La carnevalata. Con un pizzico di Littizzetto

rappresentazione didascalica dell'Humor-Sense PontifeSSo...

Così altri parlano di creazione da parte di Dio: in tal caso che bisogno c’è dello sforzo dell’uomo? Colui che è la causa dell’esistenza della creature è sicuramente anche causa della cessazione dell’esistenza.

Le gesta del Buddha/BuddhaCarita, IX 63; Ashvagosa. Adelphi pg. 117

Già, perché affaticarsi tanto? Perché puntare il dito contro un’innocente festa se la sua liceità o meno l’ha decisa già qualcuno che, in quanto onnisciente, dovrebbe già sapere cosa o cosa non è per lui lecito o no?

Prima domanda piuttosto banale che viene subito dopo aver spulciato le genialate dei Nostri e aver trovato  SOCIETA’ LAICISTA E OSTILE A CRISTO. CELEBRA CARNEVALE , IGNORA LA QUARESIMA.

Ma vediamo nel merito(?) questo geniale scritto:

Siamo in uno stato laico, o laicista?

Domanda più retorica che sostanziale. Ai fatti, laico e laicista sono sinonimi:

http://www.dizionario-italiano.it/definizione-lemma.php?definizione=laico&lemma=L0051400

http://www.dizionario-italiano.it/definizione-lemma.php?definizione=laicis%&lemma=L004F400

Laicista: A agg. (pl. m. -i) Proprio dei laici | Stato -, che non riconosce e tutela alcuna religione mantenendosi in una posizione areligiosa B s. m. e f. (pl. . -i) Sostenitore del laicismo […] Làico [vc. dotta, lat. eccl. laicu(m), dal greco laikos ‘popolare’, deriv. da laos ‘popolo’] A agg. (pl. m. -ci) 1 che non fa parte del clero, che non ha ricevuto gli ordini sacerdotali 2 Che aspira al laicismo | Stato -, indipendente dall’autorità ecclesiastica

Nuovo Zingarelli, vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli. Undicesima edizione. Vc. Laico, Laicista Pg. 1013

Detto questo, qualsiasi discorso del Nostro varrebbe già meno di un soldo bucato.

La sensazione, è che la seconda risposta sia quella giusta. Solo in un mondo che è ostile alla Chiesa e a Cristo è permesso via tv insultare i cattolici chiedendo la chiusura di giornali come Avvenire o Famiglia Cristiana

Ovviamente il fatto che Celentano abbia parlato a titolo personale, che i dirigenti si siano dissociati (e ci credo: con un direttore come la Lei!) e che, parafrasando Gucciari, nessuno abbia capito cosa stesse dicendo prima né cosa abbia detto dopo non sono cose importanti…

ma c’è qualche cosa di diverso e grave. Le scuole italiane concedono agli alunni ed ovviamente ai maestri, due giorni di riposo per le ultime due tappe del carnevale. Nessuno, chiaramente, si scandalizza di questo, anche se nel tempo in cui si chiede sobrietà e specialmente produttività, fa specie sentire che una parte del Paese chiude per carnevale, come se alle sfilate o alle feste in maschera non sia possibile andare nel pomeriggio o di sera.

E qui viene da chiedersi: ma come pensano possano capirlo questo i bambini? Come diamine potrebbero capirlo?

E poi: perché dovrebbero pagare loro visto che è un problema nostro?

Sbaglio o è grazie a cose bambinesche come i videogiochi che il settore industriale elettronico di molti Paesi (ad es. il Giappone) proprio su quel fronte hanno sentito meno la Crisi?

ma attenzione ora viene il bello:

In questa atmosfera carnascialesca, dunque, crescono i giovani, convinti che tutta la vita sia un perenne carnevale, che impegnarsi nello studio serva a poco, sforzarsi nel mettere a frutto i talenti a niente, limitare le pagliacciate idem.

Emm emmh:

NON SEQUITUR. “ Il non sequitur, o causa falsa, è stata chiamata spesso anche post hoc ergo propter hoc. Questa ultima dicitura richiama semplicemente il caso in cui si inferisce che un evento A è causato da un evento B solo perché A accade dopo B. Ad es.”Mi sono suicidato perché mi hai trattato male” (ma la causa del mio suicidio era la mia dabbenaggine e non il tuo trattarmi male). Non sequitur è ogni conclusione che assume come causa di un evento qualcosa che non ne è causa; anche se legato di solito al concetto di causalità  (e quindi a problemi di logica induttiva) “non sequitur” indica anche, più in generale, la fallacia di assumere come motivo o ragione per una conclusione qualcosa che non è utilizzabile come motivo o ragione per la conclusione” .” (carlo penco: appunti 1994-1995; revisione 2002)

http://www.fallacielogiche.it/index.php?option=com_content&task=view&id=12&Itemid=26

