Tu tagli… e io ricucio. La tecnica della citazione decontestualizzata, riuscire a mentire grazie ad una verità detta a metà

Per nuovi possibili lettori, faccio la solita breve premessa… Abbiamo già avuto occasione di mettere in evidenza i fenomeni dell’interpolazione e della citazione decontestualizzata dei testi religiosi di altre religioni e culture, con il fine di screditarle, demonizzarle, oppure per spingere i loro seguaci a seguire le proprie personali idee, spacciandole per “ipse dixit” della scrittura. Nell’ultimo caso possiamo citare i famosi “imam del terrore”, i quali manipolano le scritture per inculcare nei seguaci idee di violenza invece assenti nel vero contesto del testo originario. La tecnica della decontestualizzazione è insidiosa perchè nella maggior parte dei casi “non mente”.

Mi spiego meglio. La tecnica dell’interpolazione consiste nell’inserire o cambiare frasi del contenuto originale di un testo. Una definizione complessa per un fenomeno semplice che potremmo alla fine definire falsificazione.

La citazione decontestualizzata invece non falsifica il contenuto originale di un testo, ma ne strappa via una parte, la isola, e le attribuisce un significato che, se isolato, può apparire diverso da quello che invece rivela se la parte isolata viene ricollocata nel suo contesto originale.

Faccio un esempio… La nota affermazione di Gesù “Non pensiate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10,34)

Noi tutti conosciamo la figura di Gesù, in quanto personaggio presunto storico noto a tutta la cultura occidentale, e le sue inclinazioni spirituali tutt’altro che violente e bellicose. Ergo siamo tutti consci del significato simbolico di tale affermazione, che non è certo un invito alla violenza e alla guerra.

Tuttavia prendiamo il caso di un remoto abitante di una remota regione del mondo, il quale non conosce affatto Gesù Cristo. Isolando questa frase da tutto il resto, non sarebbe difficile presentare questa affermazione come la dimostrazione del carattere violento e malevolo di Gesù.

Una frase decontestualizzata può in poche parole trarre in errore e in inganno.

Questo anche a causa della natura ambigua del linguaggio stesso.

Infatti è persino possibile mentire dicendo la verità, o dire la verità con una bugia. Da sempre sofisti, avvocati, politici e abili seduttori delle masse hanno sempre saputo approfittare di questi “buchi” di chiarezza lasciati dal linguaggio per raggiungere i propri scopi e far sembrare le cose altro da quello che sono realmente.

Un aneddoto orientale molto interessante è attribuito ad un episodio della vita di Maometto. Sebbene tale aneddoto venga attribuito di volta in volta a personaggi storici diversi, a seconda della fonte.

Si narra che un giorno Maometto, seduto su un masso, vide passare un giovane che correva disperato, questo giovane riconoscendolo gli disse che egli era stato ingiustamente accusato di un crimine di cui era innocente, e che era inseguito da gente che voleva metterlo a morte senza voler sentire ragioni… Supplicò quindi il profeta di non dire di averlo visto passare da quella parte. Maometto però scosse la testa, dicendo che non aveva intenzione di mentire. Infatti egli era noto per non aver mai mentito. Il giovane disperato scappò via a gambe levate. Nel frattempo il sole aveva cambiato posizione, così Maometto si andò a sedere più in là, su un altro masso. Di lì a poco arrivarono gli inseguitori del giovane, forconi in mano, che domandarono al profeta se aveva visto il giovane in fuga. Maometto disse semplicemente la verità: “Da quando sono seduto su questo masso, non ho visto passare nessuno”.

Questa storiella di solito viene raccontata per dimostrare l’ambiguità del linguaggio, come anche la relatività della “verità”, che può avere facce diverse, nessuna meno vera dell’altra, a seconda della differente prospettiva dal quale si osservano i fatti.

La tecnica della citazione decontestualizzata sfrutta lo stesso principio… si racconta una bugia, pur però potendosi vantare di avere detto il vero.

E’ il caso anche di Carlo Di Pietro, quando cita il Corano.

Non farò adesso un’analisi di tutto il Corano e di tutte le volte scorse in cui Carlo ha citato “a metà” alcune sure, ovviamente sempre con lo scopo di dipingere il corano, e quindi tutti i musulmani senza distinzioni, come demoniaco e violento.

In questo caso, riferendomi all’ultimo articolo di Carlo, intitolato “La Cristianità e l’Islam. Fede ed eresia. Bontà e cattiveria a confronto“, facciamo questo esempio.

Carlo Di Pietro ha citato la seconda sura del Corano (sura 2,191) scrivendo “AMMAZZATELI OVUNQUE LI INCONTRIATE”.

La tecnica della citazione decontestualizzata ovviamente ha un tallone d’Achille molto ovvio… essa fa affidamento al fatto che il lettore non abbia interesse di andare a controllare di persona la fonte. In ambito religioso, tutte le religioni basate sul controllo delle masse (“pecorelle” guidate da opportuni “pastori”) cercano di porre un intermediario tra il divino (e quindi anche tra la sua “Scrittura”) e il comune mortale, il quale dovrà rivolgersi a tale guida per avere un contatto diretto con il divino, e anche per interpretare le sacre scritture, cui non spetta certo il “pericoloso” compito solitario di leggerle e interpretarle per conto proprio e con la propria testa (tale conquista per esempio subentra nel mondo cattolico del nord europa, anzi ritorna, per esempio con la cosiddetta “eresia” protestante). Ovviamente è inutile precisare che chi può fare da intermediario tra cielo e terra ottiene un grande e ambito potere sulle nazioni della Terra. Ad ogni modo, tornando all’argomento principale, andiamo a vedere di persona cosa dice il Corano…

Ovviamente io citerò la parte intera, e non il frammento…

Dalla Seconda Sura:

190 Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.

191 Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.

192 Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso.

193 Combatteteli finchè non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano.

Come già spiegato numerose volte da me, la morale coranica è mille volte meno “gentile” di quella evangelica. Ma non è inutilmente violenta. Semplicemente ricalca il temperamento tipico degli antichi guerrieri arabi, molto fissati con l’onore, con tutto ciò che di positivo e negativo ne consegue.

All’idea del “porgi l’altra guancia”, il Corano invece sottolinea l’idea dell’onore guerriero: non nuocere mai a chi non ti fa del male, poichè è un comportamento senza onore. Ma se perseguitano te ed i tuoi cari, se ti fanno del male e ti muovono guerra, è tuo diritto e dovere difenderti. Se il nemico cessa le ostilità, sii uomo d’onore e concedi la pace, poichè Dio non ha stima di coloro che eccedono nelle ostilità. In poche parole le Sure citate impropriamente da Carlo non incitano a prendere iniziativa violenta contro il nemico, ma a difendersi in caso di aggressione.

