minores (cioè di grado inferiore al diacono) con pene diverse, commisurate alla gravità della colpa, che possono arrivare fino alla dimissione dallo stato clericale (can. 2358), e se si tratti di clerici maiores (cioè di diaconi, sacerdoti o vescovi) con lo stabilire che “vengano sospesi, dichiarandoli infami, da ogni ufficio, beneficio, dignità, vengano privati dell’eventuale stipendio e, nei casi più gravi, vengono deposti” (can. 2359, § 2; cfr. R. Naz in Dictionnaire de Droit Canonique, t. VII, coll. 1064-1065).

    Ricordiamo che la citata “pena dell’infamia” era molto grave, in quanto consisteva nella “perdita totale o parziale della buona reputazione presso la gente onesta” e comportava il divieto di esercitare incarichi ecclesiastici e di svolgere funzioni di fiducia quali il padrinato o l’arbitrato (Dictionnaire de droit canonique, t. V, coll. 1358-1359).

    “Gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati” anche per la “chiesa conciliare”: Nell’ultimo dopoguerra, il clima edonistico e permissivo della cosiddetta “società dei consumi” ha contribuito ad aggravare il problema dell’omosessualità. Più tardi, la rivolta generazionale e libertaria del cosiddetto Sessantotto ha proclamato il diritto delle passioni sregolate ad impadronirsi della società senza subire alcun freno o repressione.

    Negli ultimi anni, mentre l’omosessualità veniva propagandata da esponenti del mondo della cultura, dell’arte, della moda e dello spettacolo, anche la stessa “chiesa conciliare” ha rinnovato la condanna del peccato contro natura.

    La Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato due documenti – la Dichiarazione Persona humana del 29 dicembre 1975 e la Lettera pastorale del 1° ottobre 1986 – nei quali ha ribadito che è impossibile legittimare in qualsiasi modo una forma di relazione che è totalmente in contrasto col disegno divino e quindi anche con la dignità umana.

    “Secondo l’ordine morale oggettivo, le relazioni omosessuali sono atti privi della loro regola essenziale e indispensabile. “Nella Sacra Scrittura, esse sono condannate come gravi depravazioni ed anzi vengono presentate come funesta conseguenza del rifiuto di Dio. Questo giudizio della Scrittura (…) attesta che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati e che non possono in nessun caso ricevere una qualche approvazione” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione Persona humana, n. 8). Condannando le dottrine omosessuali “la Chiesa non limita ma anzi difende la libertà e la dignità della persona”.

    “Occorre precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sè peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. “Pertanto, l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata. Di conseguenza, coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia una scelta moralmente accettabile”.

    “San Paolo (…) presenta il comportamento omosessuale come un esempio della cecità nella quale è caduta l’umanità. Sostituendosi all’originaria armonia fra il Creatore e le creature, la grave deviazione dell’idolatria (del piacere, in tal caso, n.d.r.) ha condotto ad ogni sorta di eccessi nel campo morale. San Paolo trova l’esempio più chiaro di questo disordine proprio nelle relazioni omosessuali (Rom., 1, 18-32). Infine, nell’elenco di coloro che agiscono contrariamente alla sana dottrina, vengono esplicitamente menzionati come peccatori coloro che compiono atti omosessuali (1 Tim., 1, 10). (…)

    “È solo nella relazione coniugale che l’uso della facoltà sessuale può essere moralmente retto. Pertanto una persona che si comporta in modo omosessuale agisce immoralmente. (…)

    “L’attività omosessuale impedisce la propria realizzazione e felicità, perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio. Nel respingere le erronee dottrine riguardanti l’omosessualità, la Chiesa non limita ma anzi difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo reale ed autentico” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali, nn. 3, 6-7).

    La promozione pubblica dell’omosessualità costituisce secondo la morale cattolica una colpa molto più grave della sua pratica privata.

