Zenit: libertà religiosa nella sfera pubblica secondo i cristiani

L’agenzia di informazione Zenit della congregazione dei Legionari di Cristo ha riportato un articolo di padre John Flynn LC dal titolo «I cristiani pagano le conseguenze della loro opposizione alle unioni omosessuali».
Secondo il reverendo «i cristiani trovano sempre più difficoltà a praticare la loro fede nella sfera pubblica, come dimostrano una serie di casi recenti». Il caso a cui si riferisce è avvenuto in New Mexico. I titolari di uno studio fotografico nel 2006 si erano rifiutati di prestare la loro prestazione per un matrimonio omosessuale per le loro “convinzioni morali e religiose”.

La Corte d’Appello del New Mexico ha stabilito che era un’infrazione dello Human Rights Acts: decisione – ovviamente – non condivisa da parte del mondo cattolico secondo cui praticare la propria fede significa anche mettere in atto forme di discriminazione nei confronti degli omosessuali.
C’è da domandarsi quale sarebbe stata la reazione del mondo cattolico se i titolari atei di uno studio fotografico si fossero rifiutati di prestare la loro opera per un matrimonio religioso per rispondere alle loro “convinzioni morali”.
Il reverendo Flynn riporta anche il caso di Peter e Hazelmary Bull. I coniugi Bull erano i proprietari di un hotel nel Regno Unito e si erano rifiutati di concedere una camera ai partner omosessuali Steven Preddy e Martyn Hall. Questi ultimi hanno ovviamente denunciato il caso e la Corte d’Appello ha condannato i coniugi Bull a pagare i danni morali alla coppia omosessuale.
C’è da domandarsi se la propria libertà religiosa sia superiore anche alla stessa legge e se – in base alle proprie convinzioni morali e religiose – sia permesso mettere in atto dei comportamenti discriminatori. Se i tribunali civili avessero stabilito la liceità di questi comportamenti, ovviamente chiunque (ateo, agnostico o credente di qualsiasi religione) sarebbe stato libero di discriminare un individuo in base ad insindacabili convinzioni morali o religiose: non sarebbe stato il presupposto ideale per una sana e pacifica società civile.

Cagliostro
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5 pensieri su “Zenit: libertà religiosa nella sfera pubblica secondo i cristiani

  1. faunita

    Mi viene in mente un episodio di qualche anno fa, capitato in Lunigiana: un farmacista rifiutava di vendere profilattici perché ciò era contrario alla sua fede cattolica. Ovviamente, ci fu chi vide nello scandalo susseguente il solito attacco alla libertà religiosa, ecc. ecc. ecc. e come sempre su Internet non mancò chi sostenne che i cattolici (e solo loro: i musulmani che vogliono pregare o mangiare cibo halal sono curiosamente visto come capricciosi!!!) devono essere liberi di non compiere azioni, ecc…. contrarie alla loro coscienza, ecc. ecc. ecc……