Non è nulla di molto differente per esempio dal bushido dei samurai. Non è una morale votata al pacifismo come la dottrina di Gesù o come i principi cardine dell’Ahimsa, ma non è nemmeno quella ideologia fanatica e omicida dipinta dai cattotalebani di Pontifex.

Sì, è vero, Maometto era un profeta-guerriero. Mentre Gesù è già più assimilabile alla figura del profeta-filosofo. Io prediligo decisamente il secondo genere di sapiente, ma l’occidente è molto ignorante riguardo alle culture lontane diverse dalla propria, e ci costruisce veri e propri miti pieni di fantasia.

Per questo invito sempre la gente a cercare di conoscere direttamente le culture diverse dalla nostra. Meglio non fidarsi di chi, in casa nostra, vuole fare da tramite tra noi e le altre culture per dipingercele e farcele “conoscere” nel modo che fa comodo a loro.

L’esperienza diretta è sempre il maestro migliore. E anche se dovessimo sbagliarci, meglio sbagliarci per colpa nostra piuttosto che per colpa di qualcun altro, per esempio di Carlo Di Pietro. Fate attenzione, perchè la “truffa” operata da Carlo Di Pietro è stessa operata dai vari Osama Bin Laden, i quali fanno la stessa identica cosa: prendono frasi del Corano, le decontestualizzano, e così facendo giustificano in nome della religione il terrore e l’odio. Oggi capita al Corano, domani potrebbe accadere anche alla parole di Gesù. Quindi vigilate.

Vorrei anche commentare questa affermazione attribuita all’antropologo R. Guidieri

“SPESSO LE CULTURE NON OCCIDENTALI NON SONO CULTURE DI ASSIMILAZIONE; SEMMAI LO SONO NEL SIGNIFICATO MAFIOSO, CIOÈ SE TU DIVENTI COME NOI (MUSULMANO), VA BENE, SE VUOI RESTARE DIVERSO, NO”

E’ un affermazione falsa, prima di tutto nella definizione stessa, che sembra fare la strana equazione “culture non occidentali = islam”. Credo che sia abbastanza evidente che l’islam non è l’unica cultura non occidentale. Quindi definire “mafiose” le culture non occidentali è già di suo una affermazione errata, perchè ci sono anche altre culture non occidentali… quelle precolombiane del nord e sud america, le culture africane, le culture orientali con tutte le loro differenze tra cinesi, coreani, giapponesi, eccettera. Ancora una volta qui sembra che si voglia miticizzare la realtà e la storia, con due diverse fazioni immaginate opposte tra loro, i buoni occidentali ed i cattivi orientali.

Intanto io invito ad osservare una cosa… gli occidentali sono stati in assoluto i più preponderanti della storia del genere umano nella presunzione di dominare le altre culture. Il colonialismo fu per esempio un fenomeno ad opera quasi esclusivamente occidentale. Anzi, il colonialismo è la testimonianza di un periodo della storia in cui le principali nazioni dell’Europa avanzarono la pretesa del controllo e del dominio su tutti gli altri continenti. Gli altri continenti furono partecipi del periodo del colonialismo soltanto in quanto vittime. L’unica eccezione è rappresentata forse solo dal Giappone, il quale riuscì ad organizzarsi egli stesso in una grande potenza colonizzatrice. E questo proprio grazie al fatto che il Giappone si modernizzò e occidentalizzò, o comunque si ispirò molto all’occidente, conscio che l’unico modo per non essere mangiati dagli squali dell’occidente era diventare a sua volta uno squalo come l’occidente, mentre la Cina, l’India e le altre nazioni invece subivano passivamente. Gli africani non colonizzarono mai l’europa per deportarne gli abitanti in schiavitù nelle proprie terre, mentre gli occidentali sì. Gli occidentali forse “odiano” così tanto l’islam anche perchè forse è stato l’unico loro concorrente alla pari nel fenomeno delle conquiste e dell’assoggettamento dei popoli diversi dai propri. Ma credo che un qualsiasi occidentale onesto dovrebbe tapparsi la bocca in merito all’argomento “conquistare gli altri popoli e imporgli la propria cultura”. Un occidentale su questo argomento ha davvero molto poco diritto di fare la ramanzina ad altri popoli… Anche dal punto di vista religioso, visto che la libertà di essere “diversi” fu davvero molto poco garantita dalla religione cristiana, soprattutto cattolica. Chiedetelo ai lituani, ai catari o a qualunque altro popolo che in occidente fu costretto con la forza a non essere “diverso”.

P.S. Fonti per le citazioni delle Sure: ovviamente il Corano

Gianfranco Giampietro

29 pensieri su “Tu tagli… e io ricucio. La tecnica della citazione decontestualizzata, riuscire a mentire grazie ad una verità detta a metà

  1. adminadmin

    Grazie GG. Le tecniche di Carletto sono ormai ben note e collaudate. Documentare tutte queste barbarie all’interno del nostro piccolo Pontilex aiuta a tenere viva l’attenzione. Grazie!

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  2. Andrea ☮ il giullare matto Speaks

    Il colonialismo ha imposto con la forza una nuova cultura, ligua e religione ai nativi… Guardiamo quello avvenuto nell’America del Sud o in Africa, per esempio…
    Guardiamo alle nuove forme di imperialismo e a questa globalizzazione selvaggia che porta a considerare le persone come dei numeri (e nel secolo scorso ci fu un precursore che si fermò a qualche milione).
    Altro che democrazia…

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  3. giuxgiux

    come al solito GG sei un grande! bell’articolo.
    Però effettivamente è vero che la gente nei paesi arabi non sa tanto bene cosè la libertà.
    Uno dei miei migliori amici è egiziano, sono tanti anni che è in italia, più di 7, oramai è perfettamente integrato e pure sposato con un’italiana cattolica che rispetta.
    Ma per lui è stato un percorso lungo imparare cose che per noi sono scontate. Ma le ha imparate meglio di buona parte degli italiani.
    Giuseppe

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    1. matyt

      In parte, giux, hai ragione…
      E’ abbastanza evidente come certe consuetudini “antiche” (il patriarcato “forte”, una forte ingerenza della religione nella vita sociale e politica, un morboso attaccamento a codici di vestiario standard) siano più presenti nei paesi islamici, che in Europa.
      Ma sicuramente, al contrario di quanto tenta maldestramente di argomentare CDP, ciò non è dovuto ad un fatto religioso, ma ad un mero fatto di evoluzione culturale.

      Provate a pensarci… quanto sono diverse, dalla Sicilia del Verga, la Giordania, o la Siria?
      E’ questione di evoluzione dei costumi…

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      1. giuxgiux

        ma matyt sono d’accordo con te… li il problema non è la religione è la politica, basta aver voglia di conoscerla questa gente senza pregiudizi.
        Io sono molto fortunato, più una persona è diversa da me più la trovo interessante e stimolante, lo facessimo un pò di + tutti, saremmo un paese migliore.