    Essa rappresenta infatti l’approvazione ufficiale, da parte della autorità civile, di un peccato che dovrebbe essere invece pubblicamente condannato in nome del bene comune. Se nel passato gli ambienti omosessuali si limitavano a praticare il loro vizio, senza aspirare ad una giustificazione morale o ad una pubblica legalizzazione, è proprio questo che oggi essi pretendono di ottenere dai governi e persino dalla Chiesa. Fattisi forti della tolleranza ottenuta nel corso del nostro secolo, tolleranza che ne ha aumentato il numero e l’influenza anche politica, oggi i circoli omosessuali organizzati pretendono di conquistare una posizione giuridica che consentirebbe loro di imporre all’opinione pubblica l’accoppiamento contro natura come una “scelta di vita” che deve godere di dignità, propaganda e favori pari a quelli finora tributati alla sola unione secondo natura. Il Magistero della Chiesa, nel condannare espressamente e ripetutamente la pratica omosessuale, a maggior ragione respinge con sdegno la proposta di legalizzare in qualsiasi forma le unioni contro natura.

    La Chiesa non può, quindi, appoggiare i fautori dell’omosessualità. Lo dice anche la “chiesa conciliare”: “Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei confronti di esso, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso, può dare origine a gravi fraintendimenti” (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali, n. 17). Tratto liberamente dall’opera “Chiesa e omosessualità – Le ragioni di un’immutabile condanna” .

    Ed ancora:

    Il Signore Gesù ha detto:

    “Voi conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8, 32).

    La Scrittura ci comanda di fare la verità nella carità (cf Ef 4, 15). Dio che è insieme verità e amore chiama la Chiesa a mettersi al servizio di ogni uomo, donna e bambino con la sollecitudine pastorale del nostro Signore misericordioso. In questo spirito la Congregazione per la Dottrina della Fede ha rivolto questa Lettera a voi, Vescovi della Chiesa, con la speranza che vi sia di aiuto nella cura pastorale di persone, le cui sofferenze possono solo essere aggravate da dottrine errate e alleviate invece dalla parola della verità”. [Congregazione per la Dottrina della Fede – JOSEPH Card. RATZINGER]

    Nell’Antico Testamento Dio prescrive:

    “Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro” (Lv 20,13).

    E la vicenda di Sodoma e Gomorra (Gen. 18,16 seg.) è conosciuta da tutto il mondo:

    “…Condannò alla distruzione le città di Sodomia e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie…” (2 Pt. 2,6 seg.);

    “…Così Sodomia e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno…” (Gd. 7).

    In alcuni testi della Bibbia per omosessualità si intende la prostituzione sacra, esercitata nei luoghi sacri, durante culti orgiastici:

    “Non vi sarà alcuna donna dedita alla prostituzione sacra tra le figlie di Israele, né vi sarà alcun uomo dedito alla prostituzione sacra tra i figli di Israele. Non porterai nella casa del Signore tuo Dio il dono di una prostituta né il salario di un cane, qualunque voto tu abbia fatto, poiché tutti e due sono abominio per il Signore tuo Dio”(Dt. 23, 18-19);

    “Inoltre nel paese c’erano prostituti sacri, i quali rinnovarono tutti gli abomini dei popoli che il Signore aveva scacciati davanti agli Israeliti” (1Re 14, 24);

    “Demolì le case dei prostituti sacri, che erano nel tempio, e nelle quali le donne tessevano tende per Asera” (2Re 23, 7);

    Ed in maniera molto più esplicita il Signore specifica:

    “Se avrai con maschio relazioni come si hanno con donna è abominio” (Lv 18, 22).

    Nel Nuovo Testamento lo Spirito Santo è altrettanto chiaro:

    “…Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento…..E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” (Rm 1, 26-32);

    “…Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1 Cor. 6,9-10);

    “…La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e riottosi, per gli empi e di peccatori, per gli scellerati e i profani, per i padricidi e matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d’uomini, i bugiardi, gli spergiuri…”(1 Tm. 1,9).

    La condanna dei Padri e dei Dottori della Chiesa:

    “I delitti che vanno contro natura, ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. Quand’anche tutti gli uomini li commettessero, verrebbero tutti coinvolti nella stessa condanna divina: Dio infatti non ha creato gli uomini perché commettessero un tale abuso di se stessi. Quando, mossi da una perversa passione, si profana la natura stessa che Dio ha creato, è la stessa unione che deve esistere fra Dio e noi a venir violata” (Sant’Agostino, Confessioni, c.III, p.8);

