Lingue di serpi… due.

FONDAMENTALISTI CRISTIANI danno ovunque ai cristiani una cattiva fama. Andata a bruciare all'Inferno | FONDAMENTALISTI CRISTIANI li stanno facendo bene

Et ideo ego adulescentulos existimo scholi stultissimi fieri, quia nihil ex his, quae in usu habemus, aut audiunt aut vident, sed piratas cum catenis in litore stantes, sed tyrannos edicta scribentes quibus imperent filiis ut patrum suorum capita praecidant, sed responsa in pestilentiam data, ut virgines tres aut plures immolentur, sed mellitos verborum globulos, et omnia dicta factaque quasi papavere et sesamo sparsa

I ragazzi nelle scuole che li ascoltano, si rincretiniscono, perché nelle loro chiacchiere non trovano nulla di attuale, ma solo tiranni che scrivono editti per ordinare ai figli di tagliar la testa ai padri o responsi per arrestare la pestilenza ordinando di immolare vergini: palle, ora edulcorate col miele delle parole, ora col papavero e il sesamo delle citazioni

Satyricon I, Patronio Arbitro. Mondadori, 2008 pg. 21

I Nostri continuano col le offese gratuite, con i luoghi comuni e le facili sentenze da bar. Ma bar malfamati: bettole. E il tutto per rispondere al qui sottoscritto: ma non evitavano di leggerci?

Per i nuovi avventori: quel che è capitato è assai facile da esporre, i Nostri coinquilini (Pontifex.Roma) han pubblicato un genere articolo cui sono avvezzi stavolta nemmeno andando troppo per il sottile come altrimenti fanno quale un opuscolo tronco su l’infelicità degli atei da convertire. Cosa che m’ha fatto saltare i miei già provati nervi. Per semplicità vi rimando alla pagina col la quali risposi: http://pontilex.org/2012/04/candidi-come-serpi-di-cui-paiono-possedere-la-lingua/

Orbene: eSSi han deciso di rispondere con due articoli nei quali guarda caso si riutilizzano pari pari le parole del citato articolo. Furbizia e fantasia son due concetti a loro evidentemente ignoti.

che cosa dire della Pasqua? “che tutto il mondo è nella gioia, nella festa, nella serenità. 

Come no:

  1. http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/04/12/news/carburante_mare_taranto-33183178/
  2. http://www.repubblica.it/cronaca/2012/04/12/news/suicida_idv-33191730/
  3. http://www.repubblica.it/economia/2012/04/12/news/bce_il_mercato_del_lavoro_destinato_a_deteriorarsi-33165795/
  4. http://www.repubblica.it/esteri/2012/04/12/news/siria_cessate_fuoco-33153148/
  5. http://www.repubblica.it/esteri/2012/04/12/news/terremoti_messico_oregon-33152068/
  6. http://www.guardian.co.uk/world/2012/apr/12/china-internet-users-foreign-websites
  7. http://www.guardian.co.uk/technology/2012/apr/12/sony-revival-mobile-job-losses
  8. http://www.dailymail.co.uk/news/article-2128690/Illegal-immigrant-subjected-mother-hour-machete-rape-ordeal-children-filmed-jailed-14-years.html
  9. http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-17691506
  10. http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-17683705

Basti ricordare come si diceva una volta e come ancora i cristiani di oriente si salutano a Pasqua: Cristo è veramente risorto. Una esplosione di certezza(?), di allegria. Forse loro in quel saluto hanno conservato maggior aderenza al grande evento”.

Ora andiamo un attimo OT: sul serio, se davvero le pratiche sentite fossero sinonimo di veridicità di alcunché allora immagino che anche il lamento Il Grande Tammuz è morto il Grande Tammuz è morto di mediorientale origine debba essere preso come reale prova della morte – con conseguente resurrezione – del dio delle messi siriaco…

Che cosa è la Pasqua?

Orbene lasciate che risponda prima io: la Pesaq (o Pesac o Pesach o ancora Pasa’ o Pasqa che dir si voglia) è la tradizione ebraica riguardante l’ Esodo dall’Egitto capegiatto, sempre secondo tradizione ebraica, da Mosè. In breve: è il periodo nel quale si cucina del pane azzimo, si digiuna, si celebra il doppio sacrificio dei capri espiatori.