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    2. Gianfranco Giampietro

      Un certo ritardo culturale è senza dubbio evidente in generale nel mondo mediorientale e islamico. Ma come nella maggior parte delle cose, il fenomeno ha cause complesse, e non si riduce ad un infantile e pontifesso “perchè sono brutti, cattivi ed eretici”.

      Tuttavia ha ben osservato Matyt, si tratta di un complesso fenomeno di evoluzione culturale, di cui la componente islamica è solo uno dei tanti fattori concorrenti.

      Lo stesso vale per noi occidentali. Non si pensi che il merito del progresso culturale occidentale sia tutto merito del cristianesimo, come pensano molti cattolici e cristiani. Si è trattato invece di un fortuito incontro di più elementi favorevoli. Parliamo infatti dell’incontro del cristianesimo con la preesistente e razionale cultura occidentale latina e greca, e di un sacco di altri fattori culturali che hanno inciso persino sul modo stesso di concepire e ragionare la religione cristiana. Infatti in medioriente le varie sette cristiane orientali non arriveranno in ogni caso alle stesse conquiste culturali, a testimonianza del fatto che non è solo la religione a determinare tutto al 100%

      Anche tra gli ebrei esistono differenze culturali enormi… L’ironica e autoironica cultura Yiddish per esempio è anni luce più progredita e rilassata rispetto ai severi e rigidi patriarchi del passato, o rispetto al carattere generale di certe correnti di pensiero israeliane di estrema destra (religiosa e politica). Perchè? Perchè le culture yiddish o ashkenazite si sono sviluppate in contesti e sotto influenze diverse per esempio rispetto ai khazari o ai sefarditi.

      Lo stesso vale per l’islam… varie culture islamiche si comportano in modi assai diversi a seconda anche delle influenze culturali vicine o alle tradizioni preesistenti. L’antica e cosmopolita Persia islamica era per esempio un faro di cultura secoli fa, anche a causa di numerose influenze zoroastriane, cristiane e manichee… oppure gli islamici sulle coste dell’Atlante hanno un carattere molto diverso rispetto per esempio ai musulmani dell’Afghanistan. Come un siciliano viene da un passato di tradizione e cultura diverso da un piemontese, lo stesso vale anche per quelle culture che noi conosciamo poco e che quindi tendiamo a immaginare come un unico monolitico e granitico gruppo coeso senza differenze e distinzioni. Quanti di noi per esempio distinguono le popolazioni dell’Africa oltre alla semplice distinzione di “africani”? Eppure anche in Africa vi sono culture diversissime tra loro, sia per tradizioni che per “carattere”.

      Quindi io non intendo miticizzare alla rovescia l’islam, dipingendolo all’opposto di Carlo Di Pietro, ovvero come illuminato e magnifico.
      Ma penso sia giusto – e onesto – collocare tutte le cose nel loro giusto contesto, riconoscendone a pari merito sia i difetti che i meriti. Altrimenti si cade nel mito e nella narrazione della storia secondo il filtro della propria ideologia. Finiamo altrimenti con il comportarci come bambini che descrivono la propria nazione preferita come un supereroe senza macchia e paura, e la nazione che ci piace di meno come brutta e primitiva.

      La verità invece è che quasi ogni grande civiltà ha conosciuto più momenti sia di gloria che di decadenza.

      E gli occidentali sono, secondo me, un pò troppo vanitosi e presuntuosi, convinti di essere sempre stati il faro luminoso e glorioso di tutto la storia e di tutto il mondo.

      Ogni tanto farebbe bene agli occidentali studiare un pò di storia, e apprendere con umiltà i corsi e i decorsi della gloria delle civiltà.

      Gli europei hanno dimenticato che, mentre i loro antenati erano occupati a fissare il vuoto agitando una clava, in medioriente e in Egitto sorgevano le prime città, si costruivano le piramidi, le ziqqurat, si inventavano le prime forme di scrittura.

      Il pregio e il difetto del medioriente (sia pre-islamico che islamico) è sempre stato quello di essere un “automobile” con una eccellente accelerazione, ma una mediocre velocità.

      Cosa intendo dire? Mi riferisco al fatto che le culture mediorientali in un certo senso hanno sempre preceduto quelle occidentali, partendo in vantaggio rispetto a noi. Ma tali culture si sono sempre poi fossilizzate in un tradizionalismo stagnante, mentre l’occidente recuperava terreno e infine superava e distanziava il medioriente.

      Quindi è vero che per esempio l’antico Egitto costruiva piramidi mentre gli europei agitavano la clava (ovviamente per modo di dire), ma quando per esempio romani e greci raggiungevano l’apice della cultura dell’antichità classica, l’Egitto era già da secoli stagnante e immutevole (potremmo dire “mummificato”) nelle sue vecchie e superate tradizioni.

      Lo stesso giudizio oggettivo andrebbe dato per esempio riguardo all’islam. L’islam delle origini fu per un certo periodo culturalmente superiore all’europa medievale. I dettrattori cristiani hanno attribuito questo progresso non ad un merito della religione, ma delle culture preesistento che lo influenzavano. Ma questo è ovvio, come già detto. Del resto i cristiani quel poco di cultura che avevano era tutta eredità greco-romana-“pagana” (personaggi come Pietro e Paolo non erano certo personaggi in grado di tramandare o inizializzare chissà quale alto grado di cultura!).
      Tuttavia L’islam delle origini si poneva ben al di sopra di certe zone dell’occidente europeo (con le dovute e rispettose eccezioni, per esempio per quelle zone dell’Italia ancora sotto l’influenza bizantina)

