Le nozze gay spiegate ai miei figli

Cagliostro e famigliaCari ragazzi, ho visto che – per farvi dure risate – leggevate un interessante articolo so un simpatico blog. Come sapete nella nostra casa è incoraggiato discutere sul comportamento delle persone e sui loro pregi e difetti in modo da poterci migliorare. Se qualcuno sbaglia pensiamo che se la dovrà vedere con la sua coscienza, con la società e con la legge.
Ci sono molti casi in cui si deve parlare del male degli altri, anche a costo di prendere un palo in testa, ed è quando rischia di andarci di mezzo qualcuno più debole, che non può difendersi da solo.
È proprio per questo motivo che la mamma ed io ce la prendiamo tanto con chi è contro i matrimoni omosessuali. Qualcuno dirà che il matrimonio omosessuale è una contraddizione in termini perché la parola matrimonio proviene da “munus” e “mater” e quindi implica che ci sia una madre ma questa è una scemenza: anche la parola “patrimonio” viene “munus” e “pater” ed era collegato alla figura paterna (ma sapete bene che il patrimonio come la casa dove viviamo è di proprietà della mamma) ma come vi abbiamo insegnato le parole – come la società – si evolvono nel tempo, sono vive e quindi assumono diversi significati con il mutare del tempo. Non a caso esiste una materia chiamata sociolinguistica che studia i fenomeni linguistici in specifico rapporto con le diverse situazioni sociali.
Di cosa facciano due adulti (omosessuali o eterosessuali) nel loro privato non ci interessa: non siamo come i cattolici che pretendono di insegnarci come bisogna amare o fare l’amore. Comunque, se loro proprio vogliono insegnarci come fare l’amore, noi ci limiteremo a sorridere ed a continuare a ragionare con la nostra testa visto che siamo maturi ed intelligenti e sappiamo capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Capiamo anche che se qualcuno ha il bisogno di giudicare i comportamenti sessuali altrui non deve essere tanto felice e quindi, se ci capiterà di averne uno vicino, non lo priveremo della nostra amicizia: forse imparerà un po’ di umanità.
Il problema che ci preoccupa tanto però è quello dei bambini e delle famiglie. Noi crediamo che le leggi non debbano vietare comportamenti che non danneggiano nessuno ed in uno Stato democratico come l’Italia ciascuno ha il diritto di realizzare la propria felicità. La legge certamente ci vieta di ammazzare, rubare perché sono comportamenti che danneggiano altre persone ma la legge non può dirci cosa bisogna intendere per famiglia. Cari bambini, due uomini o due donne che si amano e si aiutano l’uno con l’altro come fanno il vostro papà e la vostra mamma sono una famiglia perché è così che loro si sentono e nessuno ha il diritto di privare quelle due persone della felicità di sentirsi famiglia anche perché il loro sentirsi famiglia – anche uniti in matrimonio se lo vogliono – non danneggia la felicità altrui.
Qualcuno vi dirà che un papà ed una mamma sono necessari per lo sviluppo di un bambino ma anche questa è una cazzata (il babbo può dire queste parole mentre voi…..anche). Cari figli dovete sapere che per l’Aibi, l’Associazione Amici dei Bambini, ci sono sempre meno richieste di adozione e – come ha affermato il loro presidente sul giornale dei vescovi italiani – entro il 2018 si potrebbero chiudere le adozioni e quindi ha proposto anche ai single di adottare. Quindi cari bambini, non è forse meglio che un bimbo stia al sereno di una famiglia omosessuale piuttosto che in qualche brutto orfanotrofio?