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  2. marco nicolao

    io sono del parere che, per esempio, un ginecologo non possa esere obiettore, o un chirurgo Testimone di Geova( contrario per principio alle trasfusioni, anche se poi ci sono molte eccezioni, ma non è questa la sede).
    per quanto riguarda i farmacisti idem. è come se un antitabagista comprasse una tabaccheria. al limite l’antitabagista tabacchiere è uno stronzo e basta, ma nel caso dei ginecologi obiettori si è oltre i limiti della fantascienza. fai il ginecologo? allora sai quali sono i tuoi doveri nei riguardi della donna e della sua libertà di scelta. se poi dopo la laurea hai una conversione religiosa e cambi pensiero, fai anche il piacere di cambiare mestiere.
    i farmacisti, poi…. hanno una qualifica professionale per vendere farmaci, non per farmi da padre confessore. se il farmaco è legale me lo vendi e basta. si può pensare ad un farmacista che per motivi religiosi non mi vende i preservativi?, o qualsiasi altra cosa, ripeto: legale?
    per quanto riguarda il sottoscritto però ammetto e confesso comportamenti discriminatori. dovendo affittare un appartamento di mia proprietà l’ho negato ad un ragazzo indiano. parlando della sua capacità di parlare italiano dopo molti anni di residenza mi è scappato di dirgli “ci vuole la morosa italiana! così vedi che lo impari benissimo.”
    la risposta ” non voglio una ragazza che è stata con altri, e che magari dopo me va con un altro ancora” mi ha basito (“lasciato di gesso”, per i non lombardi).
    Gli è costata la possibilità di firmare il contrratto. ho fatto male? io non me ne sono pentito. di stronzi in Italia ce ne sono abbastanza senza bisogno di facilitare l’importazione di nuove leve (questa è davvero razzista, ma non so se verso gli italiani o verso i ragazzi stupidi come quello che ho citato).
    So che qui la figura meschina la faccio io, ma la rivendico, anche se con poco orgoglio.
    mi sembra che il mio comportamento sia stato dettato da un’idea di laicità, non di dogma religioso, ed è per questo che lo considero moralmente superiore. vogliamo riprendere a distinguere il bianco dal nero , la razionalità dalla fede cieca, o in questa notte della ragione tutti i gatti sono grigi?
    ( ok, mi è venuta più ridicola di quanto volessi, ma il succo è tutto lì)
    vabbene, buona notte.

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    1. CagliostroCagliostro Autore articolo

      Caro Marco,
      per me il tuo esempio (il tuo rifiuto di affittare una casa di tua proprietà ad un ragazzo indiano) è poco attinente.
      Prima di tutto – piaccia o no – un proprietario di un appartamento non gestisce un pubblico esercizio come un albergo e quindi tu sei libero di non dare in affitto il tuo appartamento alla persona indiana ma sei obbligato (in base alla legge) di dare la camera di un tuo ipotetico hotel ad un indiano, omosessuale, etc.
      Inoltre tu non hai agito secondo un pregiudizio (che tutti noi bene o male abbiamo). Infatti eri sul punto di dare in affitto il tuo appartamento a quel ragazzo ma – per quello che ti ha detto – hai cambiato idea. Avresti agito in base ad un pregiudizio se ti fossi rifiutato a priori ma evidentemente qualcosa che ti ha detto ha fatto scattare la molla nella tua testa: poi che quella molla fosse giusta o sbagliata è un altro discorso.
      Inoltre – se da una parte – posso anche capire il ginecologo che obietta perché chiamato a compiere una operazione delicata e deprimente, di sicuro non capisco il farmacista che sente in diritto di obiettare nel non dare i profilattici o la pillola del giorno dopo perché il farmacista – nel caso specifico – deve solo dare una scatolina: non mi sembra un grande sacrificio. Allo stesso modo non accetto che un medico si rifiuti di prescrivere la pillola del giorno dopo: quello che deve fare è solo firmare una ricetta.

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    2. Faggot79

      Ricordami di non venire a cercare casa da te. O_O
      Comunque c’è una grossa differenza fra chi, pur soggetto privato, offre un servizio al pubblico e chi, ad esempio, gestisce un club privè che è libero di discriminare in funzione delle proprie convinzioni personali o dei propri pregiudizi in quanto, per definizione, la legge glielo consente.

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  3. marco nicolao

    sì l’esempio non era calzante, ma era per spiegare che le scelte personali fatte secondo la propria morale possono modificare la società anche in senso laico. mi spiego: io consiglio alle mie amiche di informarsi se il loro ginecologo è obiettore, e nel caso cambiarlo. (le risposte tipiche sono due: a)”il corpo è mio e me lo gestisco io”, però detta in modo meno garbato b) cazzo, non ci avevo pensato).
    se il mio farmacista non vende i preservativi, cambio farmacia, così come faccio con i bar che non rilasciano lo scontrino (in pratica ho smesso di bere caffè. vivo a MI).
    i cattolici sono i primi a scegliere come si devono comportare gli altri, non vedo perche non devo provarci anch’io, magari evitando di dare i miei soldi a gente che non stimo.

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