      Persino il tanto demonizzato Corano era un illustre esempio, almeno in quel periodo. Per esempio il Corano garantiva alle donne una tutela dei suoi diritti patrimoniali che era del tutto sconosciuta nell’europa caduta in mano ai barbari (e faccio un sorrisino soprattutto ai nostri cari leghisti, che si vantano come cultura superiore, ma allo stesso tempo si vantano eredi di quei primitivi longobardi che, in ultima analisi, non erano altro che barbari alle porte di Roma. Che ironia che, chi chiama oggi i musulmani “selvaggi” e tuona contro l’immigrazione, non discenda da altri che da dei barbari “immigrati” dall’estero per saccheggiare l’Italia… questo a dimostrazione di come i “barbari” di ieri possano diventare i “civili” di oggi, e viceversa), nel quale persino il sofisticato sistema legale latino era degenerato nel barbarico costume delle ordalie. Non dimentichiamo che la donna ai tempi di Maometto era una persona almeno patrimonialmente indipendente, come dimostra la moglie di Maometto, la quale gestiva attività commerciali. Il fatto che la donna ereditasse meno dell’uomo aveva poi assolutamente senso, dato che la donna non era obbligata a impegnare il proprio patrimonio, mentre l’uomo era obbligato ad impegnare i propri averi per il mantenimento di lei (e magari di altre tre mogli) e di tutta la prole, a carico solo dell’uomo, il quale era anche tenuto a offrire lui la dote al matrimonio (esattamente il contrario dell’usanza occidentale).
      A questo si aggiunge il fattore della “tolleranza religiosa”. In occidente le differenze religiose, dopo la caduta dell’occidente “pagano” e tollerante, erano mal tollerate. Gli ebrei venivano trattati male, i cristiani di differente orientamento rispetto all’ortodossia venivano spesso ripresi, a volte perseguitati o comunque fortemente incoraggiati a “convertirsi”, altre volte persino esiliati o privati di diritti fondamentali, per esempio con il sequesto dei loro beni. La conquista dell’islam non fu portata solo con le armi: a volte si era quasi ben contenti di passare all’impero islamico, il quale concedeva la libertà della “jizya”, la libertà di culto concessa dietro pagamento di una tassa regolare. Lo stato islamico aveva l’islam come religione ufficiale, ma i diversi culti (ebraismo, cristianesimo, zoroastrismo, manicheismo, mandeismo, eccettera) erano tollerati e accettati, anche a causa della visione universalistica di Maometto. Infatti mentre i cristiani dicono sempre che il loro Dio NON è lo stesso dei musulmani, nè di nessun altro, Maometto invece affermava che dietro ogni religione (ovviamente monoteistica) vi fosse la rivelazione sempre dello stesso unico Dio, e che il suo messaggio si limitava a questo. “Islam” infatti significa “sottomissione [a Dio]”, quindi non è vero che Maometto sostenesse l’islam come unica religione… Maometto semplicemente sosteneva che esistesse una unica religione universale, quella che rende omaggio ad un unico Dio e che, sebbene affermasse di essere l’ultimo di una lunga serie di altri profeti, questo stesso Dio era sempre quello che era già stato rivelato nella religione ebraica, cristiana, zoroastriana eccettera. Il sogno maomettano era quindi quello di riunire sotto uno stesso tetto tutte le “religioni del Libro”. Quindi, almeno inizialmente, la visione islamica del mondo era universalista, purtroppo intollerante soltanto nei confronti di quelle religioni “degli idoli”, ovvero esplicitamente politeiste e “pagane”.

      Questa “tolleranza” (parliamo sempre di “tolleranza” in secoli bui… il meno peggio del peggio insomma) è dimostrata anche dalla storia.

      Si prenda in considerazione per esempio la storia della dominazione araba in Spagna: http://it.wikipedia.org/wiki/Spagna_islamica

      Inoltre avanzo seri dubbi circa il fatto che il reale pensiero di Maometto sia stato COMPLETAMENTE trasmesso nella religione islamica senza interpolazioni e manomissioni interessate. Infatti, esattamente come la Chiesa non rispettò quasi nulla dell’insegnamento originale di Gesù, lo stesso avvenne con l’islam. Prima di tutto un dettaglio: ora non ho le mie ricerche sotto mano, ma mi risulta che da un certo momento in poi il califfato passò nelle mani di quelle famiglie che avevano cercato più volte di uccidere Maometto (per motivi sia religiosi che economici… erano l’aristocrazia del luogo, e non tolleravano l’ascesa del ceto medio voluta da Maometto, oltre al fatto che la nuova religione aveva minato gli affari alla Mecca… insomma erano l’equivalente dei sacerdoti del tempio che avversarono Gesù: una classe i cui affari venivano rovinati dalla predicazione del nuovo profeta). Ditemi, voi affidereste la vostra “chiesa” nelle mani dei vostri peggiori nemici? Suppongo di no. E tra questi nuovi Califfi ci fu anche tale Othmann, terzo Califfo.

      Il Corano viene considerato come la Parola direttamente trasmessa di Dio, ma c’è un dettaglio: il Corano rivelato da Maometto era completamente ORALE… solo dopo la sua morte si riunirono i frammenti di questa rivelazione. Othmann ordinò la stesura di una versione “canonica” del Corano, e ordinò la distruzione di tutte le copie preesistenti. Perchè? A questa decisione si opposero vecchi amici del defunto profeta, che rifiutavano di bruciare le loro vecchie copie del testo, e non furono pochi ad affermare che Othman avesse fatto opportune modifiche al testo originario, che poi è quello giunto fino a noi. Quindi, come nel caso del cristianesimo, non sono pronto a giurare che ci sia stata una continuità limpida e cristallina dall’insegnamento originario a suoi sucessori. Tristemente ironico, perchè lo stesso Maometto aveva biasimato le altre religioni per il fatto che erano state tradite da astuti manipolatori e opportunisti.

      Il difetto principale dell’islam e del medioriente fu quindi il suo stagnare culturale. Un inizio vantaggioso rispetto all’occidente che però si fermò lì, come accadde tempo prima per gli egizi rispetto alle nascenti culture greca e romana. Il difetto dell’islam è quello di voler portare avanti tradizioni che potevano andare bene secoli fa, ma non certo oggi. Del resto è questo il difetto di molte religioni, il non saper guardare avanti, il volere rimanere fermi a tradizioni vecchie di secoli.

      Così mentre l’islam, inizialmente culturalmente superiore all’europa regredita (per quanto non si voglia portare avanti il mito dei “secoli bui”, è comunque inevitabile dovere ammettere che nel medioevo l’europa fece grossi passi indietro rispetto alla gloria dell’antichità classica), si fermava lì, l’occidente invece portò avanti lo sviluppo della cultura, le scoperte scientifiche e le conquiste dei diritti fondamentali dell’uomo. Non per merito del cristianesimo, ma anche, ovvero si è trattato di un insieme di tanti elementi fortuiti.

      Ovviamente questa è una descrizione generale. Perchè non tutta l’europa del medioevo era primitiva, così come non tutto il mondo islamico di oggi è così arretrato e brutto come lo si vuole a tutti i costi dipingere qui da noi. Ci sono molte realtà diverse, e per dare un giudizio sensato dovremmo prenderle tutte in considerazione, una ad una. Per esempio i frequentemente citati alevi sono una dimostrazione di cultura islamica moderna. Una mia amica siciliana che ne ha conosciuto una coppia dice che sono indistinguibili da noi occidentali, sia per modi di fare che per costumi e modo di vestire.

      Le persone come Carlo Di Pietro e simili sono molto ignoranti perchè sparano giudizi senza aver seriamente (e soprattutto onestamente e oggettivamente) studiato la complessità del fenomeno. Questa gente vive ancora di miti e favole, una semplificazione bambinesca della realtà su una carta geografica con due soli colori: i buoni (noi) e i cattivi (gli altri).

