A noi non è lecito mettere a morte nessuno

Leggo l’intervista che il piccolo grande Foxy fa fatto a mons. Arduino Bertoldo (Vescovo Emerito di Foligno) il quale dice: “Occorre dirlo con chiarezza. Gli ebrei di oggi non hanno responsabilità alcuna, ma quelli dell’epoca di Cristo furono deicidi senza volerlo e senza saperlo […] affermare questo non significa essere antisemiti, un sentimento vergognoso e da evitare, ma dire le cose come stanno, da un punto di vista storico. Gli ebrei del tempo, meglio i loro capi, chiesero con insistenza e ci riuscirono, la condanna a morte di Cristo. Furono deicidi inconsapevoli, perché loro negavano la divinità di Cristo e lo stesso Cristo lo dice, perdonali perché non sanno quello che fanno, non lo sapevano e neppure se ne rendevano conto …”.

Bhè vedo che si sta progredendo nel ridimensionare le accuse verso gli ebrei: è già un passo avanti riportare questo rispetto a quando, fino a poco fa, il buon Foxy scriveva: …pertanto accade lo strano fatto che gli ebrei rivendicano rispetto quando si usa il perfidis, del tutto giusto e sacrosanto in quanto deicidi…

Tuttavia la mia povera mente non riesce a comprendere che senso abbia, se gli ebrei di oggi non hanno responsabilità, continuare a smenare sempre la solita storia del deicidio… bhà

Cerchiamo intanto di capire se gli ebrei di allora avessero colpe, visto che sembra si sia arrivato a capire che gli ebrei di oggi non hanno responsabilità.

Analizziamo quindi cosa veramente è successo, Vangelo alla mano (mi scuso per le molte citazioni bibliche ma visto che bisogna stare aderenti alla Scrittura… gli starò appiccicato).

Gesù viene arrestato nell’orto del Getzemani e portato nel Sinedrio (nel Vangelo di Giovanni viene condotto prima da Anna, l’ex sommo sacerdote, ma vabbhè poco cambia) dove viene interrogato.
Il sinedrio era composto da sacerdoti, scribi e anziani (una settantina di persone in tutto) ed era l’organo amministrativo (raccogliere i tributi per il Tempio – la famosa decima) e giudiziario ebraico ed il sommo sacerdote ne era il capo (a quel tempo Caifa).
Da notare che pur avendo il potere giudiziario il sinedrio non aveva la possibilità di mettere a morte nessuno: …Pilato quindi disse loro: “Prendetelo [Gesù, ndr] voi e giudicatelo secondo la vostra legge”. I Giudei gli dissero: “A noi non è lecito mettere a morte nessuno”… (Gc. 18,31)

Tutti e quattro i Vangeli ci raccontano che Gesù è riconosciuto dal sinedrio (o meglio dal sommo sacerdote) colpevole di bestemmia: …Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; che ve ne pare?… (Mt. 26,65).Viene quindi condotto dinanzi a Ponzio Pilato affinché lo giudichi (Mt.27,12).
In Luca si legge che anche Erode lo esamina ma questi, dopo averlo schernito lo riveste di una veste bianca e lo rimanda a Pilato:…udito ciò, Pilato domandò se era Galileo e, saputo che apparteneva alla giurisdizione di Erode, lo mandò da Erode che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme… (Lc. 23,6-7).
Ri-giunto nuovamente dinanzi a Pilato, egli disse a Gesù: …Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di crocefiggerti?… (Gv. 19,10). Gesù non disse nulla. Pilato allora insistette …Sei tu il re dei Giudei? Gli risponde Gesù “Tu lo dici”… (Mt 27,11). Gesù gli fa capire che non si reputa tale, tanto è vero che poi dirà che il suo Regno non è di questo mondo…
Dai Vangeli si evince che Pilato considera Gesù non colpevole, ma i sommi sacerdoti gli ribattono che se Cristo non fosse stato un malfattore, non glielo avrebbero consegnato (Gv 18, 31). Aggiunsero anche, a riprova di questa accusa, che Gesù sollevava il popolo dalla Galilea fino alla Giudea: …Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea fino a qui… (Lc 23,5).
In Giovanni (19,7) si legge, inoltre, che i Giudei fecero capire a Pilato che essi avevano una Legge secondo la quale meritava la pena di morte: …Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: “Crocifiggilo, crocifiggilo”. Disse loro Pilato: “Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa”. Gli risposero i Giudei: “Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio”… ma al tempo stesso prima che Pilato “se ne lavasse le mani” si rivolse ai sommi sacerdoti dicendo loro “Prendetelo e giudicatelo secondo la vostra legge” ma essi risposero “A noi non è lecito mettere a morte nessuno (Gv. 18,31)”.

Chi dunque ha condannato Gesù è stato Pilato il quale, secondo il diritto allora in vigore, era l’unico in grado di rendere esecutiva una sentenza capitale.