    “Che lo zolfo evochi i fetori della carne, lo conferma la storia stessa della Sacra Scrittura, quando parla della pioggia di fuoco e zolfo versata su Sodomia dal Signore. Egli aveva deciso di punire in essa i crimini della carne, e il tipo stesso del suo castigo metteva in risalto l’onta di quel crimine. Perché lo zolfo emana fetore, il fuoco arde. Era quindi giusto che i sodomiti, ardendo di desideri perversi originati dal fetore della carne, perissero ad un tempo per mezzo del fuoco e dello zolfo, affinchè dal giusto castigo si rendessero conto del male compiuto sotto la spinta di un desiderio perverso” (San Gregorio Magno, Commento morale a Giobbe, XIV, 23, vol. II, pag. 371);

    “Questo vizio non va affatto considerato come un vizio ordinario, perché supera per gravità tutti gli altri vizi. Esso infatti, uccide il corpo, rovina l’anima, contamina la carne, estingue la luce dell’intelletto, caccia lo Spirito Santo dal tempio dell’anima” (San Pier Damiani – dottore della chiesa e grande riformatore dell’Ordine Benedettino – Liber Gomorrhanus, in Patrologia latina, vol. 145, coll. 159-190);

    “Nei peccati contro natura in cui viene violato l’ordine naturale, viene offeso Dio stesso in qualità di ordinatore della natura” (S. Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, II-II, q. 154, a. 12);

    “…Commettendo il maledetto peccato contro natura, quali ciechi e stolti, essendo offuscato il lume del loro intelletto, non conoscono il fetore e la miseria in cui sono…” (S. Caterina da Siena, Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 124)

    “Più pena sente uno che sia vissuto con questo vizio de la sodomia che un altro, perocchè questo è maggior peccato che sia” (San Bernardino da Siena, Predica XXXIX in: Prediche volgari, p. 915);

    “…Di questa turpitudine mai abbastanza esecrata sono schiavi coloro che non si vergognano di violare la legge divina e naturale” (San Pietro Canisio – dottore della Chiesa- Summa Doctrina Christianae, III a/b, p. 455).

    La condanna dei papi:

    “…L’esecrabile vizio libidinoso contro natura; colpe per le quali i popoli e le nazioni vengono flagellati da Dio, a giusta condanna, con sciagure, guerre, fame e pestilenze…” (San Pio V, Costituzione Cum Primum, del 1 aprile 1566, in Bullarium Romanum, t. IV, c. II, pp. 284-286);

    “…Il peccato contro natura grida vendetta al cospetto di Dio..” (San Pio X – Catechismo, N. 966);

    “Inseguendo l’esistenza di atti intrinsecamente cattivi, la Chiesa accoglie la dottrina della Sacra Scrittura. L’apostolo Paolo afferma in modo categorico: – Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il Regno di Dio, 1 Cor. 6,9-10” (Giovanni Paolo II, Veritatis Splendor, cap. 81).

    Leggendo la Sacra Scrittura impariamo dall’unico Dio e giusto giudice che com’è vero che il Signore perdona qualunque peccato a chi, con sincero pentimento, gli chiede il perdono è altrettanto vero che giudicherà secondo la Sua Parola (e non secondo quella degli uomini, anche se appartenenti alle gerarchie della Chiesa!) quanti si ostinano nel peccato. A tal merito, la Dott.ssa Patrizia Stella afferma quanto segue:

    “….In secondo luogo significa negare alla persona la capacità di superare questo problema, in quanto è stato più volte confermato dagli studiosi che questo comportamento non è irreversibile né congenito, tranne casi rarissimi, ma frutto di cattive abitudini, o di esperienze negative, o di reazioni davanti all’aggressività di certi comportamenti femminili; situazioni comunque, dalle quali si può uscire. Prova ne sia che nel mondo animale esistono malformazioni congenite di vario genere, ma non si è mai verificato il caso di attrazioni ed unioni omosessuali tra bestie, ciò vuol dire che è una devianza che riguarda l’uomo non tanto nella sfera genetica, difficilmente modificabile, quanto piuttosto in quella educativa e psicologica, soggetta quindi all’influsso della volontà. Significa inoltre non aver capito il ruolo della chiesa e del cristiano, che non è solo quello di alleviare pietosamente le ferite lasciando “l’ammalato” nella sua cancrena, bensì è quello di avere “dell’ammalato” una stima ed una fiducia tali da saper usare anche il bisturi pur di farlo guarire. Compito della chiesa e del cristiano è quello di ricordare che c’è la grazia di Dio che aiuta a vivere i comandamenti, e che senza la sua grazia è difficile vivere non solo la castità, ma qualunque altra virtù, che la violazione costante dei Comandamenti di Dio comporta sempre il rischio di autodistruggersi nella vita terrena e di mettere in pericolo la salvezza eterna, e che infine, dà molta più gioia e gratificazione una vita casta anche se talvolta esige sacrificio e lotta, che una vita di disordine sessuale, qualunque esso sia, etero o omosessuale….” .