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        1. Gianfranco Giampietro Autore articolo

          Ops! :)

          Il fatto è che da tempo sto facendo ricerche sull’argomento. Dopo la formattazione del pc (ho poca pazienza con certi virus, e spesso preferisco fare un ripristino completo allo stato “virginale” del mio pc), ora spero di non aver perso il materiale, ma per fortuna un pò di informazioni mi sono rimaste registrate nel cervello, nomenclature precise escluse.

          Il fatto è che sono d’accordo con le parole di Gesù… “la verità vi renderà liberi” e anche con Bacone… “la conoscenza è potere”. Io ritengo che la xenofobia e il fanatismo appoggino le zampe del loro potere sull’ignoranza e sulla superstizione. Il modo migliore per combatterli è con l’informazione e con lo studio delle altre culture, così da non credere più nelle mappe su cui ancora si scrive “Hic sunt dracones”.

          Lo studio delle culture islamiche è molto interessante, non perchè io nutra molto amore per queste culture (a me piace molto invece lo studio dei popoli dell’europa settentrionale, del baltico e dell’estremo oriente), ma perchè si tratta di capitoli di storia che di solito noi occidentali ignoriamo completamente, se non attraverso il filtro della visione occidentale (cioè come ce li descrivono le crociate, eccettera)… Soprattutto i primi “giorni” dell’islam sono un argomento quasi del tutto sconosciuto in occidente. Ma anche tra gli stessi musulmani, che spesso hanno poca coscienza delle proprie nobili origini. Per esempio pochi musulmani sembrano aver coscienza dell’operato del terzo Califfo (che per me è paragonabile ad un “Costantino” dell’Islam) e della frattura che inizia con lui, portando l’islam dall’universalismo iniziale alla sempre più progressiva deriva verso il concetto di “ortodossia militante” (cosa che del resto accadde da noi anche con il cattolicesimo quando divenne religione al servizio del potere e strumento di potere).

          Rispondi
  4. Ale CrAle Cr

    Ho lasciato sul forum ieri sera una lunga analisi proprio delle citazioni taglia e cuci di Carletto su quell’articolo: quella qui citata non è che una sola.
    altra pratica tanto amata da Di Pietro è la “fonte a casaccio tanto nessuno andrà a controllare”: per dimostrare che per i mussulmani il Corano è stato scritto su dettatura ha citato delle sure che non c’entrano niente…
    Ribadisco: ma è davvero un giornalista?!?!?!?!

    Rispondi
    1. matyt

      No, non lo è…
      Ed è facilmente dimostrabile…

      http://www.odg.basilicata.it/

      Provate a cercarlo tra i membri… non esiste nessuno a nome Carlo Di Pietro…
      Quindi, o è iscritto all’Ordine in una regione diversa da quella di residenza, oppure, molto più banalmente, millanta conoscenze e competenze di cui è privo.

      Rispondi
        1. Gianfranco Giampietro

          Carlo vanta spesso competenze giornalistiche e sociologiche… ma credo che non sia nient’altro che un informatico…

          Rispondi
          1. Ale CrAle Cr

            Ma sul suo profilo si definisce “giornalista” e, ricordo bene, disse a metà estate di essere regolarmente iscritto all’albo, ma di non comparire sullo stesso perchè aveva pagato l’iscrizione (o qualcosa di simile) in ritardo: prometteva di chiarire tutto alla riapertura degli uffici a settembre… e ancora persevera a dichiararsi appartenente a tale categoria.
            Forse è il caso di segnalarlo all’ordine…

          2. giuxgiux

            mandiamoli tutti un messaggio su facebook in cui gli diciamo di smetterla… magari capisce… io l’ho fatto.

  5. Panguron

    Copio e incollo la sura citata da GG per cercare di esplorare come il fenomeno della citazione venga usato da molti maestri del terrore per giustificare attacchi terroristici contro vittime civili:

    190 Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.

    191 Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.

    192 Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso.

    193 Combatteteli finchè non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità, a parte contro coloro che prevaricano.

    Questi cattivi meastri infatti dicono che l’islam è stato aggredito, che le armate cristiane si sono perfine insediate nei luoghi più sacri dell’islam. Si sostiene che anche lo stile di vita occidentale cosi corrotto e blasfemo (adoro questa parola) sia una sorta di attacco rivolto contro la loro fede. Per questi ed altri motivi quindi è legittimo uccidere.
    Quello che mi lascia però perplesso è che ora in molti paesi mussulmani la guerra sia rivolta principalmente contro altri mussulmani e non contro gli infedeli. In Pakistan non passa giorno che qualche terrorista non cerchi di fare saltare una moschea. Nel corano mi sfugge il passo in cui si dica che un mussulmano possa uccidere un altro mussulmano nel nome di Allah.
    Magari qualcuno di voi mi saprebbe aiutare?
    Cordialmente

    Rispondi
    1. Gianfranco Giampietro

      HAI COLTO PERFETTAMENTE NEL SEGNO! Infatti se ascolti praticamente tutti i predicatori estremisti islamici dei nostri tempi (non escludiamo comunque che ci sono anche quelli che predicano che l’islam è l’unica religione, e che deve dominare il mondo. Ci sono pure quelli, ma sono una minoranza… nemmeno Osama Bin Laden appartiene a questa categoria), fanno leva sul concetto di autodifesa. Infatti la santa Jihad può essere invocata solo per difendere il mondo islamico da un attacco contro la sua gente, e non può avere scopi di conquista (è vero, l’islam in passato fece numerose conquiste, ma la motivazione non era strettamente religiosa, rientrava nel normale comportamento di tutti i grandi imperi, con o senza ragioni religiose… anche i romani, i mongoli, i macedoni o i francesi di Napoleone conquistarono e sottomisero regni e imperi… non si rimproveri l’islam di questo, ma la natura stessa dell’essere umano che lo ha sempre portato a creare imperi e a conquistare terre e popoli) La strategia degli estremisti diventa quindi quella di simulare l’idea di un “siamo attaccati! quindi dobbiamo difenderci!”… Il musulmano medio non potrebbe appoggiare l’idea della conquista e dell’attacco, perchè sono troppi i musulmani che sanno che il Corano condanna questa pratica, e non apparteniamo più ad un epoca in cui è considerato lecito attaccare il prossimo senza buona ragione (in passato un mongolo poteva dire “ti attacco e ti conquisto perchè mi va di farlo”… era una cosa quasi normale, lo facevano tutti, ma oggi i confini sono stati grosso modo definiti, la maggior parte degli attacchi o invasioni vengono immediatamente condannati su scala mondiale… facendo eccezione per l’Israele che attacca i palestinesi e per i cinesi che hanno occupato il Tibet, azioni incredibilmente ingiuste che stranamente il moralista Occidente non sembra condannare e ostacolare più di tanto…)… l’alternativa è essere attaccati: se si è attaccati, allora diventa legittimo fare altrettanto, o comunque difendersi.