Va aggiunto anche che era prerogativa di Pilato, e non del Sinedrio, non solo emettere sentenze capitali ma anche consegnare il cadavere del giustiziato. In caso contrario non si capirebbe per quale motivo Giuseppe di Erimatea (che non si era associato alla deliberazione del Sinedrio di incolpare Gesù di bestemmia e di consegnarlo a Pilato, Lc 23,50-52) “…avrebbe avuto il coraggio di presentarsi davanti a Pilato per chiedergli la restituzione del corpo di Gesù” (Mt 27,58- Mc 15,42-46).

E’ Pilato che, emesso il verdetto, consegna Gesù nelle mani dei soldati romani.
Sono essi che lo rivestirono di porpora e gli cinsero il capo con una corona di spine, gli batterono il capo, gli sputarono addosso, lo schernirono, gli fecero bere l’aceto ed infine lo crocifissero (Mc. 15,16-24; Lc. 23,36; Gv. 19,29).

Si può quindi concludere che, in base al contenuto dei Vangeli, l’uccisione di Gesù non può essere addebitata ai Giudei in generale, ma neppure agli Ebrei viventi allora in Gerusalemme. Al limite si potrebbe dire ai Romani. Sono essi (nella persona del giudice Ponzio Pilato), che emisero la sentenza di morte, sono essi (i soldati romani) che la eseguirono.

Il Card. Bea scrive “E’ certo che fu un piccolo gruppo a volere la condanna di Gesù, neppure tutti i membri del Sinedrio. E la folla che lanciò il grido brutale ”Ricada il suo sangue su noi e sopra i nostri figli” (Mt 27,25) era stata manipolata, come si può espressamente leggere nel Vangelo di Marco (15,11): “Ma i capi dei sacerdoti istigarono la folla, perché rilasciasse loro piuttosto Barabba”.

Quindi se degli esecutori morali sono da trovare essi sono i capi dei sacerdoti (non quindi il sinedrio in generale, non quindi il popolo ebraico nè di allora nè di oggi).
Gesù stesso, nel vangelo di Giovanni, rivela a Pilato che coloro che l’hanno consegnato a lui hanno una colpa più grande. Il Nazareno non si riferisce però a tutta la comunità ebraica, ma bensì a Caifa ed Anna che avevano organizzato un processo per eliminarlo.
Ma l’esecutore materiale resta comunque Pilato e i soldati romani.

Riguarda l’espressione di Gesù sulla croce “Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno” (Lc 23,34): leggendo attentamente i Vangeli si sarebbe tentati di chiedersi se di tale perdono, a Dio richiesto, siano destinatari gli Ebrei, o non piuttosto i soldati romani che lo ebbero preparato, insultato, crocifisso. Sono infatti essi (non gli ebrei) che, nell’invocazione di Gesù al Padre, “stanno facendo”. Questa sembrerebbe essere una versione certamente più plausibile.

Al di là di chi abbia compiuto il gesto e si sia reso responsabile di questa azione, è indubbio che Gesù accetta volontarialmente e liberamente la morte, non vi si sottrae, non la rifiuta, non scappa da essa. Il venerdì santo noi contempliamo il seme che cade nella terra ma riconosciamo nella fede che questa morte porta frutto, frutto abbondante per chi crede ed apre il proprio cuore al Messia salvatore: … quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me… (Gv. 12,32)

Perciò nella veglia pasquale, nell’Exsultet, cantiamo:

Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno,
e sarà fonte di luce per la mia delizia.

Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
lava le colpe, restituisce l’innocenza ai peccatori,
la gioia agli afflitti.

Dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti,
promuove la concordia e la pace.

O notte veramente gloriosa,
che ricongiunge la terra al cielo e l’uomo al suo creatore!

simone

L’articolo originale si può leggere qui:

http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/5706-gli-ebrei-del-tempo-deicidi-senza-saperlo-oggi-continuano-a-rifiutare-dio-e-non-si-convertono-non-si-vive-di-solo-pane-occorre-il-companatico

42 pensieri su “A noi non è lecito mettere a morte nessuno

  1. adminadmin

    Gli articoli di Andrew spiegano come fare in modo che l’articolo venga presentato sulla pagina principale in versione “ristretta” (mostrando solo la prima parte) con un invito simile a “premi qui per leggere il resto” che consente di leggere l’articolo nella sua interezza. In questo modo la pagina principale riesce a contenere più interventi. 🙂
    Se hai bisogno di aiuto, fammi sapere 🙂

    Ed a maggior tutela della “proprietà intellettuale” dei contenuti xenofobi, ricordiamoci di mettere in coda all’articolo il link alla pagina di Pontifex dove leggere il “pensiero” dell’autore in originale.

