Solstizi e profezie

 

Lo spirito di un’epoca è qualcosa a cui non possiamo tornare. Esso tende a dissolversi, perchè si sta approssimando la fine del mondo.
Non può, in effetti, essere sempre primavera o estate, e ugualmente non può essere sempre giorno; quindi anche se desiderassimo riportare il mondo allo spirito del secolo scorso, ciò non sarebbe possibile. E’ importante trarre il meglio da ogni generazione.
L’errore di chi ha nostalgia del passato sta nel fatto che non afferra questo principio.
Ma coloro che mostrano considerazione solo per la realtà attuale, ostentando disprezzo per il passto, appaiono molto superficiali.

Hagakure, Yamamoto Tsunetomo

Partiamo col leggero: oggi Stanzione parla del solstizio d’inverno, meglio noto ai più come natale. Nulla da dire sul 25 dicembre, o almeno non più di quanto non non sia già stato detto:

La nascita di cristo fu assegnata al 25 dicembre perché in questo giorno, quando il Sole torna nei cieli settentrionali, i devoti pagani di Mitra celebravano il Dies Natalis Solis Invicti

Enciclopedia Cattolica. Vc. Natale

Ma mi tocca far le pulci sul 6 gennaio:

La festa liturgica del Natale è stata istituita in Occidente, probabilmente poco prima della metà del IV secolo, e si è diffusa rapidamente in Oriente. Si tratta di una celebrazione relativamente tardiva, poiché in quell’epoca le comunità cristiane già osservavano la Pasqua e la Pentecoste, ereditate direttamente dal giudaismo, conoscevano un ciclo quaresimale di durata variabile secondo le varie località, e festeggiavano quasi ovunque il 6 gennaio l’Epifania, dedicata essenzialmente al battesimo di Gesù.

Ma che avverrà il 6 gennaio?

La presenza del brillante Saturno può costituire un utile punto di riferimento per identificare le costellazioni zodiacali che sorgono ad oriente nelle prime ore della notte: il Cancro e, di seguito, il Leone

Per chi non lo sapesse, l’ammesso più luminoso della costellazione del Cancro è chiamato il presepe ed è vicino agli aselli gli asini, rispettivamente γ e δ Cancri. Ora: anticamente il cancro costituiva il principio del solstizio d’estate, in contrapposizione al capricorno che è quello d’inverno. Non per niente i pitagorici vedevano nel cielo in questi punti le Porte del Cielo e quelle degli Inferi (nozione poi appena accennata da Platone nel Fedro). Nulla di nuovo, se si pensa che da questo fatto viene il mito d’Amaltea e della Grotta delle Ninfe. Ma a ben vedere, anche la celebrazione, secondo tradizione pre-gregoriana, della nascita dell’agnello di Dio. A riprova di ciò, v’è il fatto che il Leone era il simbolo di Giuda lo splendente, e che proprio l’anno zero capitò che Venere (la Stella del Mattino, come si definisce lo stesso messia nell’Apocalisse, ma parimenti la Fosforo, il portatore del fuoco, come lo stesso si dice in Lc12–14) transitò proprio in quella costellazione per ben due volte congiungendosi col Padre del Cielo Giove appunto in concomitanza con il solstizio.

Ma non è tutto:

La stella più luminosa dell’Auriga è Capella, termine che in latino significa “capretta”. La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estesecostellazioni – ma prive di stelle brillanti – della Balena e dell’Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione.

Ora, Orione era identificato anticamente con il buon Tammuz, dio della fertilità, parimenti Aqhat e le sette sorelle (il cane) o il più familiare Attis o ancora Zagreo o Osiride. Da notare come tutti questi muoiano e risorgano e in particolare gli ultimi verranno brutalmente uccisi, talvolta per far resuscitare un eroe a loro simile. Perché questo? Semplicemente perché quando Orione “cade” veniva un periodo di siccità nelle zone dell’Asia Minore e parimenti il periodo del raccolto nelle terre più fertili. Quella che ancor ora gli Ebrei chiamato testa dell’anno (Rosh Hashanah ראש השנה) cade in senso metaforico con ciò che la rappresenta: le sementi vengono tagliare dai loro fusti. Tale evento era cifrato palesemente appunto con la distruzione del corpo del dio delle sementi, stranamente pure i Vangeli non fanno eccezione, non a caso Giovanni viene decapitato prima della resurrezione. Per inciso: il fatto che gli dei siano due dipende appunto dalla doppia natura di Venere, non a caso il battista è per storia abbastanza familiare a Gesù, al punto che anch’esso predicò e fu annunciato da un angelo in circostanze straordinarie, tanto più che proprio un’allusione ai meccanismi degli equinozi si può rintracciare nello stesso Vangelo di Giovanni (3,30).