      Questo è anche alla base della nostra pessima diplomazia per esempio…. fino a quando occuperemo territori del Medioriente o scateneremo guerre senza senso (come la ridicola ricerca di armi inesistenti in Iraq) dalle loro parti, noi continueremo a fare un favore al terrorismo, fornendo loro continuamente un facile casus belli per far passare noi come invasori, e loro come “resistenza” che si oppone a questa ingiustizia. Ed è per questo che alcuni da quelle parti vedono i terroristi non come tali, ma come “partigiani”. Una partigianeria comunque molto discutibile, dato che con la loro “resistenza” continuano sempre a coinvolgere i civili e gli innocenti (ma del resto loro potrebbero dire la stessa identica cosa dei bombardamenti americani, sempre così misteriosamente imprecisi e con un gran numero di vittime civili), andando completamente contro il codice d’onore militare del Corano.

      C’è anche da aggiungere che dietro questo “idealismo” religioso e patriottico spesso si nascondono interessi tutt’altro che nobili. Se il kamikaze crede realmente nella nobiltà della propria missione (in base ad un idealismo senz’altro distorto, perchè c’è poco di idealistico nel coinvolgere innocenti e civili negli attacchi terroristici) chi è al vertice invece spesso conduce un vero e proprio business di traffico di armi e di altra roba.

      Ma non credo sia una novità prettamente islamica. Non occorre l’Islam e non occorre il Corano per avere simili terrorismi. Ora si parla sempre di terrorismo islamico, terrorismo islamico e terrorismo islamico, come se ormai le due parole fossero sinonimo dell’altra, ma qualcuno ha dimenticato che da sempre il terrorismo rivendicativo (il terrorismo è quasi sempre di origine rivendicativa e ideologica, tranne quando si tratta di mafia, che è un altro tipo separato di terrorismo) agisce in questo modo in tutto il mondo? Qualcuno ha dimenticato le varie rivendicazioni di indipendenza o libertà fatte da varie minoranze in giro per il mondo (Irlanda, Spagna, ecc.) ? Quando un gruppo minore e mal organizzato prende le armi contro un nemico più forte e meglio organizzato, questo atto prende sempre la forma di attentati (non potendo colpire tutto il corpo, si cerca di colpire la testa del nemico… allora anche un solo uomo può vincere la guerra uccidendo il capo avversario) e terrorismo (non potendo sconfiggere il nemico, si rende la sua vita impossibile e instabile fino a quando non cede alla richieste e alle rivendicazioni. In questo caso non è possibile colpire la testa del nemico, chi comanda non è raggiungibile, quindi si sceglie di colpire a caso e imprevedibilmente per farsi comunque sentire, per fare vivere almeno nel terrore il nemico che non possiamo raggiungere e colpire direttamente). Mentre invece il gruppo più forte può scendere in campo direttamente e in gran numero dispiegando per esempio le forze dell’ordine (in casa) o l’esercito (in casa d’altri). Questo fenomeno esiste dall’alba dei tempi. Del resto è logico e consequenziale.

      Quindi, ricapitolando, sia qui che in medioriente viviamo ostaggi di una falsa visione. E questa falsa visione è quella che “siamo attaccati e invasi”, non solo fisicamente, ma anche ideologicamente, nei costumi, nelle tradizioni, nella religione, in tutto. Questa voce viene messa in giro ovviamente dai gruppi estremisti, xenofobi, nazionalisti o fanatici. Da noi questi gruppi sono per esempio la Lega Nord, Pontifex, i complottisti del mito dell’Eurabia, Oriana Fallaci, i neocon, ecc. ecc. In medioriente sono ovviamente gli estremisti religiosi e politici, come per esempio i talebani oggi, o i khagiriti prima di loro già secoli fa). L’ironia della cosa è che questi gruppi si odiano e accusano così tanto a vicenda, ma in realtà si somigliano più di quanto possano immaginare.

      Il problema nostro e dell’islam purtroppo però è che questi gruppi non si accusano specificamente (un khagirita o un talebano non gridano mica “morte alla Lega!” o “morte ai neoconservatori e ai loro fottuti capi petrolieri!”…. in fondo nemmeno sanno che esistono), ma fanno di tutta l’erba un fascio. Quindi da noi il nostro Carlo Di Pietro fa la propaganda che TUTTI i musulmani sono stronzi, cattivi, demoniaci, invasori e infedeli…. dall’altra parte del Mediterraneo un sosia equivalente di Carlo Di Pietro (come si dice “Carlo Di Pietro” in arabo? Carlummamed Ibn Pietrallah?) cerca di spiegare ai suoi fratelli musulmani che noi occidentali siamo TUTTI cattivi, infedeli, demoniaci e che vogliamo invadere le loro terre e imporre la nostra cultura a loro.

      In realtà ci somigliamo più di quanto sappiamo e crediamo… Entrambi siamo vittime delle cazzate sparate dei nostri integralisti nostrani, ed entrambi subiamo in casa nostra un continua propaganda che intende conviverci del fatto che noi siamo i buoni, mentre gli altri sono il “Male”.

      In realtà nè noi siamo cattivi, nè lo sono la maggior parte dei musulmani. Invece abbiamo entrambi le case invase di vipere che fomentano l’odio e l’incomprensione reciproca.

      Riguardo l’islam che ammazza i musulmani… nemmeno questo è una novità. Anche da noi è accaduto. Quanti cristiani sono morti per mano dei cristiani meno tolleranti? Non osserviamo noi stessi i pontifessi che dichiarano non cristiani i cristiani che non la pensano come loro? Quando c’era più libertà di commento sul loro sito, ogni tanto si poteva ridere leggendo queste scene…. arrivava il cattolico che non la pensa come loro, e subito spuntava Fides et Ratio o Italicus o Haecnos e altri soggetti simili che coprivano questa povera gente di insulti dicendo “ma stai zitto, tu non sei un vero cattolico! Noi siamo i veri cattolici!” e così via.

      Ovviamente tra noi e il medioriente la differenza è che questa gente fanatica da noi non ha preso il potere… Mentre in molti luoghi del medioriente simile gente ha preso il potere.
      L’occidente inoltre ha imparato abbastanza a spostare i conflitti dal piano fisico a quello verbale. Il medioriente ancora no, almeno per molta buona parte della gente. Ma secoli fa i cristiani facevano la stessa identica cosa. Protestanti e cattolici per esempio non si sono massacrati per secoli?