    Carlo Di Pietro

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    1. simonesimone Autore articolo

      Cdp ti sto rispondendo… però c’è tanto da scrivere quindi la risposta la preparo e la pubblico domani…

      Rispondi
      1. Carlo Di Pietro

        Capisco Simone,
        il tema è molto complesso ed ho riportato tante citazioni.!
        Domani verrò a leggere le tue considerazioni, però, in cuor tuo, se ti renderai conto di aver pubblicato un articolo ingiusto, ti pregherei di volerlo modificare.
        Con cordialità ti saluto e ti auguro buona notte.
        Carlo

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    2. simonesimone Autore articolo

      Qui ci sarebbero molti spunti per riflettere, mi soffermo solo in modo generale, anche perché altrimenti dovrei scrivere per ore.

      Molti sono i testi riportati che, per loro natura, sono ora inadatti ad essere citati non fosse altro per il fatto di essere decontestualizzati e senza una minima analisi esegetica (doverosa dato che alcuni sono datati 314 d.C.)

      Ad esempio:
      Fin dal 305, il Concilio di Elvira in Spagna dispose, al canone 71, che agli “stupratori di ragazzi” venisse negata la santa comunione anche se in punto di morte (cfr. Canones Apostolorum et Conciliorum, pars altera, p. 11). Le pene canoniche di penitenza vennero poi stabilite nel 314 dal Concilio di Ancyra, al canone 16.

      Io non so se lo sai ma oggi è impossibile rifiutare la Comunione ad una persona, una disposizione esplicita della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha infatti negato la possibilità di rifiutare la Comunione…

      O ancora:
      Successivamente nel Concilio di Naplusa, tenutosi in Terrasanta nel 1120, vennero stabilite minuziose pene per i colpevoli di crimini contro natura, dalle più miti fino al rogo previsto per i recidivi (cfr. Conciliorum oecumenicorum collectio, vol. XII, col. 264).

      Che già il mettere al rogo qualcuno la dice lunga sulla progressione teologica e di aderenza all’insegnamento evangelico della Chiesa dell’epoca…

      Quindi io salto a piè pari citazioni di testi che siano datate prima del 1900. Non perché essi non siano interessanti ma perché la Teologia evolve, matura, accresce nella conoscenza e nello studio e poi perché i testi di allora non possono essere presi senza uno studio attento. Ma soprattutto li tralascio perché quelle verità di fede immutabili, proprio perché tali, sono così anche nel Magistero recente e quindi è inutile andare a scomodare papi o concili del trecento quando possiamo benissimo chiamare in discussione i papi di oggi.

      Trovo pessima e intellettualmente scorretto che tu citi il Levitico per accusare l’omosessualità “Se avrai con maschio relazioni come si hanno con donna è abominio” (Lv 18, 22) quando sai benissimo (o dovresti sapere) che poche righe sopra si definisce abominevole anche mangiare crostacei (quale delle due cose è allora più abominevole?): questo modo di fare è profondamente scorretto e non proteso alla verità. Deprecabile è anche la citazione di Deuteronomio perché anche qui sai (o dovresti sapere) che poco sotto leggiamo “…se uno commette adulterio con la moglie d’un altro, se commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte” (Levitico 20:10).
      O ancora “…chi bestemmia il nome del Signore deve essere messo a morte…” (Levitico 24:16).
      Quindi credo che il prendere alla lettera il Levitico… non sia cosa saggia.
      Osceno è l’accostamento dell’omosessualità con la prostituzione: prova a dire ai tuoi amici omosessuali che sono dei prostituti…
      C’è tanta demagogia nei tuoi scritti che poco si addice ad un dialogo serio e costruttivo…
      Pur di infangare qualcosa o qualcuno non si esita a deformare la realtà (prostituti -> gay) né a considerare parti della Bibbia e tralasciarne altre (vedi Deuteronomio o Levitico etc.)