Più ampiamente la Pesaq o Ostara (festa della [nuova] alba dalla radice i.e w-s(-t) che ha dato anche Vesta ed Est) o Saturnalia a seconda della regione del globo e della cultura è la festa della celebrazione della natura risorta dopo la morte dell’inverno spalmata in un periodo di tempo piuttosto ampio, come nel caso dei Romani che arrivavano a celebrarla fino a Dicembre. In genere durante questa festività si adusava scacciare il vecchio anno, o meglio il suo simbolo: nel caso degli Ebrei è stato scelto il capro che appunto rappresenta la costellazione nel quale il sole “entra” nei primi mesi, invero correlata da una serie di figure che rappresentano anche Venere, il paredro del Sole, e l’Anno Precessionale. Presso i Romani invece vi era uso scacciare il sole di quei periodi rappresentato appunto dal loro vecchio delle messi Marmar/Mamurio e parimenti presso i Siriaci con tanto di morte e resurrezione del loro Dumuzi-Tammus-Attis-Adone e sfilata correlata (da cui l’odierna via crucis).

Nulla di nuovo quindi se durante questo periodo, dove se il fatto fosse plausibile partendo anche solo dal processo non sarebbe avvenuto: assolutamente incelebrabile per qualsivoglia Sinedrio durante festivi, di Nissan e di notte e senza testimoni con prove sommarie per di più con la pratica della liberazione di un prigioniero assolutamente sconosciuta ai Romani in quei termini, durante questo periodo fosse stato fatto morire l’ennesimo dio salvifico dai caratteri palesemente solari, almeno per la maggior parte.

Ma è la Festa dell’Equinozio quindi lasciam correre. O no?

“è la forza di Dio che entra nella storia, nel mondo, di un Dio tanto buono che non può e non vuole lasciare l’uomo da solo. La Pasqua è la vera radice di tutto l’ottimismo cristiano.

Non sono proprio pratico di questa antilingua, ma dire entra nella storia non è comunemente usato per riferirsi al Natale?

Che facciamo: diciamo letteralmente fischi per fiaschi?

ma qui arriva il bello… del primo articolo:

Al contrario, chi è ateo o non credente non sa apprezzare e alla lunga, quando si avvicina l’ora del tramonto si chiede: non avrò sbagliato strada?”

Notate come sia stata accolta la mia critica ma in maniera del tutto grossolana: ma lo sta Volpastren che ateo e non credente sono sinonimi? E che dire chi è x o y significa dare un alternativa delle cosa in sé e non del loro nome? E sì: dico Volpastren perché dubito fortemente che una risposta del genere con le sue medesime costruzioni sia davvero di qualcun altro.

Nel merito: avete notato l’inevitabilità posta arbitrariamente e senza alcuna motivazione? Notate come sotto le righe si dica di abiurare un’idea solo per questioni sentimentali e non logiche o fattuali e in base alle sue conseguenze? Devo proprio ricordare che certe uscite siano fallaci o i Nostri se lo ricordano da soli?

E come se non bastasse alla fine chiosa con una frase che è tutto un programma:

Vivere in Cristo assicura la serenità dell’animo

Parla per te: io sto benissimo così come sto.

E se già questo articolo non vi avesse sufficientemente convinto della schifosa malafede dei Nostri coinquilini… il prossimo è anche peggio. Ma di gran lunga.

Partiamo dal semplice fatto che parta con una classificazione generale del fenomeno della… come chiamarla… non fanatismo? E che metta a forza delle motivazioni che più ipotesi plausibile anche solo psicologicamente di un fenomeno paiono delle raccolte di macchiette di qualche Solone invasato.

In una delle sue recenti omelie il card. Caffarra ha così concluso: “La morte di Gesù è la rivelazione che Dio ama l’uomo di un amore incondizionato, un amore che è offerto all’uomo e lo invita ad un’incomprensibile amicizia. Di fronte ad un amore offerto si hanno solo due scelte: acconsentirvi – rifiutarlo. La prima si chiama fede; la seconda, incredulità”. 

