Yara Gambirasio: se il palazzetto dello sport diventa Chiesa…

Il tiloto ricopia quello di Bruno Volpe che, per il nostro diletto o il nostro sconforto, non smette mai di dire stupidaggini e farci ridere/piangere.
Sempre pronto a rivolgere critiche da sommo eruduta quale si vuole presentare per poi dimostrare, già nel titolo, un’ignoranza che lascia attoniti. Molti di voi forse non ci avranno fatto neppure caso, ma uno che ne sà un po’ di teologia o meglio ecclesiologia a leggere la frase …se il palazzetto dello sport diventa Chiesa… si mette le mani nei capelli: è un po’ come dire che zero è uguale all’insieme vuoto (per uno che ne sà di matematica): una fesseria, ma di quelle mostruose.

Che differenza c’è allora tra chiesa e Chiesa? Una c maiuscola? No. La chiesa è un luogo fisico definito spazialmente in cui si eseguono le azioni di culto.

Cosa è invece la Chiesa (con la C maiuscola)? Scrive Benedetto XVI: la Chiesa non è soltanto il piccolo gruppo degli attivisti che si trovano insieme in un certo luogo per dare avvio ad una vita comunitaria. La Chiesa non è nemmeno semplicemente la grande schiera di coloro che alla domenica si radunano insieme per celebrare l’Eucaristia. E infine, la Chiesa è anche di più che il Papa, vescovi e preti, di coloro che sono investiti del ministero sacramentale. Tutti costoro che abbiamo nominato fanno parte della Chiesa, ma il raggio della compagnia in cui entriamo mediante la fede, va più in là, va persino al di là della morte. Di essa fan parte tutti i Santi, a partire da Abele e da Abramo e da tutti i testimoni della speranza di cui racconta l’Antico Testamento, passando attraverso Maria, la Madre del Signore, e i suoi apostoli, attraverso Thomas Becket e Tommaso Moro, per giungere fino a Massimiliano Kolbe, a Edih Stein, a Piergiorgo Frassati. Di essa fan parte tutti gli sconosciuti e i non nominati, la cui fede nessuno conobbe tranne Dio; di essa fanno parte gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi, il cui cuore si protende sperando e amando Cristo, “l’autore e perfezionatore della fede”, come lo chiama la lettera agli Ebrei” (12,2) (Ratzinger Benedetto XVI, Meeting 1990). Vedete come la Chiesa è sempre idenfiticata, anche nelle definizioni parziali, come un gruppo di persone e mai come un luogo fisico, uno spazio.
Capite quindi come il finissimo teologo Bruno Volpe… in realtà si dimostra una zappa già dal titolo (ma da uno che non sà neppure i sacramenti – cosa da terza elementare – è difficile pretendere che abbia conoscenze – anche se basilari – di ecclesiologia).

Ma non è finita qui (magari lo fosse!)…

Scrive ancora Volpe: …Ma la messa esequiale non é, tanto meno può essere, un rito celebrato per la gloria del morto, ma per la gloria di Dio, al quale si raccomanda la sua anima.

Che orrore questa frase. Il dire che la messa sia un rito… ahhhhhhh un liturgista, insieme all’ecclesiologo di cui sopra, si metterebbe le mani nei capelli. La messa un rito? Ma stiamo scherzando? Neppure il peggiore modernista ridurrebbe l’Eucaristia ad un rito…
Esistono diversi riti (ambrosiano, romano, etc.) ma celebrano tutti la medesima liturgia mediante la quale si “compie l’opera della nostra redenzione”. La Messa non è un rito… VERGOGNA!!!

Prosegue nel suo delirio: …Al contrario, celebrando la messa in un luogo laico e non deputato a riti, si ottengono due risultati perversi: si certifica quella idea della messa come spettacolo e momento di celebrità. In secondo luogo, il rito tutto diventerebbe, meno che una messa.

Io non so che idea abbia Volpe della Messa, ma di certo quello che la caratterizza sostanzialmente non è il luogo in cui viene celebrata, tanto è vero che perchè una consacrazione sia valida da parte di un ministro lecitamente e validamente ordinato si richiede che siano rispettate le parti essenziali della messa  e che la formula consacratoria sia pronunciata correttamente, nulla di più (giusto per la cronaca lo stesso Papa ha celebrato in luoghi che non fossero chiese, senza alcun problema)… ma vabbhè, il papa eretico non è una novità da queste parti (se poi lo dice un ignorantone come Volpe… ci si crede sulla fiducia).