      Queste citazioni condannano un comportamento senza specificare quale esso sia avendo gli autori già conoscenza delle colpe di Sodoma e Gomorra; esse possono al limite supportare una condanna di certo non definirla.
      Per quanto riguarda Sodomia e Gomorra: cosa è successo lì?
      Intanto sarebbe opporutno leggere il testo (Genesi 18-19)
      Dio manda due angeli a Sodoma, dove Lot, nipote di Abramo, li convince a fermarsi da lui. Ora i vicini di Lot gli chiedono di far uscire i due ospiti perchè li possano conoscere. Il temine ebraico usato, yadha, in genere significa «avere una conoscenza completa» che in molti casi indica la conoscenza carnale. Se così fosse – ed è l’interpretazione più attestata – il racconto si riferirebbe a un tentativo di stupro di gruppo.
      Nell’antichità, si sottoponevano gli stranieri o le popolazioni vinte alla penetrazione fallica, usata come segno di sottomissione.
      Ma Lot sa che già Abramo, intrattenendo due stranieri, aveva in realtà ospitato due messaggeri di Dio (Genesi 18,1-15). Per non permettere dunque questa abietta violazione dei codici d’ospitalità, Lot cerca di proteggere i suoi ospiti offrendo alla folla impazzita le proprie due figlie. Certo un’azione ingiustificabile e deplorevole secondo la nostra sensibilità, ma che non viene commentata nel testo. Comunque, la gente di Sodoma rifiuta l’offerta, e gli angeli li rendono ciechi. Lot e la sua famiglia vengono messi in salvo dagli angeli, e Sodoma e Gomorra vengono distrutte.
      Innumerevoli commenti sono stati fatti a proposito di questo racconto. Perché Dio condanna queste due città ancor prima di questo terribile incidente? Se il problema era di natura prettamente sessuale, sorge una serie di domande.
      Nei capitoli successivi, Lot commette incesto con le fìglie (Genesi 19,30-38). Il tabù nei confronti dell’incesto è uno dei più forti in moltissime culture, dall’antichità a oggi. Se Dio distrugge Sodoma e Gomorra perché condanna l’omosessualità, e protegge Lot che prima offre le fìglie vergini per essere violentate dalla folla e poi ha rapporti sessuali con loro, vuol dire che la violenza sulle donne e l’incesto sono comportamenti sessuali accettabili?
      Inoltre, quando in altri passi biblici si fa riferimento a questo testo, non si parla mai semplicemente di omosessualità. Se anche i Sodomiti volessero proprio violentare i due stranieri, questo atto di violenza di per sé non avrebbe nulla a che vedere con l’omosessualità in generale.
      Il libro del profeta Ezechiele fa riferimento al racconto della distruzione di Sodoma: al capitolo 16 Dio si rivolge così alla città di Gerusalemme: …Questa è stata la colpa Sodoma: era orgogliosa di vivere nell’abbondanza e nella sicurezza. Non aveva preoccupazioni, tuttavia non ha aiutato i poveri e gli oppressi. È diventata arrogante e ha commesso azioni che io detesto. Allora io l’ho fatta scomparire dalla faccia della terra… (Ezechiele 16, 49-50).
      È chiaro che il peccato di cui si parla in questi versetti si riferisce all’ingiustizia e all’idolatria (cfr. Omosessualità, Claudiana editrice).
      Dirò un’altra cosa: la tradizione ebraica successiva alla distruzione del Tempio di Gerusalemme associa Sodoma non tanto al peccato di sodomia, quanto ai peccati di mancanza di ospitalità, egoismo, avidità, e di un atteggiamento molto particolare: l’osservanza meticolosa della Torah, la Legge divina, allo scopo di nuocere agli altri esseri umani. In altre parole, il “peccato di Sodoma” consiste nell’interpretare alla lettera la Torah (che è una parte dell’Antico Testamento) allo scopo di tradirne lo spirito.
      Cito la tradizione ebraica non per chissà quale motivo ma perchè essendo l’AT “roba loro” nel senso che ne sono stati i primi custodi e conservatori… credo possano darci una buona mano per interpretare in modo corretto questi testi.

