OPPT: CIVIL WAR – ATTO IV – “There can be only One (People)”

“[…] Gimme the prize, just gimme the prize,
Give me your kings, let me squeeze them in my hands,
Your puny princes,
Your so-called leaders of your land,
I’ll eat them whole before I’m done,
The battle’s fought and and the game is won,
I am the one the only one,
I am the God of kingdom come […]”
(Queen, “Gimme the prize“, dall’album “A kind of magic“)

Buongiorno a tutti.

Come avrete facilemente intuito dal titolo di questo nuovo episodio della “Saga dei Sovranisti”, torniamo a parlare di uno scontro tra fazioni bufalare. E l’espressione “guerra civile” non è mai stata così azzeccata come in questo caso, perché in questo pezzo ci occuperemo dell’ennesima lotta intestina scoppiata in seno al più famoso dei gruppi dei Sovrani di Sè Stessi: quelli di Popolo Unico, i nostri amichetti preferiti.

Girarci intorno sarebbe inutile, quindi tanto vale sganciare subito la bomba: è con immenso dolore (LOL) che vi comunico che i restanti 2/3 del Trio Drombo, il gruppo direttivo di PU, si sono separati. Si, avete capito bene, Valeria e Pierangelo non sono più amicici. Come e perché sia successo avremo modo di illustrarlo nei paragrafi che seguono.

Prima di cominciare però, permettemi di farmi le mie scuse: in questi mesi che ci separano dall’ultimo articolo (del marzo di quest’anno) sul tema sono stato preso da impegni lavorativi nonchè di vita privata ed ammetto di aver mollato un po’ il colpo, non seguendo le varie ramificazioni popolunicare assiduamente come prima. Ci siamo quindi persi alcune sottotrame potenzialmente spassosissime.

Tipo?” chiederete voi. Tipo l’aspirante adepto cacciato in fretta e furia per aver cercato di allargarsi un po’ troppo, pubblicizzando all’interno di uno dei vari gruppi di PU la vendita dei suoi “monili energetici”, una di quelle carabattole new-age che non mancano mai a qualsivolgia fiera dell’artigianato locale, assieme ai CD dei canti gregoriani dei monaci benedettini o quelli delle zufolate andine da pubblicità anni ’90 del Nescafé.

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Cacciata effettuata da Valeria, come potete vedere nell’imagine sopra riportata, ricorrendo al suo consueto dolce stil novo.

Oppure le fanta-interpretazioni delle boiate di Q/QAnon, il troll pro-Trump che imperversa su 4Chan e di cui Valeria è praticamente diventata, oltre che un’assidua lettrice, megafono nostrano e Gran Maestra a capo della banda di aspiranti esegeti dei cripitici “oracoli”. Ma per quelle servirebbe un intero sito a parte.

Spero dunque che il racconto della rottura tra gli scampoli superstiti del fu Trio Drombo nostrano possa assolvermi dalle mie mancanze.

Procediamo ordunque, senza frapporre ulteriori indugi, alla narrazione di questa nuova magagna del Regno della Sovranità Individuale; se siete ancora in vacanza mettevi pure in panciolle sul divano con qualcosa di fresco da bere, se invece siete al lavoro ocio a non farvi beccare dal capo o dai colleghi: nemmeno questa volta il viaggio sarà breve.

CAPITOLO 1: PAURA E DELIRIO A LAS VEGAS A BERNA

Tutto comincia verso la fine del Maggio scorso quando, nel gruppo “Popolo Unico Evoluzione” (ennesima emazione del gruppo originario), compare questo post di Valeria (che, nel frattempo, ha abbandonato gli alias visti nel precedente episodio)…

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… in cui fa un riferimento sibillino “all’aria che tira” e riporta un codice alfanumerico accompagnato dall’immagine di un timbro.

Lì per lì, all’epoca, non ci feci molto caso; pensai (ingenuo!) che si trattassero ancora di strascichi della lotta intestina precedente, quella con Wolf, reo di aver modificato le Sacre Letterine Minatorie da Protocollare.

Si trattava invece, come è diventato chiaro solo in seguito, delle prime avvisaglie di un’altra rissa interna destinata a spaccare nuovamente in due la compagine popolunicara. Ma, per capire meglio, procediamo con ordine, piano piano ci arriveremo.

Stando al post, Valeria avrebbe dunque depositato un “copyright”? Così lei sostiene…

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… anzi di più, dice di aver utilizzato “una blockchain della Comunità Europea” (Sic!)…

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… ma non per motivi di lucro eh, lo fa per “alto obiettivo di scopo”!

Ragione di questa improvvisa decisione?

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All’epoca in cui venne scritto il post, Valeria si limita a parlare di “farisei che speculano sul lavoro altrui”…

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… a cui vorrebbe vietare addirittura di citare le stesse leggi e gli stessi trattati a cui fa riferimento lei (e, nel caso ve lo stiate chiedendo, no non può impedirlo, vedremo fra poco il perché)…

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…perché si tratta di “materiale riservato allo studio” dei membri di PU e pertanto deve restare “libero e gratuito”.

Non fate caso al commento di UN MINUTO DOPO in cui si contraddice, affermando implicitamente di voler fare causa e parlando di “proventi” (bipolarità, portami via).

Dopo aver scoperto che “lavandai” sarebbe una specie di insulto, dedichiamoci ora a decifrare cosa vogliano dire, in base al diritto vigente, questo guazzabuglio di frasi.

Innanzitutto precisiamo che fra “diritto d’autore” e “copyright“, pur riguardando la stessa fattispecie, c’è una sottile differenza:

– il Diritto d’autore, tipico degli ordinamenti giuridici dell’Europa continentale (fra cui l’Italia), si compone in realtà di due diversi diritti: il diritto ad essere riconosciuto come autore dell’opera stessa (c.d. “carattere morale del diritto d’autore“) ed il diritto allo sfruttamento economico della medesima (c.d. “carattere patrimoniale del diritto d’autore“). Mentre il “diritto morale” è incedibile, il diritto di sfruttamento economico può essere ceduto a terzi con un contratto di pubblicazione o di edizione;

– il Copyright, nato intorno al XVI°/XVII° in Inghilterra e sviluppatosi poi negli ordinamenti di common law e di lingua anglosassone, pone invece la questione in una prospettiva diversa, configurandosi come il diritto dell’editore a produrre copie dell’opera originale a fini commerciali, a patto di aver ricevuto per primo l’autorizzazione dell’autore (a cui, salvo la cessione a titolo gratuito, viene attribuito un compenso una tantum od una percentuale sulle vendite).