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  2. Gianfranco Giampietro

    Io lo ribadisco sempre: ad uccidere Gesù sono stati gli esseri umani, di quale tipo o categoria è solo un dettaglio che serve a scaricare sempre la colpa su altri.

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    1. diegopig

      Per citare una battuta di Luttazzi:

      “Stanno ammorbidendo la bibbia, perchè è troppo violenta.
      Nell’ultima versione, Gesù muore di fumo passivo”.

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  3. Ale Cr

    Vorrei fare un paio di precisazioni: i capi di accusa contro Gesù non si limitarono alla blasfemia, ma si macchiò di diffamazione (contro i Farisei Mt. 15,14; Mt. 23,33 e Mt. 23,27; contro i SAdducei Mt. 16,6 e Mt. 22,29); violò più e più volte le leggi mosaiche come il rispetto del Sabato ( Mt. 12,11-13; Gv. 5,9; Gv. 9,14-16; Gv. 5,16); si era macchiato di lesa maestà per vilipendio ( Lc. 13,32) e di atti violenti contro il Tempio (Mc. 11,15; Mt. 21,12; Lc. 19,45 e Gv. 2,14).
    L’accusa principale rimase comunque quella della bestemmia, la cui pena per la legge ebraica era la lapidazione (Dt. 18,15-22; Lv. 24,15-16).
    Emesso il verdetto, a seguito della conquista romana che imponesa l’impossibilità agli ebrei di giustiziare qualcuno previa approvazione del legato romano. Il concetto di “blasfemia” era incomprensibile per un romano (o meglio, il tipo di blasfemia di cui era accusato Gesù: si auto definiva Il MEssia e figlio di Dio… per un romano faceva ridere, non era blasfemo ma solo pazzo) che quindi commutarono la blasfemia ebraica (gli ebrei per i trattati stretti con roma avevano il diritto sovrano di applicare le loro leggi) in un capo di accusa più consono al diritto latino: ribellione e sovvertimento (per di più, in una regione che regolarmente ogni 15 anni si ribellava e massacrava italici). LA pena per i sovvertivi è, per l’appunto, la crocefissione, che fu regolarmente eseguita… Pilato in realtà non poteva sovvertire la sentenza dell’autorità politico-religiosa ebraica (benchè si racconti che ci provò: tale usanza però non trova riscontro nè nel diritto romano nè nelle altre fonti giuridiche che conosco), ma solo commutarla in una sentenza romanamente accettabile.

    Per quanto mi riguarda, nel caso di Gesù l’unico “colpevole” della sua morte era lui stesso: sovvertendo alle leggi dello stato, è stato giudicato secondo le stesse ed è stata applicata la pena normale per quei casi (dal I sec a.C. in cui scoppiò il fenomeno del profetismo nel medio oriente si contano un centinaio di “profeti” e “figli di dio” tra il I a.C. e il II d.C. in quelle stesse zone che ebbero sorti simili… lo stesso Adriano dovette sedare l’ennesima rivolta giudaica guidata all’ennesimo messia nel 135 d.C.).

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  4. Andrea ☮ il giullare matto Speaks

    Gesù è stato messo a morte e, francamente, poco me ne importa sapere se sono stati ebrei o romani, tutto il popolo o certe autorità.
    Fin quando un cattolico pensa che Cristo sia morto solo duemila anni fa è sulla cattiva strada; in quanto dovrebbe sapere che, pur non stando più sulla Terra, Gesù rinnova la Passione ogni giorno, in ogni istante che l’umanità pecca.
    Accusare alcune persone della sua morte non è diverso dal fariseo che, nella parabola, disprezza il pubblicano.
    Morendo sulla croce, Cristo si è caricato i peccati di tutta l’umanità passata, presente e futura rispetto a quell’episodio; risorgendo, ha dato la possibilità di guadagnare il Paradiso a tutti..

    N.B.: alla sezione Tips & Tricks, raggiungibile dal menù a tendina “seleziona una categoria”, trovi come tagliare l’articolo, di modo che non occupi tutta la homepage!

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  5. holtjar

    Ma perdonate l’intrusione, i tre dell’Hail Mary e un po’ anche voi state dimenticando che la gravità del presunto deicidio da parte di Ebrei o Romani decade proprio perchè Egli è morto per ripristinare col suo sangue l’Alleanza tra Dio e l’uomo e che è resuscitato.
    Il Suo sacrificio non è altro che un passaggio obbligato per la Sua Vittoria sulla morte.
    Senza quello, niente nuova Alleanza, senza nuova Alleanza niente figlio alla destra del Padre e niente Trinità.