Già diciamo che da un discorso che pretende l’assoluta veridicità dell’esistenza di questo ente non meglio specificato (se non dal contesto… ma non si sa mai) non ci si può aspettare gran oggettività. E difatti:

In merito a queste parole vorrei tentare una riflessione poiché, in fondo, oggigiorno, la vita si può sintetizzare proprio così: o si crede, realmente, che Gesù è il Figlio di Dio il quale circa 2000 anni fa ha fatto irruzione nella storia umana, oppure si lascia che l’incredulità divori il non senso dell’umano esistere.

Appunto: una falsa dicotomia, un finto dilemma, un ragionamento in bianco e nero. Che dir si voglia è solo retorica da quattro soldi vertente unicamente sull’aspetto emotivo: la ragione devono averla buttata alle ortiche.

Non per niente continua su questa falsa riga esponendosi ancor più al ridicolo:

 Detto così sembrerebbe che si debba credere in un Dio per evitare la pazzia e la mancanza di spiegazione del tutto,

E appunto questo è il succo dell’intervento, ma al solito attuerà la solita Mutatio Controversiae sull’argomento meno significativo.

in realtà qui non si tratta di credere in un Dio, tra tanti, ma nell’unico vero Dio la cui venuta, il cui insegnamento, i cui miracoli, sono tutti realmente accaduti poggiando su testimonianze e scritti storicamente documentati. 

Quali? I Vangeli son prova di sé stessi? Che mi facciano il piacere: son contraddittori all’inverosimile! Oltre che inverosimilmente tardi, se si pensa che il canonico più vicino all’anno 0, Marco, sia del 70 c.a!

Il testimonium Flavianum è prova della divinità del personaggio a cui si riferirebbe? Anche qui: tolto che i dubbi che sia stato interpolato da qualche pio Padre (nella classifica Eusebio è il primo) son troppi, non mi risulta nel caso che non lo renda né più né meno avvicinabile ad altri sedicenti messia e santoni dallo stesso personaggio descritti. In più: un fariseo romanizzato che elogia un suo avversario… su entrambi i punti… elevandolo oltre l’umano, cosa tabù presso qualsivoglia Ebreo, e conferendogli un titolo di Messia dalle caratteristiche a questi non veritiero (se non presso gli eretici Esseni)?! E come mai suo padre, che presiedeva il Sinedrio in quel tempo, non ne parla anche lui?

E Giusto di Tiberiade, avversario di Flavio? E Filone, altrimenti detto cristiano pentito? E volendo parlare di Plinio, tacito e Svetonio: parlare cento anni dopo e non direttamente del personaggio ma di ciò che i suoi presunti sostenitori ritengono in proposito sarebbe come ammettere l’esistenza di Xenu perché un giornalista informa delle idee della setta Scientology. Al più che sono maledettamente ambigui: tra Chresto, Christo e Messia, con tutto che all’epoca vi erano diversi capi rivoltosi che si auto-attribuivano almeno due di questi titoli, la cosa si fa alquanto spinosa.

O, ancor più eclatante, vogliamo parlare della Sapienza e delle sue attribuzioni? Un veterotestamentario che dimentica il proprio Messia? Che storia è questa?

Questo ovviamente non vuol dire che non possa essere esistito alcun Gesù figlio di Maria e  Giuseppe di Galilea detto il Messia al più che era un nome troppo comune all’epoca. Ma certo non dimostra tutto ciò che l’articolista pretende.

Ora, vi è un dramma in qualche modo collegato alla venuta di Cristo? Credo di sì: il rischio che molta gente non lo riconosca, con tutte le conseguenze del caso.

Tipo? Conseguenze quali?

Così è avvenuto allora, tra la sua gente, quando Gesù era in vita: pensiamo ad esempio agli istanti della sua crocifissione e all’evento della sua resurrezione e a quante persone si sono trovate in altre faccende affaccendate (speriamo che sia voluta questa ridondanza, che se no denoterebbe una scarsa conoscenza dei sinonimi…). Per costoro, in quei momenti, non stava accadendo assolutamente niente o comunque nulla di particolarmente importante a tal punto da distoglierli dalle loro occupazioni… Avevano accanto il loro Salvatore, niente meno che Dio in persona, e non se ne sono nemmeno accorti!