La presenza di Orione allo zenit è quindi anch’esso un indizio.

Ma di là delle ipotesi disfattiste, a un certo punto mi son trovato con un palmo di naso per le seguenti affermazioni:

I veri cristiani credono negli Angeli da lungo tempo, considerandoli abitanti particolarmente importanti dell’universo. Alcuni studiosi riportano l’angelologia al profeta persiano Zaratustra, in realtà vi sono importanti prove che 1’angelologia biblica non solo è più antica ma è anche di natura diversa, infatti mentre gli Amesha Spenta, della religione Zoroastriana, sono astrazioni più o meno personificate di varie virtù, gli Angeli della Bibbia non hanno nulla di allegorico.

Come delle nozioni di un testo le cui redazioni più antiche risultano a mala pena risalenti al quarto secolo BCE rispetto a una dottrina di almeno duemila anni più vecchia son misteri della matematica PontifeSSa che non voglio nemmeno approfondire.

Nel merito, mi risulta che anche gli Amesha (e con loro anche i Daiwa/Daeva/Deeua e gli Yazatas) fossero molto materiali, non a caso fu proprio uno di quelli secondo l’Avesta a svelare al profeta della lotta tra Armazd e Ahriman, parimenti fu sempre uno di loro che scese nella casa ove questo nacque per illuminarla bruciandola senza intaccarla e ancora fu sempre un materialissimo angelo a fer vedere ad Arda Viraf il mondo dell’oltre-morte. Ma perché allora li definisce così? Ovvio, perché non percettibili. Difatti come spiega bene Wikipedia, i Persiani non si spiegavano i moti dei pianeti e furono costretti a vederci forze benigne o maligne a seconda del caso che agivano in modo impercettibile per muovere gli astri. Da notare che tale nozione fu presa nientemeno che dagli gnostici che svelarono la connessione tra venere e il Messia (venere è infatti collegata a Sophya e Gesù era infatti definito come incarnazione di essa) parimenti al meno esplicito Paolo [Efs 6,12; 1Cor 2,8].

Ma torniamo un po’ indietro coi versi, ecco come il Nostro giustifica l’assorbimento del 25 dicembre:

I cristiani attribuivano il passo biblico veterotestamentario di Malachia 3,20: “Per voi…sorgerà…il sole di giustizia” come una profezia della venuta di Cristo.

Di là della veridicità o meno dell’intera affermazione, vediamo bene tutto il passo:

1 «Ecco, io vi mando il mio messaggero,
che spianerà la via davanti a me
e subito il Signore, che voi cercate,
l’Angelo del patto, che voi desiderate,
entrerà nel suo tempio. Ecco egli viene»,
dice il SIGNORE degli eserciti.
2 Chi potrà resistere nel giorno della sua venuta?
Chi potrà rimanere in piedi quando egli apparirà?
Egli infatti è come il fuoco del fonditore,
come la potassa dei lavatori di panni.
3 Egli si metterà seduto, come chi raffina e purifica l’argento,
e purificherà i figli di Levi
e li raffinerà come si fa dell’oro e dell’argento;
ed essi offriranno al SIGNORE offerte giuste.
4 Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al SIGNORE,
come nei giorni antichi, come negli anni passati.
5 «Io mi accosterò a voi per giudicare
e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri,
contro quelli che giurano il falso,
contro quelli che derubano l’operaio del suo salario,
che opprimono la vedova e l’orfano,
che fanno torto allo straniero e non hanno timore di me»,
dice il SIGNORE degli eserciti.
6 «Poiché io, il SIGNORE, non cambio;
perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete ancora consumati.

La profezia inizia già in modo curioso. Pare infatti una sorta di apocalisse pre-Giovannea basata su nozioni ben più antiche, difatti l’idea che il mondo verrà purificato col fuoco è un’idea babilonese-persiana. Non per niente, tali concetti verranno ripetuti sia da Berosso e alla stessa maniera si ritrovano nell’Avesta e nelle profezie di fine-Yuga tibetani palesemente influenzate da questa.