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      1. Andrea ☮ il giullare matto Speaks

        Attenzione Holtjar… non è che, dato che era scritto che Gesù dovesse morire e risorgere, che questo esonera e deresponsabilizza i suoi uccisori (tra i quali ci siamo anche noi).
        Il fatto che Egli dovesse morire è una profezia di quello che sarebbe successo: ossia che, a causa del peccato, gli uomini avrebbero ucciso il Dio fatto uomo. Ma questo non libera gli stessi per quello che hanno commesso. La colpa rimane, salvo il successivo pentimento.
        Il sacrificio di Cristo permette agli uomini di meritare il Paradiso, a patto che non muoiano in peccato mortale e per il quale non vi sia stato pentimento (e ciò è molto difficile da stabilire per le stesse persone coinvolte).
        Dire che non esista un responsabile per la morte di Cristo (e, ripeto, siamo tutti noi) in quanto lui doveva morire, è un ragionamento fuorviante. I profeti, vedendo nel futuro, hanno descritto quello che sarebbe dovuto accadere. Cristo, in pratica, non è morto e risorto per Sua scelta e perché così facendo salvava gli uomini. Lui è il Dio fatto uomo e ciò era già pianificato da sempre; non a caso è proprio per questo che alcuni angeli si ribellarono: la loro prova consistette nell’adorare un Dio fatto uomo.
        Per Dio sarebbe già stato umiliante declassarsi ad angelo, figurarsi farsi uomo.
        In previsione del peccato, tale declassamento è ancora maggiore: la divinità che si fa uomo significa che umilia la sua condizione perfetta, infinita e imperitura e s’immerge in una condizione corrotta e limitata nel tempo e nello spazio.
        Pertanto possiamo dire che:
        1) il progetto originale divino consisteva nel farsi uomo per mettere alla prova gli angeli;
        2) una volta che alcuni angeli si ribellarono peccando, fu chiaro a Dio quello che sarebbe accaduto a Gesù in conseguenza del peccato. Se i nostri progenitori non avessero peccato, Gesù non sarebbe stato crocifisso; col peccato, gli uomini hanno conosciuto la morte; pertanto anche Gesù, avendo natura umana, sarebbe morto: ma Egli, essendo Dio, sarebbe poi risorto.

        Gesù non nasce nel progetto divino per morire e risorgere per gli uomini; ma dopo il peccato, essendo egli anche uomo, doveva morire; anziché di morte naturale, gli uomini lo uccisero. Il peccato è stato sconfitto non con la morte di Gesù ma con la Sua resurrezione.
        Chi l’ha ucciso ha questa colpa; inoltre, gli Ebrei del tempo, furono così intelligenti da automaledirsi, in quanto dissero: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”.

        Assolvere gli uccisori comporterebbe assolvere noi stessi quando pecchiamo, nella misura in cui riteniamo che, dato che siamo imperfetti, possiamo peccare quanto ci pare perché l’uomo è destinato a peccare (questa è una delle cc.dd. “bestemmie allo Spirito Santo”).

        Non concentrarti sulla morte in croce, bensì sulla resurrezione.
        Inutile dire che la croce abbia poi attirato molti futuri cristiani. Ricordiamo che sotto la croce, a parte le donne, c’era solo Giovanni. E il lasciare solo Gesù o il rinnegarlo non è che siano peccati di poco conto o tanto meno gravi del chiederne la morte o di venderlo per 30 denari. Ciò che fa la differenza è:
        a) il pentimento (che ebbe anche Giuda);
        b) la fiducia che Dio, nonostante possiamo aver commesso il peccato più grave, dietro un sincero pentimento ci dona la vita eterna (e Giuda, in preda allo sconforto e alla tentazione, non ebbe questa fede; Pietro sì; così come tutti gli altri apostoli che non erano sotto la croce).

        Rispondi
        1. holtjar

          Andrea,
          dici “Cristo, in pratica, non è morto e risorto per Sua scelta”; dal mio punto di vista Egli lo scelse nel momento in cui non cedette alle famose tentazioni.
          Ma al di là del mio pensiero e del fatto che rispetto questa religione e tutti quelli che vi credono (finchè essa ed essi non invadono o limitano la mia libertà), non si può negare che la storia del Cristo sia del tutto simile a miti antecedenti;
          la semidivinità è presente in molte tradizioni (miti greci), il parto di una vergine anche (miti celti), il sacrificio e la resurrezione pure (miti egiz i/ saghe germaniche). Il “mito” reso “atto di fede” non cambia nella sostanza, ma nel suo uso pragmatico e nella forma che però si può ricondurre facilmente ad un uso primitivo del linguaggio.

          Rispondi
          1. holtjar

            Resta inteso che questo mio pensiero deriva da letture che potete trovare in qualsiasi biblioteca universitaria e quindi nè blasfema nè sovversiva nè bolscevica, nè eretica, OK Charles?