E dargli il beneficio della buona fede? No ovviamente, rovinerebbe tutta l’impalcatura ideologica.

Con altrettanta certezza ci saranno stati anche coloro che, pur conoscendo ciò che stava avvenendo, pur consapevoli che quel Gesù poteva essere proprio il Messia, il Figlio di Dio tanto atteso, ebbene, nonostante ciò hanno lasciato che gli interessi, le preoccupazioni della vita o, peggio ancora, i piaceri mondani, prevalessero sulla spinta interiore di abbandonare le faccende del momento per accorrere dinanzi a Gesù… per costoro il Salvatore veniva in second’ordine…

Piuttosto improbabile che dopo la sfilza di sedicenti liberatori anti-romani così auto-nominatisi la gente non abbia avuto le due reazioni opposte esattamente contrarie a questa: o si sarebbero lasciate di nuovo imbonire in massa tranne quei pochi realisti farisei o l’avrebbero abbandonato a sé stesso sempre in massa come molti altri therapeutai dell’epoca e Maestri Esseni. Comunque sia niente di quel che millanta costui.

Infine, ci saranno stati anche coloro che, vinti dall’incredulità, non hanno ritenuto Gesù essere Dio badando bene di tenersi e di essersi tenuti alla larga da Lui e dai suoi discepoli.

Confutare le cause di questa evidentemente costa troppo: molto più facile porla come un fenomeno atavico e incontrollabile come le malattie o le guerre tra fazioni.

Tutto questo scenario si è sempre riproposto da quando Cristo è comparso sulla Terra, fino a toccare nella nostra epoca il suo apice: il fatto che Gesù non sia riconosciuto trova la sua massima espressione nell’apostasia imperante dei nostri giorni.

Spiace deluderlo, ma l’ateismo e l’agnosticismo risalgono quantomeno ai Presocratrici  e  in forma dichiarata ad Epicuro.

E oggi, come allora, sono sostanzialmente tre le categorie di questi sventurati:

Che dire: la scelta dei termini la dice lunga sull’obbiettività di questa catalogazione. Nonché sulla sua elasticità di pensiero: non esistono mezzi termini o alternative a quelle tre? Diamine: persino un babbuino sarebbe dare più ipotesi eziologiche…

1) ci sono coloro tanto assorti nello sbrigare i propri affari, le proprie faccende, per raggiungere i propri interessi e obiettivi. Non c’è tempo da dedicare ad altro anche se quest’Altro si scrive con la maiuscola. Questa è la schiera di coloro che confidano soltanto in se stessi sfuggendo volontariamente la fatica di porsi gli interrogativi esistenziali, preoccupati che ciò possa comportare un fastidioso impegno imprevisto…

Che uno vuoi per semplice praticità vuoi in risposta alla continua litania credi credi credi che certuni propinano o voi ancora per entrambe le cause possa arrivare alla scontata conclusione che, sì, potrebbe esistere qualcosa di effettivamente più importante rispetto a venerare un onnipotente-onnipresente-assente non è presa come ipotesi nella ben che minima considerazione.

I più: sta solo ripetendo quanto detto prima, senza aggiungere niente di nuovo.

Notare poi l’argomentazione seguente:

possiamo ben vedere i risultati di questo atteggiamento: il mondo lavorativo è divenuto una sorta di campo di battaglia dove il più forte e il più furbo si gareggiano per ottenere risultati soddisfacenti e poco importa se ottenuti a discapito degli altri; il campo sociale e delle relazioni interpersonali è stato oscurato da una coltre nuvolosa spessa e grigiastra di tradimenti, falsità, menzogne, doppiogiochismo a tutto discapito della trasparenza e del rispetto nei rapporti interpersonali…

E ora vai con la catalogazione delle fallacie:

  1. Ad Consequentiam (se fai questo allora poi… e ciò sarebbe male, perciò rifiuta)
  2. Accostamento a concezioni odiate (se fai questo sei uno che tradisce, mente, fai il doppio gioco...)
  3. Pendio scivoloso (se neghi la divinità di Gesù poi nel lavoro….)