      Per concludere (per ora) per quanto l’omosessualità possa sembrare un peccato grave sono intimamente persuaso che siamo molti ma molti di più i peccati ben più gravi che traviano le nostre coscienze. Io punterei un po’ più l’attenzione anche su altri…

      Rispondi
  7. carlo Di Pietro

    G.G. non ti ho più risposto perchè ho notato da parte tua un comportamento pregiudizievole nei miei riguardi e delle volte mi hai offeso, così come stai continuando a fare dicendo che la mia parola vale meno di zero.!
    Io amore relazionarmi con persone di tipo differente da come ti sei dimostrato.
    Saluti
    Carlo

    Rispondi
    1. Gianfranco Giampietro

      Ma per favore… ho cambiato il mio atteggiamento proprio in risposta alla tua mancata risposta, non prima. Non cercare scuse al fatto che non hai risposte concrete da dare… le mie perplessità sono le stesse di molti. Potresti rispondere almeno per loro, e non certo per me.
      Ma la realtà è che non hai risposte concrete da dare, quindi cerchi sempre una scusa per non rispondere quando l’interlocutore ti mette alle strette intorno ad una discussione concreta e razionale.

      Riguardo al mio essere “pregiudizievole” nei tuoi confronti, ovviamente che lo sarò d’ora in avanti, perchè hai ampiamente dimostrato ancora una volta che davanti a domande serie ti tiri indietro inventando scuse per la tua mancanza di argomenti concreti.

      Risaluti
      GG

      Rispondi
      1. carlo Di Pietro

        … e poi pretendevi risposte in un momento delicato …
        né fammi la cortesia, ci stava mio padre in ospedale ricoverato, pensavo a scrivere sui blog.!
        ma consentimi.!!!
        avanti, dai, che domande hai da farmi.!
        onde evitare di non leggerle, mandamele anche sulla mail di pontifex.!
        con il link al tuo commento.
        Saluti
        C

        Rispondi
        1. adminadmin

          Speriamo sinceramente che ora tuo padre stia meglio.
          A proposito ha avuto occasione di presentare anche altrove la sua mostra sulla nostra vecchia lira?
          Sappiamo dello spazio dedicatogli dal comune di Potenza… Abbiamo anche visto una intervista televisiva.
          Ora stà meglio, vero?

          Rispondi
          1. adminadmin

            Ci accomuna la speranza di una prontissima riabilitazione di tuo padre.

            Aggiungo una nota: hai notato che da quando interagisci con noi e non continui a minacciarci, il tono dei nostri commenti è diventato più friendly nei tuoi confronti? Da sempre abbiamo usato termini ironici e simpatici, mai offensivi (presumo concorderai con me che Carletto è ironico, sicuramente più di “quello stronzo di Carlo”), ora addirittura tutti ti chiamano semplicemente Carlo… Curioso, non è vero?

          2. OscarWilde

            Sono felice di sapere che tuo padre sta meglio Carlo.
            Spero si riprenda del tutto e che questo momentaccio passi.

            In bocca al lupo.

  8. diegopig

    DOMANDA PER CIDIPPI

    Fammi capire: stai dicendo che anche un gay praticante, se poi si pente in punto di morte, viene perdonato e va in paradiso?

    Rispondi
    1. carlo Di Pietro

      Anche il peggiore dei criminali , vedi il ladrone in croce con Gesù, se si converte in punto di morte va in Purgatorio o, se Dio lo ritiene opportuno in Paradiso .!!!!

      Questo lo dice il MAgistero, non io.!!!!

      Un omosessuale praticante può essere sodomita tutta la vita, ma se prima di morire si converte, è salvo.!

      Il Dogma del Purgatorio parla di un periodo indefinito di penitenza ultraterrena, appunto nel Purgatorio, ma non va assolutamente all’inferno.!

      Il problema principale è che non ci è dato sapere il momento della nostra morte.!!!!!

      Quindi se si muore in stato di peccato mortale (altro Dogma di Fede) si va all’inferno.!!!!!!!!!

      Per questo io ai miei amici gay dico: “attenzione, la pratica della sodomia conduce all’inferno e, dato che non conosciamo il momento della nostra morte, è bene che ti converti e pratichi la castità, per non trovarti impreparato al momento del giudizio” , queste sono le mie testuali parole che uso.