          2. Ale Cr

            “Andrea,
            dici “Cristo, in pratica, non è morto e risorto per Sua scelta”; dal mio punto di vista Egli lo scelse nel momento in cui non cedette alle famose tentazioni.” –> se posso intromettermi con una questione di squisita teologia: “dio”, onnipotenete e onniscente, creò ogni cosa. Dato l’attributo “onniscente” sapeva a priori cosa sarebbe accaduto creando le cose e gli uomini nel modo in cui li ha creati: prima della creazione stessa, sapeva che eva avrebbe mangiato la mela, che l’umanità sarebbe stata condannata e che lui poi avrebbe dovuto mandare il “figlio” che sapeva già sarebbe stato ucciso.
            Questa, come si vede, è un’aporia che l’attributo “onniscente” crea all’interno della teologia cristiana. L’attributo “onnipotente” ne è ovviamente coinvolto: se è onnipotente, allora poteva cambiare le cose, ma ha voluto non cambiarle a priori (se non poteva cambiarle, allora non è onnipotente)… da qui tutto il problema sul fatto che “dio” (che conosceva a priori cosa sarebbe accaduto e che non ha voluto cambiarlo) sia perfettamente “buono” (sapeva tutto, poteva tutto, ma ha deciso di creare l’uomo sapendo quanto avrebbe sofferto).

            Ovviamente, queste sono speculazioni sulla teologia, disciplina tutt’altro che perfetta e coerente; non per niente, ancora oggi i teologi si scontrano, cambiano idea, reinterpretano e via dicendo la dottrina.

  6. uiallalla

    se a questo aggiungiamo, molto spicciolamente, che da un punto di vista storico ci sono seri dubbi sulla veridicità di quanto raccontato nei vangeli (e in tutta la Bibbia) e persino sull’esistenza di Gesù…

    Rispondi
      1. uiallalla

        da un punto di vista storico, a parte i Vangeli stessi, di Gesù non si parla in nessun documento ritenuto valido per uno storico (e i Vangeli non sono considerati documenti “storici”). Ciò può significare tutto o nulla…

        Rispondi
  7. Andrea ☮ il giullare matto Speaks

    Rispondo ai vari post interessanti seguiti al mio ultimo.
    Cercherò di metterla su un piano, quanto possibile, più filosofico che religioso, proprio per cercare di conciliare le nostre posizioni, o comunque di trovare qualche punto maggiormente in comune 😀

    1) Il dire che Gesù, accettando la tentazione, accettò di conseguenza la morte è vero, ma tale frase non può prescindere da un’altra: se Gesù è il Dio-fatto-uomo, Egli non può cedere alla tentazione. Un Dio non può essere preso in giro da angeli decaduti. Quindi, Gesù non poteva peccare, in quanto, nella Sua natura divina, Egli è perfetto; come uomo, essendo allo stesso tempo Dio, non poteva avere peccato originale, in quanto Gesù è nato fisicamente (per chi vuol credere che sia esistito) in una tale data, ma, essendo Dio, Egli esiste da sempre; è perciò è antecedente a qualsiasi cosa, perfino al peccato. Per la religione cattolica, Dio conosce il bene e il male, ma Dio è solo bene (anche se c’è qualcuno di nostra conoscenza che ha scritto che Dio sia cattivo).

    2) In merito alle osservazioni di Ale Cr su onnipotenza e onniscenza…
    L’onniscenza implica, tra le varie cose, l’assenza di una qualsiasi dimensione spazio-temporale di Dio (secondo le teorie fisiche a noi note); tutto è presente, mai passato né futuro (come umanamente intesi). Nella concezione teologica, potremo dire, se mi permettete, che anche una guerra punica sia presente agli occhi di Dio e non passato come per gli uomini. Pertanto, Dio sa tutto, in quanto, quello che per noi è futuro, Dio lo vive già; quello che noi abbiamo passato, Dio lo vive ancora.
    Dio sa tutto di tutti e tutto ciò che implica la creazione (dai nostri progenitori fino a noi è noto a Dio); applicando la logica umana (quindi i concetti di spazio e tempo), Dio sa che gli angeli e gli uomini avrebbero peccato; Dio sa quello che che accadrà nel 2020. Dio sa, ancor prima che nasciamo, chi si dannerà e chi no.
    Se è onnipotente, perché non ha creato angeli e uomini perfetti?
    Dovendo utilizzare una scala gerarchica, abbiamo in ordine decrescente: Dio-angeli-uomini.
    Angeli e uomini non sono come Dio; a loro è stata data la libertà di scegliere il bene (Dio) o il male (originalmente coincidente con l’anti-Dio; esempio: se Dio è buono, l’anti-Dio è cattivo); quindi, in origine, tutto ciò che è opposto a Dio è contro Dio.
    Dio non ha creato esseri perfetti, ma esseri liberi; il concetto di Amore divino non è paragonabile a quello umanamente inteso: Dio Ama, quindi lascia libero chiunque di seguirLo. Dio non ha creato robot che dicano sicuramente sì; no, Lui vuole essere amato e rispettato, ma non impone nulla.
    Chi disubbidisce a Dio è anti-Dio. Il primo anti-Dio è stato Lucifero.
    L’Amore divino è infinito; a tal punto che, nella nostra piramide Dio-angeli-umanità, Dio si lascia uccidere dall’uomo. L’uomo ha messo in croce Dio.
    Gesù è morto, eppure poteva scendere dalla croce e fulminare tutti; ma è attraverso la morte più umiliante per l’epoca che Egli ha attirato più persone a sé e, nell’estremo gesto d’Amore per gli uomini, è risorto per sconfiggere definitivamente il peccato.