In definitiva: un Hate Speech per non dire un Ad Personam. Un’ingiuria.

2) ci sono poi coloro che, pur riconoscendo Gesù Figlio di Dio, sono tuttavia tiepidi nel seguirLo e nell’accogliere il Suo insegnamento attraverso la Chiesa, istituzione divina da Lui fondata.

Notate come questa concezione verta sull’istituzionalità dietro al quale il Nostro si nasconde non avendo evidentemente certezze granitiche.

Le luci e le sirene del mondo sono ancora troppo seducenti e per giustificare il loro atteggiamento e zittire il richiamo della coscienza

E che si possa criticare le luci e le sirene del mondo senza far parte di qualsivoglia autorità non lo considera? No, ovviamente…

D’altronde criticare il mondo, l’autorità per eccellenza per alcuni, appoggiandosi a un’organizzazione che de facto ne fa parte non è il massimo della coerenza: quando mai i Soloni si son lasciati nutrire da mani di stimati Cesari? Dico: i Soloni veri, non questi…

non trovano altro da fare (come no) che criticare la Chiesa sottolineandone le brutture e gli scandali di alcuni suoi membri…

…O del fatto che essi siano stati protetti e che le vari annunciazioni di repulisti generale non lasciano ben sperare.

Al solito il discorso è basato sulla solita Mutatio di stampo grettamente ideologico.

in realtà si finisce così per mascherare le proprie inadempienze scaricando il proprio disprezzo per se stessi sulla Chiesa, colpevole della loro colpevolezza.

Risibile questa accusa di proiezione nevvero? Al più se si considerano tutti quei processi che vedono la Chiesa sotto scacco proprio su questo punto: un esempio. Poi chissà: magari le sentenze dei giudici saranno illusioni dei sensi basate sul nostro ego per questo articolista.

Per queste persone in realtà l’insegnamento di Cristo è troppo duro e difficile da realizzare: l’amor proprio e la superbia impediscono di capire che non si può pretendere di cambiare se stessi tutto d’un tratto come se fossimo un click di un interruttore ma, ordinariamente, la vita cristiana è una continua conversione, una sorta di viaggio a tappe, di sudati traguardi e tuttavia di indicibile sorpresa e felicità per quanto si è via via raggiunto…

Perché le persone non religiose non imparano dai propri errori come qualsiasi essere senziente con sufficienti capacità celebrali. Certo…

Piuttosto vien da chiedersi come mai una fede su un fatto altrimenti palesemente incontrovertibile debba essere tirata a forza giorno per giorno. Volente o nolente l’ipotesi più plausibile è che questo fatto non sia così del tutto incontrovertibile e che il sistema cognitivo del soggetto non sia palesemente corrotto. Ma forse sto malignando io. O no?

Infine, ecco che il Nostro esce trionfale con la sua ultima sentenza:

3) Infine ci sono coloro che non credono in Dio e perciò si accontentano di vivere alla giornata, lasciando di tanto in tanto prevalere il sentimentalismo al sentimento, il buonismo alla bontà…

Notate come il tutto verta esclusivamente sul fattore sentimentale e linguistico, solo per render più intellettuale un palese caso di denigrazione gratuita.

Qui qualcuno non deve avere molta fiducia nelle proprie capacità se per sentirsi superiore necessita di abbassare gli altri…

A questo punto vien la sequela di parole più immodesta e grossolana al tempo stesso che mi sia mai capitato di leggere:

come miopi, avrebbero bisogno di portare occhiali per focalizzare e vedere correttamente, gli occhiali della fede.