      Saluti
      Carlo

      Rispondi
      1. diegopig

        Cosa vuol dire “prima di morire si CONVERTE”?

        Io sapevo che bastava PENTIRSI, anche in assenza di confessore, per essere salvati.

        Non è così?

        Rispondi
        1. Carlo Di Pietro

          vuol dire che in cuor suo dice e pensa … Dio, ho vissuto una vita da peccatore, non credendo nelle tue Parole, adesso sto morendo, sono affranto, sono triste e debole, ti prego salvami e perdonami per tutti i peccati che ho commesso in vita, perché peccando ho offeso Te e me stesso.!!!!

          (questo è un esempio)

          Rispondi
          1. diegopig

            E quindi anche un omosessuale può essere salvato se, nel momento della morte, dice queste cose (se si pente, insomma).

            E’ corretto?

      2. Ale Cr

        La paura è davvero apprezzata e giudicata prova di un’autentica e sincera conversione?

        …personalmente giudicherei squallido l’essere umano che si “converte” solo per il terrore di punizioni… e giudicherei allo stesso modo un dio che per convertire al proprio credo un uomo usi la paura…

        Sono cose, sinceramente, che mi risultano incomprensibili, sia per il mio ateismo, sia per il mio aver viaggiato e aver visto e conosciuto tante idee, anche religiose, diverse…

        Rispondi
      3. [email protected]

        Carlo voglio dirti una cosa.
        Conosciamo entrambi la dottrina cattolica. La conosciamo fin troppo bene. Ora, a chi spetta la cura delle anime? Ai sacerdoti. Tu, che non sei sacerdote, perchè, continuamente, anche nei tuoi articoli su pontifex, sottolinei chi deve andarci in paradiso e chi no? Spetta a noi stabilire questo? No! Nessuno può farsi giudice del suo prossimo! Gesù ci invita a guardare la trave che si trova nel nostro occhio! Perchè siamo servi inutili! Ti ricordi l’episodio della peccatrice a cui nessuno scagliò la pietra?
        Ok! E’ dovere della Chiesa annunciare il messaggio di Cristo, senza sconti. Ma il passo successivo è la testimonianza di questo messaggio, e non l’accusare chi aderisce o no al vangelo.
        San Francesco di Assisi invitava i suoi frati a fare penitenza ma vietava gli stessi a non giudicare chi non aderiva al suo annuncio. Ognuno giudichi e disprezzi se stesso!
        Inoltre, Carlo, saremo giudicati su come abbiamo amato.

        “Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità. (Mt 7,22)

        Carlo il nostro Dio è amore! San Paolo afferma che la Carità tutto copre (cfr 1Cor 13, 1-13) e San Pietro dice che la carità copre una moltitudine di peccati (cfr 1Pt 4,8)
        Io conosco tanti che, per il giudizio comune, sono da condannare e da spedire all’inferno, ma che, in realtà, sono persone giuste e più sante di qualunque buon cristiano.

        In merito alla fede credo sia necessario capire bene delle differenze:

        ” La fede è adesione totale dell’uomo a Dio che si rivela nella storia, affidamento di sè e del proprio futuro a Lui, assenso a tutta la verità da Lui comunicata e CHE LA CHIESA PROPONE A CREDERE. La fede è dono di Dio, frutto dell’azione interiore dello Spirito Santo; nello stesso tempo è decisione libera e ragionevole dell’uomo” (Catechismo degli adulti 94)

        La nostra fede è in Dio! La Chiesa propone e trasmette questa fede.

        ” Nel simbolo degli Apostoli professiamo di credere una Chiesa Santa e non “nella” Chiesa (nel credo diciamo LA Chiesa e non NELLA), per non confondere Dio e le sue opere e per attribuire chiaramente alla bontà di Dio tutti i doni che Egli ha riversato nella sua Chiesa” (Catechismo della Chiesa Cattolica 750)

        Un caro saluto! 🙂

        Rispondi
        1. adminadmin

          Ma dite che dopo questi vostri commenti Carletto la pianterà di additarci come un sito cattofobico?