Vi diranno che ci sono “tanti dottori che studiano le teste delle persone” secondo cui è normale avere un babbo ed una mamma ma dovete sapere che per l’American Academy of Pediatrics (che è l’associazione dei pediatri americani ossia dei dottori dei bambini) non c’è nessuna differenza negativa nel crescere in una famiglia omosessuale se in quella famiglia ci sono due persone che si amano e si aiutano così come fanno il vostro papà e la vostra mamma. Qualcuno potrà dire che l’America non è l’Italia ma noi sappiamo (perché in questa casa non leggiamo in giornaletto della parrocchia) che l’Associazione italiana di psicologia ricorda che «le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale sul rapporto fra relazioni familiari e sviluppo psico-sociale degli individui» ed inoltre «non sono né il numero né il genere dei genitori – adottivi o no che siano – a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano». Poi – cari bimbi – dobbiamo sapere che anche in Italia esistono famiglie omosessuali: secondo una ricerca realizzata nel 2005 da Arcigay e dall’Istituto superiore di sanità stimava in 100mila i bambini e ragazzi italiani con almeno un genitore omosessuale. La ricerca è del 2005, ora saranno di certo molti di più ma voi non ditelo ai vostri amichetti i cui genitori vanno ai “Family Day” altrimenti si mettono a piangere. Cari bimbi, spesso chi si oppone al matrimonio omosessuale dice che “bisogna proteggere i bambini” ma è una vera protezione? Questi 100mila bambini hanno due papà o due mamma ma legalmente sono solo figli di uno di loro: potete immaginare cosa succede se il loro “papà legale” o “mamma legale” muore? Sono considerati orfani e possono essere dati in adozione ad una persona estranea e quindi sono separati dal loro altro papà o mamma. Quindi non solo sono traumatizzati per la morte di un papà ma devono anche subire la perdita del distacco da un altro papà: non pensate sia troppo crudele?
Vi diranno che la pensate in questo modo perché vostro papà e vostra mamma non vi portano in chiesa e non siamo neanche sposati ma si tratta solamente di riflettere con la propria testa senza preconcetti e di informarsi. Poi – se qualcuno vi dice che il vostro babbo e la vostra mamma non sono sposati ricordategli che ormai un bambino su quattro nasce da una coppia non sposata.
A noi dispiace tanto se ci sono persone che odiano così tanto gli omosessuali ma sappiamo per fortuna che sono sempre di meno e la società sta diventando una società sempre più aperta anche se dobbiamo provare compassione per la tristezza degli omofobi.
Poi qualcuno vi dirà che lo Stato deve aiutare le “famiglie tradizionali” ma lo sapete che lo stesso giornale dei vescovi Avvenire riconosce che nei Paesi dove è stato approvato il matrimonio gay non mancano gli aiuti per le famiglie tradizionali? Come dite? Sapete già tutto questo e mi chiedete se possiamo uscire tutti assieme al negozio di cd? Mi meraviglio di voi bambini: siamo pirati digitali ed in questa casa la musica la scarichiamo solamente.