Bestemmia ancora dicendo: …La messa, con tutto il dovuto rispetto, é per Dio e non per Yara…

La Messa è per Dio? E che se ne fa Dio della nostra Messa? La Messa, dove ogni preghiera, ogni supplica, ogni invocazione è rivolta al Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo, è per l’uomo, per aiutarlo ad avvicinarsi a Dio, a sperimentare il Suo amore, per nutrirsi, lui: l’uomo, del Corpo e del Sangue del Signore. La Messa serve all’uomo per scoprire, conoscere, incontrare Dio che si fa pane e vino per noi (queste penso siano cose che si studiano il primo anno di catechismo…). Nella liturgia terrena noi partecipiamo per anticipazione alla liturgia celeste che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme, verso la quale tendiamo come pellegrini, dove il Cristo siede alla destra di DIo quale ministro del Santuario e del vero Tabernacolo. Non per nulla la Messa, e più in generale la liturgia, è “culmen et fons”, culmine e fonte. E’ il culmine verso cui tende tutta l’azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia.

Dice ancora: … siamo certi che questa presa di posizione ci attirerà gli strali dei buonisti e di coloro che pensano: basta un luogo qualunque per avere Dio.

Basta un luogo qualunque per AVERE Dio? Ma che vuol dire? Come fa un persona ad AVERE Dio? Ma vi rendete conto dell’assurdità di quello che si dice? Dio, colui che nessuno ha visto eppure il Figlio unigenito che è nel seno del Padre lo ha rivelato, quel Dio, Volpe lo vuole possedere… Qui si altera il teologo…

Dice ancora: … Dio, al contrario, si onora sia nelle condotte personali, ma anche nel decoro del posto e dice il Vangelo: la mia casa (il Tempio) é casa di orazione. Non parla di Palazzetto dello sport.

Se è per quello non parla neppure di chiesa (e nessuno ha dimostrato che un palazzetto sia un posto indecoroso)… giusto per la cronaca lo stesso Gesù ci dice anche “…dove due o tre sono riuniti nel mio nome, LI io sarò in mezzo a loro…”

Ecco quindi come, in un solo articolo, si possa far imbestialire l’ecclesiologo, il liturgista, il biblista e il teologo in un colpo solo…

Brunello… non è da tutti raggiungere i tuoi livelli di delirio…

 

Simone

 

P.S.: visto che intervisti tanti vescovi ed arcivescovi… ogni tanto fatti dare una dritta in ecclesiologia o in teologia che sei messo veramente in condizioni pietose…

5 pensieri su “Yara Gambirasio: se il palazzetto dello sport diventa Chiesa…

  1. adminadmin

    Simone è interessante notare come, leggendo tra le righe del sottile (non fine, sottile) pensiero Brunellesco, sia possibile intravedere squarci di devastante incompetenza ed ignoranza. Grazie per aver gettato luce sul vuoto pneumatico che pervade le menti di alcuni amici Pontifessi.
    In sintesi possiamo dunque affermare che chi ha perso la Fede è proprio Brunello. Quindi, riassumendo, Foxy è perfido! 🙂

    Rispondi
  2. diegopig

    Caro Simone, aspettati una dotta confutazione di questo tuo articolo.
    Se sono proprio malvagi, affideranno tale confutazione a findus-et-orata. 😀

    Rispondi
  3. dio

    Ecco quindi come, in un solo articolo, si possa far imbestialire l’ecclesiologo, il liturgista, il biblista e il teologo in un colpo solo…

    E i miei sentimenti?? anch’io sono incazzato!!!!!!!

    Rispondi
  4. FSMosconiFSMosconi

    Tra le massime evangeliche ricordo anche una sul non pregare come gli ipocriti che predicano nella piazze ma rinchiudersi nella propria stanza dove solo il Padre può ascoltare… 😉
    Non che mi aspettassi la conoscenza sìdi certe finezze da parte dei PontifeSSi… 😉 😉

    Rispondi
  5. GIANLUIGI

    Conosco bene Brembate di Sopra. La chiesa è piccola quaindi credo che la scelta di celebrare la funzione al palazzetto dello sport derivi dall’esigenza di avere più spazio per consentire a chi lo desideri di partecipare alla funzione.

    Rispondi

Rispondi