          Se neppure le dissertazioni di Simone, di Andrew e le tue riescono a convincerlo che c’è più fede tra i contributor del nostro piccolo sito Pontilesso che tra gli arcigni articoli Pontifessi, allora vuol dire che non c’è speranza… 😆

          Rispondi
        2. Carlo Di Pietro

          Masseo io e te abbiamo due visioni diverse della stessa Fede.

          Dio è amore, ma ha dettato le Leggi.

          Lo stesso Gesù ci dice in almeno 10 parabole che chi non segue la sua Parola ed i suoi dettami è “fritto”.

          Sia bianco o nero. Non si possono servire due padroni. Chi non semina disperde.

          Gesù ci dice anche che siamo obbligati a diffondere la Parola.

          Il tuo lo vedo più come un Cattolicesimo tutto pane e amore.!!!! Ma non è così. Sei troppo ottimista.!

          Se io ad un ladro gli dico continua a rubare, tanto Dio è buono, sbaglio.! Io ai miei amici ladri dico: “primo punto se rubi vai in galera e punto secondo vai all’inferno” ….

          Dio ama tutti, ma esige, da Dottrina, il rispetto delle Sue regole.

          Chi non lo fa è condannato.

          Questo è Dogma di Fede, non me lo sto inventando io.!!!!!!

          Saluti
          Carlo

          Rispondi
          1. [email protected]

            Carlo,
            riguardo alle “leggi dettate da Dio”, ti inviterei a leggere il capitolo sulla “Nuova legge o Legge evangelica” del Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 1965- 1974):

            – La legge nuova è la grazia dello Spirito Santo, data ai fedeli in virtù della fede in Cristo. Opera mediante la Carità, si serve del Discorso del Signore sulla montagna (cfr Mt 5) per insegnarci (non obbligarci) ciò che si deve fare, e dei sacramenti per comunicarci la grazia di farlo.
            La Legge evangelica “dà compimento” alla legge antica, la purifica e la porta alla perfezione. E’ chiamata una legge d’amore perchè animata dalla Carità.
            Queste non sono parole mie ma della dottrina cattolica…

            Mi dici dove Gesù, nel vangelo, “obbliga” a diffondere la Parola? Quando siamo “fritti”?

            Il mio Cattolicesimo non è tutto pane e amore ma CRISTO e AMORE! E’ un percorre una strada stretta ed in salita ma sorretti dalla Persona di Cristo che ci invita a prendere il suo giogo dolce e il suo carico leggero (Mt 11, 29-30).

            La lettera uccide, lo Spirito dà vita! (cfr 2 Cor 3, 4)

  9. Diego

    E’ vero, i peccati sono tanti, ma per un apologeta è impossibile non scrivere del vizio della sodomia e di quanto possa far male alle anime e sia anche una punizione corporale voluta da Dio

    L’omosessualità quindi è una punizione corporale voluta da Dio. No, la sodomia, quindi i rapporti anali. I rapporti anali sono una punizione VOLUTA da dio. E’ lui che inc… le persone quindi? Oppure dio quando intende punire una coppia fa venire alla mente del ragazzo di penetrare la sua ragazza in modo alternativo e lei, sempre con lo zampino di dio, accetta serenamente?

    Rispondi
    1. Carlo Di Pietro

      San Paolo dice che il vizio della sodomia oltre ad essere peccaminoso (quindi fa male spiritualmente) è anche doloroso (quindi fa male la penetrazione), perchè si sono scambiati praticamente i ruoli (ed i posti dove fare certe cose).

      Ovviamente Lui lo dice in maniera più da Apostolo.!!!!

      io ho sintetizzato.!

      Rispondi
      1. adminadmin

        Ho la vaga impressione che questa risposta genererà una discreta quantità di entropia… E’ solo una impressione, ovviamente…

        Rispondi
        1. Diego

          giustapunto 2 questioni: come faceva s.Paolo a sapere che la penetrazione anale è dolorosa?
          Posta indiscutibile la differenza tra sesso anale ricettivo e masochismo, gay passivi, eterosessuali “curiosi” e donne come fanno a sopportare un tal dolore?

          Rispondi
        2. Diego

          E poi l’eterna questione: se dio o la natura ci ha fatti con la possibilità di raggiungere l’orgasmo prostatico perchè non sfruttare l’occasione? Non è “contronaturaqualunquecosasignifichi” non sfruttare tal possibilità?

          Rispondi

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