      Riguardo al motivo dei musulmani che uccidono altri musulmani, in realtà non si tratta di musulmani che uccidono altri musulmani. O meglio, lo sono, ma non sono solo questo. Ci sono un sacco di fazioni che noi occidentali non conosciamo. Noi non faremmo mai confusione tra protestanti, cattolici, ugonotti o valdesi. Allo stesso modo l’islam è ancor più un proliferare di forme di pensiero diverse. E come spesso accade, quelle più estremistiche mal tollerano quelle più “moderniste” e tolleranti, cosa che in quelle terre si traduce spesso nella persecuzione e nel terrore (oh, sempre nulla che non accadesse già secoli fa anche qui da noi!). Gli alevi o i moderati islamici per esempio sono per molti integralisti islamici un nemico da eliminare ancor più di quanto vogliano ammazzare noi “infedeli” occidentali.

      Ad ogni modo il terrorismo islamico e il fanatismo nostrano hanno una origine ideologica e storica sorprendentente comune, che nasce dalla comune xenofobia, dalla paura della perdita delle proprie tradizioni e della propria identità a causa di nemici esterni (gli stranieri, i diversi, gli “Altri”) e interni (i progressisti, “modernisti” o “relativisti”)…

      Un ottimo documentario a riguardo che consiglio CALDAMENTE è questo… credo possa illuminare non poco sull’argomento!

      http://www.youtube.com/watch?v=to7TExr6DIU&feature=&p=9ED3A0A727C11E7D&index=0&playnext=1

      Rispondi
      1. adminadmin

        Temo di aver letto raramente così tanto buon senso.
        Leggere le vaccate Pontifesse produce assuefazione. Si tende a credere che certe cose siano “normali”. Poi arrivi tu, apri la finestra, fai cambiare l’aria e come per magia si esce dall’apnea e si torna a respirare.

        Rispondi
          1. adminadmin

            Che ne dici di raccogliere tutti i tuoi pensieri (che altrimenti resterebbero relegati in questo post) all’interno di una pagina (tipo quella delle domande per Brunello) o di un articolo?

          2. adminadmin

            Ok … ti promuovo sul campo a “produttore di pagine” ;-)
            Ti faccio sapere via messaggi privati alcuni dettagli.
            Grazie!

      2. Panguron

        Caro Gianfranco grazie tante per la tua lunghissima lettera a cui aggiungo alcune mie considerazioni. Ho cercato di risparmiare spazio ma le considerazioni di GG sono cosi interessanti.

        >>>>>>>>>La strategia degli estremisti diventa quindi quella di simulare l’idea di un “siamo attaccati! quindi dobbiamo difenderci!”…

        Hai perfettamente ragione. In Pakistan molti movimenti estremisti sono nati in seguito alla faccenda del territorio del Kashmir che è conteso con l’India una potenza hindu. In Afghanistan stessa cosa il paese è stato invaso dai nuovi crociati che vogliono diffondere la religione cristiana. In Sud Sudan (dove lavoro) il referendum che deciderà la separazione del sud cristiano animista dal nord mussulmano viene percepita da molti come un interferenza dei paesi occidentali contro un paese mussulmano.

        >>>>>>>>>>>>>Una partigianeria comunque molto discutibile, dato che con la loro “resistenza” continuano sempre a coinvolgere i civili e gli innocenti (ma del resto loro potrebbero dire la stessa identica cosa dei bombardamenti americani, sempre così misteriosamente imprecisi e con un gran numero di vittime civili), andando completamente contro il codice d’onore militare del Corano.

        Concordo pienamente con te. E’ interessantissimo vedere come un concetto che è sempre stato lontano dal modo di pensare del mondo islamico come l’attacco terrorista suicida sia in pochissimi anni entrato a far parte del modo di combattere di molti gruppi in giro per il mondo. Glu unici due esempi precedenti che mi vengono in mente sono i Kamikaze giapponesi e il gruppo delle Tigri Tamil in Sri Lanka. Sarebbe interessante capire se questi due esempi abbiano in qualche modo influito sull’ideologia di alcuni gruppi di terroristi.

        >>>>>>>>>>>Qualcuno ha dimenticato le varie rivendicazioni di indipendenza o libertà fatte da varie minoranze in giro per il mondo (Irlanda, Spagna, ecc.) ? Quando un gruppo minore e mal organizzato prende le armi contro un nemico più forte e meglio organizzato, questo atto prende sempre la forma di attentati (non potendo colpire tutto il corpo, si cerca di colpire la testa del nemico… allora anche un solo uomo può vincere la guerra uccidendo il capo avversario) e terrorismo (non potendo sconfiggere il nemico, si rende la sua vita impossibile e instabile fino a quando non cede alla richieste e alle rivendicazioni.

        >>>>>>>>>>Credo ci troviamo di fronte ad un fenomeno nuovo e radicalmente diverso dai vari movimenti combattenti che in passato hanno portato all’indipendenza di alcuni paesi. Fenomeno questo talmente nuovo che ancora si fa una gran fatica a catalogarlo nei vecchi schemi del diritto umanitario internazionale.
        Giusto come esempio nel passato questi movimenti avevano una chiara piattaforma politica con cui giustificavano tutte le loro azioni. Potremmo dire che avevano un obiettivo esterno. Oggi molti di questi movimenti mancano di un obiettivo o se ce l’hanno non è chiaro. Alcuni combattono per la restaurazione del califfato in tutto il mondo mussulmano. Altri semplicemente per affermare che il loro modo di pregare Dio è migliore di quello del vicino.
        Davvero una bella confusione non c’è che dire.

        >>>>>>>>>>>Quindi, ricapitolando, sia qui che in medioriente viviamo ostaggi di una falsa visione. E questa falsa visione è quella che “siamo attaccati e invasi”, non solo fisicamente, ma anche ideologicamente, nei costumi, nelle tradizioni, nella religione, in tutto.

        Consiglio la lettura di un bel libro “What went wrong” non ricordo l’autore che propone una interessantissima analisi su cosa sia andato storto per i paese mussulmani e cosa invece abbia alla fine funzionato in quelli occidentali.
        Il problema nostro e dell’islam purtroppo però è che questi gruppi non si accusano specificamente (un khagirita o un talebano non gridano mica “morte alla Lega!” o “morte ai neoconservatori e ai loro fottuti capi petrolieri!”