    Dio ha creato un mondo perfetto, quindi armonioso; con la disubbidienza, è stata rotta quest’armonia. Il fatto che l’uomo pecchi non deriva dal fatto che lo abbia ereditato da Adamo: il battesimo purifica dal peccato originale; è l’utilizzo consapevole del libero arbitrio – verso una certa direzione – che porta al peccato.

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  8. Andrea ☮ il giullare matto Speaks

    Nella brevità di tempo che ho, cercherò di risponderti.
    Che esistano analogie è indubbio; ma non esitono religioni o culti dei quali il Cristianesimo sia una fotocopia; l’Ebraismo, suo antenato, nacque all’interno di una civiltà fortemente pagana (ne è la riprova il vitello d’oro fatto in seguito); e per spiegare la verità assoluta (ogni religione/culto/setta si autoproclama quale “religione unica e vera”), la tradizione orale ebraica raccontò la sua Verità anche con terminologie e simboli già noti alle culture pagane.
    Ricordiamoci che, uno scrittore orientale, scrive la Verità prescindendo dal narrare fatti oggettivi; mentre un occidentale, per affermare che una storia sia vera, deve dare delle prove, l’orientale espone la sua Verità a parole proprie. Esempio: un vangelo parla del giovane ricco; un altro del notabile ricco; un altro di un uomo ricco: i vangeli sono una balla perché discordanti? Semplicemente, ciò che interessa al lettore non è tanto chi sia la persona (uomo o ragazzo) né il suo status; interessa solo dire che un “tale” fosse ricco. Per un orientale, non importa chi incontrò Gesù (uomo, ragazzo, donna, Tizio o Caio) ma solo che egli era ricco.
    Un occidentale, per dar testimonianza di verità, deve invece per foza dire con esattezza se chi incontrò Gesù fosse giovane o vecchio, uomo o donna.
    In nessuna religione precristiana, Dio si è fatto uomo.
    L’ aspetto testimoniale è il punto forte della fede cristiana.

    Rispondi
    1. Andrea ☮ il giullare matto Speaks

      Hot, ti posto un mio vecchio post apparso su questo sito:

      Trovo molto interessante il tuo post, e credo sarebbe giusto che tu lo mettessi come articolo.
      I libri della Bibbia vanno inquadrati nel contesto storico nel quale sono stati scritti.
      Quanto alla Genesi, il racconto che parte dalla creazione del mondo è allegorico; serviva per essere più compresibile alla realtà del tempo alla quale si doveva raccontare.
      L’uomo che ha commesso il peccato originale non ha mangiato alcun frutto né ha avuto rapporti sessuali, come affermato da qualcuno. Conta che la storia di Adamo ed Eva e del serpente e ripresa anche da una Sura del Corano.
      Il peccato originale è la superbia, il ritenersi come Dio e il dire: “io di Te non ne ho bisogno perché sono come Te”; peccato che si può facilmente compiere quando la propria vita sia piena di idoli (lavoro, salute, denaro, ecc) che scalzano Dio dal primo posto nel cuore dell’uomo.
      Quale sia la natura del peccato di superbia di Adamo ed Eva, questo non c’è dato sapere.
      Loro l’hanno però commesso, hanno scelto di cedere alla tentazione.
      L’uomo e la donna sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio: loro, come Dio, possono Amare e provare emozione come nessu’altra creatura.

      Il termine Elohim, plurale dell’aramaico Elah (molto simile all’islamico “Allah”), indicherebbe una pluralità di Dio (esattamente superiore a due), come a dire che ci sia più di un Dio. Nella lingua ebraica la desinenza “-im” indica quasi sempre il plurale maschile. Quasi sempre, perchè ci sono anche parole singolari che terminano in -im: vedi, per esempio il termine “panim” traducibile come “volto”.
      Anche in inglese esistono dei falsi plurali, ossia parole che, pur terminando in “-s” o traducibili da noi come plurali, sono usati al singolare, in quanto seguiti da verbi alla terza persona singolare: è il caso di “news” (notizia/e), “advice” (consigli), hair (capelli), “progress” (progressi).
      La parola “Egitto” viene detta Mizraim in Ebraico.