La forzatura della consequenzialità. Dalla tesi dell’avversario si traggono a forza, attraverso false deduzioni e deformando i concetti, altre tesi che non vi sono contenute e non corrispondono affatto all’opinione dell’avversario, ma sono assurde e pericolose: poiché ora sembra che dalla sua tesi di partenza discendano tali proposizioni, che sono in contraddizione con sé stesse o con Verità riconosciute, ciò vale come una confutazione indiretta, apagoge: è un nuovo impiego della fallacia non causae ut causae.

Arthur Schopenhauer, L’arte di ottenere ragione; stratagemma n. 24. Adelphi, pg. 47

Mi sembra piuttosto chiaro. D’altronde carnevale non si insegna mica a scuola né si festeggia tutti i giorni.

 

C’è bisogno di dire altro?

Una vita senza momenti allegri come il carnevale sarebbe sicuramente insapore e qui nessuno pensa che sia giusto toglierlo, tuttavia, riteniamo esagerato e a dir poco pagano, dedicare due giorni di assenza dalle lezioni per le feste in maschera.

Peccato che tra due estremi sbagliati (insegnamento come eterno carnevale e abolizione dello stesso) il centro non sia necessariamente la soluzione corretta. D’altronde, così posta, la cosa fa pensare che possano esistere solo una soluzione al problema. Il che è palesemente falso.

ma quando credi che di posizioni estreme pensi d’averle lette tutte… lui ti stupisce:

Ricordo, altresì, che tempo fa, quando andavo a scuola (e da quella scuola usciva gente preparata) il mercoledì delle Ceneri si entrava in classe con un’ora di ritardo per partecipare alla Messa della imposizione delle Ceneri.

Chi voleva ci andava, ma anche le famiglie erano diverse ed al rito mattutino ci si incontrava tutti.

Magari perché:

  1. Lo Stato certo non era dei più laici (male che vada ci sarà stata la DC)
  2. I genitori costringevano i figli a filare a Messa, idem i Maestri.
  3. Nel Sud si era (è) palesemente più religiosi

Portati questi ovvi dati di fatto, come se ne esce?

Oggi questa sana abitudine è passata e le Ceneri si sono trasformate in un appuntamento quasi e solo degli anziani.

Perché?

Perché i genitori, nella maggior parte, lasciano crescere i ragazzi come pagani, non li abituano piano piano alla vicinanza con la Chiesa.

Nascondo e si sviluppano, dunque, virgulti che della Chiesa e della religione non sapranno mai nulla e spesso la contesteranno solo per indottrinamento pagano o per sentito dire.

Inutile riscrivere la  manfrina sul Post Hoc e il Non Sequitur giusto?

Non per fare un Ad Hominem/Tu Quoque, ma un po’ di coerenza nelle esposizioni e nei ragionamenti logici non guasterebbero.

Al Ministro per l’Istruzione diciamo: quella sana abitudine potrebbe ritrovare valore, almeno giustificando chi voglia davvero andare alla Messa e prendere le Ceneri.

Un nulla, rispetto a due giorni di baldoria per il carnevale.

Va be’.

Ma arriviamo al secondo scritto, cui rimane la domanda: a che pro?

L’argomento è, ma dai, la Littizzetto:

La volgarità, tuttavia, ha avuto un triste seguito. Anche qui, nulla di nuovo sotto il cielo.

Nessuno ha in testa di operare censure con Luciana Littizzetto, ma sarebbe tempo di dirle, con la massima carità, che a quell’ora di sera, è impensabile infarcire il discorso di parolacce e doppi sensi da caserma.

La parola Umorismo, così come pure quella di Sarcasmo e Ironia sono qui leggermente, ma giusto leggermente ignorate. Ovviamente poi, se già Volpastren è ignorante su tali concetti, figurarsi capire frasi come ma guarda, Volpe, quello è il suo stile. Per altro i suoi doppi sensi son abbastanza velati, apposta. Non puoi farci ogni volta una tragedia

Ma ecco che arriva l’apologia di Giova’:

Questa volta ha insolentito, senza possibilità di replica (cosa alquanto vigliacchetta), l’onorevole Giovanardi.

Non è obbligatorio pensarla nella stessa maniera di Giovanardi, ma non per questo si è autorizzati a metterlo alla berlina e svillaneggiarlo, senza diritto di replica.