Le C o le P cerchiate che talvolta vediamo sui libri od DVD che compriamo le avete presenti, giusto? Servono appunto ad indicare che esiste in capo all’editore un diritto di copyright (depositato in data certa in un apposito registro) e che quindi quella che abbiamo fra le mani è una copia autorizzata di una determinata opera.

Per il diritto d’autore invece, dato che sorge nel momento in cui l’opera viene ultimata, teoricamente non c’é bisogno di alcuna formalità ma, per prudenza e per prevenire eventuali contestazioni, è sempre bene procurarsi una qualche prova che faccia data certa.

Ad esempio, un vecchio trucchetto, semplice ed economico, che molti scrittori conoscono bene è quello di spedire in un plico con ricevuta A/R il loro manoscritto (scrivendo la data di ultimazione sulla prima pagina) alla Segreteria del Quirinale. Dato che la Segreteria filtra tutta la corrispondenza diretta al Presidente, ogni documento in ingresso viene protocollato e, se non è di interesse per le funzioni del Capo dello Stato, rispedito al mittente in un altro plico sigillato col timbro della Presidenza della Repubblica. Et voilà, con una minima spesa e dispendio di tempo, ecco ottenuta la prova, sfido qualunque avvocato del pianeta a proporre querela di falso contro il sigillo del Presidente della Repubblica.

Diversa è anche la durata dei due diritti: in Italia il diritto d’autore si estende dal momento dell’ultimazione dell’opera fino a 70 anni dopo la morte del sua autore; il copyright ha invece una durata molto più breve (in genere dai 14 ai 30 anni, a seconda del singolo ordinamento preso in considerazione) ed è, solitamente, rinnovabile un certo numero di volte (anche se, sopratutto negli USA, si sta diffondendo una pericolosa tendenza al copyright “perpetuo”, ma questo è un altro discorso).

Scaduti i termini di cui sopra (od in mancanza di rinnovo, nel caso di copyright), l’opera cade in pubblico dominio ovvero può essere riprodotta, commercializzata, diffusa direttamente od utilizzata per trarne le c.d. “opere derivate” senza che sia necessario chiedere il consenso dell’autore o dei suoi eredi.

Fatta questa dovuta premessa teorica, Valeria può DAVVERO vantare un diritto d’autore o copyright sul materiale di Popolo Unico?

Mmhh, non proprio.

Andiamo per gradi: innanzitutto Valeria non ha fatto ricorso ad una “blockchain della Comunità Europea” (CE che, formalmente, nemmeno esiste più dal dicembre del 2009 essendo stata assorbita dall’Unione Europea), ha caricato su di una piattaforma on-line il materiale presente sul sito di PU che le ha restituito, al termine dell’operazione, una stringa di codice alfanumerico; che quella stringa sia una blockchain o meno lo lascio stabilire ad altri (non ho la preparazione tecnica per dirlo, forse il nostro Admin può darci qualche chiarimento in proposito).

Quel che importa è che il sito su cui Valeria ha caricato i contenuti di PU…

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… chiarisce perfettamente nel disclaimer di a) essere un’azienda privata; b) di non avere alcun legame diretto con un qualsiasi ufficio pubblico per la registrazione e la tutela della proprietà industriale e/o intellettuale.

Un po’ ipocrita per una che fino qualche mese faceva il diavolo a quattro perché aveva “scoperto” che la Corte Costituzionale ed altre ramificazioni dello Stato italiano utilizzavano il codice di una società privata per questioni di bassa amministrazione…

Si tratta, scendendo un poco di più nello specifico, di una succursale digitale italiana di una società francese che offre consulenze e servizi legali nel campo della protezione di diritti su marchi, brevetti ed opere originali. Caricando sul sito copia digitale ciò che si vuole proteggere, l’azienda (dietro compenso) ne deposita, per la durata di 30 anni, una copia (cartacea) in busta chiusa presso un notaio od ufficiale giudiziario equipollente, restituendo al cliente un codice (la stringa alfanumerica di cui sopra) che certifica la data in cui il materiale è stato preso in carico.

Ma questo NON COSTITUISCE, di per sé, il diritto d’autore (che, come abbiamo detto prima, sorge automaticamente al momento della creazione dell’opera)…

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… ma solo i termini del servizio offerto ai clienti per facilitare l’onere della prova in caso di contestazioni sulla priorità del diritto.

Altra cosa è la prova dell’effettiva sussistenza del diritto d’autore…

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… che ricade interamente sulle spalle di chi lo rivendica. E qui rientra in gioco la legge italiana in proposito (Artt. 2575 e ss. C.C. + L. n. 633/1941 e sue successive modificazioni ed integrazioni).

Per poter essere protetta dalla normativa in questione, l’opera deve possedere alcune caratteristiche: Innanzitutto deve essere originale.

Questo presupposto lo si desume dal comma 1 dell’articolo 2575 C.C. perché afferma chiaramente che l’opera deve avere “carattere creativo”; la mera riproduzione non è “creativa”.

Secondariamente, deve ovviamente ricadere nell’ambito della normativa in questione: non tutte le opere dell’ingegno ricadono sotto il diritto d’autore, quelle che hanno un’applicazione industriale o commerciale diretta rientrano nel diverso ambito della “proprietà industriale” (brevetti, marchi, modelli, etc…) mentre le mere idee non possono costituire diritto d’autore, solo il prodotto ultimo di uno sforzo intellettuale e creativo, quale che sia la forma di espressione, è considerato opera meritevole di tutela. L’elenco di cui all’art. 2 L. 633/1941 è pertanto tassativo.

Infine c’è la questione dell c.d. “esaurimento del diritto” e del diritto alla citazione. Una volta messa in circolazione l’opera non si può impedire che venga fruita da chi ne viene in contatto. Se si distribuiscono gratuitamente copie di un testo o di una canzone (a patto che non sia per scopi promozionali o didattici) non si può impedire che venga letto/eseguita in pubblico o ne vengano fatte copie per uso personale. Se compro un libro, l’autore non può impedirmi di prestarlo gratuitamente ad un amico od un parente, di pasticciarlo, di strapparne delle pagine o di buttarlo via. Allo stesso modo non mi può impedire di citare parti del suo testo in una tesi di laurea, una recensione, un parere, etc.

Questo perché, pur riconoscendo al suo autore un certo margine di controllo sulla circolazione dell’opera, tale controllo non è assoluto: è vietato solo ciò che viola o mette direttamente a rischio i diritti morali (il plagio, l’alterazione dell’opera) e patrimoniali (commercializzazione di copie dell’opera senza un contratto di pubblicazione/edizione) dell’autore.