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Cagliostro

Informazioni su Cagliostro

Giuseppe Giovanni Battista Vincenzo Pietro Antonio Matteo Balsamo, noto con il nome di Alessandro, Conte di Cagliostro o più semplicemente Cagliostro (Palermo, 2 giugno 1743 – San Leo, 26 agosto 1795), è stato un avventuriero, massone, mago, guaritore, esoterista e alchimista italiano. Dopo una vita errabonda spesa tra imbrogli nelle varie corti europee, fu condannato dalla Chiesa cattolica al carcere a vita per eresia e rinchiuso nella fortezza di San Leo.

13 pensieri su “Le nozze gay spiegate ai miei figli

  1. paopao

    Cagliostro: personalmente la compassione e tristezza per gli omofobi mi sono giá passate da un pezzo..se hanno proprio il bisogno di ficcare il naso nei letti altrui, che si facciano curare.
    Ma da uno bravo eh?
    http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_yes.gif

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  2. Remo

    L’altra sera, passando, ho visto papà con l’auto accesa e signorine coi seni di fuoi vicine ai finistrini, a quanto pare loro sì che devono essere molto felici…

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  3. Faggot

    “A volte si ha l’impressione che il ruolo fondamentale dei bambini nei confronti degli adulti sia quello di ricordargli, di tanto in tanto, che le cose veramente importanti sono anche estremamente semplici da capire e da applicare. Si tratta di una saggezza innata (qualcuno ha mai visto un bambino razzista?), che ha solo bisogno di essere coltivata, invece di venire distorta e maciullata in tutti i modi dal mondo dei “grandi”. Grazie per aver condiviso questo simpatico episodio di vita familiare.”
    Io mi soffermerei su questo commento.
    Credo infatti di non aver mai conosciuto, su questa Terra, esseri più razzisti, intolleranti, irrespettosi, irragionevoli e cattivi dei bambini. Qualcuno di voi ha mai letto “Il signore delle mosche” di Goldwing?
    Giusto per questo esiste la figura di noi adulti che abbiamo il compito, in quanto genitori, di educare i nostri figli alla tolleranza, al rispetto, alla solidarietà con il più debole, alla diversità.
    Che abbiamo il dovere di instillare in loro il senso critico e di insegnargli a ragionare con la propria testa e non a prendere per oro colato qualsiasi cazzata proferita da un parrucone che si è seduto in cattedra, autoproclamandosi detentore della verità assoluta.
    Che abbiamo il compito di far loro comprendere che, come è sbagliato e sciocco avere paura del buio o del babau nell’armadio, allo stesso modo è sbagliato e sciocco avere paura di chi ama in modo diverso. Perchè è ingiusto affermare che chi non può fare figli sbaglia ad amarsi. Perchè è sbagliato sostenere che chi non può avere bambini non è in grado di amarli e di crescerli come fanno tutti gli altri papà e mamme.
    Ma mi rendo conto però che è inutile cercare di ragionare con chi, pur avendo obblighi nei confronti dei propri bambini, è rimasto un bambino lui. Lui che non ha la minima idea di cosa sia il senso critico. Lui che non ha mai imparato a ragionare con la propria testa. Lui che ingoia i deliri di parruconi seduti in cattedra, come ingoierebbe tante cucchiaiate di merda. E tanto gli basta.

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        1. Flo

          Qualche simpatico utente del sito in questione, a parte il solito sermone su ciò che il Signore tramite Bibbia condanna, sottolineava che l’omosessualità è contro natura. Forse che è naturale la castità? E’ o non è contro natura, per esempio, partorire con l’epidurale o con i cesareo? (Eva, partorirai con dolore, ecc. ecc.)http://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_scratch.gif

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    1. Remo

      Se uno guarda su wikipedia: ” La psicopatia è un disturbo mentale caratterizzato principalmente da un deficit di empatia e di rimorso, emozioni nascoste, egocentrismo ed inganno”, praticamente non c’è tanta differenza fra uno psicopatico e un bambino sotto i 6-7 anni. Cioè questi tipi prendono come punto di riferimento per la saggezza “innata” dei piccoli psicopatici.

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  4. xodroont

    Io ricordo che quando ero piccolo ero terrorizzato dalle persone di colore, per me erano degli esseri umani strani.
    Affermare che i bambini siano da prendere da esempio è oltremodo stupido, ed è normale che sia così, il bambino è un essere umano inesperto che accetta come giuste solo le cose a cui è abituato.

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  5. Priapus

    Ma tutto è assurdamente stupido nei bigotti; credere nelle favole, superata l’età del nido d’in
    fanzia, ed ancora di più pretendere che ci creda chi ha il cervello meno torpido di loro.
    Vorrei tanto che cominciassero a svegliarsi, se non altro per non sentire più tate boiate e per
    il sottile piacere di vedere i corvi costretti a quadagnarsi la pagnotta.

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  6. Mabel

    Di tanto in tanto leggo questo sito, per divertimento, per piacere e per vedere le novità….Devo dire che per la prima volta mi viene voglia di scrivere qui ma solo per dire che quest’articolo mi è piaciuto molto…..prima che cambino le cose dovranno cambiare gli italiani e in genere una larga maggioranza degli esseri umani, per allora, sarò già dipartito, suppongo….nel frattempo mi piace leggere qualcosa di bello….

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Grazie mille Mabel, gli apprezzamenti di chi ci legge su ciò che scriviamo sono la linfa per continuare a scrivere. Spero che continuerai a leggerci e mi auguro di leggere i tuoi commenti non solo positivi ovviamente.

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