      Il termine Elohim è usato diverse volte nell’AT. Come lo possiamo tradurre senza pensare che anche Satana sia un dio (come credono i satanisti) o che esistano altri dei?
      Due sono le spiegazioni che possono anche essere viste congiuntamente:
      1) all’epoca della narrazione dei fatti biblici – tradizionale orale e poi scritta – esistevano molte religioni pagane, politeiste e sincretiche. Identificare Dio come Elohim era come dire “Il Dio degli Dei”, ossia, fammi passare la frase, er mejo, il più forte al cospetto di tutti gli altri dei delle altre religioni/sette. Come a dire: il nostro Dio è più grande dei vostri. Un po’ come dire “infinito”, parola nostrana singolare che però indica una pluralità talmente sconfinata da non avere barriere.
      2) Viene vista in Dio la sua triplice natura, la Trinità: Tre “persone” uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo.
      A supporto del punto 2) sta il fatto che Dio, all’inizio della creazione, quando nulla, nemmeno la Terra, ancora era stato creato, disse: “Sia luce”. Parlava a se stesso? No, probabilmente dava ordini allo Spirito Santo: lo Spirito Santo discende sulla Terra, mentre Dio è in cielo.

      Adamo ed Eva nudi? Loro hanno perso l’innocenza, hanno capito che quello che hanno fatto è sbagliato e si nascondono. Non chiedono perdono.
      Perché ” L’uomo è diventato come uno di noi”? Perché ha fatto conoscenza di ciò che è sbagliato. Esempio: se io uccido una persona ho la conoscenza “viva”di cosa significa uccidere; ma non posso più tornare indietro.
      L’uomo è simile a Dio quando pecca perché capisce la vera essenza del Male, la capisce e la concepisce in termini vicini a come li concepisce Dio. Ma non può tornare indietro, si macchia, non è più vergine, candido.
      Il sacramento della Confessione cancella tutto, ma non può certo togliere la conoscenza del Male che l’uomo ha fatto. Poi l’uomo può non ricommettere più quel peccato, ma l’unica volta che l’ha fatto ha capito il perché non doveva farlo e i suoi effetti negativi, non più potenziali ma reali.

      Mi fermo qui perché devo andare..
      Comunque, posta uno o più articoli su queste tue considerazioni; magari di’ a Stefano di aprire un nuova categoria, tipo: “Discussioni bibliche” o altri nomi…

      (http://pontilex.org/2010/09/pontifex-svela-il-suo-sogno-di-istruzione/)

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      1. adminadmin

        Richieste simili vanno indirizzate ad un utente con livello di editore o superiore. Stefano è un semplice autore di articoli. 🙂

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    2. holtjar

      Come in nessuna religione precristiana la divinità s’è fatto uomo?
      Gli dei greci non usavano presentarsi sotto spoglie umane? Nota che il nostro Dio si presenta come fuoco e come vento oltre che come uomo.
      Quale differenza intercorre tra politeismo e monoteismo in cui la divinità è trina e vengono venerati santi/sante ed una Madre di Dio?

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      1. Andrea ☮ il giullare matto Speaks

        @ admin: era una richiesta vecchia… 🙂
        @ holt: per il poco tempo non ho approfondito certi argomenti. Gli dei greci sono persone; il dio cattolico si è incarnato, ma non è una persona, è anche una persona ed è in ogni persona. La divinità greca è singolare, oltre ad avere capacità e poteri eccezionali e sovraumani

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        1. holtjar

          Consentimi un paio di obiezioni:
          1) La divinità greca è antropomorfa, non è una persona, è immortale, non subordinata
          alla dimensione del tempo, onnisciente e onnipotente;
          2) Il Dio cattolico gode di un’iconografia antropomorfica è onnisciente, onnipotente ed è eterno.

          Tralasciando le narrazioni in cui essi si collocano, che potrebbero essere chiamate semplicemente “miti”, dove stanno le differenze che rendono “vero” l’Uno rispetto agli altri?

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          1. Andrea ☮ il giullare matto Speaks

            Se esistesse una sola religione (“la religione”), razionalmente parlando, tutto il mondo la seguirebbe.
            La religione è materia di fede; e la fede trascende dalla razionalità. Se la religione fosse razionalità al 100%, il religioso potrebbe convincere chiunque. Ed esisterebbe un’unica religione.
            Ma c’è una parte in noi che esula dalla realtà; alcuni la chiamano fede, altri energia, altri “spirito”, altri sensazioni, ecc.
            Per un cattolico, il Cattolicesimo è la Vera religione; per un musulmano, l’Islam, ecc.

            Le differenze tra le religioni stanno proprio in quelli che tu chiami “miti”.