Quindi, prendendo tutti questi concetti ed applicandoli alle bislacche teorie del nostro gruppo di sovranisti preferiti ne possiamo dedurre che:

1) Popolo Unico non è una creazione (già di per sè parola grossa) originale: checché ne dica Valeriona nostra, cambiando peraltro versione con la stessa frequenza con cui un essere umano medio cambia i calzini, le cazzabubbole che raccontano sono, mutatis mutandis per renderle appetibili alla platea dei gonzi italici, praticamente identiche a quelle degli OPPTari mmmerigani. Persino il nome del gruppo “Popolo Unico” non è che a traduzione del significato della prima metà della sigla della setta statunitense (che è, ricordiamolo, One People Public Trust). Non me ne è mai fregato molto del Wrestling ma un match fra la Heather Ann Tucci Jarraf e Valeria/Lilith/Luigina per la paternità delle boiate sovraniste me lo guarderei con piacere;

2) Valeria non può vietare ad altri di citare leggi, nè quelle italiane nè quelle internazionali od estere: l’articolo 5 della L. 633/1941 stabilisce chiaramente che le leggi e la documentazione relativa ai provvedimenti giudiziari ed amministrativi NON ricadono nell’ambito del diritto d’autore. Delle due l’una: i loro ormai celeberrimi scartafacci o sono vere (credici) “procedure di legge” (ed allora dovrebbe spiegarci, senza far ricorso ad alibi triti e ritriti, perché non vanno mai a buon fine) oppure sono pura fiction (cosa che Valeria non ammetterà mai nemmeno sotto tortura) e si ritorna al punto 1;

3) di conseguenza, il deposito effettuato “protegge”, al massimo, l’aspetto grafico del sito di PU ed i testi che servono ad illustrare i punti fondamentali della “teoria” (leggi: bufala) della sovranità individuale e la presentazione degli “obiettivi” che si propongono di raggiungere come gruppo per migliorare le sorti dell’umanità (non ridete là in fondo, ché poi non capite e mi tocca ripetere :D).

Ma farlo nel 2018, a circa tre anni dalla nascita del sito e soprattutto dopo che nel meraviglioso mondo della Sovranità Individuale i capoccioni dei vari gruppi hanno passato l’ultimo lustro a scopiazzarsi a vicenda senza troppi problemi, non è esattemente questa gran genialata; è un po’ come voler appiccare il fuoco alla stalla dopo che i buoi non solo sono scappati, ma sono stati pure cacciati, scarnificati, digeriti e ricacati fuori dai lupi.

Oppure, per somma ironia della sorte, è come una delle loro Sacre Letterine Minatorie: c’é sopra il timbro dell’Ufficio Protocollo del Comune ma, a parte la data certa, non si sa bene che cazzo farci.

Grandissimo risultato per una che ha utilizzato le sue conoscenze di “diritto internazionale e della Convenzione di Berna”. Non fossimo qui a rotolarci sul pavimento dalle risate, meriterebbe l’applauso, con le voci bianche in sottofondo che cantano “Brava Brava MariaRosa”.

Ciliegina finale sulla torta: il timbro di cui Valeria si bulla nel post. Come potete vedere reca la data “2010 – 2040” (ricordiamo che il deposito offrerto dal sito di cui sopra dura 30 anni). Ma perchè mai se il deposito è stato fatto nel maggio 2018 e nel 2010 PU non esisteva?

L’unica spiegazione che mi viene in mente e che Valeria abbia spippolato un po’ nella sezione riservata ai clienti di Copyright.it e, trovata l’immagine di un timbro proveniente da un altro documento, l’abbia utilizzata per farsi bella coi suoi seguaci, come quando aveva preso lo screenshot di un videogioco facendolo passare per un titolo di proprietà immobiliare. Quando si dice che le vecchie abitudini sono dure a morire…

CAPITOLO 2: PAOLI BARNARD DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI…

Più o meno nello stesso periodo ricevo da una delle mie fonti la segnalazione della comparsa in rete di un nuovo sito internet, dedicato ad un’altra vecchia promessa dei sovranisti Popolunicari.

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Stiamo parlando di “Vera Economia”, il piano per la “soluzione” dei problemi economici degli italiani che Valeria e Pierangelo rilanciavano a gran voce per ricompattare le fila dei seguaci ogni volta che spuntava fuori qualche problema e poi ElonMuskamente rimandavano sempre al ventordici di Quaglio del Duemilaecredici.

In cosa consiterebbe, ora che sembra finalmente arrivata in porto, questa “Vera Economia”?

Lo vedremo tra poco, dopo un rapido disclaimer a beneficio dei troll che verranno spediti nella sottostante sezione commenti a frignare: per esigenze di brevità, non ho riportato il testo per intero ma solo gli screenshots con i passaggi fondamentali del (perdonate la parolaccia) “ragionamento”.

Non venite quindi a scartavetrare i coglioni con la storia del “mA nOn HaI sCrItTo TuTto!1!“, se i punti focali della questione sono delle boiate, non sarà mezza riga in più od in meno a fare la differenza. Chi volesse andare a leggersi il testo completo delle varie sezioni, può facilmente reperirlo con 30 secondi di ricerca su Google e verificare di persona.

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Torniamo a noi: come potete vedere nell’immagine sopra, Pierangelo afferma di voler ilustrare il suo geniale piano economico “senza soffermarci troppo su tesi complottistiche”. Lodevole proposito che però se ne è andato a remengo già dal titolo della sezione.

Tranquilli, in compenso poi peggiora.

Dunque, come facciamo a liberarci dalle “strutture monopolistiche in mano finanza privata internazionale”?

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Niente lotta armata nè programmi politici, basta solo “materializzare quello che quasi tutti abbiamo nel cuore”.

Il colesterolo.

Il senso d’empatia per il prossimo ed una generica bonta d’animo. Quelli e lo scambio di “Crediti Umani”.

Che sono mai questi “Crediti Umani”? Calma, ci arriviamo fra un attimo. Prima di spiegarlo, Pierangelo deve prenderla mooolto alla lontana e collezionare un paio di mimmate di pseudodiritto. Per un “sovranista individuale” è il minimo sindacale, “sennò è squalificato” (Cit. Fantozzi).

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No alt, fermi tutti.

“Truffa del debito”?

“Azioni pianificate in largo anticipo”

“Pochissimi sono a conoscenza”?