Ma perché il benevolo Yahwhè si spinge a questo punto?

7 Fin dal tempo dei vostri padri voi vi siete allontanati dai miei precetti
e non li avete osservati.
Tornate a me e io tornerò a voi»,
dice il SIGNORE degli eserciti.
«Ma voi dite: “In che modo dobbiamo tornare?”
8 L’uomo può forse derubare Dio? Eppure voi mi derubate.
Ma voi dite: “In che cosa ti abbiamo derubato?”
Nelle decime e nelle offerte.
9 Voi siete colpiti da maledizione,
perché mi derubate, voi,
tutta quanta la nazione!
10 Portate tutte le decime alla casa del tesoro,
perché ci sia cibo nella mia casa;
poi mettetemi alla prova in questo»,
dice il SIGNORE degli eserciti;
«vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo
e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla.
11 Per amor vostro, io minaccerò l’insetto divoratore
affinché esso non distrugga più i frutti del vostro suolo,
la vostra vigna non sarà più infruttuosa nella campagna»,
dice il SIGNORE degli eserciti.
12 «Tutte le nazioni vi proclameranno beati,
perché sarete un paese di delizie»,
dice il SIGNORE degli eserciti.

Insomma, sempre Gesù non sia un dio delle sementi è difficile che sia venuto a purificare veri mali spirituali. O almeno secondo questa profezia.

3 Duri sono i vostri discorsi contro di me – dice il Signore – e voi andate dicendo: «Che abbiamo contro di te?».14 Avete affermato: «È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto dall’aver osservato i suoi comandamenti o dall’aver camminato in lutto davanti al Signore degli eserciti? 15 Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti».
16 Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. 17 Essi diverranno – dice il Signore degli eserciti – mia proprietà nel giorno che io preparo. Avrò compassione di loro come il padre ha compassione del figlio che lo serve.18 Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza fra il giusto e l’empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.
19 Ecco infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà – dice il Signore degli eserciti – in modo da non lasciar loro né radice né germoglio. 20 Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia con raggi benefici e voi uscirete saltellanti come vitelli di stalla. 21 Calpesterete gli empi ridotti in cenere sotto le piante dei vostri piedi nel giorno che io preparo, dice il Signore degli eserciti.

Sì: avete letto bene. In pratica Gesù secondo tale profezia dovrebbe essere un rivoluzionario a dir poco cruento. Ma siamo sicuri che si riferisca a Gesù?

22 Tenete a mente la legge del mio servo Mosè,
al quale ordinai sull’Oreb,
statuti e norme per tutto Israele.
23 Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga
il giorno grande e terribile del Signore,
24 perché converta il cuore dei padri verso i figli
e il cuore dei figli verso i padri;
così che io venendo non colpisca
il paese con lo sterminio.

(CEINuova Riveduta; Nuova DiodatiRivedutaDiodati)

Che le informazioni siano vere o meno, certo è che chi avrà mai usato questi versi come profezia sarà stato molto selettivo. O distratto.

Salto la citazione sugli zoroastriani magi perché… insomma, mi pare che di danni il Nostro ne abbia già fatti abbastanza.

 

Fonte del disastro più totale: http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/consacrati/9906-che-cose-il-natale-perche-si-festeggia-il-25-dicembre-breve-storia

Fonti:

  1. Astronomia.com “La presenza del brillante Saturno può costituire un utile punto…”
  2. “La stella più luminosa dell’Auriga è Capella, termine che in latino significa “capretta”.” (non a caso tutte le pagine della ricerca rimandano al 6 gennaio)
  3. http://eclipse.gsfc.nasa.gov/SENL/SENL200401B.pdf;
  4. http://lantero.altervista.org/Zodiaco/Segni/Cancer/Cancer.html;
  5. /ariete.htmlCapricornus.html
  6. http://www.mondodiloto.com/news.asp?id=194
  7. http://www.fmboschetto.it/didattica/Dante_e_la_scienza/oblico.htm
  8. http://www.nautica.it/info/tecnica/cancro.htm
  9. Le più Antiche Storie del Mondo (saggi 278), Einaudi, Thodor H. Gaster Torino 1960

6 pensieri su “Solstizi e profezie

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