No guarda, quel che ha detto è stato: Tu pensala come vuoi, se quella cosa là ti dà fastidio, pensa… pensa pure quello che ti pare, ma per fatti tuoi. Non ci sfracanare i maroni  a noi. Ti fa schifo vedere due donne che si baciano? Be’, a me fa schifo il fegato al burro, il pelo nell’insalata e i preti che danno i sacramenti ai mafiosi. Rompo io le balle per questo?

Onestamente non mi pare proprio quel che si dice dileggiare, né tanto meno insolentire.

Ma in fondo questa è una delle tante cose della logica di Brunello che è meglio non sapere

Fonte della malafede: http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/il-fatto/10659-societa-laicista-e-ostile-a-cristo-celebra-carnevale-ignora-la-quaresimahttp://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/spettacolo/10658-tv-pubblica-quando-la-volgarita-va-al-potere-littizzetto

26 pensieri su “La carnevalata. Con un pizzico di Littizzetto

  1. paopao

    Volpastren:”Ricordo, altresì, che tempo fa, quando andavo a scuola (e da quella scuola usciva gente preparata) ..” e allora tu che ci andavi a fare? A scaldar la sedia? ):D

    FSM:Halloween no, San Silvestro no, San Valentino no, adesso anche Carnevale no… per forza nessuno lo vuole..é pesanteeeeeee!
    Se gli piacciono le ceneri che ci si strafoghi.. figuriamoci, non saremo noi ad impedirglielo.

    Rispondi
    1. Andrea Laforgia

      Credo che intendesse dire che la gente preparata usciva da quella scuola, nel senso che ne andava, non appena si accorgeva del livello intellettivo dei compagni. Volpe restava, ovviamente.

      Rispondi
        1. Andrea Laforgia

          Grazie, admin, di messaggi (anche pacati) gliene invio parecchi, ma ovviamente pubblicano solo ciò che gli fa comodo. Il buon Di Pietro, per una volta che avrei voluto davvero dialogare, mi ha risposto con un “ti sei sfogato?” e mi ha dato del “dio Laforgia”, cosa che peraltro mi ha lusingato molto. Nella risposta che non ha mai pubblicato, comunque, gli avevo raccomandato di non usare la parola “sfogo”, considerato che a lui non è concesso niente, in termini di sfoghi, né l’amica mano, né la fettina nel termosifone. Nel pensare che Di Pietro potrebbe non sposarsi mai (dai, chi se lo prende?) e che quindi eSSo potrebbe non trombare mai (Deus non vult) mi viene un senso di tristezza come quando immaginavo la fine di Will Coyote, che diventava sempre più piccolo, precipitando nel Grand Canyon.

          Rispondi
          1. adminadmin

            Laforgia, sei uno stalker web! Sei mica di Bari, hai 50 anni ed abiti nel quartiere Murat? Di professione fai mica l’avvocato? 🙂

            Strepitoso questo commento di Carletto 🙂

            Laforgia, come sempre i tuoi commenti sono un quotidiano stalking web.

            Non meriti risposta e, per altro, questo è solo un esempio dei tuoi pessimi commenti che posti sul sito ormai da 2 anni.

            Molti altri commenti non vengono pubblicati perché sono ancora più indecenti di questo.

            Il vero intollerante sei tu , le tue parole ne sono esempio.

            E così ha risposto anche a questo tuo commento… Perchè è ovvio che eSSo non ci legge. 😉

          2. Andrea Laforgia

            Gli ho risposto che farebbe bene a non usare il termine “stalking”, e gli ho ribadito di fare chiarezza su BV vs Bruno Volpe. Ma ovviamente si è guardato bene dal pubblicare il mio commento.

          3. adminadmin

            Nel mio piccolo posso invece vantare un nuovo successo. Dopo aver ricevuto millemila mail di aziende (o presunte tali) che mi invitano a creare relazioni commerciali per migliorare il posizionamento SEO del nostro sito (mail che ovviamente finiscono rigorosamente nel cestino), quest’oggi ho ricevuto una mail di un tale Michele che mi chiede di essere rimosso dalla nostra mailing list. Mailing list che non abbiamo, ovviamente. Gli ho chiesto di vedere una copia della mailing list e si scopre che la mailing list che lo disturba è quella degli amici Pointifessi! Quindi questo gonzo maleducato scrive a me per chiedermi di essere rimosso dalla mailing list dei Pontifessi! E così scopro che ha lasciato un commento (il 10 di febbraio) ad un articolo Pontifesso.