Ma tutto questo non è… uhm … complottismo?

Risposta: Sì. Oh, io ve lo avevo detto che peggiorava.

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Si tratta, più nello specifico, di un collage di varie pseudo-teorie economiche che circolano sia dentro la Rete che fuori (ne avevamo già, in parte, parlato in passato). Quella che vedete qui sopra, ad esempio, è una castroneria in puro stile Barnardiano: solo chi non ha ancora superato la fase delle scuole elementari crede che la ricchezza (in senso economico) sia creata attraverso l’emissione di moneta da parte dello Stato. Solo il Lavoro, inteso come attività produzione di merci e servizi, genera ricchezza. Spero vivamente di non dover perdere tempo a ri-spiegare il perché.

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Quest’altro passaggio è invece un bel pasticcio di ignoranza sui meccanismi di finanziamento dello Stato, del funzionamento dei mutui bancari e di spazzatura propagandistica dell’estrema destra terzoposizionista/anarco-identitaria sul farlocchissimo “signoraggio bancario”.

Vediamo di fare chiarezza con esempi rapidi e semplici.

Innanzitutto il debito pubblico non nasce dalla cessione a banche commerciali private della “sovranità monetaria” intesa come facoltà di stampare moneta (cosa che, peraltro, non è successa). Il debito pubblico è, molto più semplicemente quella parte della spesa pubblica statale che non è coperta dalle entrate fiscali e dagli altri cespiti dello Stato.

Esempio ipersemplificato: immaginiamo che lo Stato X, ogni anno, per coprire i costi degli attuali livelli di funzionamento dei suoi servizi pubblici (scuole, ospedali, etc…), della manutenzione delle infrastrutture fondamentali (strade, acquedotti, etc…) e degli organi con cui esercita le sue funzioni primarie (uffici amministrativi, locali e regionali, istituzioni centrali, uffici giudiziari, difesa) abbia bisogno di una cifra pari a 100 miliardi.

Immaginiamo altresì che lo stesso Stato percepisca:

– 50 Mld dalla tassazione diretta (sui redditi o sulla proprietà, è indifferente);

– 20 Mld dalla tassazione indiretta (come, ad esempio le accise o l’IVA);

– 10 Mld da altri introiti (Lotterie, monopoli di Stato, altro).

Facendo i conti della serva: 100 – (50+20+10) = 20Mld.

Questi 20Mld di spesa non coperta da qualche parte bisogna pur recuperarli. Quindi per lo Stato le soluzioni sono solo 3: 1) o taglia la spesa pubblica 2) od aumenta le entrate 3) oppure fa appello al risparmio privato (di famiglie, imprese e banche), facendosi prestare quanto gli serve e concedendogli in cambio dei titoli di debito (BOT, CCT, BTP, scegliete voi la forma che vi piace di più) con cui si impegna, alla scadenza, a resituire il capitale percepito più un interesse (altrimenti chi gli presterebbe soldi a titolo gratuito?). Certo, ciò pone il problema di quale tra queste 3 sia la scelta migliore, ma, considerate tutte le implicazioni che comporta è un problema politico che esula dall’argomento della discussione.

Quel che importa capire in questo contesto è che, se lo Stato sceglie la terza opzione, a generare il debito pubblico non è “il click” sul computer della banca che tanto preoccupa Pierangelo ed i soggettoni destrorsi da cui ha scopiazzato, ma il prestito contratto: il “click” non fa altro che modificare le poste di dare/avere nei registri contabili della banca, nessun istituto bancario crea “moneta dal nulla” e quella esistente non viene fisicamente prelevata per un motivo abbastanza banale: secondo voi cosa è più semplice, veloce, sicuro ed economico, accreditare elettronicamente una cifra su di un conto o spostarla da un luogo all’altro con i sacchi col simbolo del dollaro di Zio Paperone?

Aspetta ma… in passato non hai usato una spiegazione simile per i mutui? Quindi funzionano con lo stesso meccanismo?” diranno quelli fra voi con la memoria più lunga.

Mais c’est évident, mademoiselle o monseur lettrice/lettore: se consideriamo il solo rapporto economico sottostante di ciascuno degli istituti giuridici sopra nominati, spogliandoli delle forme e delle altre caratteristiche accessorie proprie di ciascuna species, è facilemente intuibile che appartengono tutti al genus dei contratti a prestazione corrispettive (o sinallagmatici) con cui le parti si obbligano vicendevolmente a dare o fare qualcosa nei confrontri dell’altra in cambio di qualcos’altro.

Ma ciò non toglie che il debito pubblico (come sopra illustrato) dello Stato ed il debito contratto dai privati nei confronti di altri soggetti privati siano due cose diverse

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… e no, nessuno vi pignorerà la casa od il quinto dello stipendio per ripagare il debito pubblico. Se avete una procedura esecutiva sul groppone, vuol dire che avete contratto dei debiti per i cazzi vostri e non li avete ripagati.

Chi vi dice il contrario vi sta raccontando delle gran balle, per ignoranza o per il proprio interesse. Nel caso di Pierangelo non saprei dire quale delle due opzioni sia la peggiore, considerato che di mestiere fa il ragioniere.

Tutto chiaro fin qui, zì? Bene.

Adesso procediamo un po’ più in fretta ché abbiamo ancora un fottio di cose di cui parlare.

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Come si fa ad “aggirare tutte queste problematiche” che l’ideatore della Vera Economia “ha compreso da tempo” (ridiamo fortissimo)?

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L’abbiamo capito, niente rivoluzione nè proteste di piazza. Qual è la soluzione su cui bisogna focalizzarsi, per l’amor di Zeus?

Si vabbè, “è ora di basta!1!!” ma stà stracacchio di soluzione? Arriva o no?

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Ah, “Vera Economia 1.0” e “Vera Economia 2.0”.

Tutto molto bello ma in parole semplici sarebbero…?

Eccallà, “Vera Economia 2.0” in pratica consiste nel comprare il suo libro. Perché? Perché la soluzione è trooooooppo difficile da capire per noi che siamo ancora “troppo condizionati” e dobbiamo farcela spiegare da uno che ha talmente “compreso tutto” non sa distinguere un mutuo dal debito pubblico, chiaro no?

Ma noartri poveri mortali che dobbiamo liberarci dal condizionamento per capire la geniale trovata di Pierangelo nel frattempo che famo?

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Momentomomentomomentomomentomomento. Ragioniamo.

Un progetto annunciato continuamente come grandioso e rivoluzionario.