Lungi da me dall’immaginare qualsiasi implicazione materiale della frase (che i fedeli di tal risma siano tutti dei casi psichiatrici tali da vedere visioni in ogni dove?), la superbia in questa dichiarazione è al più risibile: dopo quella serie di insulti suicidi, a cui un intellettuale certo più abituato di me in uno scontro faccia a faccia sarebbe rimasto impassibile facendone ricadere le conseguenze sul loro latore, vedere come la stessa rana gonfiata faccia sfoggio di presunte doti platoniche o, in una visione più gnostica, pneumatiche è al più ridicolo e fa spontaneamente classificare lo scrittore di queste scartoffie elettroniche come uno di quei casi disperati nemmeno degni di essere accostati a Brievik bensì a Scilipoti e Stanzione. Tutto fumo e niente arrosto. E lo dico con la sufficienza di chi è stato insultato gratuitamente: non s’era detto di non attaccare chi non è al tuo livello?

E qui siamo ritornati proprio al punto di inizio: è sempre una questione di fede. Se, per grazia di Dio, la si possiede, la si coltiva e si progredisce… chi ne è privo è come colui che brancola nel buio di una stanza vuota, senza la possibilità di aggrapparsi a qualche appiglio: una tale situazione così angosciante non può che provocare la morte spirituale, ancor prima di quella fisica.

O mio sé-dicente salvatore: io ho le mie gambe, tu però non le vedi dacché ti concentri solo sul tuo inutile bastone. Bastone come più volte hai dimostrato qui piuttosto debole e scheggiato.

E che cos’è la morte spirituale? È la negazione, spiega il card. Caffarra, che esista una verità sull’uomo che non sia una semplice creazione della libertà dell’uomo. 

L’uomo ha due gambe, due braccia e una testa. Questa è una verità, e verte sull’uomo, ergo è una verità sull’uomo.

Piuttosto facile smontare simili artifici retorici basati sul detto non detto. Immagino che per il cardinale la verità sia solo e unicamente la sua e non, magari, quella Taoista o di Mencio.

È il puro relativismo, che è la vera malattia mortale della nostra cultura. Se elevo la mia libertà a norma suprema di ciò che è vero e falso, se nego che prima della mia libertà possa esistere nulla che la giudichi, l’uomo si rinchiude nella prigione della sua soggettività, entro la quale non può trovare che la morte spirituale.

Parafraso Confucio: Non vuoi? Non farlo pure! e da solo chioserei costui è davvero privo di benevolenza: quanta gente non ha mai accettato un giudizio altrui sul proprio uso della libertà almeno una volta, relativista o meno? Ma esso pretende che esso incomba sempre e comunque senza prendere in conto la libertà in sé. Eppure anch’egli ha detto “una” verità, anch’egli non avrà accettato un giudizio. 

Devo ammetterlo: lo stile laconico mi piaca davvero molto. 

Kierkegaard chiamava tale forma di vita disperazione. E che la nostra società sia affetta da questo morbo è di assoluta e costante evidenza: ecco cosa provoca il dramma dell’incredulità.

Piuttosto triste questo appello all’omonimia nevvero? Tipico di chi ha davvero perso ogni altro argomento. O ancor peggio: se questo è il suo maître à penser.

E con questo vi saluto: non so che altro dire. Una ne dicono, cento ne sbagliano.

E non conoscono La Nobile Arte dell’Insulto di Liang Shiqiu. Per fortuna.

Fonti dell’ennesimo Hate Speech: http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/11348-mons-sprovieri-cristo-e-risorto-veramente-cosi-dicono-gli-orientali-dobbiamo-passare-dalle-tenebre-alla-lucehttp://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/11342-il-dramma-dellincredulita-lamore-di-gesu-o-lo-si-accetta-o-lo-si-rifiuta Risposta a: http://pontilex.org/2012/04/candidi-come-serpi-di-cui-paiono-possedere-la-lingua/

2 pensieri su “Lingue di serpi… due.

  1. adminadmin

    FSMosconi ricordo ancora con trasporto le accuse che ci muoveva il Maldestro… Ci accusava di non avere una “linea editoriale”, di essere solo un “sito specchio” del loro bel blog non secolarizzato (senza però aver spiegato cosa intendesse con “sito specchio”). Ci accusava di non proporre contenuti.

    Ed alla fine si riducono a replicare ai nostri articoli…

    eSSi han deciso di rispondere con due articoli nei quali guarda caso si riutilizzano pari pari le parole del citato articolo

    Patetici. Semplicemente patetici. Adorabilmente patetici

    Rispondi

Rispondi