        >>>>>>>>>>>>Per favore non cadiamo nello stesso discorso complotti sta che piace tanto a CdP ;-)

        …. in fondo nemmeno sanno che esistono), ma fanno di tutta l’erba un fascio. Quindi da noi il nostro Carlo Di Pietro fa la propaganda che TUTTI i musulmani sono stronzi, cattivi, demoniaci, invasori e infedeli…. dall’altra parte del Mediterraneo un sosia equivalente di Carlo Di Pietro

        >>>>>>>>>>>>>>Qui almeno in parte ti sbagli. Il piu delle volte l’equivalente mussulmano di CdP predica in Italia ed offre ai suoi fratelli mussulmani un sacco di buoni esempi per odiare il mondo occidentale. Nei paesi mussulmano al massimo si beccano la nostra televisione e sognano giorno e notte di poter avere lo stile di vita italiano che gli viene passato dalle televisioni. (mamma mia)

        >>>>>>>>>>>>>>>>In realtà ci somigliamo più di quanto sappiamo e crediamo… Entrambi siamo vittime delle cazzate sparate dei nostri integralisti nostrani, ed entrambi subiamo in casa nostra un continua propaganda che intende conviverci del fatto che noi siamo i buoni, mentre gli altri sono il “Male”.

        Si anche perché alla fine crediamo nello stesso Dio di Abramo. Ma non lo dire a CdP che altrimenti si arrabbia.

        >>>>>>>>>>In realtà nè noi siamo cattivi, nè lo sono la maggior parte dei musulmani. Invece abbiamo entrambi le case invase di vipere che fomentano l’odio e l’incomprensione reciproca.
        Riguardo l’islam che ammazza i musulmani… nemmeno questo è una novità. Anche da noi è accaduto. Quanti cristiani sono morti per mano dei cristiani meno tolleranti? Non osserviamo noi stessi i pontifessi che dichiarano non cristiani i cristiani che non la pensano come loro?

        >>>>>>>>>>>Uhmm si hai ragione anche se nel mondo mussulmano questo è un fenomeno abbastanza recente che magari andrebbe studiato piu approfonditamente. L’altro giorno in Pakistan hanno cercato di far saltare per aria una moschea sufita e in somalia gli al shabab hanno distrutto tutte le tombe dei filosofi sufiti che gli sono capitate sotto mano.

        >>>>>>>>>>>Quando c’era più libertà di commento sul loro sito, ogni tanto si poteva ridere leggendo queste scene…. arrivava il cattolico che non la pensa come loro, e subito spuntava Fides et Ratio o Italicus o Haecnos e altri soggetti simili che coprivano questa povera gente di insulti dicendo “ma stai zitto, tu non sei un vero cattolico! Noi siamo i veri cattolici!” e così via.

        Non sai quanto mi mancano quei giorni. Alla fine non leggevo nemmeno più gli articoli ma andavo direttamente ai commenti sperando di trovare l’ultima sparata di Fide set Ratio. Ma che fine avrà fatto? Dovremmo aprire una petizione per chiedere al buon carletto di ridarci il nostro commentatore preferito. Alla fine penso che lui fosse solo un troll che ora è sparito.

        >>>>>>>>>>>>>>>Ad ogni modo il terrorismo islamico e il fanatismo nostrano hanno una origine ideologica e storica sorprendentemente comune, che nasce dalla comune xenofobia, dalla paura della perdita delle proprie tradizioni e della propria identità a causa di nemici esterni (gli stranieri, i diversi, gli “Altri”) e interni (i progressisti, “modernisti” o “relativisti”)…
        Hai perfettamente ragione. E’ interessante notare che nel momento in cui nel mondo mussulmano hanno cominciato a pensare di essere i migliori allora è iniziato un declino che continua tutt’ora. Noi dovremmo evitare di incorrere nello stesso errore.
        Per finire vorrei lanciare una provocazione. In occidente siamo completamente focalizzati (spaventati) su quello che succede subito fuori dalla porta di casa (mondo mussulmano). Siamo spaventati da persone che predicano un ritorno ad uno stile di vita di 1500 anni fa nel bel mezzo del deserto. Non vediamo che oggi la sfida arriva da un Asia che ci sta sfidando al nostro stesso gioco usando regole (filosofie) completamen

        Rispondi
        1. Gianfranco Giampietro

          Hai approfondito e completato perfettamente il mio pensiero, quindi non posso aggiungere altro, tranne che sono completamente d’accordo.

          Faccio solo un paio di precisazioni…

          “…. in fondo nemmeno sanno che esistono), ma fanno di tutta l’erba un fascio. Quindi da noi il nostro Carlo Di Pietro fa la propaganda che TUTTI i musulmani sono stronzi, cattivi, demoniaci, invasori e infedeli…. dall’altra parte del Mediterraneo un sosia equivalente di Carlo Di Pietro
          >>>>>>>>>>>>>>Qui almeno in parte ti sbagli. Il piu delle volte l’equivalente mussulmano di CdP predica in Italia ed offre ai suoi fratelli mussulmani un sacco di buoni esempi per odiare il mondo occidentale. Nei paesi mussulmano al massimo si beccano la nostra televisione e sognano giorno e notte di poter avere lo stile di vita italiano che gli viene passato dalle televisioni. (mamma mia) ”

          Preciso che ovviamente gli equivalenti di CdP del medioriente a cui mi riferisco non sono le persone comuni del mondo musulmano (altrimenti cadrei anche io nel falso mito che i musulmani sono brutti e cattivi), ma glie esponenti del fanatismo, i promotori del terrorismo. E anche i media… ho avuto occasione di vedere come alcuni media del medioriente descrivono le azioni dell’occidente, e devo dire che anche da loro si fa molta disinformazione, e ci dipingono per come non siamo. E soprattutto mi riferivo a persone come Osama Bin Laden. Se ascolto i discorsi di Bin Laden, lui descrive e demonizza l’occidente con gli stessi toni apocalittici ed esagerati che usa Carlo Di Pietro qui da noi per demonizzare il mondo islamico.

          “In realtà nè noi siamo cattivi, nè lo sono la maggior parte dei musulmani. Invece abbiamo entrambi le case invase di vipere che fomentano l’odio e l’incomprensione reciproca.
          Riguardo l’islam che ammazza i musulmani… nemmeno questo è una novità. Anche da noi è accaduto. Quanti cristiani sono morti per mano dei cristiani meno tolleranti? Non osserviamo noi stessi i pontifessi che dichiarano non cristiani i cristiani che non la pensano come loro?
          >>>>>>>>>>>Uhmm si hai ragione anche se nel mondo mussulmano questo è un fenomeno abbastanza recente che magari andrebbe studiato piu approfonditamente. L’altro giorno in Pakistan hanno cercato di far saltare per aria una moschea sufita e in somalia gli al shabab hanno distrutto tutte le tombe dei filosofi sufiti che gli sono capitate sotto mano.”

          Il fenomeno più che nuovo è un ritorno. In realtà l’intolleranza dell’islam fanatico contro quello moderato si è manifestata fin dai tempi più antichi, ai tempi del Terzo Califfo. Storie di martiri come quello del mistico sufi Mansur Al-Hallaj dimostrano che le persecuzioni di questo tipo c’erano già state secoli prima.

          Rispondi

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