Poi sempre rimandato, chiedendo di pazientare un altro po’.

Ogni volta, per diverse volte

Tutto stò casino.

E per cosa?

Per l’ennesima straca**o di valuta completare.

Un’idea talmente nuova ed originale che se ne sta discutendo da un secolo.

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Pierangelo però ci avverte che le varie associazioni locali che aderiranno al circuito di Vera Economia saranno libere di “agire autonomamente”, prive di “ogni forma di assoggettamento da parte di terzi”.

Cioè terzi che non sono lui perché tutto il resto verrà gestito attraverso la “piattaforma informatica” del circuito.

Spetta spetta, dov’è che l’ho già sentita quest…

Ah, ecco dove.

Ma se Nuova Economia è stata finalmente varata, perché i capi di PU si sono divisi?” chiederete voi a questo punto.

Ce ne occuperemo giustappunto nel prossimo paragrafo. Vi avviso sin d’ora che avremo a che fare con un altro post-fiume di Pierangelo. Armatevi quindi di santa pazienza.

CAPITOLO 3: THERE CAN BE ONLY ONE

Innanzitutto la tempistica: la tragedia (per loro, ché personalmente la rottura del Trio Drombo l’ho presa come un bellissimo regalo di compleanno in anticipo) si consuma tra la seconda e la terza decade del luglio scorso quando, sulla pagina FB (l’ennesima) “Popolo Unico in Azione”, compare questo sconsolato messaggio.

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Con tono dimesso (talmente dimesso da sembrare quasi un messaggio d’addio) si rende noto che il sito Internet di Popolo Unico è stato “vigliaccamente affondato”, non si sa come non si sa da chi.

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Cosa che non viene presa benissimo da parte degli adepti che pensano si tratti di un inconveniente tecnico. L’anonimo estensore del commento di risposta che vedete sopra (Valeria? Uno della “guardia pretoriana” dei seguaci più fedeli? Mistero) si però lascia sfuggire un riferimento ad una “lotta intestina ed esterna” che dura da anni.

    Ma come, la faida interna non si era forse esaurita con la cacciata dei “Wolfiani”? Vedremo più avanti cosa si cela dietro queste parole.

Intanto passa la notte e la mattina successiva (16 luglio) la musica cambia decisamente.

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Ad affiacciarsi dal balcone digitale questa volta è la DVCIA in persona e ci tiene pure a precisarlo. Non che ce ne fosse bisogno: insulti gratuiti e vaghi, d’annunziani riferimenti a letame & derivati sono una specie di suo marchio di fabbrica, da brava ragazza cresciuta in mezzo alle duchesse, proprio. Poi se, a parti invertite, ti scappa mezza imprecazione è capace di farti saltare addosso da una dozzina dei suoi peones più infervorati.

Ma non divaghiamo: nel suo post-j’accuse Valeria non fa nomi ma lancia un’accusa pesante e circostanziata; il giorno in cui si doveva rinnovare il dominio del sito, ignoti mascalzoni con “mezzucci da 4 soldi” lo hanno “rubato” e portato su un altro account.

In realtà non è proprio così, ma anche di questo avremo modo di parlare più avanti, per il momento limitatevi ad appuntarvi mentalmente questa informazione.

Sia quel che sia il colpo di mano di questi ignoti villanzoni non è andato a buon fine perché Valeria garantisce di avere copie di tutto il materiale del sito. Non riusciranno a fermare il Popolo delle EllErre perché la EllErre “si sa difendere perfettamente da sola” (qualunque cosa voglia dire questa frase).

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Meno di mezz’ora dopo arriva il “CONTRORDINE CAMERATI!”: La sezione del sito dedicata alla lotta contro le vaccinazioni previste dal c.d. “Decreto Lorenzin” è sparita e non sarà presente nel nuovo sito.

Anzi, privare i No-Vax delle fondamentali rivelazioni Valeriane sulle vaccinazioni (che consisterebbero in una serie di cazzabubbole prive di qualsiasi riscontro scientifico sulla “ricombinazione del DNA operata dai vaccini”, come abbiamo avuto modo di vedere nei due articoli precedenti a questo) è stato il movente di quella che viene definita “ripicca e stupida vendetta”.

E mentre Valeria grida ai quattro venti internautici la propria indignazione per questo “crimine ed abuso dei diritti umani” con tutta la faccia di bronzo di cui è capace, chi scrive non può che constatare la singolare coincidenza temporale fra questo presunto “sabotaggio” e certe notizie di cronaca giudiziaria della metà del luglio scorso provenienti da quel di Modena. 

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La giornata del 17 luglio è quasi senza storia perché viene interamente dedicata al “sondaggio” per scegliere il nome del nuovo sito. Sottolineo solo che hanno votato in 123…

… su di una pagina seguita, in teoria, da 11.648 persone. Arrotondando per eccesso, lo 1,056%. Manco le “Parlamentarie” del Movimento 5 Stalle.

Ed i millemila seguaci che vantavano? Dove sono? Tutto espulsi con la nuova epurazione ancora in divenire?

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Altro giorno, altro giro, altra corsa, altra (as usual) versione dei fatti: nella serata del 18 luglio, Valeria, mentre comunica l’esito della votazione, mette in guardia gli adepti dal “Clone Indebito” messo online dagli ignoti di cui sopra.

Ignoti di cui nemmeno questa volta viene fatto il nome ma quelìl riferimento ad un sito dove “mettere i vostri euro in piattaforma” è sin troppo rivelatore, considerato quello che abbiamo detto sopra a proposito di Vera Economia.

Diventa chiaro come il sole a questo punto che il sodalizio fra i restanti 2/3 dei capetti di PU si è sciolto. E, come ai tempi della cacciata di Wolf, non è avvenuto in maniera esattemente pacifica.

Valeria infatti rincara la dose e, dissociandosi dalla sé stessa di meno di 48 ore prima, afferma di voler far valere i propri diritti d’autore.

Peccato che:

– i nomi “Popolo Unico” e “Popolo Unico Evoluzione” di per sé non sono “opere dell’ingegno”, tutt’al più sarebbero marchi se avessero le caratteristiche e fossero registrati come prevede il c.d. “Codice della Proprietà Industriale” (D. Lgs. 30/2005);

– per quanto riguarda i modelli delle varie Letterine Minatorie da Protocollare rimandiamo a quanto scritto nel primo capitolo: o sono, cosa ancora tutta da dimostrare, autentiche procedure legali (ed allora non rientrano del campo di applicazione del diritto d’autore) o sono “creazioni autentiche” di Valeria (e sappiamo tutti benissimo che sono solo scopiazzamenti di bufale ‘mmmerigane adattate al diritto italiano alla cazzomanaggia);

– e “gli articoli” (parola grossissima), i video, gli audio che Valeria sostiene essere stati pubblicati sul “sito clone” senza la sua autorizzazione?