            In merito al tuo punto 2): il Dio umano è Gesù, che è una parte di Dio. Pertanto l’unica valida rappresentazione grafica del dio cristiano sta nei lineamenti di Gesù. Gli uomini vecchi con la barba o il grande occhio sono solo fantasie umane.
            Gesù è una parte della trinità…

            Il tutto si riduce a un qualcosa che esula dalla razionalità; le varie religioni hanno aspetti e talvolta rituali molto simili

          2. holtjar

            Consentimi un’altra obiezione:
            sono convinto che la religione sia un fatto umano e che la fede sia oggetto della religione per giustificarla. Credo quindi che non sia la religione materia di fede, ma il contrario, la fede materia di religione.
            Non voglio sembrarti presuntuoso o poco rispettoso, ma questa tua ultima risposta era prevedibile ed in genere giunge quando non vi sono più spiegazioni da dare perchè non se ne hanno.

          3. holtjar

            🙂 mi sto perdendo sul termine “materia”, sono convinto che non sia del tutto inesatto ciò che ho scritto o comunque ciò che avrei voluto esprimere, ma non trovo più il filo.
            Mi sa che faccio fatica a esulare dalla realtà.

    3. Ale Cr

      “In nessuna religione precristiana, Dio si è fatto uomo.” –> a dire il vero, c’è un caso simile (ma non uguale): il dio etrusco Tages, nipote del padre degli dei e degli uomini tutti (una sorta di “Giove” ma inteso nel senso etrusco, non greco o latino), scese tra gli uomini e scrisse di suo stesso pugno i libri sacri, in modo che la dottrina e la vera religione fosse rivelata (“rivelati” è proprio il termine con cui gli etruschi chiamavano i libri sacri). Conclusa la stesura e gli insegnamenti sacri, morì, abbandonando il corpo umano usato per camminare in mezzo agli uomini e tronando tra gli dei col suo corpo divino.
      E’ anche noto che tali libri sacri sono esistiti realmente, e ve ne sono dirette citazioni in molti autori latino e greci (tanto erano famosi).
      (Informazioni estrapolate dal mio vecchio libro di Etruscologia e Lingua Etrusca, ed. Giunti)

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      1. holtjar

        Lo stesso dio Baldr, nella tradizione germanica, fu ucciso e dovrà risorgere nel suo splendore alla fine dei tempi per aprire un nuovo ciclo… noto una certa somiglianza con qualcosa d’altro.

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        1. Andrea ☮ il giullare matto Speaks

          Che la religione includa la trascendenza lo dice qualunque filosofo, poi ognuno è libero/a di interpretarla a suo piacimento, anche come mancanza di argomenti.
          Un cattolico, musulmano, ebro, buddhista crede in determinate cose che altre persone, appartenenti a religioni/sette diverse o che non credono a qualcosa di trascendente, possono confutare e/o dubitare, non secondo la fede ma secondo la ragione.
          Per quanto concerne la religione cattolica, a parte la Bibbia e la tradizione papale, ci si rifà anche ad altra, fatemi passare il termine, letteratura (scritti di santi, rivelazioni private: per queste ultime la Chiesa non obbliga alcun cattolico a crederci).

          Quanto alla mia frase “in nessuna religione precristiana, Dio si è fatto uomo”, ho già spiegato che mi manca il tempo per approfondire un simile concetto. La frase è da intendersi che, prima del cristianesimo, non ci sia stata una figura che abbia le stesse modalità del Dio uno e trino cristiano. Non bisogna fermarsi alla mera incarnazione, ma a come essa sia avvenuta, il perché, il suo significato intrinseco e le conseguenze ex post.

          A me non me ne frega nulla di dimostrare perché secondo me la religione cattolica sia quella “vera”; dimostrare la religione attraverso un pensiero filosofico m’annoia oltreché è impossibile, dato che essa stessa è costituita di trascendenza. Poi si può pensare che uno lo faccia per mancanza di argomenti: a me non importa convincere le persone dell’unicità o meno della religione cattolica.
          Ognuno è libero di pensarla come meglio crede. Anche se esistesse un’antica religione uguale al 99%, non cambierei la mia idea. Perché, ciascun fedele di ciascuna religione, basa (o dovrebbe basare) le sue convinzioni anche su fatti concreti della sua vita. Non solo la teoria, ma la pratica anche.
          E pur vero che, basandosi sulla vita reale, c’è chi si fà il concetto che Dio non esiste o che non è proprio quello che ci raccontano. Sono punti di vista diversi, rispettabili ma non condivisibili.
          Se uno ha fede, crede. Ma non sempre vale il contrario. 😀

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          1. S_Raffaele

            ed io consiglio : la civiltà scomparsa di uriel di Lomas e Knight- Mondadori…se lo si trova ancora visto che è “scomparso” dalla produzione.

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