            Gli ho suggerito di rivolgersi altrove. Ed al mio gentile messaggio ha evitato accuratamente di rispondere! Sgarbato oltre che ottuso!

            Mi dispiace dover far notare che la mailing list a cui fate riferimento proviene da un sito che non è sotto il mio controllo.
            Io sono gestisco il sito pontilex.org. La mailing list a cui fate riferimento proviene dal sito pontifex.roma.it

            Vi invito a prendere contatti con chi gestisce quel sito qualora vogliate ottenere la vostra eliminazione dalle loro mailinglist.

            Ricevete le mail Pontifesse probabilmente in conseguenza della vostra registrazione per lasciare il seguente commento:
            (segue l’indirizzo a cui si trova il commento)

          4. adminadmin

            Io starei molto, molto attento. Se B.V. lo stalker di Murat era solito usare i fegati ed appenderli ai citofoni, tu ora rischi grosso, molto grosso. Vuoi mica che da Potenza ti mandino un palo della luce blu a casa tua, vero? 😀

            Bene Laforgia, qui mi sei piaciuto. DIO GRAZIE, DOPO 2 ANNI!

      1. paopao

        Aehm, in qualitá di fantacobiografa di Calime ehm Cdippino (e chiamatemi [email protected]) consentimi, o Andrea, di darti un prezioso consiglio:
        sugli autobus calvo, rapato a zero o SEMPRE E SOLO col berretto! E guardati le spalle…sia mai che la tua chioma si trasformi in trofeo di qualche sforbiciata amorosa ..

        Rispondi
  2. Caffe

    “Ricordo, altresì, che tempo fa, quando andavo a scuola (e da quella scuola usciva gente preparata)”. Questa frase di brunello è forse la perla più gustosa dell’altrimenti solito articolo infarcito delle solite amenità che il geniale pubblicista pugliese ama elargire al resto dell’umanità.
    Brunello ma leggi quello che scrivi? Tu stai alla lingua italiana come io sto al Papa, di storia, geografia e scienze, da come scrivi, hai la stessa dimestichezza che ho io con le equazioni di quarto grado, sicuramente vai forte in matematica perché i tuoi conticini sai farteli bene…. , Dalla tua scuola usciva solo gente preparata? Si vede che con te si sono distratti o, più probabilmente rassegnati all’ineluttabile: dopo tot anni dovevano farti uscire, preparato o meno, per forza.

    Rispondi
      1. Andrea Laforgia

        Per me, la perla ineguagliata, ad oggi, resta quella frase: “oggi starei a dirigere, acclamato, il New York Times”.
        Notare quel “acclamato”.
        E’ da applauso, dai.
        Il bello di Volpe è che lui non solo dice delle gran cagate, ma ci mette vicino una grossa freccia con una scritta la neon lampeggiante: “Questa è una cagata!”.

        Rispondi
  3. adminadmin

    Aggiungo solo un piccolo contributo che ho letto sulla bacheca di alcuni amici. Oggi sono tutti pronti a gridare allo scandalo perchè Celentano ha ipotizzato la chiusura di “Avvenire” e di “Famiglia Cristiana”, argomentandone con precisione le ragioni. Nessuno però ha preteso le scuse di questi giornali quando, a parti invertite, erano essi stessi a chiedere la chiusura e la censura di programmi televisivi.

    http://www.tvblog.it/post/33097/famiglia-cristiana-avvenire-chidete-i-programmi

    Rispondi
    1. Caffe

      Non sta bene chiudere, a meno che non istighino esplicitamente alla violenza nessun organo di informazione; punto e basta, Celentano è un pallone gonfiato dalle sue scorregge mentali, l’Avvenire è l’ organo di stampa dei vescovi, dedito essenzialmente a usare la menzogna per sconfiggere i suoi avversari; eppure io non ne chiederei mai la chiusura, ho fiducia nel buon senso dei miei connazionali, l’integralismo di questi pennivendoli è il nostro miglior alleato; Hitler bruciava i libri in piazza; mal gliene incolse.

      Rispondi
      1. adminadmin

        Neppure io apprezzo le richieste di censura.
        Ma non apprezzo neppure la doppia morale di chi ora si scandalizza mentre non ha battuto ciglio quando “Avvenire” e “Famiglia Cristiana” indossavano i panni del censore del cazzo di turno.

        Rispondi
        1. faunita

          Tanto più che le pubblicazioni cattoliche hanno standard di “tolleranza” non proprio elevatissimi: basta che un libro o un film NON STIGMATIZZI omosessualità, aborto, sesso, ecc. per essere subito malvisto….

          Rispondi

Rispondi