Per quanto riguarda questi ultimi dobbiamo passare dalla versione “Valeriana” dei fatti a quella “Pierangiolina”. Essendo piuttosto lunga, avrei potuto tagliarla saltando direttamente alla parte che ci interessa, ma lo scritto riporta qua e là interessantissimi retroscena sulla nascita e lo sviluppo di Popolo Unico.

Ho pertanto preferito riportarla quasi integralmente, tagliando solo alcune parti secondarie ed il codazzo pubblicitario pro-Vera Economia.

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Come vi avevo anticipato, Pierangelo parte, come si suol dire, da Adamo ed Eva, quando il loro gruppo era agli esordi, quando tutti i membri si amavano fraternamente in perfetta armonia…

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… cioé non proprio: in mezzo alle “persone desiderose di risolvere le proprie problematiche” (chè poi erano loro stessi ad attirarle facendogli credere di poterli risolvere, quindi non si capisce perché se ne lamenti) c’erano anche individui “poco stimabili” che volevano solo “vanificare gli intenti del gruppo”, altri che hanno utilizzato “i format pubblici e gratuiti” per lucrare (ogni riferimento al loro ex sodale Wolf non deve essere affatto casuale) ed infine qualcuno che ha reso inutili le buone intenzioni altrui perché “ha sempre diretto i fili”. Ed anche quella A di “riuscitA” dubito assai che si tratti di una svista nella concordanza di genere… ;)

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Ed eccoci alla prima rivelazione.

Oddio… rivelazione…

Che PU fosse nato da una costola di OPPT lo sapevamo benissimo anche noi, ma, dopo settimane, mesi ed anni passati a dire che no, loro con OPPT non c’entravano niente (anzi era pure stato inserito in una lista nera di gruppi/associazioni/siti che il buon popolunicaro timorato della Trimurti dei Profeti della LR doveva assolutamente evitare, v. articoli precedenti), ora abbiamo uno degli ex-capi che ammette placidamente che i primi membri di PU erano ex-OPPTari dissidenti (la fantastoriella dei “documenti segreti” è l’alibi con cui giustificano l’essersi fatti la loro psico-setta personale).

    Pierangelo cerca anche di rifilarci la panzana dei “risultati storici” delle registrazioni “in alternato” dei neonati presso i vari Uffici Anagrafe della Penisola.

Peccato che (lasciando da parte il fatto che il c.d. “Capital Letters Argument” è stato debunkato più volto sia qui che altrove) nell’unico caso del genere salito agli onori della cronaca PU non c’entrasse proprio niente, la bambina NON è stata registrata come volevano i genitori sovranisti che, vista la pioggia di pernacchie raccolte all’epoca, l’hanno prontamente derubricato a “performance artistica” nel tentativo (fallito) di non fare ulteriori figure di merda.

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Ecco, “studi” proprio no. Dì piuttosto che vi bevevate come acqua fresca qualsiasi pu*****ta la DVCIA vi postasse sulle pagine FB del gruppo, che si trattasse dell’ennesima interpretazione pseudo-legale od etimologia sarcazza. 

E, per la 2.345.987sima volta, no: non avete protocollato alcuno “status giuridico”, avete fatto solo bella mostra della vostra ignoranza davanti ad un dipendente pubblico a cui avete sottratto un bel po’ del suo orario di lavoro.

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“Parziali successi”? Ma quando? Non avete mai avuto “alti e bassi”, ma sempre e solo “bassi”.

La “sentenza storica” invece non è mai arrivata per un semplice motivo: i giudici, a differenza vostra, il diritto lo conoscono molto bene e con le vostre fregnacce ci si fanno quattro risate davanti alla macchinetta del caffè. Anche questo deve essere tipo la quadrimilionesima volta che ve lo ripeto.

Quanto a quelli che “usavano la Legale Rappresentanza in modo inappropriato”…

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… non li bannavate “per frenarli”, li bannavate punto e basta perché venivano a chiedervi conto dei guai in cui si trovavano per via delle idiozie che li spingevate a fare. Ma sorvoliamo.

Concentriamoci invece su una delle informazioni che ci interessano per il discorso che avevamo interrotto sopra. Scopriamo che a mettere in piedi il sito di PU è stato il “Signor P” cioè Pierangelo e che il dominio era registrato a nome suo.

Fissate anche questo dettaglio e tenetelo lì in un angolino della vostra memoria per il momento, quando arriveremo agli ultimi screenshots metteremo tutti i pezzi insieme.

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Rivelazione\conferma n.2: il “non abbiamo capi” non solo era una cazzata madornale, come già sapevamo, ma addirittura all’interno della cerchia stessa degli amministratori del sito e del forum (creato, come ricorderete, poco tempo prima delle cacciata di Wolf per mettersi al riparo dagli sberleffi che stavano prendendo da mezzo web italiano) era Valeria a fare il bello ed il cattivo tempo.

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A proposito di Wolf, come potete constatare voi stessi, non viene mai nominato direttamente ma solo con velate allusioni.

Come mai questa damnatio memoriae che neanche il Doge Faliero?

Eppure è stato per molti mesi la figura di spicco di PU, quello che dettava la linea da seguire e che veniva mandato a zittire gli infedeli contestatori sulle pagine di de-bunking, il Vero Salvatore della Divina Scuola dell’Ellerre, non esattamente l’ultimo degli stronzi che passava di lì per caso…

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Quando avete di scompisciarvi per l’accostamento delle parole “massimo splendore” e “Popolo Unico”, il post di cui parla Pierangelo lo trovate qui sotto.

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Però anche a Pierangelo serve forse un po’ di fosforo: lui sostiene che i “programmatori di elevato spessore” li aveva contattati prima dell’evento di Prato e che il crowdfunding per finanziare la costruzione della piattaforma sarebbe iniziato solo dopo, ma…

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… se io vado a cercare nei miei articoli precedenti, trovo un post dove hanno cominciato a parlarne già nel Maggio del 2016, diversi mesi prima quell’incontro che segnerebbe il punto del presunto “massimo splendore” di Popolo Unico.

Ed indovinate chi aveva scritto quel post? Esatto, proprio Pierangelo.

Considerato che l’aveva pubblicato su un altro dei millemila gruppi FB di Popolo Unico (nello specifico “Popolo Unico – News”) poi abbandonati/trasformati/rinominati gli si può concedere il beneficio del dubbio.

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Finalmente qualcosa non che sapevamo. In questo passaggio Pierangelo ci offre 2 rivelazioni al prezzo di una: 

1) prima di tutto scopriamo che a redigere il “Format Vaccini” ed i testi del sito relativi all’argomento non è stata Valeria, ma Pierangelo in base alle “fenomenali ricerche” di lei (che, ricordiamolo, consistono in una sentenza pescata nel mazzo della raccolta sbagliata e scopiazzatura di fuffa no-vax trovata in rete, non proprio qualcosa di cui andarne particolarmente fieri). Quindi, quando Valeria rivendica paternità e diritto d’autore dei contenuti del sito, mente sapendo di mentire, almeno in parte;

2) la “sezione vaccini” del sito di PU non sarebbe sparita a seguito dei magheggi per “rubare” il sito stesso, ma qualche tempo prima quando uno dei profili FB della DVCIA venne cancellato (presumibilmente, dall’amministrazione del social network).

Quindi le “ricerche di grande portata” sui vaccini della Miss Dronjo di PU sono andate irrimediabilmente perdute?

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Non proprio: un altro adepto (poi cacciato per altri motivi), il “signor G” si era prodigato di salvarle. Copia di quelle informazioni furono quindi restituite a Valeria con la mediazione di Pierangelo e ad altri membri dello “staff” (chiamiamolo così per semplicità) popolunicaro.

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Ma allora perché non più state pubblicate sul sito?Anche Pierangelo, Marzullianamente si fa la stessa domanda e si da una risposta: l’obiettivo era screditare il signor G!

Mah, personalmente resto convito che il vero motivo sia da ricercarsi in quella notizia di cronaca giudiziaria del Tribunale di Modena linkata qualche paragrafo più sopra e quel che è successo al sito un conveniente alibi per giustificarne la sparizione.

Prima di continuare, piccola pausa per una nota ed una breve riflessione.

Innanzitutto ho ovviamente censurato il link al drive dove i file delle “ricerche fenomenali” sono stati caricati. Perché di stronzate no-vax ne girano già sin troppe.

Secondariamente, come avrete sicuramente notato leggendo gli screenshots sin qui, Pierangelo non manca di lasciarsi andare qua e là a piccole lamentationes vittimistiche per come lui ed altri membri di PU sono stati trattati dalla DVCIA.

Ora, non so voi, ma a me pare un filino ipocrita: giusto per fare un esempio, vi ricordate come Pierangelo aveva chiamato i Wolfiani al tempo della loro cacciata dal gruppo? Se non ve lo ricordate, ve lo rammento io: “Bestie immonde che vanno oltre ogni logica immaginazione“, queste sono le parole esatte.

Dura buttar giù il piatto che fino al giorno prima, come un ubbidiente soldatino, hai contribuito a servire agli altri, eh Pierangelo?

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Procediamo oltre: l’urgenza di contrastare il Decreto Lorenzin (rectius: sfruttare l’onda il momento per piazzare quanto più argento colloidale possibile) spinge Valeria a dirottare tutti gli schiavetti le risorse umane disponibili su quel fronte, compreso Pierangelo che si vede costretto controvoglia a sospendere momentaneamente il lancio di “Vera Economia”.

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Altrettanto controvoglia viene costretto a partecipare all’avventura Pappardaliana.

Cercate di capirlo: in fondo, se il colpo di quartiere fosse riuscito gli avevano SOLO promesso la poltrona del Ministero dell’Economia, poera stella…

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Non ha capito perché Valeria non ha subito voluto abbinare la ONLUS Resilienza a Vera Economia?

Mah, volendo azzardare un’ipotesi, ragionando ad alta voce: non è che ci sarebbe voluto troppo tempo che PU non poteva permettesi di perdere a causa della figura di palta rimediata tra settembre ed ottobre 2017, quando pure parte della stampa nazionale li aveva presi bellamente per il culo, e bisognava distogliere al più presto l’attenzione dei seguaci su qualcosa d’altro?

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Che v’avevo detto? 

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Ma questa volta Pierangelo ha un moto d’orgoglio: lui non ci sta a farsi trattare così!

Rassegna quindi le sue dimissioni IR-RE-VO-CA-BI-LI!

Talmente irrevocabili che le ritira nel giro di qualche giorno…

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Ho già palesato il mio pensiero su queste manifestazioni di vittimismo: i “consueti metodi” di Valeria li avete avvallati per quasi 5 anni, venirsene a lamentare ora, dopo che li avete assaggiati sulla vostra pelle e senza nemmeno una parola per quelli che avete cacciato nei guai in passato, solo per ripulirvi la coscienza mi pare un attimino fuori luogo.

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Il Terzo Attacco de cheeee? Lasciamo perdere le scarse capacità di fare ironia di Pierangelo e concentriamoci invece sul contenuto di questo passaggio.

Scopriamo infatti che dietro le quinte di Popolo Unico, gli animi (già esacerbati) arrivano al punto di saturazione proprio quando si deve discutere di soldi.

OHTUGUARDALASORPRESONA!! Chi l’avrebbe mai detto!

Visto che se ne è parlato negli screenshots precedenti, apriamo una piccolissima parentesi sulla ONLUS Resilienza che…

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…quando non è impegnata a parafrasare slogan salviniani, continua nella sua preziosa (si fa per dire) opera di tutela dei diritti umani. 

In che modo?

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Tipo ehr… stringendo convenzioni per il noleggio auto.

E che straminchia c’entra il noleggio auto coi diritti umani?” chiederete voi.

Non guardate da questa parte. 

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Torniamo a noi.

Qui sopra trovate il messaggio di solidarietà di cui Pierangelo parlava prima. Messaggio di cui, di per sé ci importa poco, se non per la data che reca: 8 marzo.

Tenete conto che il mio articolo precedente (OPPT: La Crociata dell’InfiRidicolo) copriva le disavventure dell’Armata Brancaleone di PU dall’estate scorsa fino a pochi giorni prima della data di pubblicazione, il 23 marzo.

Sempre in quell’articolo dissi che qualcuno presto avrebbe avuto un brusco risveglio dal sogno popolunicaro. Senza saperlo, la mia “profezia” si stava già auto-avverando, anche se per motivi diversi da quelli da me immaginati.

Pigiamo ora il fast forward e saltiamo un altro paio di piagnistei vittimisti per arrivare al nocciolo della questione: chi ha realizzato i contenuti del sito e del perché è andato a fondo.

Ricordate quelle informazioni che vi avevo raccomandato di mandare a memoria nei paragrafi precedenti? Bene è ora di ritirarle fuori per ricomporre il puzzle.

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Poco dopo le dimissioni di alcune che fanno parte sia della ONLUS che dello “staff tecnico” popolunicaro, Valeria scrive una mail ad uno di essi (il signor L) per farsi consegnare le password del sito di PU, rivendicando contemporaenamente la paternità dei contenuti dello stesso.

Dalla reazione piccata di Pierangelo, possiamo intuire che tutti quei contenuti erano il frutto di una ri-elaborazione delle “ricerche” di Valeria da parte chi gestiva materialmente il sito (Pierangelo e quelli del suo “staff”) in vista della pubblicazione.

Quindi, volendo azzardare delle ipotesi, i casi sono solo due: o consideriamo il sito di Popolo Unico nel suo insieme come quello che in diritto si chiama “opera complessa” cioè un’opera creativa frutto della collaborazione di più persone (ed allora Valeria non può rivendicare per sé l’esclusività di alcunché) oppure consideriamo la versione Valeriana della fuffa sovranista individualista come qualcosa a sè stante ed il sito come un mero mezzo per la sua diffusione (ed allora dovrebbe dimostrare di avere i requisti previsti dalla normativa del diritto d’autore, cosa che, come abbiamo visto nel primo capitolo, non può fare).

Direi che questo chiude, con buona approssimazione (non avendo tutti gli elementi a disposizione per essere più preciso), il discorso su paternità e titolarità del sito di PU e dei suoi contenuti .

E se trovate tutta questa bega ridicola, aspettate di vedere il vero motivo dello shutdown del sito.

Nel giro di poco tempo Valeria riesce a mettere le mani su tutte le password del resto degli amministratori del sito. Si potrebbe quasi dire che, nei fatti, ne è diventata l’unica padrona se non fosse che…

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… quando Pierangelo va a controllare se le password sono state cambiate…

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…scopre che il domino è ancora intestato a lui e…

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per “non farlo cadere nell’oblio” (sarebbe stato meglio) decide assieme al resto dello staff dimissionato di rinnovarlo di sua iniziativa.

Rimettendo insieme le varie informazioni che vi avevo detto di tenere a mente: il sito di PU non è mai stato “rubato” e non c’é mai stato un “clone indebito”, quello che Valeria chiama in questo modo è ancora il sito originario che era andato momentaneamente in down causa mancato rinnovo del dominio alla scadenza e rimesso in piedi di sua iniziativa da Pierangelo.

Se c’è un sito-clone, semmai è proprio “PopoloUnicoEvoluzione”.

Non c’è stato nessun magheggio, nessun trucco, nessun sotterfugio: solamente la solita grandissima imbracchiata che, non avendo fatto l’unica cosa che doveva ricordarsi di fare dopo aver preteso il controllo assoluto sul sito, ha rischiato di mandare il tutto a gambe all’aria.

A differenza di Pierangelo dubito assai che si sia trattato di un piano preordinato: molto più probabilmente, una volta fatto il danno e scoperto che qualcun altro ci aveva messo una pezza, da campionessa mondiale di rigiramento di frittate qual è, Valeria ha colto la palla al balzo per fare ancora una volta scaricabarile (e, visti i precedenti, Pierangelo poteva anche aspettarselo).

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Attualmente non è stata realizzata nessuna delle due opzioni esposte qui sopra ed ad essere on-line è solo il “nuovo” sito PUE “Made in Valeria”.

Direi che è infine arrivato il momento di tirare le somme e mi voglio rivolgere ai membri sia di PU che di Vera Economia, se stanno leggendo questo mio scritto: Avete davanti ai vostri occhi la dimostrazione dell’ennesima farsa messa in scena da gente che vi aveva promesso mari e monti. Una che millanta una conoscenza del diritto che, con tutta evidenza, NON possiede e, affamata di bias di conferma, vi promette irrealizzabili fantasticherie in cambio tanto della vostra silenziosa obbedienza ai suoi diktat quanto del vostro adorante plauso. L’altro che, pur avendo tutte le ragioni di lamentarsi per essere stato trattato male, non si sogna minimamente di fare ammenda per gli errori commessi ed anzi mette in piedi un altro progetto, a sua volta basato su una cazzabubbola.

Ve l’ho già chiesto in passato, ve lo chiedo di nuovo ora: quanto preziosissimo tempo della vostra vita vi lascerete ancora sottrarre?


Si ringrazia per le segnalazioni:

– Paola D.

– Donatella L.


I PRECEDENTI EPISODI DELLA SAGA DEI SOVRANISTI INDIVIDUALI:

– http://pontilex.org/2015/04/i-manuali-di-pontilex-org-smontare-la-truffa-di-oppt/

– http://pontilex.org/2016/04/oppt-civil-war-atto-i/

– http://pontilex.org/2016/05/oppt-civil-war-atto-ii/

– http://pontilex.org/2016/06/oppt-civil-war-atto-lll-1/

– http://pontilex.org/2016/09/dove-mario-oppt-edition/

– http://pontilex.org/2017/09/oppt-scisma/

– http://pontilex.org/2018/03/oppt-la-crociata-dellinfiridicolo/

Per segnalazioni/commenti/insulti: Compagno Zed

4 pensieri su “OPPT: CIVIL WAR – ATTO IV – “There can be only One (People)”

  1. Andrea Torti

    Altro che “Civil”, questa è una “Infinity War” in piena regola – ma senza schiocco di dita di Thanos :D

    E state facendo davvero un ottimo lavoro nel seguire passo dopo passo questa tormentata vicenda: non vedo l’ora di leggere il seguito :P

    Rispondi
    1. Compagno ZCompagno Z Autore articolo

      Ti ringrazio Andrea, come puoi immaginare i complimenti fanno sempre piacere.

      Per quanto riguarda i futuri articoli, terremo ovviamente d’occhio la situazione (già sappiamo, grazie alle ns fonti che fra Settembre e Dicembre ci saranno “novitá” per alcuni dei capetti di altri gruppi sovranisti, non aggiungo altro per non spoilerare nulla), la nostra segreta speranza è che la gente che segue queste panzane si dia una svegliata e non ce ne sia piú bisogno https://pontilex.org/wp-content/plugins/wp-monalisa/icons/wpml_wink.gif

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